CLAUDIA GRAY.
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FIREBIRD: LA RESA DEI CONTI.
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Titolo originale: A Million Worlds With You. 2016.
Traduzione di: ISABELLA POLLI.
2017. HarperCollins Italia, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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UN MILIONE DI UNIVERSI. UN MILIONE DI PERICOLI. UN SOLO DESTINO.
Da quando ha iniziato a viaggiare nel Multiverso grazie al Firebird, lo straordinario congegno inventato dai suoi genitori che permette alla coscienza umana di spostarsi da una dimensione all'altra, Marguerite Caine  al centro di una faida intradimensionale orchestrata dalla Triad. E adesso che ha scoperto il vero obiettivo di quella spietata organizzazione le  chiaro che il destino di centinaia, forse migliaia di mondi  nelle sue mani.
Solo che questa volta non potr contare sull'aiuto di Paul...
L'ultimo attacco della Triad lo ha cambiato profondamente, trasformandolo nell'ombra dell'uomo di un tempo, e per quanto lui si sforzi di reagire potrebbe
non tornare mai pi quello di prima. Dunque, se vuole impedire che il Multiverso venga annientato, dovr combattere da sola. E la Triad ha appena sfoderato la sua arma vincente: la Marguerite di un'altra dimensione... crudele, psicopatica e sempre un passo avanti. Sar una lotta all'ultimo sangue, e solo una di loro potr uscirne vittoriosa.
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L'AUTRICE.
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CLAUDIA GRAY  lo pseudonimo di Amy Vincent di New Orleans, autrice  di romanzi young-adult di genere paranormal-romance, che ha scalato la classifica del New York Times con la serie Evernight. Nel corso della sua vita ha lavorato come avvocato, giornalista, DJ e cameriera. La sua passione per il mistero e i fatti inspiegabili nasce probabilmente dalle letture fatte a casa dei nonni.
Firebird: La resa dei conti  il terzo romanzo della serie
Firebird.
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FIREBIRD: LA RESA DEI CONTI.
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Capitolo 1.
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Non riesco a respirare. Non riesco a pensare. Riesco solo ad aggrapparmi a questo cavo e a guardare il fiume, qualche centinaia di metri sotto di me. Fra me e la morte non restano che poche corde di nylon, e le mie mani sono gi viscide di sudore.
Viaggiare fra le dimensioni pu far paura, ma non sono mai stata scaraventata in qualcosa di cos terrificante.
Il panico mi annebbia la mente e rende tutto surreale.
Il mio cervello si rifiuta di accettare che tutto questo stia succedendo davvero, anche se la realt mi sta stirando le braccia e tendendo i muscoli. Il peso del mio corpo, ogni suo chilogrammo, mi tortura le dita e mi dice quanto  autentica la situazione in cui mi trovo.
Le luci della citt, distesa sotto di me, sembrano lontane come le stelle. Eppure la mia mente continua a gridare E solo un incubo. Hai le allucinazioni. Non
pu essere vero...
Ma il Firebird che ho appeso al collo emana ancora il calore del mio viaggio interdimensionale. Quello che ho davanti agli occhi - il pericolo mortale che mi minaccia -  decisamente reale.
Poi mi rendo conto di essere appesa a un'aeronave che proietta pubblicit olografiche verso il cielo scuro.
Finalmente, riesco a mettere a fuoco un dettaglio della metropoli sotto di me abbastanza a lungo da riconoscere la Cattedrale di St. Paul e, oltre quella, un grattacielo futuristico che non  mai esistito nella mia versione di Londra.
L'universo di Londra. Sono tornata nell'universo di Londra, la prima dimensione alternativa che ho visitato.
A quanto pare sar anche la dimensione dove morir.
Marguerite! Volto la testa e vedo mia zia Susannah, che si sporge da un finestrino passeggeri dell'aeronave.
I suoi capelli platinati si agitano intorno al viso, sferzati dalle stesse raffiche che strappano il mio vestito grigio, scoprendomi al mondo sotto di me.
Non che mi importi di chi mi vede il culo quando sto per morire. Zia Susannah ha gli occhi spalancati e le guance rigate di lacrime miste a mascara scuro.
Altri passeggeri le si affollano intorno, premono le facce contro i finestrini e guardano con tanto d'occhi la ragazza che sta per morire.
Okay, penso cercando di calmare il respiro. Non devo fare altro che tornare su. Non  poi cos lontano: devo salire di circa un metro e poi spostarmi di lato per altri... sei?
Per non  cos semplice. Non ho abbastanza forza nelle braccia per risalire la corda e l'appiglio metallico pi vicino  fuori dalla mia portata. E comunque come ho fatto a finire qui? La Marguerite di questo universo deve essere caduta da un finestrino dell'aeronave, aggrappandosi poi a una corda per salvarsi, ed  per questo che adesso sto penzolando a centinaia di metri dalla citt di Londra...
Un'altra ondata di panico. Ogni centimetro che mi separa dal fiume sembra allungarsi, mi prendono le vertigini. I miei muscoli si afflosciano e la mia presa
sulla corda vacilla, portandomi ancora pi vicina alla
morte.
Oh, Dio, no no no. Devo riprendermi subito. Se non la salvo, siamo entrambe spacciate.
Perch se ti trovi in un'altra dimensione quando la persona che ti ospita muore, nello stesso preciso momento muori anche tu.
Potrei semplicemente scappare da questo universo.
L'invenzione dei miei genitori, il Firebird, mi consente di viaggiare in una nuova dimensione in qualunque momento. Adesso sembrerebbe il momento giusto per
dare un'occhiata a qualche altra realt, una qualsiasi. Ma per attivare il Firebird dovrei premere i comandi e saltare, e tutte e due le mie mani al momento sono occupate a stringere questa corda per evitarmi di precipitare verso la morte. Una specie di circolo vizioso.
L'aeronave sta volando a una tale altitudine che, se dovessi cadere, la velocit raggiunta dal mio corpo renderebbe anche un tuffo in acqua letale quanto uno
schianto sul cemento.
Marguerite! grida un'altra voce. Guardo in su e, sbalordita, vedo Paul.
Che cosa ci fa su questa aeronave? In questo universo non ci conosciamo neanche!
Non mi importa il motivo, mi importa solo che sia qui. Il mio amore per Paul Markov  una delle poche costanti del multiverso. Farebbe qualsiasi cosa, anche
rischiare la vita, se servisse a tenermi al sicuro. Se c' qualcuno che pu tirarmi fuori da questa situazione, quello  lui.
Di solito, se mi caccio in un pericolo mi arrangio da sola, ma questo di oggi  veramente tremendo.
Paul! Ti prego aiutami!
Stanno cercando di atterrare il pi in fretta possibile mi risponde. Il vento gli scompiglia i capelli scuri mentre si sporge nel vuoto, appoggiandosi ai proiettori dell'aeronave con assoluta sicurezza: probabilmente fa roccia anche in questo universo, perch l'altezza non gli fa nessun effetto. Devi solo tenere duro.
 vero, sento il cambio di ritmo dei motori. Le eliche provocano altre folate di vento che mi colpiscono. Londra, laggi, si avvicina leggermente, anche se vedo pi che altro un guazzabuglio di luci e di colori crepuscolari, sfumature di blu scuro, grigio e nero. La mia mente annegata nell'adrenalina si rifiuta di interpretare le forme, non vedo altro che una specie di quadro di Pollock, tutto sgorbi, scarabocchi e sbavature.
Immagino un dipinto di Pollock con una grande macchia al centro. Rosso sangue. Di me non rester nient'altro, se lascio andare questo cavo.
Le dita mi fanno un male terribile. E anche le spalle e la schiena. Per quanto possa volerlo disperatamente, non riuscir a tenere duro ancora per molto. Fra qualche minuto precipiter verso la morte.
Il sudore mi cola sulla fronte, nonostante le raffiche gelide che mi circondano. Sento il sapore salato che mi arriva in bocca mentre ansimo. Mentre cerco di migliorare la presa, la gente sull'aeronave caccia un urlo.
Una scarpa nera mi scivola dal piede e sparisce rotolando.
Marguerite, no! Zia Susannah  rauca, come se avesse urlato troppo. Non devi farlo, tesoro. Non mollare!
Lo risolveremo, quello che ti fa soffrire, qualsiasi cosa sia! Te lo giuro. Solo non lasciarti andare!
Vorrei urlarle Ti sembra che mi serva un incoraggiamento a non mollare? Ma poi mi rendo conto di che cosa ha appena detto mia zia. Non devi farlo.
Crede che stia tentando il suicidio. E dato che non riesco a immaginare come altro la Marguerite di questo universo possa essere finita in questa situazione,
penso... penso che zia Susannah abbia ragione.
Per non  stata la Marguerite di questo mondo a cercare di uccidersi.  stata quell'altra, la mia versione perfida, quella che anche adesso sta lavorando per la Triad. Mi ha assalito nella mia dimensione ed  fuggita qui, ma solo in questo momento, mentre ansimo disperatamente e mi aggrappo con quello che resta delle mie forze, mi rendo conto di quale sia il suo vero piano.
Sta cercando di uccidermi.
Sta cercando di uccidere tutte le versioni di me, in ogni dimensione, ovunque.
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Capitolo 2.
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Ho scoperto l'esistenza della mia identit oscura qualche
giorno fa, quando ho visitato per la prima volta la
sua dimensione. Ma ho capito quanto potesse essere
pericolosa soltanto oggi (poche ore prima di finire appesa
sopra la citt di Londra), quando ho cercato di
tornare a casa e lei mi ha seguito.
Ho detto seguito, ma intendo posseduto.
Ero appena rientrata nel mio corpo dopo una folle
corsa contro il tempo per salvare Paul Markov, che ...
come posso chiamarlo? In tutto il multiverso i nostri
destini sono intrecciati in modi bellissimi e tragici.
Abbiamo visto mondi in cui ci siamo respinti l'un l'altra,
in cui ci siamo feriti e odiati - e la consapevolezza
di quanto possa diventare terribile la nostra storia d'amore
ci ha devastato entrambi.
Ma ora ho problemi pi importanti della mia vita
sentimentale.
Appena tornata nella mia dimensione, ho aperto gli
occhi e ho trovato Theo, in piedi sopra di me. Era pallido
e patito: la prova dei gravissimi danni che ha subito
a causa del grimaldello, una droga che ha permesso al
Theo di un'altra dimensione di possederlo e di spiarci
per mesi. Paul ha rischiato la vita per trovare una cura
e salvare il nostro amico. Era ora che ti facessi vedere
mi ha detto Theo con un sorrisetto ironico.
Sono contenta che tu ce l'abbia fatta. Come ti senti?
Ho avuto giorni migliori. La sua maglietta dei Beatles
finto vintage gli pendeva sul corpo troppo magro,
aveva profonde occhiaie scure. Quindi la sua prima domanda
sembrava naturale. Ma comunque tu hai portato
lo sciroppo magico, giusto? Voglio dire, la ricetta
dello sciroppo magico. Si riferiva all'antidoto per gli
effetti collaterali del grimaldello.
Certo. Starai meglio in men che non si dica. Mi sono
guardata intorno cercando i miei genitori. Dovevano
conoscere al pi presto i piani della Triad. Credevamo
che solo una dimensione alternativa ci stesse
spiando, per manipolare gli eventi, ma io avevo scoperto
che la vera minaccia proveniva da una terza dimensione,
la potentissima casa madre, che aveva piani
molto pi oscuri del semplice spionaggio. Dove sono
mamma e pap?
Non c'erano quando sono arrivato. Probabilmente
sono nei laboratori all'universit, a cercare un'altra
via di uscita o a costruire un altro Firebird.
Io ho annuito distrattamente. Chiamarli sarebbe
stato inutile: i miei genitori, gli illustri scienziati che
avevano creato il dispositivo pi miracoloso mai esistito,
si ricordavano raramente di accendere i loro cellulari,
perch quelli erano troppo tecnologici. Ma le mie
preoccupazioni non erano rivolte soltanto a loro. Hai
controllato se Paul  gi tornato?
L'hai ritrovato, eh?
Quando mi sono alzata mi sono sentita strana, avevo
nausea e vertigini.
Quello era il segnale di avvertimento, il momento in
cui avrei dovuto proteggermi.
Invece ho soltanto pensato di essermi mossa troppo
in fretta. Oddio, che cosa mi sta succedendo?
Ne hai passate tante ha detto Theo. In quel momento
non ho riconosciuto la scintilla di trionfo nel suo
sguardo.  normale che tu sia stanca.
Per mi sentivo strana, a disagio. Ma non avevo il
minimo sospetto di quello che stava per succedere.
Quindi Paul doveva tornare nel tuo stesso momento? ha chiesto Theo.
Cos mi ha detto. Dove ho lasciato il mio telefono? Voglio chiamarlo.
Non ti preoccupare. Theo ha cominciato a frugare
nel solito ammasso di fogli sul tavolo arcobaleno, pensavo
stesse cercando il mio iPhone. Rilassati. Lo troverai, Meg.
Meg.
Soltanto una persona mi chiamava cos: Theo. Ma non il mio Theo.
Soltanto la spia del Triadverso.
Mi sono girata verso di lui, inorridita: avevo capito
che mi avrebbe attaccato. Ma era gi troppo tardi. Abbiamo
lottato, azzuffandoci, finch lui mi ha immobilizzato
sul pavimento di legno e mi ha iniettato con
una siringa un liquido verde smeraldo: il grimaldello.
All'inizio ho pensato che fosse un idiota. Il grimaldello
aiuta i viaggiatori interdimensionali a prendere
possesso delle persone che li ospitano e a mantenere
piena coscienza e controllo, ma io ero a casa, nel mio
corpo. Stava cercando di avvelenarmi? Il grimaldello ci
metteva dei mesi a uccidere...
... poi un brivido potentissimo mi ha attraversato,
paralizzandomi. Non riuscivo pi a muovere n la testa
n la mano. Eppure i miei polmoni continuavano a
respirare e la mia voce ha pronunciato le parole di
qualcun altro: Era ora.
Theo ha sorriso, alzandosi per farmi spazio.  sempre
un piacere incontrare qualcuno della casa madre.
Se avessi potuto mi sarei messa a urlare. Le tre dimensioni
in cui esisteva la Triadi erano la mia, il Triadverso,
un mondo molto simile al mio ma di qualche
anno pi avanzato dal punto di vista tecnologico, e la
Casa Madre, un inferno futuristico e spietato dove l'unico
dio era il profitto.
Durante le mie esplorazioni nelle altre dimensioni
ho vissuto insieme a molte delle mie identit alternative
e ho scoperto come sarei stata se il corso della storia
fosse stato diverso, anche solo di poco. Avrei vissuto in
un palazzo in Russia, oppure sott'acqua. A volte le mie
versioni alternative facevano scelte che non capivo, a
volte erano depresse o si sentivano sole. Ma nessuna di
loro mi ha inorridito pi di quella della casa madre.
Lei era al servizio della Triad. Non esitava a uccidere.
Adorava causare sofferenze, la chiamava la sua forma
d'arte.
E aveva appena preso possesso del mio corpo, rendendomi
impotente.
Sembrava avere anche il comando dell'incarico, perch
Theo le ha chiesto: Allora, qual  la nostra prima
missione?.
Scoprire che cosa stanno tramando. Ha sorriso.
Sentire il suo sorriso, sapendo che godeva nel trasformare
il mio corpo in una prigione di carne e ossa, era
rivoltante. I miei genitori non sono tipi da arrendersi,
in nessun universo, anche se sarebbe la mossa pi giusta.
Ma quando avremo fregato queste loro versioni
qualche altra volta, quando li avremo sabotati ancora...
forse riusciremo a rimetterli in riga.
Theo ha annuito, aiutandola ad alzarsi. E se non
riusciamo a convincerli a lavorare per noi?
Lei si  messa a ridere. Allora questa dimensione
dovr morire.
Il Firebird consente di visitare soltanto le dimensioni
dove si  presenti, perch la coscienza pu saltare
soltanto in una versione alternativa di se stessi. Io mi
sono sempre fatta un punto d'onore di trattare bene le
altre Marguerite, di tirarle fuori dai pericoli in cui le
cacciavo. Poi per ho causato dei problemi che non sono
riuscita a risolvere. Una delle versioni di Theo forse
non camminer mai pi per colpa mia. Un'altra Marguerite
si  invischiata in una cospirazione interdimensionale
a cui non avrebbe mai dovuto prendere
parte.
E un'altra me, una versione che ho abitato per quasi
un mese, durante il quale ho capito di amare Paul
Markov e sono andata a letto con lui, adesso  incinta
del bambino che ho concepito al suo posto.
Quindi sono tornata nella mia dimensione piena di
umilt e di vergogna. E decisa a trovare modi pi etici
per viaggiare fra i mondi, senza mettere in pericolo o
violare i nostri s alternativi.
Ma non avevo idea di quanto fosse profonda questa
violazione finch non sono stata invasa da un'altra
Marguerite.
Guarda che casino ha ghignato nel mio corpo l'altra
Marguerite, quella che avevo gi cominciato a chiamare
la Strega. Ha dato una manata a una pila di carte
ricoperte di formule scribacchiate, spargendole sul
tappeto turco. Guardando la stanza attraverso i miei
occhi, osservando i libri, le piante in vaso, i muri dipinti
con la vernice scrivibile, coperti di equazioni tracciate
col gesso, e il tavolo arcobaleno che io e Josie avevamo
colorato con le mani da piccole, lei non vedeva la
sua casa. Anzi, le mie labbra si sono arricciate in una
smorfia di disprezzo. Primitivi. Disorganizzati. Tanto
varrebbe che vivessero in una caverna.
Gi, ma dovrai restarci per un po', in questa caverna,
quindi cerca di abituarti. Theo si  seduto su una
sedia, appoggiando le Converse sul bordo del tavolo.
Qual  la strategia di gioco?
Fingiamo di essere a casa. La Strega ha abbassato
gli occhi sul mio braccialetto con aria schifata, poi se
l' tolto. So che tu sei molto bravo in questo. Non
dobbiamo sabotarli subito: aspettiamo, lasciamo loro credere
che la crisi sia passata e li cogliamo di sorpresa.
Ma c' un problema di cui dobbiamo occuparci immediatamente,
ed  Paul Markov.
Ero sempre pi terrorizzata. Paul sapeva quasi tutto
quello che avevo scoperto, ero riuscita a passargli le
informazioni pi importanti nell'universo di Cambridge.
Ma quelle informazioni avevano messo in pericolo
la sua vita.
I miei genitori non immaginavano nulla di tutto questo
quando hanno inventato il Firebird, un dispositivo
che permette alla coscienza di spostarsi fra i livelli di
realt, meglio conosciuti come dimensioni parallele da
tutti coloro che non sono dei geni della scienza. I miei
volevano soltanto studiare le infinite strade che poteva
prendere la storia. Perch tutto ci che pu succedere
succede davvero. Ogni volta che facciamo una scelta, o
abbiamo un colpo di fortuna, la realt si scinde. Questo
processo avviene da un tempo infinito, e continuer
a ripetersi per sempre.
Mia madre, la dottoressa Sophia Kovalenka, all'inizio
della sua carriera scientifica nel campo della fisica
 rimasta affascinata dal multiverso. Non solo voleva
dimostrare l'esistenza di realt alternative, voleva anche
vederle in prima persona. Dato che i viaggi interdimensionali
a quei tempi non erano considerati
un'impresa scientifica (pi che altro una trovata buona
per Star Trek), la sua carriera  stata quasi soffocata
dalle risate degli altri. Eppure qualcuno ha creduto in
lei, e fra questi un ricercatore inglese, il dottor Henry
Caine, che  diventato suo collaboratore sotto tutti i
punti di vista (in altre parole,  mio padre). Hanno lavorato
con altri scienziati e hanno avuto anche molti
assistenti ricercatori, fra i quali gli attuali dottorandi
Paul Markov e Theodore Beck, e dopo anni di scrupolosi
sforzi sono riusciti finalmente a creare il dispositivo.
I Firebird sembrano complicatissimi ciondoli meccanici,
di gusto vittoriano, ma in realt sono la creazione
scientifica pi potente e miracolosa dopo la bomba
atomica.
Purtroppo, proprio come la bomba, anche i Firebird
hanno dimostrato di avere parecchi lati negativi.
Come ho detto, si possono visitare soltanto le dimensioni
dove si  presenti. Non  possibile raggiungere
un mondo in cui si  morti da piccoli, o dove i propri
genitori non si sono mai incontrati. E in qualunque situazione
si trovi il proprio s alternativo,  l che ci si
ritrova. E per fortuna il Firebird  in grado di ricordare
al viaggiatore la sua vera identit, perch altrimenti
scivolerebbe in fondo alla mente della persona che lo
ospita, che in breve tempo riprenderebbe il controllo
del proprio corpo e della propria vita.
Questo per non vale per i viaggiatori perfetti, coloro
che possono mantenere intatta la propria memoria e il
pieno controllo dell'altro s in qualsiasi universo. Si
pu creare soltanto un viaggiatore perfetto per ogni
dimensione. Wyatt Conley si  assicurato che in questa
dimensione fossi io.
Prendo io il comando, Theo, okay? ha detto la
Strega guardandosi nello specchio, con una smorfia infastidita
per i miei capelli spettinati. Ti hanno gi
scoperto una volta, sospetteranno prima di te. Per me
 diverso: nessuno penserebbe che un viaggiatore perfetto
possa essere occupato cos facilmente. Il che dimostra
quanto sono ignoranti.
Accomodati pure. Ma devo avvisarti di una cosa...
Theo ha fatto una pausa.  pi difficile di quanto credi
tenerli separati da te stessa. Le emozioni... ehm, si
confondono.
Magari le tue. Non  un mio problema. La Strega
ha cominciato a fare una treccia ai miei capelli. Li ha
tirati pi di quanto avrei fatto io, tanto da farmi male.
Ma la pettinatura non era cos diversa dal solito da
fornire un indizio agli altri. Lo ammetto, non ero sicura
del grimaldello. Non credevo che funzionasse cos
bene. Nessuno aveva mai tentato di entrare in un
viaggiatore perfetto prima d'ora.
Probabilmente te ne servir molto pi che a me.
La calma di Theo di fronte ai danni che stavano facendo
al mio corpo e a quello del vero Theo mi faceva infuriare.
Tienilo sempre a portata di mano e usalo immediatamente
alle prime avvisaglie di... lo sai.
La Strega non era il viaggiatore perfetto della sua
dimensione: lo era la mia sorella maggiore, Josie. Durante
la mia visita alla casa madre avevo visto quanto
Josie adorasse esplorare gli universi alternativi: era il
ruolo ideale per mia sorella, scienziata geniale e dipendente
dall'adrenalina.
Ma visitare gli universi paralleli  pericoloso anche
per un viaggiatore perfetto. Durante i nostri viaggi,
tutti avevamo corso gravi rischi, ma Josie era morta.
Non solo. Si era frammentata.
La frammentazione avviene quando la coscienza di
un viaggiatore si divide in due, quattro o mille parti.
Per fortuna  davvero difficilissimo che accada accidentalmente.
Negli ultimi giorni, per, avevo scoperto
due modi in cui lo spirito di una persona poteva essere
frammentato. Uno era quello che era successo a Josie:
la persona che la ospitava aveva avuto un grave incidente
e lei aveva cercato di saltare via negli ultimi istanti
prima che morisse, perch se la persona che ti
sta ospitando muore, muori con lei. La Josie della Casa
Madre ce l'aveva quasi fatta, ma non era bastato.
Mentre faceva il salto si era frammentata in infinite
schegge sparse in dozzine di dimensioni diverse, ciascuna
parte era cos minuscola ed effimera che non c'era
modo di rimetterle insieme.
Questo ha portato alla follia la versione dei miei
genitori che vivevano nella casa madre. E Dio solo sa l'effetto
che ha avuto sulla Strega, perch si  trasformata
in un essere contorto, qualcosa che non avrei mai immaginato
di poter diventare.
Eppure, anche questo male deve essere una parte essenziale
di me...
Sai dove andare dopo che avremo sistemato le cose
qui, vero? ha detto Theo mentre io guardavo impotente
la Strega che finiva la treccia. Hai tutti i calcoli?
Lei ha alzato i miei occhi al cielo. Non ho bisogno
dei calcoli se sono gi inseriti nel Firebird, come in effetti
sono.
Voglio ricontrollare ha insistito Theo. La sua versione
del Triadverso ha imparato a essere pi cauta.
Mentre cominciava a scrivere degli appunti, lavorando
sulle astruse teorie fisiche che governano i viaggi interdimensionali,
ha aggiunto: Se vuoi parlare con
Conley approfittane subito, prima che tornino Sophia e
Henry. Niente li insospettirebbe di pi della prova che
hai parlato con lui.
La Strega ha aggrottato la fronte. Quale Conley?
Quello di questo mondo.  al corrente di tutto.
Wyatt Conley: genio della tecnologia, imprenditore
miliardario, il nerd pi potente d'America. L'ho visto
in TV con un paio di jeans, un blazer e una maglietta
di Iron Man, la sua aria da ragazzino stropicciato assemblata
con pi attenzione dei iPhone con cui ha conquistato
il mercato dei telefoni cellulari qualche anno
fa. Non ha ancora trent'anni e guarda tutto quello che
ha fatto, dicono di lui. Se sapessero che cosa ha fatto
davvero Conley, lo direbbero senza sorridere.
Allora, dov' il suo telefono? ha chiesto la Strega.
Theo l'ha preso dalla tasca posteriore, dove evidentemente
l'aveva nascosto per precauzione contro di me,
ha inserito il numero e glielo ha lanciato. Ho sentito lo
schermo sbattere contro il palmo della mano e mi  venuta
voglia di piangere. Che tortura, avere un bisogno
cos disperato di parlare e non poter dire una sola parola...
Sei arrivata ha detto Conley nel mio orecchio. Speravo
che il mio odio feroce per quell'uomo facesse almeno
venire la nausea alla Strega. Avrei vomitato volentieri,
se fosse stata costretta a farlo anche lei. Sono
contento che tu ce l'abbia fatta. Ovviamente dobbiamo
procedere in fretta. Pensavo di cominciare con Josie.
Sempre Josie ha risposto la Strega in tono amaro.
Conley ha proseguito come niente fosse. Racconta
solo questo alla dottoressa Kovalenka e al dottor Caine
a proposito del tuo universo, non dire altro. Certamente
la notizia che la loro figlia maggiore  morta in un
universo non troppo lontano avr effetto su di loro. Li
render... sentimentali. Una volta che avremo suscitato
la loro compassione, potremo occuparci del resto.
Dubito che sar cos semplice. La Strega camminava
per la casa, cercando di familiarizzarsi con l'ambiente.
Fidati, quando mamma e pap si mettono in
mente qualcosa, finiscono per ottenerla. E in questo
momento, in questa dimensione, ce l'hanno con noi.
Ma non hanno accesso alla nostra tecnologia, e non
conoscono la strategia di gioco. Abbiamo diverse mosse
di vantaggio, Marguerite, e continueremo cos.
Non avrebbe dovuto farmi tanta impressione sentire
pronunciare il nome che condividevo con lei, eppure 
stato cos. Era come se non mi appartenesse pi.
Lei ha replicato: Perch il tuo altro s non si d una
mossa?  un viaggiatore perfetto, quindi pu distruggere
le altre dimensioni e uscirne vivo.
Le altre versioni dei miei genitori potrebbero riavere
Josie soltanto distruggendo tutte le dimensioni che
contengono i frammenti della sua coscienza. La ucciderebbero
altre mille volte, annullerebbero triliardi di vite
(di persone che in pratica non sarebbero neanche
mai nate), soltanto per riavere Josie viva nel loro mondo.
 la cosa pi crudele ed egoista che si possa immaginare,
eppure la Strega ha ragione. Mamma e pap
sanno come ottenere l'impossibile.
 pericoloso, va bene? ha risposto Conley bruscamente.
Ovviamente non gli piaceva l'idea che una delle
sue altre versioni potesse correre dei rischi. Peccato
che non potevo dirgli che la casa madre aveva in programma
di distruggere anche la nostra dimensione, se
i miei genitori non avessero abboccato. E poi sai benissimo
che in alcuni degli universi cruciali non posso
raggiungere la dottoressa Kovalenka e il dottor Caine.
Quindi, anche in caso di successo, sei comunque pi utile
tu. E chiaramente, se si arriver a questo, avremo
bisogno di te per sbattere le porte.
Sbattere le porte? Per me era un'espressione priva di
senso, ma ho deciso di tenerla a mente, di ricordare ogni
dettaglio. Forse la Strega non si rendeva conto che
ero ancora sveglia: di solito le persone drogate col grimaldello
restano incoscienti in fondo alla propria mente.
Se lo avesse saputo non avrebbe parlato cos liberamente.
A meno che... sbattere le porte...
Il filo dei miei pensieri si  interrotto quando ho sentito
la macchina dei miei genitori che entrava nel vialetto.
La Strega ha detto: Mammina e Paparino stanno
per entrare, dobbiamo concludere. La cosa, pi importante
 fermare Paul Markov.  tornato e probabilmente
sta venendo qui.
Me ne occupo io ha risposto Conley, cos tranquillamente
che mi ha dato i brividi. Non avrebbe esitato a
far uccidere Paul, e aveva i soldi per pagare gente che
avrebbe eseguito il suo ordine in un attimo. E poi il
nostro amico  stato frammentato. Non sar mai pi lo
stesso. Possiamo far leva su questo.
Mai pi lo stesso? Paul? Avevo appena attraversato
quattro dimensioni per recuperare tutti i frammenti
del suo spirito e rimetterlo insieme. Quando ci ero finalmente
riuscita, per, Paul era diventato depresso,
rabbioso e addirittura fatalista. Mi ero gi accorta che
l'oscurit degli altri Paul si era in parte infiltrata dentro
di lui, ma mi ero detta che, per quanto terribile,
era una condizione temporanea, come il dolore di un
osso rotto.
E se Paul invece fosse stato cambiato per sempre?
Devo andare. La Strega ha chiuso la chiamata appena
in tempo per correre alla porta da mamma e pap.
Sembravano di nuovo loro, con i loro maglioni slabbrati,
la crocchia disordinata della mamma e gli occhialini
rettangolari di pap. Quando si sono illuminati
in un sorriso, avrei voluto urlare. Vi prego, no. Non
sono io. Dovete capire che non sono io!
Tesoro, sei a casa. La mamma ha stretto la Strega
in un abbraccio. Purtroppo il mio maglione pesante le
ha impedito di sentire il secondo Firebird nascosto sotto
il tessuto. Grazie a Dio.
E Paul? ha chiesto pap, con i suoi occhi azzurri
spalancati e pieni di preoccupazione. Paul sta bene,
vero?
Questa domanda ha colto la Strega di sorpresa. Ha
fatto un piccolo scatto indietro con la testa, una reazione
di stupore. Nella casa madre, Paul Markov era un
nemico giurato della mia famiglia, un ribelle che cercava
di tenere testa alla malvagia Triad Corporation.
Lei doveva pur sapere che non era cos dappertutto,
eppure non era pronta a toccare con mano l'amore che
i miei genitori provavano per lui, quasi come se fosse
stato il figlio maschio che non avevano mai avuto.
Purtroppo  stata brava a mascherare la sua reazione.
 tornato, ed  tutto intero, cio il suo spirito lo ,
per non  pi lui.
Mamma e pap si sono scambiati un'occhiata. Che
cosa vuoi dire? ha chiesto pap. La frammentazione
ha avuto degli effetti negativi su di lui?
Ecco il secondo modo in cui si pu frammentare uno
spirito: si pu decidere di farlo di proposito, se chi
prende la decisione  un bastardo come Wyatt Conley.
Quello che  successo a Paul non  stato un terribile
incidente, ma un agguato. Conley ha diviso il suo spirito
in quattro parti e le ha tenute in ostaggio, obbligandomi
a fare il lavoro sporco per lui se volevo rimetterlo
insieme.
I frammenti dello spirito di Paul sono finiti in angoli
oscuri ha detto la Strega, con voce tremante. In
mondi dove entrambi abbiamo visto un altro lato di
lui. Un lato pericoloso. Non vorrei dirlo, ma credo che
la frammentazione lo abbia cambiato. Forse per sempre.
Come se le cose terribili che hanno fatto tutti gli
altri Paul avessero contaminato il suo spirito.
Oh, no. La mamma si  portata una mano alla bocca.
Sapevamo che la frammentazione era pericolosa,
ma... di sicuro il danno non sar permanente.
La Strega ha scosso la mia testa, con aria desolata.
Non lo so. Mamma, Paul... mi fa un po' paura.
Come poteva parlare cos? Era lei a far paura. Paul
era soltanto ferito e sperduto. Sopraffatto dalla disperazione.
Il destino ci faceva incontrare ogni volta, ma
avevamo imparato che non finivamo sempre per stare
insieme, che a volte ci facevamo del male. Il nostro destino
ci aveva abbandonato, e Paul l'aveva presa anche
peggio di me. Forse lo avrebbe fatto comunque, anche
senza gli effetti della frammentazione, ma in quelle
condizioni sembrava aver perso ogni speranza.
La Strega stava usando l'angoscia di Paul a proprio
vantaggio. I miei genitori, per quanto potessero volergli
bene, avrebbero subito sospettato di lui.
Ehi li ha chiamati Theo dal soggiorno. Come procede
la costruzione del Firebird?
Meglio di quanto pensi ha cominciato mio padre,
ma poi si  interrotto quando  arrivato un taxi davanti
alla nostra casa. All'inizio non riuscivo a capire chi
potesse arrivare in taxi, ma poi la portiera si  spalancata
e ne  uscito Paul.
 qui, ho pensato. Ce l'ha fatta! Paul era arrivato
prima ancora che Conley potesse iniziare a cercarlo.
Questo ci dava una possibilit, a meno che la Strega
non lo avesse gi screditato troppo.
Ha aperto la porta ed  corsa in giardino, ansiosa di
salutarlo.  quello che avrei fatto io, solo che io mi sarei
buttata fra le sue braccia, gli avrei detto che lo amavo
e avrei subito cominciato a parlare per cercare di
distoglierlo dalla sua disperazione. La Strega, invece,
 arrivata davanti a lui e si  fermata di botto, come
stupita.
Ehi. Gli ha fatto un dolce sorriso, o almeno ci ha
provato. Non era molto convincente. Stai bene?
Mi sento a posto ha risposto Paul, stoico come sempre.
Come sto io in questo momento non  importante.
Poi le  passato accanto, con la schiena dritta. In
qualsiasi altra circostanza, quella freddezza mi avrebbe
ferito. Invece in quel momento mi dava speranza.
Paul aveva gi alzato la voce per rivolgersi ai miei genitori,
sulla soglia. Sophia, Henry, quanto vi ha raccontato
Marguerite?
Ho sentito i miei muscoli contrarsi per la paura che
provava la Strega. Non aveva previsto che potessi aver
spiegato tutto quanto a Paul, prima della fine della nostra
avventura. Probabilmente pensava che avessi rimesso
insieme il suo spirito e fossi tornata subito a casa.
La sua impazienza era un'opportunit per me.
Per, se fosse riuscita a prendere tempo e a coinvolgere
Theo, avrebbe potuto ancora screditare Paul. Poteva
ferirlo, o addirittura ucciderlo, e farlo sembrare
una legittima difesa. A quel punto sapevo che non si
sarebbero fermati davanti a niente. Ha seguito Paul in
casa, il mio cuore batteva forte per la sua determinazione
a eliminarlo.
La mamma ha parlato in tono diplomatico. Ci ha
dato le prime notizie, Paul. Vieni, siediti. Faremo un
passo per volta, va bene? Come ti senti?
Strano. Paul ha scosso la testa.  come se... dovessi
scegliere chi voglio essere. In ogni momento. I
miei si sono scambiati uno sguardo preoccupato, mentre
Paul entrava in casa. Poi per lui si  bloccato di
colpo e ha girato lentamente la testa per guardarmi.
L'aveva capito? Come poteva esserci riuscito? Eppure
se c'era qualcuno che mi conosceva davvero, dentro
e fuori, doveva essere Paul.
Mi ha guardato negli occhi, alla ricerca di qualcosa a
cui non sapevo dare un nome. La Strega gli ha sorriso
e gli ha chiuso le mani sul braccio. Bentornato a casa
ha sussurrato.
Ti prego, ho pensato. Non cascarci. Guardami negli
occhi, riconosci la differenza.  la nostra unica possibilit.
Ti prego, Paul. Riconoscimi.
E lui l'ha fatto. L'ha fatto.
Marguerite... La voce di Paul si  affievolita.
Stai...
Sto bene ha sussurrato lei. Non mi hai fatto del
male.
I miei genitori si sono irrigiditi alla sola idea che
Paul potesse avermi fatto qualcosa, proprio come voleva
lei. Nello stesso momento, per, la Strega aveva
scoperto il suo gioco, perch Paul sapeva bene che io
non avrei avuto ragione di dire una cosa del genere.
Paul ha svincolato il braccio dalla sua presa e le ha
stretto il polso tanto da far male. La Strega ha trattenuto
il respiro, sconvolta. Mio padre ha fatto un passo
avanti, con le mani tese, pronto a intervenire. Paul, che cosa fai?
Non so come sia possibile. Paul mi ha guardato di
nuovo negli occhi e mi ha visto, attraverso di lei. Ma questa non  la nostra Marguerite.
...
.
...
Capitolo 3.
...
.
...
Ma che cosa stai dicendo? Mio padre continuava a
spostare lo sguardo da me a Paul. Si fidava ancora pi
di sua figlia che del suo assistente.
Non so da quale mondo venga, ma Marguerite non 
la nostra Marguerite ha detto Paul.
Oh, grazie a Dio, ho pensato. Avrei dovuto sentirmi
sollevata, ma il mio corpo rispondeva alle sensazioni
della Strega. L'emozione che mi aveva invaso poteva essere
paura, o Collera. Ho sentito un'ondata di calore sulla
pelle e mi sono divincolata da Paul. Ve l'ho detto ha
risposto, con un tremito autentico nella voce. Ha continuato
a parlare, allontanandosi da lui e addentrandosi
in casa, verso Theo. La frammentazione lo ha avvelenato,
lo ha distorto. Le altre versioni di lui, quelle dove
avevano nascosto il suo spirito, erano i Paul pi crudeli
e malvagi che potessero esistere.
Malvagi? La mamma ha ripetuto quella parola come
se non ne capisse il significato. Non le era mai neanche
passato per la testa che Paul potesse anche essere
cattivo. Ma se la Strega avesse raggiunto il suo scopo,
avrebbero potuto rivoltarsi tutti quanti contro Paul da
un momento all'altro.
Uno di loro ha sparato a Theo, lo ha ferito quasi
mortalmente. La voce della Strega tremava: ha osato
perfino imitare il mio dolore. Un altro ha litigato con
me in macchina e mi ha danneggiato il braccio, tanto
che forse non potr mai pi dipingere. C' stato perfino
un prete che ha infranto i voti...
Oh, andiamo!, ho pensato. Il dolce Padre Paul, nell'universo
di Roma, non era cattivo, era soltanto vittima di
un conflitto interiore. Per mamma e pap questo non
lo sapevano. Avevano sentito soltanto che Paul era capace
di fare del male alla loro bambina.
Paul ha cercato di spiegarsi. Non stiamo parlando di
me. Questa Marguerite... Si  interrotto. La Strega era
riuscita non solo a instillare il dubbio nei miei genitori,
ma anche in lui stesso. Ha concluso a voce pi bassa:
C' qualcosa che non va.
La Strega ha fatto scivolare le mie mani dietro la
schiena, come se volessi soltanto appoggiarmi al tavolo
arcobaleno. Ma con una mano ha coperto il vecchio tagliacarte
di mio padre, un oggetto antiquato con il manico
di legno intarsiato e la lama di metallo. Le mie dita
sfioravano la punta affilata. Ma dai, Paul ha detto con
la mia voce. Sei ancora scombussolato dalla frammentazione.
Io non ti ritengo responsabile, okay? So che
 stata molto dura, ma credo ancora in te.
Questo, maledizione, lo ha colpito. Paul ha esitato,
per un momento nel quale la mia mente ha urlato Avanti
Paul, mi conosci! Ora non dubitare di te stesso!
Anche se avevo rimesso insieme lo spirito di Paul, c'erano
ancora delle... crepe. Dei punti di vulnerabilit.
Anche se avevo capito che c'erano stati dei danni emotivi,
pensavo che li avrebbe superati.
Solo in quel momento ho capito che Paul poteva essere
cambiato per sempre.
La Strega lo sapeva. Lo aveva sempre saputo, per
questo  andata a colpo sicuro. Paul, solo perch le cose
fra noi adesso sono... strane, non significa che io non
sia davvero io. Ha pronunciato quelle parole come la
confessione di una tremenda tragedia. Stava strumentalizzando
la depressione e i dubbi di Paul. Se fosse riuscita
a fargli odiare se stesso, ritardando anche solo di
un altro minuto un'azione contro di me, l'avrebbe avuta
vinta.
Mio padre ha fatto un passo verso di lui, con le mani
aperte, come se volesse posargliele sulla fronte per provargli
la febbre. Della frammentazione, successa al tuo
spirito, non avevamo approfondito completamente le
possibili conseguenze. Ti senti disorientato?
S ha ammesso Paul. Ma i suoi occhi sono rimasti
fissi al mio viso. Il suo corpo tradiva la tensione interiore.
Non si fidava del suo istinto, per non si fidava neanche
della Strega.
A quel punto  intervenuto Theo, la versione del
Triadverso, che manovrava il suo corpo pallido e indebolito
come un burattino. Ehi, amico,  tutto okay.
Marguerite sta bene, anche tu stai bene, e anch'io. Ho
appena fatto il mio primo viaggio interdimensionale e
caspita, ti incasina la testa. Capisco la tua confusione.
Fai un bel respiro.
Ci hai fatto preoccupare da morire, sai ha detto pap
a Theo. Appena guarisce sar in guai seri, dottor
Beck.
Me ne far una ragione. Quel sorriso malandrino
era proprio da Theo (lo avevo ritrovato ovunque, in
qualsiasi dimensione): l'inganno sembrava completo.
Mia madre era rimasta in silenzio, con le mani strette
davanti a s. Poi ha detto: Stavate sperimentando
l'antidoto per il grimaldello?.
Non capivo perch le fosse venuto in mente proprio in
quel momento, e a quanto pareva non lo capiva neanche
la Strega. Mamma, siamo appena tornati.
Ma c' del grimaldello sul tavolo.
La fiala di liquido verde smeraldo (la droga utilizzata
per appropriarsi del mio corpo e di quello di Theo) era
l, sul tavolo arcobaleno, testimone silenziosa del crimine
che era stato commesso.
La mamma ha spalancato gli occhi. Pap ha raddrizzato
la schiena. Lo sguardo di Paul si  indurito, passando
dal dubbio a una terribile certezza.
Theo ha fatto un balzo in avanti. Anche se era di quasi
dieci centimetri pi basso di Paul, gli si  buttato contro
a tutta forza, colpendolo all'addome con la spalla.
Paul si  piegato in due, i miei si sono precipitati verso
di me - e la mia mano si  chiusa sul tagliacarte. Era
affilato come un pugnale. Mi sono sentita invadere dall'orrore
al pensiero che avrei potuto vedere la mia stessa
mano uccidere i miei genitori.
Ma la Strega non ha puntato la lama contro di loro:
l'ha rivolta contro la mia (la nostra) gola.
Mamma e pap si sono immobilizzati. La punta mi
premeva forte sulla pelle, il dolore cresceva a ogni battito
del cuore.
Questa  l'arteria carotidea ha detto la Strega. Aveva
abbandonato ogni finzione. Sentivo il mio viso deformato
in una smorfia sprezzante. Ho sentito un rumore
di piatti rotti provenire dalla cucina, poi un tonfo
contro gli armadietti. La lotta fra Paul e Theo era sempre
pi brutale, un groviglio di pugni al margine del
mio campo visivo, ma non potevo vedere i dettagli perch
la Strega non guardava. Era troppo occupata a godersi
il terrore sulle facce dei miei genitori. In altre parole,
questo  il vaso sanguigno che collega il cuore al
cervello. Se lo taglio, la vostra viaggiatrice perfetta
muore dissanguata in una trentina di secondi, forse un
minuto. Un tempo sufficiente per mettermi in salvo con
il mio Firebird, ma troppo breve per salvarla. Dovrete
guardarla morire.
Ti prego, no. Non avevo mai visto la mamma cos
spaventata, cos umiliata. Ha teso le mani verso la
Strega in un gesto implorante. Dicci che cosa vuoi e
perch sei qui.
Ah, adesso vi preoccupate per lei ha detto la Strega,
sputando le parole. E da quando avete deciso di occuparvi
di Marguerite? E richiamate il vostro mastino,
Paul Markov, prima che...
Si  sentito un forte tonfo sul pavimento, seguito da
versi soffocati e gemiti. La Strega si  finalmente girata
a guardare e ho visto Paul: aveva messo a terra Theo ed
era chino su di lui. Il Theo del Triadverso per ha afferrato
il Firebird che aveva al collo. Solo un brivido ha segnalato
la sua partenza. Poi il nostro Theo ha bisbigliato
debolmente: Ma cosa diavolo...?.
Una morsa mi ha stretto il petto. La Strega non si aspettava
che Theo la mollasse cos in fretta. Vi ho detto
di richiamare Paul Markov.
Pap si  voltato: Paul, per favore fai come....
Paul non l'ha ascoltato. Si  precipitato verso di noi.
La Strega ha stretto la presa sul tagliacarte, ma lui l'ha
afferrata.
Lei si aspettava che lui cercasse di disarmarla, invece
Paul mi ha strappato con violenza il maglione. Il suo
pugno si  stretto intorno ai due Firebird e mi ha tirato
a s, sbilanciandomi. La furia gelida e terribile nel suo
sguardo, insieme alla minaccia di violenza che gli pulsava
sottopelle, mi ha ricordato fin troppo bene il suo s
appartenente alla mafia russa.
Allontana quella lama e io ti ridar il Firebird per il
tempo necessario a sparire ha ordinato alla Strega.
Lei ha sollevato il mento. Se non mi lasci andare la
tua cara Marguerite morir fra le tue braccia.
La punta del tagliacarte  affondata di pi nella mia
pelle.
Non lo farai. Perch ho io i Firebird, e se la ferisci
morirai dissanguata insieme a lei. Sarai anche disposta
a fare qualunque altra cosa per Wyatt Conley e per la
Triad, ma non credo che tu sia pronta a morire per loro.
Silenzio. I miei genitori erano aggrappati l'uno all'altra,
come se volessero sostenersi a vicenda. Alle loro
spalle vedevo vagamente Theo che cercava di rialzarsi
spingendosi sui gomiti, con la testa china. Gli occhi grigi
di Paul non si staccavano dai miei.
Credi di conoscermi? Il perfido sorrisetto della
Strega mi contorceva le labbra. Fino a ieri non conoscevi
neanche te stesso. Perch ormai non sei pi un unico,
integro essere umano. Sei il mostro di Frankenstein,
cucito con pezzi di altre persone che non sarai
mai pi. E i punti possono strapparsi da un momento
all'altro...
Paul non si  lasciato smuovere. Non so se sei un'opportunista
o una sadica. Non so se sei una vigliacca o
una combattente. Ma so che sei abbastanza intelligente
da riconoscere una situazione senza uscita, e non credo
che tu sia il tipo da suicidarti solo per dispetto.
Lei ha detto, con la mia voce ridotta a un sussurro:
Oh, faccio un sacco di cose per dispetto, signor Markov.
Non ne dubito ha risposto Paul, sempre sussurrando.
Ma le fai agli altri, non a te stessa. E adesso vattene.
Adesso so qual  la strategia.  ora di sbattere un
po' di porte.
La Strega ha abbassato la mano dalla mia gola, ma
prima ancora che potessi sentirmi sollevata si  avventata
su Paul. Uno spruzzo di sangue tiepido mi ha bagnato
la pelle e i vestiti, mentre lui tirava indietro il
braccio ferito, con uno scatto istintivo. Questo ha dato
alla Strega il tempo di strappargli il suo Firebird. Le
mie mani hanno premuto i comandi...
...e mi sono di nuovo sentita stordita. Il mondo  diventato
buio e instabile, ma anche se barcollavo sapevo
che il mio corpo mi apparteneva di nuovo.
La Strega se ne era andata.
Paul, stai bene? Ho allungato una mano verso il suo
braccio e Paul si  ritratto di colpo da quel contatto. Per
un momento siamo riusciti solo a guardarci negli occhi.
Poi mi sono resa conto che avevo ancora in mano il tagliacarte.
Era macchiato del suo sangue.
Paul aveva avuto una reazione istintiva, e intelligente,
dato che avevo ancora l'arma che lo aveva ferito. Ma
vederlo ritrarsi davanti a me mi ha gelato le vene.
Aveva gi cominciato a dubitare di se stesso, rifiutandosi
di credere nel nostro amore.
Adesso non credeva pi neanche in me.
...
.
...
Capitolo 4.
...
.
...
Se soltanto esserci liberati degli... impostori avesse risolto
i nostri problemi ha detto la mamma pochi minuti
dopo. Paul era seduto sul divano e io ero inginocchiata
di fronte a lui per bendargli la ferita al braccio.
Intanto pap cercava di convincere Theo a bere una
tazza di t (mio padre  inglese, crede che il t possa
risolvere tutto). Ma da quanto ci hai detto, le altre
due dimensioni della Triad hanno adottato una nuova
strategia, molto pi pericolosa di prima.
Sono disposti a distruggere intere dimensioni, tutte
quelle che contengono un frammento dello spirito di
Josie. Perfino questa. E tutto per riavere Josie. Non
riesco ancora a credere che voi due sareste capaci di
tanto.
Io s ha detto mio padre a bassa voce. La mamma
gli ha lanciato un'occhiata, ma non ha detto niente, ha
incrociato le braccia come fa sempre quando  sulla difensiva.
Pap ha continuato: Quell'attacco di meningite
che hai avuto a due anni, Marguerite...  una malattia
fulminante. Eri in terapia intensiva e i medici ci
hanno detto che potevamo perderti. Lo stato in cui ero
in quel momento.... Si  interrotto, e quando ha ripreso
a parlare aveva la voce roca. Avrei fatto un patto
col diavolo. Avrei accettato qualunque accordo, con
qualsiasi demone.
Ho ripensato alla furia di mia madre contro Paul, in
un universo in cui mi aveva soltanto ferito. Quell'unico
fatto era bastato a trasformare tutto il suo affetto in odio.
I miei genitori si vantano di essere persone logiche
e razionali, due autentici scienziati, ma forse questo li
ha resi pi vulnerabili alle emozioni forti. Quello che il
resto di noi vive come un profondo lutto, per loro non 
tollerabile. Non c' da stupirsi che la morte di Josie li
abbia spinti alla follia.
Dobbiamo agire subito. Paul non mi aveva ancora
guardato negli occhi, da quando ero tornata in me. Teneva
la testa leggermente abbassata, come se si vergognasse
troppo per sollevarla. Dobbiamo fare qualcosa
per proteggere le dimensioni a rischio di distruzione.
La Triad ha bisogno della collaborazione di un viaggiatore
perfetto per portare a termine il piano in fretta -
ma anche senza Marguerite hanno la versione di
Wyatt Conley del Triadverso.
Non mi  sembrato che Conley avesse intenzione di
fare qualcosa in prima persona ho detto io. Avevo imparato
a mie spese che essere un viaggiatore perfetto
poteva essere pericoloso. Conley faceva strategie grandiose,
ma preferiva restare al sicuro e mettere a repentaglio
le vite degli altri. E che cosa significa "sbattere
le porte"? Ne ha parlato Conley, poi l'ha detto anche
lei, ma non capisco a che cosa si riferiscano.
Pap ha sospirato. Purtroppo neanche noi.
Aspettate un secondo. Theo ha aggrottato la fronte,
guardando il tavolo arcobaleno. Ha sollevato la sua
tazza di t dai fogli sparsi sulla superficie multicolore.
Qui abbiamo delle equazioni molto, molto interessanti.
La mamma si  messa accanto a lui. Che cosa vuoi
dire?
Non  proprio un itinerario, ma forse ci pu dare
degli indizi sulle dimensioni che stanno cercando di
raggiungere. Quelle che cercheranno di distruggere
per prime. Theo ha afferrato la matita lasciata dal
suo doppio e ha ripreso il lavoro per completare l'equazione.
Sappiamo che cos'hanno in comune: saranno le dimensioni
visitate da quella versione di Josie ho aggiunto
io. Quelle dove i frammenti del suo spirito sono...
sepolti, credo.
Mi avevano detto che i frammenti erano troppo piccoli
per poterli raccogliere con un Firebird. Non era rimasto
nulla di intatto della coscienza di Josie. Era
morta, definitivamente, eppure la casa madre aveva
tracciato un sanguinoso percorso di resurrezione. Speravano
che, distruggendo i mondi in cui lo spirito di
Josie era esistito, i suoi frammenti venissero catapultati
nel proprio universo di origine, accumulandosi fino
a un numero sufficiente a ricreare il corpo e lo spirito
di Josie.
Per, se Paul era cos devastato dopo una frammentazione
in quattro parti, che cosa sarebbe stato di Josie
dopo essersi scissa in migliaia di pezzi?
Stavo pensando alle implicazioni teoriche. Paul
sembrava felice di potersi occupare di nuovo di problemi
matematici, invece che di confuse emozioni umane.
La Triad vorr distruggere anche dei vettori originari,
per annullare pi dimensioni in un colpo solo.
Dopo tanti anni in mezzo agli scienziati, avrei dovuto
imparare alla perfezione il loro gergo astruso, no?
Evidentemente no. Che cosa sono i vettori originari?
Universi che abbiano generato molti altri universi
rilevanti per gli scopi della Triad ha risposto la mamma.
La confusione probabilmente mi si leggeva in faccia,
perch si  fermata per darmi altre spiegazioni.
Per esempio, nel nostro mondo, nel Triadverso, e in
molte altre dimensioni che abbiamo visto, Abramo
Lincoln  stato assassinato da John Wilkes Booth. Trovando
e distruggendo l'universo centrale, quello dove
ha avuto origine quell'evento, in pratica verrebbero
distrutti anche tutti quelli in cui quell'evento ha avuto
luogo. Quell'universo centrale sarebbe un vettore originario.
Capisci?
Pap  intervenuto: Devi considerare anche che il
momento in cui ha avuto luogo quell'evento significativo
 completamente irrilevante. Le dimensioni non subirebbero
un collasso, verrebbero... annullate. Anche
se quell'evento avesse avuto luogo secoli o millenni nel
passato, basterebbe distruggere il vettore originario
oggi per annullare anche gli altri fino all'inizio dei
tempi.
Fino a poco dopo il Big Bang ha aggiunto la mamma.
Stavamo letteralmente parlando dell'Apocalisse,
ma lei doveva comunque precisare quando il tempo aveva
avuto inizio.
Qualsiasi scelta, anche la pi banale, creava un nuovo
livello di realt, un'altra dimensione unica all'interno
del multiverso. Se qualcuno avesse trovato nel
passato la scelta che aveva portato alla mia nascita,
tutti i mondi che avevo visitato, tutte le altre Marguerite
che ero stata, sarebbero stati distrutti in un attimo.
Senza quella scelta, quell'universo centrale, nessuna
delle altre Marguerite sarebbe esistita. Sarebbero
state completamente annullate, insieme alle loro dimensioni.
Ho capito: la casa madre vuole distruggere tutti i
mondi in cui Josie si  perduta e alcuni, ehm, vettori originari.
Come facciamo a fermarli? Ma aspettate un
attimo. Come farebbero loro a distruggere un'intera dimensione?
C' stato uno scambio di occhiate fra i quattro scienziati
nella stanza. Le loro espressioni sembravano quasi...
colpevoli.
State forse per dirmi che i Firebird sono molto pi
pericolosi di quanto mi avete mai raccontato?
No! La mamma ha raddrizzato la schiena, offesa.
Sul serio, Marguerite. Non correremmo mai quel tipo
di rischi.
Certo che no. Pap ha fatto una pausa, per poi aggiungere:
Tuttavia, questo non significa che non ci
siano potenziali pericoli legati ai Firebird.
 pi o meno come quando hanno attivato l'acceleratore
di particelle, il Large Hadron Collider ha detto
Theo per provare a spiegarmi. Sapevo tutto di quell'evento,
anche se a quei tempi ero poco pi di una bambina.
Per i fisici l'attivazione dell'LHC era stato come
il SuperBowl, gli Oscar e la festa di Capodanno in una
volta sola, ogni tanto i miei genitori ne parlavano ancora.
Erano tutti in paranoia, dicevano "Ahhh, gli
scienziati stanno per creare un buco nero". E ovviamente
non  successo, perch anche se tecnicamente
sarebbe possibile,  talmente improbabile che l'LHC
potrebbe funzionare per un miliardo di anni senza mai
aprire un buco nero al centro della Terra.
La spiegazione di Theo aveva fatto un po' di chiarezza,
comunque sapere che mi ero portata al collo un miliardesimo
di possibilit di un'apocalisse rimaneva un
brutto colpo.
Ho abbassato gli occhi sul Firebird, ancora appeso
alla sua catenina e spruzzato del sangue di Paul, come
i resti strappati del mio maglione verde e il vestito
bianco che avevo sotto. Per me il Firebird aveva sempre
significato speranza, genio, avventura. Ma in quel
momento ho capito che non avrei pi dimenticato quelle
macchie di sangue.
Allora, come pu un Firebird distruggere una dimensione?
Immaginavo che la risposta prevedesse
un'equazione pi lunga di un libro di Harry Potter, ma
sentivo di dover dire qualcosa.
Paul per aveva imparato a tradurmi la poesia nascosta
della scienza meglio di chiunque altro. Ti ricordi
che cosa ti ho detto quando siamo andati a vedere le
sequoie? La fondamentale asimmetria dell'universo?
Non avrei mai potuto dimenticare quel giorno: nella
bellezza dei boschi di Muir Woods io e Paul ci eravamo
creati il nostro prezioso spicchio di eternit. Ma in pi
lui mi aveva impartito una lezione di fisica, e io mi ricordavo
anche quella. Quasi tutte le forze, in fisica,
sono simmetriche. Ma a un certo punto, qualche nanosecondo
dopo il Big Bang, l'equilibrio fra materia e antimateria
si  in qualche modo incartato, e nessuno ha
idea del perch. L'asimmetria fra materia e antimateria
 ci che rende possibile l'universo. Giusto?
... pi o meno.
La mia mente artistica non comprende la scienza
con la stessa facilit di quella di Paul. Lui non mi farebbe
mai sentire inferiore di proposito, ma il tatto
non  esattamente il suo forte.
Paul ha aggiunto in fretta:  importante perch i
Firebird potrebbero ripristinare la simmetria fra materia
e antimateria.
Che cosa? E come? Avevo la mente in subbuglio.
Perch mai costruire un dispositivo in grado di fare
una cosa del genere?
Theo ci aveva sentito. Marguerite, questo dipende
dal modo in cui funzionano i Firebird. Sai le risonanze
dimensionali di cui parliamo sempre, quelle che ti fanno
venire lo sguardo perso? Sono i disequilibri specifici
di ogni universo. Il Firebird in pratica... naviga quel
disequilibrio, scopre dove dovrebbe trovarsi e ti trascina
con s. Se regoli il Firebird per ripianare il disequilibrio
invece di limitarsi a individuarlo... Theo si  interrotto,
limitandosi ad aprire le mani verso l'esterno,
come per mimare un'esplosione.
Paul, naturalmente, non poteva permettere che una
spiegazione scientifica si concludesse con un semplice
mimo. Il resto avverrebbe di conseguenza. Il collasso
dimensionale si svilupperebbe nel giro di... no. Non ha
senso dire quanto ci vorrebbe, perch si distruggerebbe
anche il tempo stesso.
Ma i Firebird potrebbero anche aumentare il disequilibrio!
ha detto pap, illuminandosi. Sarebbe un
po' pi complicato, per potremmo farlo. Il Firebird avrebbe
bisogno di essere potenziato, naturalmente...
Infatti. La mente agile della mamma era gi qualche
passo avanti agli altri. Ma se riuscissimo a potenziare
i Firebird, poi potremmo incrementare l'asimmetria
in tutte le dimensioni con un dispositivo abbastanza
semplice, una specie di stabilizzatore che potremmo
costruire in ogni universo. Questo renderebbe molto
pi difficile alla Triad farli collassare. Potremmo rallentare
il loro lavoro, magari addirittura fermarli.
A quel punto il potenziale dei Firebird mi era pi
chiaro: potevano annullare un mondo, oppure preservarlo
per sempre. Un bene infinito o un male infinito,
entrambi racchiusi in un ciondolo appeso sopra il mio
cuore.
Ormai i miei genitori e Theo erano completamente
immersi nelle loro equazioni. Io desideravo tanto rubare
qualche minuto di privacy per parlare con Paul.
Doveva ricordare chi era, scrollarsi di dosso la malinconia
e il fatalismo che ancora lo tormentavano.
Se non fosse riuscito a superarli, non lo avevo davvero
salvato. Avevo soltanto rimesso insieme i pezzi di
un uomo distrutto, senza possibilit di recupero. Il solo
pensiero mi faceva desiderare di abbracciarlo stretto,
per sprofondare dentro di lui, tanto che il mio amore avrebbe
riempito tutte le crepe, guarendolo e facendolo
tornare intero.
Per, come ho detto, avevo problemi pi importanti
della mia vita sentimentale. E lo stesso valeva per il
resto del multiverso.
Devo seguirla, vero?
Gli altri si sono scambiati occhiate preoccupate. Mi
sono resa conto che tutti, separatamente, erano giunti
alla conclusione che dovevo correre altri rischi, ma
nessuno voleva essere il primo a dirlo. Pap ha risposto:
Tesoro, per quanto odi doverlo ammettere, abbiamo
bisogno di capire quali mondi vogliono raggiungere.
Dobbiamo saperlo per certo. Le equazioni di Theo ci
saranno utili, ma l'unico modo per essere sicuri di quali
dimensioni sono maggiormente a rischio  che tu vada
a controllare.
Potrei andare io. Paul aveva la voce roca. Oppure
Theo, o voi due. Non deve essere per forza Marguerite.
S, invece. Il suo tentativo di proteggermi era commovente,
ma non potevo lasciarglielo fare. Ero io la
viaggiatrice perfetta, quella che poteva scivolare pi
facilmente negli altri universi, quella che poteva mantenere
la concentrazione e il controllo per tutto il tempo
necessario. Per qualsiasi altro viaggio sarebbe stata
semplicemente una questione di comodit, ma in questo
caso dovevamo reagire nel modo pi rapido ed efficace
possibile. E questo significava che dovevo andare
io. Mi sono voltata verso i miei genitori. Il mio Firebird
dovrebbe essere in grado di rintracciare il suo, vero?
Theo  stato il primo a riuscire a rispondere. S. I
vostri due Firebird sono stati a contatto per un po'...
dovremmo trovare le sue tracce piuttosto in fretta.
Fallo. Ho teso il Firebird a Paul. Pur con qualche
esitazione, lui si  messo al lavoro.
La mamma ha detto: L'altra Marguerite non pu
annullare gli universi senza restare uccisa. Per potrebbe...
preparare il terreno, per l'eventualit che tu
decida di collaborare, o che qualcun altro accetti una
missione suicida.
Se le versioni dei miei genitori della casa madre e
Wyatt Conley erano disposti a distruggere intere
dimensioni per riavere Josie, non avrebbero avuto nessun
problema a chiedere a una persona della loro dimensione
di andare a morire. Per un attimo mi sono
venute le vertigini: c'erano letteralmente in gioco triliardi
di vite umane, e io ero l'unica persona in grado
di salvarle. Per ho tenuto duro. Aspettate. La distruzione
dell'universo non la catapulterebbe di nuovo a
casa?  quello che i vostri s della casa madre pensano
che succederebbe con i frammenti dello spirito di Josie.
Pap ha annuito. Sembrava invecchiato di cinque
anni in un'ora. Questo  ci che probabilmente succederebbe
a un viaggiatore perfetto, a te o alla Josie della
casa madre, ma non all'altra Marguerite, o a chiunque
cercasse di distruggere un universo con un Firebird.
La distruzione ha delle conseguenze, crea delle
catene.  come se... come se dovessi liberare una nave
da un'ancora, ma l'unico modo per farlo fosse aggrapparti
tu stessa all'ancora. La nave sarebbe libera, ma
tu verresti trascinata in fondo all'oceano. Un viaggiatore
perfetto potrebbe sopravvivere, con l'aiuto del
Firebird, ma chiunque altro non avrebbe scampo.
I miei genitori sembravano turbati alla sola idea, ma
io mi sono sentita un po' rincuorata. Forse avrei dovuto
sentirmi in imbarazzo perch potevo accettare l'idea
della morte di un intero universo, sapendo di potermi
salvare. Ma i viaggi interdimensionali erano gi abbastanza
pericolosi, qualsiasi protezione aggiuntiva mi
faceva sentire pi sicura. Quindi mi sono fatta spiegare
dai miei genitori come usare il Firebird per stabilizzare
un universo. Mi sono rifiutata di imparare come
distruggerne uno, perch non avrei mai e poi mai accettato
di fare una cosa del genere. Paul mi  rimasto
vicino, serio e silenzioso, sempre senza guardarmi in
faccia.
 stato Theo a sollevare una questione a cui non
avevo pensato. Ma riuscirai a seguirla?
Che cosa vuoi dire?
Se non  tornata nella sua dimensione, star gi occupando
una versione di se stessa in un altro mondo.
Due persone possono saltare nello stesso corpo? Io non
ne ho idea. Ha scrollato le spalle.
La mamma ha fatto una smorfia. Sapevo che avremmo
dovuto fare una simulazione.
A me non sembrava un gran problema. Le possibilit
erano due: o non era possibile, oppure si poteva fare,
e allora avrei avuto io il controllo, perch la viaggiatrice
perfetta ero io e non la Strega. Poi mi  venuta
in mente una terribile possibilit. Non ci fonderemmo
insieme, o roba del genere, vero?
Tutti e quattro hanno risposto in coro: No. Pap ha
aggiunto, gentilmente: Avrete sempre risonanze diverse,
in qualsiasi caso. Come olio e acqua, tesoro.
Bene. Riuscivo a immaginare la malvagit della
Strega che mi ricopriva come una patina oleosa, scura
e vischiosa. Meglio cos che ritrovarla dentro di me.
Vi ricordate quello che vi ho raccontato dell'universo
di Cambridge?
C' voluto un minuto, ma non potevo biasimarli. Avevo
riferito la storia del mio ultimo, frenetico viaggio
fra le dimensioni il pi in fretta possibile, mentre la
ferita di Paul sanguinava ancora. Paul ha sussultato
al sentir nominare quel posto, perch in quel mondo
lui mi aveva danneggiato il braccio, in un'incidente
d'auto che aveva creato divisioni fra tutti noi. Ma l'aspetto
pi importante di quella dimensione era tutta
un'altra cosa.
I nostri altri s stanno lavorando su un modo per
comunicare fra le dimensioni ha detto la mamma. Tu
hai detto loro di contattarci, e questo significa che
siamo pronti a rispondere.
All'inizio ci avevamo pensato anche noi ha detto
pap meditabondo, sfregandosi il mento come faceva
sempre quando rifletteva a fondo o quando ascoltava
Rubber Soul.
Se riuscite ad avvertirli di quello che sta succedendo
e li mettete in guardia dalla Triad, avranno una
possibilit in pi. Ho abbassato gli occhi sui miei vestiti
stracciati e insanguinati e, assurdamente, ho sentito
il desiderio di cambiarmi prima di andare. Al mio
ritorno a casa, quando il mio corpo fosse tornato osservabile,
avrei ritrovato il sangue asciutto? O sarebbe
stato ancora fresco sulla mia pelle, la prova che avevo
ferito Paul con le mie mani?
La Strega avrebbe potuto puntare alla sua gola. Che
cosa avrei fatto se avessi dovuto vedere me stessa uccidere
Paul?
Paul ha interrotto le mie fantasticherie: Sei pronta?.
No. Ma non ha importanza. Ho alzato una mano
verso di lui.  cos alto, cos muscoloso, un'opera di Michelangelo
in un mondo di Modigliani. Per potevo tenere
il suo viso fra le mani. Seguimi. Ho bisogno di
tutto l'aiuto possibile.
Lui ha esitato, per paura. Ma non era per s che temeva.
Potrebbe venire Theo, oppure Sophia e Henry
potrebbero finalmente usare i Firebird per se stessi...
Ho sussurrato: Io ho bisogno di te.
Paul non mi ha creduto. Non poteva ancora crederci.
Per ha annuito, e doveva bastare.
Ho fatto qualche passo indietro, mi sono seduta su
una sedia in un angolo della stanza, ho premuto i comandi
del Firebird per seguire la Strega...
... ed  per questo che ora sono appesa a un cavo, a
centinaia di metri sopra il fiume Tamigi.
Marguerite! grida Paul. Guardo indietro e lo vedo
scivolare fuori dal finestrino di osservazione, nonostante
le urla costernate delle persone che ha intorno.
Zia Susannah si sporge in avanti, le guance rigate di
lacrime e mascara scuro. Paul grida: Vengo a prenderti.
Non farlo! Queste parole mi costano molto, perch,
Dio, come vorrei che venisse a prendermi e mi salvasse.
Dal riflesso metallico che vedo intorno al suo collo,
capisco che  il mio Paul, che mi ha seguito e che, per
quanti danni abbia subito, c' ancora una parte di lui
che crede ancora che possiamo farcela.
Ma sono pi che sicura che non possa salvarmi. Perderebbe
la sua vita per niente.
I miei palmi sudati scivolano sul cavo, le dita mi fanno
cos male che  come avere ogni fibra nervosa e ogni
osso in fiamme. Se lascio la presa, la Marguerite di
questo universo morir.
 stata la prima identit alternativa che ho occupato,
la prima volta che ho dovuto interpretare la vita
che avrei vissuto in un mondo diverso. Ripenso alla
sua stanza bianca e spoglia, alle sue serate passate alle
feste, di cui non si godeva neanche un minuto.
Quando sono entrata dentro di lei, l'altra volta, ho cercato
di farle ricordare i nostri genitori, quelli che le sono
stati strappati quando era piccola. Ho cercato di
condividere il loro amore con lei, almeno un po'. Ora so
che ha conservato quei ricordi. E uscita con zia Susannah
per divertirsi, e Paul Markov sembra averla trovata.
Sono solo amici, o qualcosa di pi? In ogni caso lui
deve essere una delle pochissime persone sincere e autentiche
della sua vita.
In altre parole, negli ultimi mesi la sua vita  stata
degna di essere vissuta. E adesso la Strega gliela sta
portando via.
Ecco che cosa intendono con "sbattere le porte". Ormai
sanno che non far mai quello che mi chiedono,
quindi vogliono impedirmi di proteggere questi universi,
e possono farlo solo chiudendomi fuori, per sempre.
E l'unico modo di chiudermi fuori  quello di uccidere
ogni Marguerite, ovunque.
Le mie mani stanno scivolando. Mi aggrappo di nuovo,
fra le urla della gente. Una mano trova il cavo, l'altra
no. Adesso sto dondolando, mi fanno male le spalle,
mi tremano tutti i muscoli.  la fine.
Devo saltare, ma che cosa succeder se la Strega mi
blocca la strada? Se non riuscir a saltare dove c' gi
lei? Non c' tempo di impostare di nuovo la destinazione
di casa, e comunque dovrei toccare il Firebird, e non
posso perch questo significherebbe lasciarmi andare,
e se mi lascio andare...
Paul non pu vedere questa scena. Non deve.
Paul! Torna dentro! gli grido.
Marguerite - no!
Cerco di voltarmi e guardarlo di nuovo. Un movimento
di troppo. Le mie mani sudate scivolano via dal
cavo e cado.
Per un attimo non mi sembra neanche di cadere verso
il basso. Mi sento pi come se stessi galleggiando,
nel mezzo di un potente turbine di vento. Ma poi la
forza dell'aria mi schiaccia, mi ritrovo lo stomaco in
gola, il fiume mi si sta precipitando incontro e sto per
morire.
Il Firebird! Mentre precipito afferro il Firebird sotto
la maglietta.  difficile prenderlo perch ora sto rotolando,
i miei vestiti mi si alzano intorno, l'acqua  cos
vicina, cos vicina... premo i comandi...
Il mio corpo si blocca di colpo. Per un terrificante
momento penso che sia finita, penso di aver colpito il
fiume, che sia l'istante della mia morte.
Invece no. Sono seduta in una camera buia e fresca,
anzi no,  un cunicolo, alto poco pi di un metro. Vedo
una luce baluginare in lontananza. Sono circondata da
mura di pietra, il pavimento  quasi completamente
coperto di sabbia. Non so altro, a parte il fatto che mi
trovo in una nuova dimensione, che mi ha salvato.
L'altra Marguerite  morta.
 stata assassinata. Dalla Strega e anche da me.
Perch avevo una possibilit di salvarla e ho completamente fallito.
...
.
...
Capitolo 5.
...
.
...
Come si piange un'altra versione di se stessi?
Il mio cuore si riempie di un dolore stranissimo. L'ingiustizia
della sua morte  insopportabile, soprattutto
quando sembrava che potesse aver finalmente trovato
nella sua vita qualcosa che la rendeva felice. La Marguerite
dell'universo di Londra forse aveva trovato la
sua strada. Perfino il suo Paul era l con lei...
Non puoi saperlo. Poteva essere sulla stessa aeronave
per caso. Viveva in zona, non sarebbe stata una coincidenza
cos incredibile. Non hai avuto modo di capire come
era realmente cambiata la sua vita, e neanche se era
davvero cambiata.
Questo per mi rende ancora pi triste: pensare che
ha vissuto cos sola e infelice, fino al momento in cui la
vita le  stata strappata.
L'unica certezza che ho  che non aveva alcuna colpa
per la propria morte, e che in quel momento era in preda
a un orrendo terrore.
Mi sfugge un singhiozzo. Mi sento schiacciata dal dolore
e dal senso di colpa, che mi tolgono il fiato dai polmoni
e stringono il nodo che ho in gola. Mi porto le ginocchia
al petto, abbasso la testa per abbandonarmi alle
lacrime.
L'altra Marguerite mi ha aiutato con il suo corpo e la
sua vita, quando ne avevo davvero bisogno. E io come
ho ricambiato? Non sono riuscita ad aggrapparmi a
quel cavo. L'ho lasciata andare. I Firebird sono precipitati
nella dimensione di quella Marguerite e dentro la
sua vita, lasciandosi dietro la cicatrice della sua morte.
Alla fine, asciugandomi le lacrime dal viso, sollevo la
testa e cerco di capire chi sono, questa volta.
Okay. Concentrati. Fisicamente non mi sento particolarmente
diversa dal solito. Ho i capelli raccolti in
un'acconciatura complicata, forse una treccia, tenuta
ferma da varie forcine. Mi ricorda la formalit dell'universo
della Russia, ma ovviamente non  l che mi trovo.
L'ambiente  troppo sporco, i miei vestiti sono troppo
semplici... e non sono incinta. Ricordo ancora quelle
sensazioni, tanto da riconoscerne l'assenza.
Il cunicolo dove mi trovo non mi fornisce molti indizi.
L'illuminazione  piuttosto strana: non vedo la fonte di
luce, quindi probabilmente si trova dietro un angolo,
ma  un bagliore tremolante e dunque deve provenire
da una torcia, o forse da qualche candela. Di nuovo il
Medioevo? Non assomiglia per niente alla Roma che ricordo,
ma potrebbero esserci altre dimensioni ferme al
livello tecnologico medievale. Per no: i miei vestiti non
corrispondono. La mia gonna al ginocchio, di cotone cachi,
 pesante ma sembra cucita a macchina e gli scarponcini
con i lacci sono troppo comodi (fidatevi: le calzature
nel medioevo facevano schifo). La mia leggera camicetta
bianca, con le maniche lunghe e il collo alto, 
orlata di pizzo. Niente tasche, niente borsa: quindi
niente smartphone, mappe, soldi o strumenti di identificazione.
Ho un'unica certezza a proposito di questo mondo e di
questa Marguerite:  in pericolo. La Strega non avrebbe
permesso che fosse altrimenti.
Mi sento invadere di nuovo dal terrore che provavo a
Londra: l'acqua scura che si precipitava verso di me,
pronta a polverizzarmi le ossa e togliermi il respiro per
sempre...
Almeno  stata una morte rapida, mi dico respirando
a fondo. Cadendo da quell'altezza, l'impatto con l'acqua
deve averla uccisa all'istante.
Questo non mi conforta.
La mia mente ricomincia a chiedersi, ossessivamente,
perch  dovuto succedere... e poi la domanda diventa
pi precisa: un attimo, perch la Strega  andata nell'universo
di Londra? Perch quel mondo dovrebbe essere
destinato alla distruzione? Nessuna versione di Josie
potrebbe esserci stata, perch in quella dimensione lei 
morta da dieci anni.
Poi mi ricordo quello che hanno detto i miei genitori
sui vettori originari. Un universo potrebbe costituire il
fondamento di molti altri. Distruggendolo, anche gli altri
crollerebbero. Se viene distrutta l'intera sequenza
degli eventi, non importa se la scelta critica  stata fatta
molto tempo fa: passato, presente e futuro svaniranno
contemporaneamente.
Quanti mondi sono condannati, adesso, perch io ho
lasciato la presa?
La mia mente continua a rivivere il momento in cui il
cavo mi  scivolato di mano, ma razionalmente so che
non c'era niente da fare. Ho cercato di tenere duro con
tutte le forze, come se ne andasse di entrambe le nostre
vite, non solo della sua. Per quanto ne sapevo, poteva
essere cos.
Senza dubbio la Strega sperava di uccidere anche me.
Ma che cosa voleva fare, portandomi in uno strano
cunicolo? Non vedo una via d'uscita, per deve esserci
per forza se la Strega  arrivata fin qui. Non mi sembra
un pericolo mortale, ma soltanto una seccatura.
Perch la Strega avrebbe scelto un modo cos lento
per uccidermi? Avrebbe potuto fare un mucchio di altre
cose: impiccarsi, fare un altro salto nel vuoto, zavorrarsi
con delle pietre e buttarsi in acqua... okay, tutte queste
ipotesi mi stanno facendo venire l'ansia.
Ma poi capisco che non far pi nessuna di queste cose,
d'ora in poi: un gesto cos drammatico e definitivo
non le lascerebbe il tempo di fuggire da una dimensione
e salvarsi. Ha ucciso la Marguerite di Londra in modo
cos rapido e violento perch voleva farmi morire con
lei. Spero che pensi di esserci riuscita: molto meglio che
non sappia che le sto ancora alle costole.
Anche se lo sa, comunque,  probabile che le sue prossime
trappole scatteranno pi lentamente. Avr bisogno
di tempo non solo per scappare, ma anche per farmi
arrivare, se spera di uccidere anche me.
D'ora in poi mi metter in situazioni di pericolo meno
immediato. Ma devo ricordare che il livello di rischio
non diminuir.
Dunque, la prima cosa da fare  uscire di qui.
Comincio a strisciare in avanti, in direzione della luce
incerta. La sabbia mi sfrega i palmi e le ginocchia. La
luce  cos fioca che non riesco a vedere n porte n finestre.
L'aria  fresca, quasi fredda, e sa di muffa. Deve
essere cos che ci si sente quando si  sepolti vivi...
Mi corre un brivido lungo la schiena. Riprenditi, mi
dico senza fermarmi. Vedi la luce del fuoco, no? Il fuoco
ha bisogno di ossigeno per bruciare. Finch non si estingue
vuol dire che c' aria.
Il cunicolo fa una svolta brusca e finalmente vedo una
porta di legno vecchio, rovinato e secco. Non vedo maniglie,
ma deve essere da qui che  entrata la Strega:
quindi  anche la mia via d'uscita. Faccio scivolare le
dita intorno al bordo scheggiato della porta, c' abbastanza
spazio da permettermi di tirarla verso di me. Do
uno strattone deciso e la sento cedere...
... all'improvviso le pareti cedono, crollandomi addosso
e ricoprendomi con uno tsunami di sabbia.
Comincio a urlare, ma mi si riempie la gola di sabbia.
Tossisco e sputo, cercando di strisciare fuori, ma la cascata
di sabbia e terriccio non si ferma, mi seppellisce le
gambe e mi immobilizza. Non sto ancora soffocando, ma
non riuscir a cavarmela senza scavare, e se mi si bloccano
anche le braccia rimarr davvero sepolta viva.
Poi sento una voce in lontananza: Marguerite?.
Paul. Mi invade un'ondata di sollievo. S! Aiutami!
Sta crollando tutto!
Un'altra voce, stavolta quella di mio padre: Tieni duro!
E soprattutto non muoverti, per nessun motivo!.
Mi irrigidisco. Non  facile lasciarmi sommergere dalla
sabbia, ma pi resto ferma e pi il flusso rallenta.
Sento movimenti e rumori di scavo a poca distanza. Ho
ancora il cuore impazzito dal terrore, ma almeno adesso
so che i soccorsi sono in arrivo. La Strega ha fallito. Me
la caver...
Dalla sabbia emerge una sagoma - una forma solida,
spinta in avanti dalla valanga di terra. La vedo sempre
pi chiaramente. Cade verso di me oddio  un cadavere.
Non riesco a evitare di urlare e di agitarmi, cercando
di arretrare, cos mi faccio cadere addosso altre ondate
di sabbia. Ormai sono immersa fino alla vita, ma la cosa
pi orribile  la persona morta che si  inclinata verso
di me.  un cadavere scuro, essiccato, poco pi di uno
scheletro. Il bacino, lo sterno e una parte di un braccio
si staccano e mi cadono addosso. Le cose peggiori sono il
ghigno cadaverico a bocca aperta e le orbite vuote.
Marguerite! Giro la testa e vedo mio padre strisciare
verso di me. Vedo in lontananza una scala a pioli di
legno, e mi accorgo che la luce proveniva dall'alto. In
che razza di trappola sotterranea mi ha cacciato la
Strega? Adesso che  arrivato pap, non importa pi.
Vedo altre due gambe scendere la scala e capisco che
fra poco ci sar anche Paul al mio fianco.
Quando pap mi raggiunge gli afferro la mano. Lo abbraccerei,
se non temessi di far precipitare altra sabbia
e farci seppellire entrambi. Ti prego, tirami fuori di
qui.
Fra un secondo, tesoro. Prima dobbiamo puntellare
questa parete. Pap sembra perfettamente a suo agio,
cosa che non riesce a confortarmi come forse dovrebbe.
La luce tremolante alle nostre spalle si riflette sui suoi
occhiali dalla montatura di metallo, nascondendomi il
suo sguardo.
Faccio un gesto verso il grottesco scheletro che penzola
sulla sabbia, avvolto da stracci, o un qualche tipo di
bende. Ma... questo...
Pap mi fa un sorriso entusiasta. Favolosa, vero? E
pensa che l'hai trovata tutta da sola!
Dietro le spalle di mio padre vedo la sagoma di Paul,
che sta strisciando verso di noi. Sembra che stia trascinando
delle tavole, o delle sbarre di metallo, qualcosa
con cui costruire una barriera per rimpiazzare la porta
che ho rovesciato.
La porta che la Strega voleva farmi rovesciare, per
seppellirmi viva. Sapere di essere caduta nella sua
trappola  peggio che trovarsi faccia a faccia con questo
scheletro.
Comunque, anche guardare lo scheletro non  per
niente facile. Mi sembra di sentire l'odore di decomposizione,
anche se la morte deve risalire a molti anni fa.
Forse anche decenni, o secoli.
Ti avevamo detto espressamente di non avventurarti
in questa zona, che dovevamo lavorarci ancora dice pap.
Non  arrabbiato: l'entusiasmo per la mia raccapricciante
scoperta supera di molto la necessit di rimproverarmi.
Che cosa diavolo avevi in testa?
Io... mi sono confusa. Credevo che ti riferissi a un'altra
zona. Questa spiegazione dovrebbe bastare: di solito
funziona. In ogni universo, dappertutto, le persone
fanno dei casini.
In ogni caso pap sembra soddisfatto. Mi accarezza la
schiena. Devi essere pi prudente, Marguerite. Ma devo
ammettere che c' un lato positivo - attribuiremo a
te la scoperta! Potresti diventare il membro pi illustre
della nostra famiglia, nella nostra attivit.
Da quando l'attivit della mia famiglia  quella di
dissotterrare cadaveri putrescenti?
Paul finalmente entra nel mio campo visivo. Le dimensioni
del cunicolo gli impediscono di aggirare pap
e di mettersi al mio fianco, ma in questo momento mi
basta vederlo. Il fuoco inonda il suo viso di una morbida,
calda luce dorata. Indossa una camicia bianca di lino,
pantaloni verdastri e scarponcini alti, proprio come
pap, a quanto vedo. La linea ben curata della barba
accentua i tratti decisi della mascella. Quella barba mi
ricorda il Luogotenente Markov, in Russia, e come sempre
il pensiero di lui mi stringe alla gola e mi fa chiudere
gli occhi.
Quando li riapro, un momento dopo, vedo che Paul ha
l'aria preoccupata e un po' confusa, non sollevata. Se
fosse il mio Paul, se mi avesse gi raggiunto in questo
universo, sarebbe felice di vedermi sana e salva. Capirebbe
perch sono finita in un luogo tanto pericoloso da
spingere i miei genitori a proibirmi specificamente di
andarci. Quindi quello che  venuto a salvarmi  il Paul
di questo universo.
Il mio Paul deve essere rimasto nell'universo di Londra,
ad aspettare il recupero di un cadavere dalle acque
del Tamigi.
Quell'immagine terribile indugia nella mia mente per
qualche minuto, mentre Paul e pap puntellano il muro.
Recuperano prima la mummia e poi me: la vita  fatta
di priorit. Ma il mio sollievo nel vederli  pi forte
di tutto, e conservo la mia rabbia per chi se la merita
davvero: la Strega.
Scommetto che ha chiesto deliberatamente ai miei genitori
qual era il posto pi pericoloso e poi ci si  subito
infilata, penso, mentre le mani grandi di Paul mi liberano
le gambe dalla sabbia. Se pap e Paul non fossero
stati vicini all'uscita del tunnel quando ho gridato aiuto,
il suo piano avrebbe potuto funzionare. Sarei potuta
facilmente finire soffocata dalla sabbia. Io e la Marguerite
di questo mondo saremmo morte insieme.
Una volta libera, scivolo fra mio padre e Paul. Devo
uscire di qui ansimo. Ho le scarpe appesantite dalla
sabbia e voglio solo respirare un po' d'aria fresca.
Vai pure avanti, tesoro. Pap ha occhi soltanto per
il suo nuovo scheletrico amico. Noi ne avremo per ore.
Il corpo di Paul sfiora il mio mentre gli passo accanto.
Mi lancia un'occhiata elettrica, piena di incertezza ma
anche di speranza. Dice con un forte accento, come se
fosse arrivato ieri dalla Russia:  certa di stare bene,
Mar... signorina Caine?.
S. Faccio del mio meglio per sorridergli. Anche in
questa penombra rossastra, vedo che le sue guance si
colorano di piacere. Ne deduco che in questo mondo non
stiamo insieme, o almeno non ancora. Per ci stiamo
pensando. Per quanto sia bellissimo, la sua timida speranza
non fa che ricordarmi la disperazione che ha invaso
il mio Paul...
Ma ci penser pi tardi. Striscio verso la scala a pioli
e comincio a salire, felice di scorgere uno spicchio di cielo
notturno sopra di me. Le stelle sono molto luminose.
Non devono esserci molte luci elettriche nelle vicinanze.
Emergo dal tunnel e trattengo il respiro: la luna illumina
un vasto deserto, numerose tende e... le piramidi,
che svettano maestose contro il cielo buio. In lontananza
riconosco il profilo della Sfinge, con il suo sguardo
perso nell'infinito. Nella mia dimensione la citt di Giza
 molto vicina alle piramidi, ma qui sembra che non sia
stata ancora costruita. Non si vede altro che sabbia ondeggiante
a perdita d'occhio - naturalmente a parte le
tende, gli antichi monumenti e una variet di vanghe,
recipienti e attrezzi che riconosco come tipici di uno scavo
archeologico.
Sono egittologi: mamma e pap si sono dedicati 
all'egittologia. E quello non era un semplice cadavere, era
una mummia.
Rimango immobile in cima alla scala, sbalordita e
piena di meraviglia, finch sento lo scatto di un fucile
che viene caricato. Mi volto e vedo Josie e Theo, in piedi
alle mie spalle. Armati. E pronti a fare fuoco.
...
.
...
Capitolo 6.
...
.
...
All'inizio non so proprio che cosa fare. Implorare mia
sorella di non spararmi? Mi ritrovo ad alzare le mani in
segno di resa, come ho visto in TV.
Josie e Theo fanno un gemito simultaneo e abbassano
le armi. Ceri tu l sotto? Josie ha ancora il fucile in
mano:  puntato verso terra, ma chiaramente  sempre
pronto a sparare. Ha dei pantaloni cachi da cavallerizza
e una camicetta di lino bianca, molto meno elaborata
della mia. Ha raccolto i capelli in una treccia che le arriva
fin quasi al gomito. Pensavamo di avere a che fare
con un ladro di tombe.
Non mi ci vedo come Lara Croft. Avrei dei grossi problemi
a riempire la sua canotta. Scusate, ragazzi. Non
volevo scatenare un falso allarme.
Avresti potuto farti del male. Theo appoggia a terra
il suo fucile. Sembra meno a suo agio con le armi rispetto
a Josie. Che cosa stavi facendo?
Mi sono confusa, ho sbagliato. Tutto qui. Mi tolgo
altra sabbia dalla gonna con un colpo secco della mano.
Ormai i granelli mi si sono infilati nelle scarpe, nella
camicetta e perfino nell'ingombrante e antiquata biancheria
intima che ho sotto. Il fastidio fisico non fa che
peggiorare la mia tristezza interiore. Posso rimandare
le scuse a domani? In questo momento ho bisogno di
stendermi. In codice, significa che Devo stare da sola
per provare a saltare nel prossimo universo.
Josie, ovviamente, non conosce questo codice. Puoi
fare i tuoi disegni di giorno, Marguerite, in condizioni di
sicurezza e accompagnata da qualcuno.
Sembra pi infastidita che preoccupata, ma  abbastanza
tipico di Josie. Non equivochiamo: mia sorella 
capace di provare simpatia e compassione quando le
persone hanno bisogno di lei, per pensa che ognuno
debba imparare a cavarsela da solo. Girare col fucile
sembra una cosa del tutto naturale per lei.
Mi dispiace, non succeder pi.
Sar vero? La Strega non torner sui suoi passi per
attentare nuovamente alla vita di una Marguerite?
Ma certo. Certo che lo far.
Alla fine ci arrivo: non basta inseguire la Strega per
aggiustare tutto quello che ha distrutto. Devo proteggere
le altre Marguerite, tutte quelle che potrebbero correre
dei rischi per le macchinazioni della Strega. E non
solo per intralciare il piano della Triad di distruggere
interi universi (anche se sarebbe gi un motivo sufficiente),
ma perch  una mia responsabilit, la pi sacra
che si possa immaginare.
I miei viaggi hanno messo in pericolo molte Marguerite,
in alcuni casi hanno influenzato le loro vite per
sempre. Ma la Strega sta cercando di attuare un omicidio
di massa di innumerevoli Marguerite, e il mio compito
 fermarla.
Devo seguirla nella sua fila di trappole, affrontare un
pericolo dopo l'altro, compiere un salvataggio dopo l'altro.
Un fallimento pu significare miliardi di morti.
Oh, andiamo. Theo si avvicina.  vestito in modo
pi disinvolto di chiunque abbia visto finora in questa
dimensione: al collo ha un foulard a colori vivaci e il suo
orologio da polso, con le lancette incastonate di diamanti,
scintilla alla luce della luna. Mi aiuta a superare gli
ultimi pioli della scala. Non essere troppo dura con lei,
Josephine. Non vedi che Marguerite  molto scossa? 
pallida come un fantasma.
Josie sospira. Lo so. Mi dispiace, Marguerite. Sei
certa di star bene?
Ho solo bisogno di sdraiarmi, davvero.
Vuoi accompagnarla alla sua tenda, Theo? Nonostante
il buio riconosco la scintilla negli occhi di Josie,
mentre indica quella che deve essere la mia tenda. Forse
crede che ci sia qualcosa fra noi. Oh, per favore, non
anche in questo mondo...
Ma Theo non sembra troppo entusiasta del suggerimento,
ha pi che altro l'aria imbarazzata. Significa che
non stiamo insieme. Grazie a Dio. Sto benissimo. Mi
avvio senza aspettare di essere scortata. Ci vediamo domani.
Solo se prometti di non impazzire di nuovo mi grida
dietro Josie. Il suo tono  cambiato, per: mi sta solo prendendo in giro.
Non ho mai avuto meno voglia di scherzare, ma ho un
ruolo da interpretare. Quindi lancio un'occhiata da sopra
la spalla e tiro fuori la lingua. Sono impazzita, eh?
E allora come ho fatto a scoprire una mummia, poco fa?
Josie e Theo, galvanizzati da queste parole, cadono in
ginocchio per lanciare dei richiami nel cunicolo dove
Paul e pap stanno lavorando alacremente. Per quanto
mi riguarda, sono ben felice di restare da sola.
Lo splendore della notte egiziana  quasi opprimente.
Guardo ancora una volta verso le piramidi all'orizzonte,
e sento partire un brivido. Per un attimo la loro maestosit
mi distoglie da qualsiasi altra cosa, ed  un grande
conforto. A volte un dipinto meraviglioso o una splendida
scultura hanno il potere unico di calmare il mio spirito.
L'arte pu riuscire a sollevarci dalle preoccupazioni,
se glielo permettiamo. Lo spoglio paesaggio notturno
che mi circonda ha la stessa purezza dell'arte.
Mentre cammino, per, comincio lentamente a notare
vari dettagli del nostro accampamento. Abbiamo almeno
nove tende qui intorno, e poi un focolare centrale con
una griglia per cucinare. Le tende non sono quelle piccole
automontanti di nylon che ricordo dalle poche occasioni
in cui Josie mi ha convinto ad accompagnarla in
campeggio: queste sono enormi, come grandi camere, e
sono fatte di un tessuto bianco pesante che ondeggia
lievemente nella brezza notturna. Oltre le tende, dove 
pi buio, ci sono diverse forme pelose: capisco di colpo
che sono dromedari addormentati.
Dromedari? Non riesco a trattenermi: mi metto a ridere.
Il pensiero di mia madre a cavallo di un dromedario...
o di Paul, sempre cos serio e posato, che cerca di
stare in equilibrio sulla gobba...
Ma poi me lo immagino mentre cade, e la mia mente
ritorna alla terribile caduta nell'universo di Londra, la
caduta che ha causato la morte di un'altra me. Il mio
sorriso svanisce. Ci vorr molto tempo prima che mi
venga di nuovo voglia di ridere.
Scopro che la mia tenda, all'interno,  ancora pi lussuosa
di come sembrava da fuori. C' una specie di pavimento
di fortuna, sul quale abbiamo posato un tappeto
turco. Ci sono dei tavolini di legno pieghevoli, su cui
sono appoggiati i miei album da disegno e una lanterna
tremolante. Negli angoli e davanti alle cuciture della
tenda sono appese strisce di tessuto colorato, per garantire
la massima privacy. Sul mio piccolo letto da campo
c' una trapunta fatta a mano, in varie sfumature di
blu scuro. L vicino c' un baule da viaggio ricoperto di
cuoio, in verticale, che a quanto pare uso come cassettiera.
Sopra ci sono una sciarpa di pizzo e un elmetto coloniale.
Peccato non aver trovato questa dimensione prima,
quando avrei potuto godermela, quando i viaggi interdimensionali
sembravano quasi un gioco. Adesso posso
soltanto cercare di andarmene quanto prima, per salvare
la prossima Marguerite.
Mi siedo sul letto da campo e mi sbottono il collo alto
della camicetta. La sabbia  riuscita a infilarsi anche
dentro il Firebird, anche se, dopo averlo scrollato per
bene, non mi sembra che il meccanismo abbia subito
danni. Grazie a Dio. Non credo che potrei sopportare
che si rompesse in un'altra dimensione, perch l'ultima
volta che  successo sono rimasta bloccata per quasi un mese.
Senza contare che sono anche rimasta incinta.
Il mio Firebird rimane legato a quello della Strega: 
in grado di seguire le sue tracce, non appena si sposter
di nuovo. Faccio un respiro profondo, premo i comandi e... niente.
Maledizione. Ricontrollo il Firebird, ma funziona correttamente:
so qual  il problema. A quanto pare non
posso saltare in un universo gi occupato dalla Strega.
Ogni Marguerite pu contenere al massimo due personalit:
la propria e quella di un ospite. Io devo seguire
la Strega, quindi non posso muovermi finch non lo fa lei.
E lei non si muover finch non avr escogitato un
modo raccapricciante per uccidere un'altra Marguerite.
Quale incubo star architettando questa volta? Nella
tomba della mummia avrei potuto restare uccisa, ma
ormai sono sicura che la Strega  capace di molto peggio.
Aspetta solo che esca da questo universo, Strega. Me la pagherai.
Ma come? Non riuscir mai a raggiungerla. La possibilit di contenere un solo ospite per volta implica che
ci pu essere solo una di noi due in ogni dimensione.
Questo inseguimento potrebbe andare avanti per sempre.
Marguerite? Sei presentabile? Sento la voce di mia
madre appena fuori del drappo ricoperto di stoffa che
funge da porta della mia tenda. La mamma ha un accento
francese pi marcato del solito.
Se "presentabile" significa "non nuda", allora certo,
sono presentabile. Con un sospiro rimetto il Firebird
sotto la camicetta e comincio a riallacciarla.
Per le mie dita si interrompono quando mia madre
fa il suo ingresso, con una lanterna in mano. A differenza
di tutti gli altri qui, non  vestita col classico stile aristocratico-avventuriero-dell'et
dell'oro. Indossa invece
una tunica ampia e lunga, riccamente decorata, e
una sciarpa di seta annodata in una specie di turbante,
molto bello. Chi altri se non lei avrebbe potuto finalmente
scoprire un senso per la moda in pieno deserto?
La mamma si siede sul bordo del letto. Stai bene,
mia cara? Non  da te vagabondare in uno scavo aperto.
Lo so, mamma. Mi dispiace.
Questa sera ti sei comportata in modo cos strano...
Quando la Strega  stata qui, qualcosa nel suo comportamento
ha fatto preoccupare mia madre. Non abbastanza
da farle capire quanto era grave la situazione,
ma sufficiente per metterla sul chi vive. Il che significa
che d'ora in poi mi terr sotto controllo con pi attenzione.
Non  necessariamente un problema, per  una
variabile in pi di cui devo tener conto in questo universo.
Ho solo bisogno di dormire, ecco tutto.
Una bella nottata di sonno non ha mai fatto male a
nessuno approva lei. Il suo braccio scivola su di me,
una carezza che mi invita ad appoggiare la testa sulla
sua spalla. Forse dovrei considerarmi troppo cresciuta
per farmi consolare da un abbraccio della mamma, ma
dopo essere precipitata quasi fino alla morte non mi
vergogno di aver bisogno di coccole. Le sue dita passano
fra i pochi riccioli sfuggiti alla mia acconciatura: lo faceva
sempre, quando ero piccola e cercava di farmi
riaddormentare dopo un incubo. Devo dire che il signor
Markov si  precipitato ad aiutarti con la massima celerit.
Dubito che sarebbe stato possibile trattenerlo.
Anche in questo universo, la mamma tifa per Paul.
Non posso credere che abbia lasciato entrare pap per
primo.
Lei fa una risatina. Non  da te fare la civetta, Marguerite.
Ti deciderai presto, vero?
Probabilmente s, penso. Quando abbandoner questo
mondo (potremmo chiamarlo l'universo dell'Egitto), la
Marguerite di questo mondo ricorder i miei sentimenti
per Paul. Ricorder che lui  accorso in suo aiuto, in un
mondo dopo l'altro, e che ogni volta ci siamo amati.
Chiss se ricorder anche il lato oscuro di Paul? Le visioni
da incubo di altri mondi, che nessuno di noi due
riesce a dimenticare?
Ad alta voce dico soltanto: Vuoi che io sia sicura dei
miei sentimenti, vero mamma?.
Certo. Ma sai com' con i russi: si prendono tutto
molto a cuore.
Faccio una risata. Come se non fossi russa anche
tu.
Naturalmente, ma sono passate varie generazioni,
mentre la neve di San Pietroburgo non si  ancora sciolta
del tutto sugli scarponi del signor Markov.
Quindi il Paul di questa dimensione  nato in Russia,
come suggeriva il suo accento. Qui il mio accento  un
po' strano, una via di mezzo fra americano e inglese,
proprio come quello di Josie. Probabilmente  il risultato
di una vita di viaggi avanti e indietro fra l'Egitto e i
musei di tutto il mondo.
La mamma continua. Se non basta l'egittologo personale
dello zar a destare il tuo interesse, che cosa ci vorr
mai?
Mi sta prendendo in giro, ma questo commento mi fa
ripensare all'universo della Russia, dove mia madre era
sposata con lo zar (e dove io ero il frutto di una relazione
clandestina fra lei e mio padre, l'istitutore reale). La
mamma ha sempre desiderato avere tanti figli, ma per
lei le gravidanze erano pericolose ed  per questo che,
nel mio universo, lei e pap si sono fermati a me e a Josie.
Nell'universo della Russia, invece,  morta dando
alla luce il suo quarto bambino. L'orribile zar Alessandro
l'ha fatta praticamente figliare a morte.
La abbraccio forte. Profuma di rose. Ti voglio bene,
mamma.
Mia madre naturalmente non ha idea del motivo che
ha innescato questo slancio sentimentale, ma  troppo
saggia per chiederlo. Anch'io ti voglio bene.
Quando se ne va, provo ancora a fare il salto, ma senza
fortuna. Allora comincio a spogliarmi, ed  un'operazione
piuttosto lunga: i colletti elaborati, le calze lunghe
e gli scarponcini con i lacci non sono facili da togliere.
Poi provo di nuovo a saltare: ancora niente. Mentre mi
infilo la lunga camicia da notte di tessuto leggero che
trovo in un cassetto del baule da viaggio, decido di restare
sveglia il pi a lungo possibile e di provare a saltare
ogni dieci minuti. Questa Marguerite si  salvata
dal rischio di essere sepolta viva. Chi pu immaginare
che cosa dovr affrontare la prossima?
Per sono stanca, sono cos stanca. Nel corpo e nello
spirito. Non appena mi copro con la trapunta e appoggio
la testa sul cuscino, finisco per addormentarmi.
Per tutta la notte sono tormentata dagli incubi, per
non sogno la terribile caduta dell'universo di Londra,
quell'ultimo tuffo nel vuoto. Invece mi ritrovo nella
tomba, dove dozzine e dozzine di cadaveri mummificati
rotolano su di me da porte e varchi, senza sosta.
E nel sogno so, in qualche modo, che ognuno di quei
corpi appartiene a me.
Al mattino, appena sveglia, riprovo ad attivare il
Firebird. Ancora nessuna via d'uscita. A quanto pare, la
Strega questa volta fa fatica a inventarsi una trappola
mortale. Per il bene della prossima Marguerite, mi auguro
che viva in un posto cos sicuro e controllato che la
Strega non possa farle del male in nessun modo.
Anche se questo significherebbe bloccarmi nell'universo
dell'Egitto per parecchio tempo.
Diciamo che me la sono cavata in posti peggiori di
questo.
Fin dal Rinascimento, diversi pittori hanno utilizzato
un colore chiamato bruno di mummia. Era di una tonalit
terra d'ombra, una sfumatura naturale e terrosa,
mai opaca, e poteva avere una certa trasparenza, che
rendeva bene le velature. Questo colore  stato piuttosto
diffuso fino a met del Ventesimo secolo, quando i
preraffaelliti hanno cominciato a utilizzarlo in abbondanza...
e poi si sono resi conto che quella tonalit si
chiamava cos perch era fatto di vere e proprie mummie
egiziane macinate. Pare che un paio di pittori abbiano
addirittura seppellito i tubetti di colore, quando
hanno scoperto la verit. Altre persone, invece, non si
fermavano neanche di fronte a questo, e la produzione
dell'antico bruno di mummia  terminata soltanto
quando non si sono pi trovate mummie a buon mercato.
Penso molto a questa storia mentre esamino le fiale e
i tubetti di colore nella mia scatola. Spero davvero di
non avere l'abitudine di prepararmi i colori da sola, in
questo mondo. E di non essere il tipo di persona disposta
a polverizzare un cadavere per un dipinto.  una cosa
che farebbe la Strega, non io.
Se solo potessi rendermi utile in questa dimensione...
ma non ho le competenze scientifiche per costruire uno
stabilizzatore. Probabilmente qui sarebbe ancora pi
complicato che a casa, dato che il livello tecnologico 
pi primitivo. Ho salvato la Marguerite di questa
dimensione, ma adesso non ho pi nulla da fare, eccetto
che aspettare che si presenti la prossima opportunit di
proseguire il mio viaggio.
Alla fine accetto che devo affrontare la mia vita in
questo posto e indosso dei vestiti quasi identici a quelli
che avevo ieri (solo meno sabbiosi). Non riesco a replicare
l'acconciatura complicata di questa Marguerite, ma
faccio una coda di cavallo legandola con la sciarpa di
pizzo. Spero che sia considerata appropriata. Sotto la
camicetta rimane il Firebird, continuer a tentare di usarlo
per tutta la giornata. Dopo aver messo l'elmetto
coloniale mi sento pronta all'avventura ed esco dalla
tenda. Mi aspetto una spedizione archeologica in tutto
il suo splendore, invece vedo solo i miei genitori, Josie,
Theo e Paul seduti intorno al fuoco centrale, che  ancora
acceso. Sulla griglia c' una caffettiera di metallo e la
mamma sta affettando un filone di pane avvolto in una
specie di carta oleata. Indossa ancora la sua tunica e
pap sta leggendo un giornale in tedesco. Lo sguardo di
Paul incrocia il mio, solo per un momento, poi lui lo distoglie
timidamente e prende il pane dalle mani della
mamma.
Non  da te fare tardi a colazione dice Theo sorridendo.
Ha un nuovo vivace foulard intorno al collo e un
paio di occhiali da sole con le lenti verde scuro. La
mummia ti ha tenuto sveglia tutta la notte?
No. Ho l'impressione che i miei incubi gli darebbero
una soddisfazione, in qualche modo contorto, quindi
non aggiungo altro. Mi dispiace di aver dormito troppo.
Non voglio perdermi niente.
 la verit. Finch sono bloccata qui, tanto vale guardarsi
intorno per bene, e sar affascinante esplorare
antiche tombe egizie, se non saltano fuori dai muri altre
mummie.
I miei si scambiano un'occhiata, poi mio padre dice:
Ti ricordi che oggi  Sabbath, vero Marguerite?
Immagino che, almeno in un universo, pap e mamma
dovessero seguire una religione. Oh. Giusto, me ne
ero dimenticata.
Per fortuna hai l'elmetto dice Josie. Si accende una
sigaretta, cosa che all'inizio mi stupisce. Poi per mi ricordo
che probabilmente nessuno in questo mondo sa
ancora che il fumo fa venire il cancro. Altrimenti penserei
che hai preso un'insolazione.
Marguerite  solo ansiosa di tornare al lavoro. Il
forte accento russo di Paul, cos simile a quello del Luogotenente
Markov, mi colpisce al cuore. Lo guardo mentre
mi passa un pezzo di pane su un piattino blu di stagno
e una tazza di caff. Mi ha preparato la colazione
prima di servirsi. Metto tutto il calore possibile nel mio
sorriso, e lui abbassa la testa. Dovrebbe essere un momento
molto tenero, invece mi ritrovo a pensare a Paul
come l'ho lasciato, a casa: la testa china, come se gli effetti
residui della frammentazione - la vergogna e la disperazione
- gli pesassero letteralmente addosso, intralciando
i suoi movimenti.
Sei sicura di star bene? Pap mi guarda da sopra
gli occhiali. Mi sembri pallida, Marguerite.
Sto bene. Cerco di rasserenarmi, per non attirare
troppo l'attenzione su di me.
Devo concentrarmi sul fatto pi importante riguardo
a Paul, in questo momento:  ancora il Paul di questo
mondo, ben otto ore dopo il mio arrivo qui. Il mio Paul 
rimasto nell'universo di Londra. A quanto pare, sente il
bisogno di trovare il corpo prima di raggiungermi, ma
potrebbe volerci parecchio. Dragare un fiume per trovare
un cadavere  un processo lungo e noioso, senza garanzie
di successo.
 un argomento che conosco fin troppo bene. Quando
ci hanno detto che mio padre era morto precipitando nel
fiume con la sua auto, ho passato molto tempo a documentarmi
(soprattutto dopo avere scoperto che in realt
era vivo e stava bene). Riaverlo fra noi non ha cancellato
il trauma di averlo creduto morto. Non so perch, eppure
 cos. Per settimane ho avuto incubi in cui scoprivo
di essere andata nell'universo sbagliato, e che il padre
che avevo portato indietro non fosse il mio. La mia
mente faceva di tutto per convincermi che pap era
morto davvero, alla fine. In qualche modo, capire che
cosa gli sarebbe potuto succedere se fosse finito nel fiume...
mi ha aiutato. Per adesso significa che le mie conoscenze
sull'aspetto di un cadavere rigonfio d'acqua
sono davvero troppo precise.
Ti prego, fa' che Paul non debba vedere una cosa del
genere, penso. Ti prego.
Se Marguerite non sente il bisogno di riposarsi, non
vedo perch non possa darsi da fare, oggi dice la mamma.
Per gli scavi ci servono i lavoratori, ma per i suoi
disegni no. Anzi, dovrebbe sempre avere a disposizione
pi tempo nelle tombe, per poter disegnare senza interferenze.
E prima torni laggi, meglio . Pap solleva la tazza
verso di me, come per una specie di brindisi. Non
vogliamo che il piccolo incidente di ieri notte ti crei
troppe paure.
Alzo la mia tazza e bevo un sorso di caff - poi reprimo
il brivido che mi attraversa. Oddio, questo caff 
veramente forte. Mamma mia. Se lo bevo tutto, potrei
arrivare a vedere oltre il tempo. A quanto pare, prima
dell'invenzione del filtro, per bere caff bisognava essere
davvero motivati.
Non dovrebbe tornare nelle tombe da sola. Io sarei
felice di accompagnarla propone Paul.
Theo fa un'espressione delusa, accorgendosi di aver
perso l'occasione per un secondo. Forse dovrebbe dispiacermi
per il Theo di questo mondo, ma presumo che
sappia badare a se stesso. Mi piacerebbe rispondo, e
Paul sorride.  bello vederlo sorridere di nuovo.
Venti minuti dopo mi porta in un'altra tomba: scendiamo
un'altra scala a pioli e questa volta entriamo in
un cunicolo molto pi ampio, dove si pu stare in piedi e
camminare agevolmente. La lanterna di Paul illumina
un lungo corridoio, che sembra estendersi all'infinito.
Quando la solleva, la luce rivela i geroglifici e i dipinti
sulla parete. Davanti a me c' l'intero pantheon egizio,
colorato in ocra, cobalto e oro: Horus con il suo becco ricurvo,
Iside con le braccia distese come ali, Anubi con la
testa nera da sciacallo, in attesa di accompagnare i
morti nell'oltretomba.
 incredibile sussurro. Le mie dita si allungano
verso i simboli, ma non sono cos stupida da toccarli.
Quasi intatti. Il tono di Paul  orgoglioso. Con l'aiuto
dei tuoi disegni, riusciremo a tradurli. Persone
morte da tremila anni parleranno di nuovo.
Io apro il mio album, che non avevo ancora avuto il
tempo di esaminare. Qui, oltre a dipingere, disegno
molto, forse anzi  questa la tecnica che uso pi spesso:
a volte con i colori, a volte semplicemente a matita. Il
mio lavoro rivela molta pi attenzione ai dettagli rispetto
a quello che faccio a casa.
Sei l'unica che non ha studiato egittologia, almeno
non formalmente aggiunge Paul. Ma sei la persona
che potrebbe fare le scoperte pi importanti di tutte.
Adesso capisco: mio padre non scherzava quando ha
detto che partecipavo all'attivit di famiglia. Qui sono
anch'io un'egittologa. Questa volta non sono una semplice
spettatrice, ma lavoro al fianco di mamma e pap.
Sono parte della squadra. Non era mai successo prima.
Un attimo, non  vero. La Strega  coinvolta nei piani
della casa madre come tutti gli altri. Ma non dovrebbe
essere l'unica, perch  una sensazione stupenda.
I miei genitori non mi hanno mai fatto sentire inferiore
per non aver ereditato la loro genialit scientifica,
come Josie. Hanno sempre sostenuto la mia arte e non
hanno mai neanche lontanamente lasciato intendere
che la mia creativit fosse meno importante della loro.
Resta il fatto, per, che loro hanno ridefinito le leggi
della fisica, mentre io da parte mia ho un'unica mostra
al mio attivo.  difficile non sentirsi insignificanti,
quando i tuoi genitori sono in pratica Marie e Pierre
Curie. Che cosa dovrei realizzare per eguagliare il Firebird?
Forse la Cappella Sistina.
Ma qui i miei genitori hanno bisogno della mia arte,
qui condivido le loro scoperte e i loro trionfi. Questa
consapevolezza riempie un vuoto nel mio cuore che non
sapevo neanche di avere, fino a questo momento.
Forse penserete che essere una viaggiatrice perfetta,
un'esploratrice di nuove dimensioni, avrebbe dovuto
darmi la stessa soddisfazione. Ma la differenza  che
quella  una coka. che ho subito. Per quanto sia un grande
dono, in realt  anche un peso. E poi c' il pericolo,
ci sono i danni che ho fatto. Mentre questo, questo album
con i disegni dei geroglifici dell'Antico Egitto,  assolutamente
puro. Mi appartiene completamente, nasce
dal mio amore per l'arte.
In confronto alle cose terribili che stanno accadendo
in questo momento nel multiverso, non  una grande
consolazione, ma forse era quello di cui avevo pi bisogno.
Sono felice di questa piccola meraviglia, di questo
momento che si pu quasi chiamare di gioia.
Mi stringo l'album al petto, e Paul fa una risata soffocata.
Sembri... entusiasta di metterti al lavoro.
Infatti. Per il tempo che sar bloccata in questo universo,
ho intenzione di fare del mio meglio.
Paul, esitando, mi dice con il suo marcato accento
russo: Ho sempre desiderato saper disegnare e dipingere
come te.
Davvero?
Lui annuisce, senza guardarmi negli occhi. A volte 
adorabile il fatto che un uomo cos grande e forte possa
essere cos timido. Noi troviamo tanti reperti di una civilt
perduta: una statua spezzata, un'anfora sepolta.
Vediamo cocci e frammenti, soltanto parti di ci che un
tempo era gloriosamente intero. Quando ci penso, vorrei
poterli rimettere insieme. Non come erano prima:
ovviamente sarebbe impossibile. Ma abbastanza per
riuscire a vedere, vedere davvero, com'erano un tempo.
La tua arte...  quella che si avvicina di pi a questo risultato.
Non come erano prima. Ricordo la mia corsa frenetica
fra le dimensioni, nel disperato tentativo di rimettere
insieme i pezzi dello spirito di Paul. Potr mai tornare
lo stesso di prima? Oppure potr vederlo soltanto nel
modo in cui questo Paul vede l'Antico Egitto: nei dipinti,
nei ricordi e nei sogni?
Mi rifiuto di credere che lo spirito del mio Paul sia
perduto. Lui non  distrutto, come le rovine che ci circondano.
Ce la pu fare.
Poi lui spalanca gli occhi e fa un passo indietro, con
una smorfia quasi di dolore. Si accascia pesantemente
contro il muro, come se i dipinti non ci fossero.
Paul! Stai... Mi avvicino, preoccupata.
La mia mano tocca il suo petto, e sotto la sua camicia
sento l'inconfondibile sagoma dei Firebird. Il mio Paul 
arrivato, finalmente.
Vorrei abbracciarlo, ma lui allunga le mani in avanti,
come per tenersi in equilibrio.  ancora disorientato.
Dove siamo?
In Egitto. Questa  un'antica tomba, e la stiamo esplorando
tutti insieme. Come dimensione  veramente
una figata, non trovi? Cerco di farlo sorridere, perch
se ci riesco significa che non ha dovuto vedere il cadavere
della Marguerite di Londra. Ma Paul  pallido, ha
uno sguardo tormentato negli occhi grigi, e so qual 
stata l'ultima cosa che ha visto in quel mondo.
Mi dispiace.
Saresti potuta morire. Poi si irrigidisce, spalanca
gli occhi. La sua voce si abbassa in un ringhio e aggiunge:
Forse  successo.
Paul?
Lui non risponde, ma mi spinge all'indietro cos forte
che quasi vado a finire contro la parete opposta. Qualcosa
nel suo sguardo mi ricorda il crudele Paul della
mafia russa, che ha fatto fuoco su Theo senza battere
ciglio. Dimostrami chi sei.
Che cosa?
Potresti essere lei. Mi stringe la spalla in una morsa
implacabile. Potresti averla uccisa, e avermi aspettato
qui per uccidere anche me. Quindi dimostrami che
sei la mia Marguerite, o ti giuro che...
Paul non finisce la frase. Non ce n' bisogno. Ha appena
visto una Marguerite giacere morta davanti ai
suoi occhi. Adesso  pronto a ucciderne un'altra a mani
nude.
Il mio Paul non lo farebbe mai, mai. O meglio, non
l'avrebbe mai fatto.
Ma la frammentazione gli ha causato dei danni, ha
lasciato spigoli aguzzi e paranoia dove prima c'era soltanto
amore. Mi rendo conto con orrore che potrei non
riconoscere pi Paul.
E se lui non riconoscesse me... mi farebbe del male?
Mio Dio. S.
...
.
...
Capitolo 7.
...
.
...
Paul... Non riesco a parlare. Per un momento posso a
malapena respirare. Il suo sguardo mi trafigge come
una lama di ghiaccio. Fa un passo avanti, pronto a dare
il peggio di s.
Ricordo il Luogotenente Markov, che ha sparato al
soldato traditore che avrebbe ucciso la Granduchessa, e,
in un altro mondo, il figlio del capomafia russo, che ha
disintegrato il ginocchio di Theo a sangue freddo. In ogni
Paul, compreso quello che amo, esiste la capacit di
usare la violenza, per il bene o per il male.
Il mio Paul aveva vinto questo istinto, molto prima
della frammentazione, prima ancora che ci conoscessimo.
Si era battuto contro l'oscurit del suo passato per
diventare una brava persona, e un uomo forte. Ma le
crepe nella sua anima ci sono ancora, e in qualsiasi momento
l'uomo buono, quello che amo, potrebbe andare
in pezzi. Diventare qualcun altro, un uomo pericoloso.
Farei meglio a difendermi.
Okay comincio, debolmente. Il mio corpo  stato
appena posseduto per la prima volta da un.ospite, perch
la Strega...
La Strega? Paul stringe gli occhi, come per valutare
un estraneo sospetto.
Ah, giusto! Io la chiamo cos, quella che viene dalla
casa madre, perch... be', per prima cosa  pi facile, e
poi non credo che si meriti di essere chiamata Marguerite.
Per lei sa del grimaldello, vero? Allora... allora
scommetto che non sa nulla della terribile pausa di primavera
che tu e Theo avete passato a Las Vegas...
Basta cos. Paul fa un respiro profondo e sembra
tornare in s. Io mi riprendo dal terrore nauseante che
provavo. Non avevo nulla da temere da Paul, ovviamente.
Frammentazione o no,  ancora lui. Deve esserlo.
Ho capito che eri tu appena mi hai detto che l'avevi
chiamata Strega.
Non vorrei fargli questa domanda, adesso, ma devo.
Che cosa  successo a Londra?
Che cosa pensi che sia successo? Devo proprio dirtelo?
Io annuisco, da ipocrita quale sono: pretendo che Paul
mi dia una risposta esplicita senza avere neanche il coraggio
di fare la domanda apertamente.
 morta dice Paul in tono cupo. L'ho guardata morire.
L'impatto di questa notizia  devastante, quasi violento
e freddo come deve essere stato per lei quello con
l'acqua del Tamigi. Darei qualsiasi cosa per essere rimasta
ancora un secondo, per averle risparmiato la consapevolezza
della caduta fino all'ultimo istante, quando
magari non avrebbe neanche avuto il tempo di capire
che cosa stava succedendo.
Non si pu aspettare fino all'ultimo, ricordo a me
stessa. Non l'avresti salvata, avresti solo corso un grosso
rischio.  vero, ma non mi fa sentire meglio.
Io e Paul rimaniamo in silenzio per un po'. Gli antichi
di, intorno a noi, ci guardano con i loro occhi identici, inarcati,
e adesso questo cunicolo sembra davvero la
tomba che  stato un tempo. Credevi che la morte fosse
un gioco in cui potevi barare? Sembrano dire le figure
dipinte. Le persone sepolte qui pensavano la stessa cosa.
Adesso stai dissotterrando le loro ossa.
Ho aspettato che ritrovassero il corpo. Paul guarda
il muro alle mie spalle, oltre il mio viso, come se anch'io
non fossi altro che un geroglifico... anzi no. Non  cos.
 che vede il ricordo della Marguerite morta pi chiaramente
di quanto riesca a focalizzarsi su di me, qui e ora.
Sapevo che vederla non mi avrebbe dato alcuna
certezza - anche se fossi stata tu, se avessi avuto il
Firebird al collo al momento dell'impatto con l'acqua, comunque
si sarebbe rotto, o sarebbe stato trascinato via
dalla corrente. Ma dovevo comunque vedere con i miei
occhi. Chiude le palpebre. Vorrei non averlo fatto.
Si dice che cadere sull'acqua da quell'altezza sia come
schiantarsi sul cemento. Il mio corpo, nell'universo di
Londra, potrebbe essere stato fatto a pezzi. Sento salire
un'ondata di nausea, devo deglutire con forza. Zia Susannah...
ha dovuto...
Ho identificato io il corpo al suo posto.
Grazie. Non credo che zia Susannah sarebbe stata
in grado di sopportarlo. Poi comprendo appieno il significato
di quello che mi ha appena detto Paul. Aspetta.
Zia Susannah ti conosceva? Ti conosceva abbastanza
da... insomma, da fartelo fare?
Paul annuisce. Quando hai lasciato l'universo di
Londra, la prima volta, l'altra Marguerite ricordava chi
eri, e tutto quello che aveva fatto. Quindi, a quanto pare,
ha cercato Paul Markov a Cambridge, sperando che
lui avesse qualche spiegazione. Poi hanno cominciato...
a passare del tempo insieme.
Mi si spezza di nuovo il cuore. Un altro mondo in cui
io e Paul saremmo potuti stare insieme, magari per
sempre, e finalmente una qualche possibilit di essere
felice per la Marguerite di Londra - tutto finito in un
fatale salto nel vuoto.
Tua zia Susannah mi ha raccontato qualcosa mentre
aspettavamo che... mentre aspettavamo continua Paul.
Il resto l'ho ricostruito da solo.
Visto? Abbiamo davvero un destino. Perch se c'era
un mondo dove sembrava che per noi non ci fosse niente
da fare, doveva essere quello. Parlare della mia vita
sentimentale in un momento come questo mi fa sentire
superficiale, ma non lo sto facendo per me stessa: lo sto
facendo per Paul. Ha bisogno di qualcosa a cui aggrapparsi.
Altrimenti il dolore e il senso di colpa che si trascina
da tutti quegli universi continueranno a trascinarlo
a fondo. Le crepe dentro di lui, create dalla frammentazione,
potrebbero approfondirsi e indebolirlo, fino
a farlo crollare sul serio.
La mia tattica diversiva funziona, almeno un po'.
Paul fa un altro respiro profondo e raddrizza la schiena.
Hai detto che siamo in Egitto?
Faccio un gesto con la mano verso i geroglifici. No, in
realt siamo in Wisconsin.
Lui mi fa quasi un sorriso. L'Egitto. Qui il mio accento
 pi marcato...
Sei l'egittologo personale dello zar, lavori con mamma
e pap in questa spedizione. Abbiamo delle tende enormi,
un caff decisamente troppo forte, e dei veri dromedari.
La mamma ha addirittura un turbante.
La costernazione di Paul mi porta pi vicino a ridere
di quanto non sia stata da molto tempo. Dobbiamo salire
sui dromedari?
Non saprei. Finora non  successo.
Spero che non succeda. Proprio quando penso che
forse il peggio  passato, lui si irrigidisce di nuovo. Aspetta
un attimo. L'altra - la Strega -  venuta qui per
ucciderti? Proprio come  successo all'altra Marguerite?
Sta sbattendo le porte: vuole chiudermi fuori da un
numero sempre maggiore di universi. Dopo una notte
di riflessioni, il suo piano contorco mi  diventato pi
chiaro. La Triad sta cercando di assicurarsi che io non
possa salvare gli universi in questione. E non posso salvare
un universo che non posso raggiungere. Non posso
raggiungere un universo in cui sono gi morta. Quindi
uccideranno tutte quelle Marguerite, una dopo l'altra, a
meno che io non segua la Strega e rimetta le cose a posto.
Devo starle dietro, Paul. Devo salvare le altre Marguerite.
Non solo per raggiungere le loro dimensioni e
proteggerle, ma perch... non posso permettere che le
mie altre versioni vengano massacrate. Non se ho il potere
di fermare il massacro.
Vedo che Paul vorrebbe obiettare. Senza dubbio 
convinto che il mio piano per salvare le altre Marguerite
sia troppo pericoloso. E francamente sono d'accordo:
 davvero troppo pericoloso. Ma  quello che devo fare.
Forse lui coglie la mia determinazione, perch invece di
discutere si limita a chiedermi: Che cosa  successo in
questa dimensione? Come ha provato a ucciderti?.
Ha cercato di seppellirmi sotto una frana. Uno dei
cunicoli non era abbastanza solido. Me la sono cavata
senza problemi, a parte quando mi  caduta addosso
una autentica mummia antica. Molto meno divertente
di come sembra in I Predatori dell'Arca Perduta.
Paul aggrotta la fronte. Non sembra difficile sopravvivere
a una situazione del genere, ovviamente. Ma...
Gli spiego rapidamente perch i metodi della Strega
in futuro creeranno pericoli meno immediati, e all'inizio
Paul annuisce e concorda con me. Ma il suo sguardo,
lentamente, si fa pi distante e confuso. Poi si accarezza
la barba corta (un gesto che sembra familiare per lui,
addirittura studiato), e dice, col suo accento russo che
strascica le vocali: Un attimo. Ricordamelo, lo so. Chi 
la Strega, signorina Caine?.
Merda. Il Paul di questo mondo sta riprendendo coscienza.
Faccio un passo verso di lui, innescando una
scintilla di speranza nei suoi occhi fino al momento in
cui infilo la mano sotto la sua camicia, prendo il Fire-
bird e faccio partire un promemoria.
Paul incespica all'indietro, imprecando sottovoce in
russo - anche se  tornato a essere il mio Paul. Adesso
programmo dei promemoria pi ravvicinati.
Potresti produrre un po' di grimaldello. Appena pronuncio
queste parole mi rendo conto di quanto sarebbe
improbabile riuscirci. Probabilmente qui nel deserto
non abbiamo gli ingredienti necessari.
Probabilmente no. Me ne occuper dopo. Adesso voglio
programmare i promemoria, per sicurezza.
Comincia a manipolare i comandi, le sue grandi mani
sono sorprendentemente agili con quei meccanismi minuscoli.
Invece di fare un passo indietro gli resto vicina,
nel tentativo di conservare il fragile legame che si  ricreato
fra noi.
Naturalmente, proprio in questo momento sento Theo
gridare: Ehi, laggi!.
Ehi, Theo! rispondo ad alta voce. Paul arretra e lascia
cadere il Firebird sotto la camicia appena in tempo,
poi arriva Theo.
Il sorriso di Theo in qualche modo sembra ancora pi
diabolico sotto quei baffi. Potrebbe passare per un seduttore
da film muto. Come vanno i disegni, Marguerite?
Oh, be... Benissimo, volevo dire, ma l'album  chiuso
e Theo non  uno stupido. Be', non ho ancora iniziato.
Dopo quello che  successo ieri notte mi sento ancora
un po' nervosa in questi cunicoli.
Come darti torto? Theo fa un passo avanti e mi
mette una mano sulla spalla: sta chiaramente provando
a corteggiarmi. La prossima volta che andiamo al Cairo,
mi dedicher anima e corpo a distrarti dai tuoi problemi.
Che ne dici di andare al cinematografo?
Oddio, qui perfino i film sono una novit. Sarebbe
divertente, se non fosse per la gravit e la disapprovazione
dello sguardo di Paul su di noi. Mi stacco da Theo,
stringendo al petto il mio album. L'unica distrazione
che mi serve di solito  il disegno. Quindi  meglio che
mi metta all'opera.
Il mio rifiuto non sembra dargli particolarmente fastidio,
si limita a scrollare le spalle. Fammi sapere che
cosa ne pensi, la prossima volta che andiamo al Cairo.
Certo. Lo far sicuramente. L'ho detto per respingerlo,
ma lui sorride ancora.
Appena se ne va, Paul dice: Qui tu stai con lui.
No, non  vero! Se cos fosse, ieri sera o stamattina
avrei colto dei segnali. Sta solo flirtando, o magari 
semplicemente Theo che  fatto cos.
Forse, dopotutto, tu ce l'hai un destino. Paul si volta
per seguire Theo all'esterno. Ma non con me.
Perch ti comporti cos? Vorrei dargli una bella
scrollata. Perch sei cos... geloso, arrabbiato... quando
sai benissimo che io...
Paul si volta di scatto.  di nuovo in collera, ma la
rabbia  inglobata in un dolore ancora pi terribile da
guardare. Non sono arrabbiato. Non sono geloso. Sono
sollevato. Non devi avere pi legami con me, Marguerite.
Theo sarebbe meglio, per te.
Scusa tanto, ma non puoi prescrivermi chi devo amare,
come se fossi il mio medico che mi d delle pillole.
Ma non capisci? Alza la voce fin quasi a urlare, facendo
rimbombare le pareti di roccia. Vedo Theo accanto
a te e ricordo di avergli sparato. Vedo te accanto a
lui e vorrei scuoterti e farti cadere. Questo... essere brutale,
in cui mio padre voleva trasformarmi... credevo di
averlo seppellito. Forse lo avevo fatto, ma la frammentazione
lo ha liberato. Non vado pi bene per te, Marguerite,
non andr mai pi bene per te.
Sono passati solo pochi giorni, come fai a saperlo?
Capisco quello che sta passando, ma questo disfattismo
deve finire. Paul, tu non mi hai fatto del male. Non lo
faresti mai.
Non puoi saperlo, e neanch'io. Comincio a protestare,
ma lui alza una mano. Un soffio di vento gli sposta il
colletto della camicia e scompiglia i suoi capelli castani
dai riflessi rossicci. Non sai come ci si sente a essere
frammentati. Non capisci com' sapere di... essere stati
sottratti a se stessi.
Questo mi coglie di sorpresa. Non ci avevo mai pensato
in questi termini. La profondit di questa violazione
- il suo carattere cos intimo e brutale - mi fa rabbrividire.
Adesso sei di nuovo intero. So che  stato terribile,
ma ti riprenderai.
Questo non  un taglio, che si pu sistemare con un
cerotto.  qualcosa di pi profondo. Paul resta in silenzio
per qualche lungo secondo, prima di riprendere a
parlare. Chiaramente fatica a trovare le parole giuste.
I miei pensieri non si sviluppano come dovrebbero, le
mie emozioni hanno troppa influenza su di me. Fin da
quando riesco a ricordare, mi sono sempre sforzato di
diventare un uomo diverso da mio padre. A volte per
mi trovo a desiderare di reagire come farebbe lui. Altre
volte provo rabbia o dolore all'improvviso, ne vengo sopraffatto,
anche se non hanno niente a che vedere con me.
Non diventerai come tuo padre. Almeno di questo
sono assolutamente convinta.
Forse no. Ma non ho idea di che cosa diventer. Solo
questo  sicuro: non sono pi la persona di cui ti sei innamorata.
Sono cambiato molto pi di quanto tu possa
immaginare. E non torner mai pi quello di prima. I
suoi occhi grigi finalmente incontrano i miei. Dovresti
andartene fin che puoi.
Poi si allontana, cos restiamo entrambi soli, entrambi
disperati.
Dopo un momento, decido di rimanere nella tomba.
Non mentivo quando ho detto a Theo che il lavoro per
me era la distrazione migliore. Rimango nel cunicolo
per ore, mi dedico a disegnare con tutta la delicatezza e
la precisione di cui sono capace. La bellezza dei dipinti
murali riesce a raggiungermi attraverso la disperazione,
e mi trovo a immaginare il pittore dell'antichit, la
mia controparte in questo lavoro, che senza dubbio indossava
una leggera tunica di cotone bianco e un elaborato
collare di perline, come tutti i personaggi dei film
sull'antico Egitto. Copiare il suo lavoro in ogni dettaglio,
in ogni sfumatura,  il tributo pi alto che posso offrire
all'artista originario. E riuscirci nel migliore dei
modi mi fa sentire di aver ottenuto almeno un successo
in questo mare di fallimenti. Ho bisogno di questa sensazione,
pi di quanto dovrei.
Il mio lavoro diventa difficile solo nei momenti in cui
le lacrime mi offuscano la vista. Ma io le asciugo e vado
avanti.
Vorrei seguire Paul, ma non lo faccio. Per quanto forte
sia la sua sofferenza, forse in questo momento  ci
di cui ha bisogno. Davanti a un dolore, le persone hanno
troppa fretta di dire Devi superarlo, vai avanti, non 
cos terribile. Ma non si pu superare il dolore negandolo.
Bisogna sentirlo, bisogna pagargli un tributo. A volte
questo significa fare l'esatto contrario di andare avanti.
Bisogna calarsi fino in fondo al dolore, rivivere ogni terribile
istante, sopportare la tortura di chiedersi come
sarebbe potuto andare - e che cosa succeder adesso.
Dobbiamo lasciar uscire il sangue, prima che il nostro
cuore possa ricominciare a battere.
 questo che sta facendo Paul adesso: sta facendo uscire
il sangue.
Dopo qualche ora, finalmente, sento dei passi nel cunicolo
di roccia. La speranza mi distrae dal lavoro e giro
lo sguardo, impaziente di vederlo. Invece arriva Theo.
Ci vuole tutto il mio autocontrollo per nascondere la delusione.
Come va il lavoro? Theo si avvicina, con le mani
dietro la schiena. Il nostro amico russo sembra essere
di pessimo umore, da quando ti ha lasciato qui.
Non ne so niente. Questo Theo probabilmente pensa
che io e Paul abbiamo litigato e che questa sia la sua
grande occasione. Non ho nessuna voglia di occuparmene.
Lui si asciuga la fronte, coperta da un sottile velo di
sudore. L'unico rifugio da questo maledetto caldo sono
le case dei morti. Strano, non trovi?
Non ci avevo mai pensato in questi termini. Qui
dentro l'aria sa di freddo e di muffa: non sembrerebbe
un gran sollievo, se l'alternativa non fosse il sole rovente
del deserto. Forse dovrei tornare all'accampamento,
eh?
Non c' fretta. Fai con calma, Meg.
Meg.
Ecco perch mi sembrava cos familiare. Il Theo del
Triadverso mi ha seguito fin qui.
Mi volto per guardarlo:  quello che ha rapito mio padre,
incastrato Paul per il suo omicidio e aiutato la
Strega a impossessarsi del mio corpo. Quando vede che
l'ho riconosciuto, fa un sospiro. Lo sapevo. Sono davvero
l'unico in tutto il multiverso che ti ha soprannominato
Meg?
S. Sei qui per drogarmi di nuovo col grimaldello?
No risponde lui avvicinandosi ancora. Adesso noto
che  pallido e che si muove lentamente, controvoglia.
Qualsiasi cosa sia venuto a fare, deve essere qualcosa di
brutto.
Le mie uniche potenziali armi sono una scatola di
matite colorate e un album da disegno. Ma scommetto
che una matita in un occhio fermerebbe praticamente
chiunque.
Ascoltami. Alza le mani, e io mi fermo: non so bene
che cosa aspettarmi. So che ce l'hai con Conley e la
Triad, e non ti do torto. Per non lasciare che la tua
rabbia offuschi quello che sta succedendo realmente.
Puoi ribaltare l'intera situazione, semplicemente accettando
di cooperare.
Smettila di provare a negoziare con me! Arretro per
distanziarmi da lui, anche se in questo modo mi addentro
ancora di pi nella tomba, allontanandomi dall'uscita.
Quand' che voi della Triad finalmente capirete,
con quelle teste dure, che non lavorer mai per voi, per
nessuna ragione? Come fai a non capire che  tutta una
follia?
In realt s, lo vedo dice Theo. Questa potrebbe essere
la prima volta in assoluto che mi dice tutta la verit.
Se avessi saputo fin dall'inizio in che cosa stavo andando
a cacciarmi, non mi sarei mai fatto coinvolgere.
Per adesso sono qui. Adesso so tutto. E se verranno distrutti
degli universi, io intendo stare in uno di quelli
che sopravvivranno.
Non ho niente da dire sui suoi scopi, ma ho grossi
problemi con i suoi metodi. Ma qui non si tratta soltanto
di salvarti la pelle. Si tratta di salvare miliardi di vite,
letteralmente! Come puoi rifiutare di impegnarti con
tutte le tue forze per evitarlo?
Perch tutte le mie forze non basterebbero a fermarli!
Meg, perch non ti calmi e ragioni?  troppo tardi.
La Triad  andata troppo avanti. Tu vuoi cominciare
una gara con loro, quando sono a un centimetro dal traguardo.
Non capisci quanto  assurdo? Conley e la
Triad ti vogliono ancora dalla loro parte, nonostante
tutto...
Il verso che faccio si pu definire soltantoun grugnito.
Ah, certo, perch hanno cos tanto da perdonarmi.
Theo fa una smorfia di esasperazione. Maledizione,
perch fai questo a te stessa? Fai ancora in tempo a salvare
la tua dimensione! Miliardi di persone, ogni animale
e pianta sulla Terra - stai rischiando tutto questo
per il tuo folle inseguimento. Non dovresti pensare a loro,
prima di tutto? Non devi a loro la tua lealt?
Non ci avevo mai pensato in termini di lealt. Se potessi
proteggere un'unica dimensione, non dovrebbe forse
essere quella che chiamo casa?
Ma non permetter a Theo di ribaltare il problema.
Non sono io che sto mettendo a rischio il mio universo.
 una responsabilit della Triad.
Sto solo dicendo che le tue azioni hanno delle conseguenze.
Il volto di Theo  nascosto dall'oscurit del cunicolo.
Non ha ancora preso le pesante torcia che porta
appesa alla cintura. Gli altri universi potrebbero diventare
semplicemente... delle scelte che nessuno ha
mai fatto.
Per il tempo di un respiro, non mi trovo pi in Egitto.
Sono sdraiata sotto una coltre di morbide pellicce, in
una dacia russa, mentre fuori infuria una bufera e Paul
mi tiene stretta. E allo stesso tempo sono seduta nella
lussuosa camera di un albergo di Parigi, con le mani appoggiate
sulla pancia, intontita dalla rivelazione che in
quella dimensione aspettavo il bambino di Paul.
Da allora mi sono sempre pentita di aver fatto quella
scelta al posto della Granduchessa, eppure sarebbe infinitamente
peggio cancellarla per sempre, insieme a tutte
quelle vite, all'intera dimensione.
Quelle persone meritano una possibilit di vivere
dico a Theo. Hanno il diritto di crearsi il loro destino.
Non sei sempre stata tanto rispettosa delle scelte
delle tue versioni alternative, vero? Anche nel buio riesco
a scorgere la scintilla di rabbia negli occhi di Theo.
Ho fatto disastri, pi di una volta ammetto. Ma
quello di cui stai parlando tu  diverso.
Theo ribatte: E allora dov' il tuo limite, Meg? Dove
vuoi tu, basta che io mi trovi dalla parte sbagliata?.
Potrei mettermi a urlare. Piantala con questi stupidi
giochetti! Io ho fatto un errore, ma tu stai deliberatamente
commettendo un genocidio! Questo  infinitamente
pi grave di qualsiasi cosa potrei mai fare io. E
la sai un'altra cosa? Neanche il mio Theo la farebbe.
Quindi come hai fatto tu a rovinarti fino a questo punto?
Lui si lancia su di me, come per placcarmi. Mi prende
sotto le costole, togliendomi il fiato e facendo volare via
le mie matite. Gli graffio la faccia e lui prende la sciarpa
di pizzo, che si scioglie dal mio cappello. Mi schiaccia
il braccio sinistro con il ginocchio e si mette sopra di
me, muovendo le mani intorno alla mia gola.
Il Firebird! Vuole rubare il Firebird! Cerco di scrollarmelo
di dosso ma non ci riesco, neanche quando mi rendo
conto che non sta affatto cercando il Firebird, neanche
quando la sciarpa di pizzo mi si stringe alla gola.
Non respiro.
Theo mi sta strangolando.
 come se la mia laringe si fosse schiacciata nella spina
dorsale. Il mio battito  impazzito, a ogni pulsazione
la sciarpa sembra affondare di pi nella mia pelle.
Salta dice Theo. Sta piangendo, le lacrime gocciolano
sulla guancia che ha rivolto verso di me, per non dovermi
guardare mentre mi fa questo. Ti ho lasciato
una mano libera. Prendi il Firebird e salta.
Potrei farlo, ma questa Marguerite (e forse tutta la
sua dimensione) morirebbe.
Mi scuoto disperatamente sotto di lui, o almeno ci
provo. Colpisco debolmente le sue braccia contratte.  inutile.
Theo mi sta schiacciando con tutto il suo peso e
la sua forza, non riesco a respirare. Mi sento stordita, la
mia lingua sembra troppo grossa per la mia bocca. Nelle
orecchie rimbomba il mio battito cardiaco, non riesco
quasi a sentire altro.
Meg, ti prego! Theo fa un singhiozzo. Ti prego, non
costringermi a uccidervi entrambe.
Sto per perdere conoscenza. Con le ultime forze, mentre
l'immagine di Theo comincia a sfocarsi e a scurirsi
sopra di me, premo i comandi del Firebird e...
Sono circondata dal vuoto.
Buio completo. Silenzio assoluto. Sono senza peso, senza corpo.
Mio Dio. Sono morta.
...
.
...
Capitolo 8.
...
.
...
Non posso essere morta.
Sul serio - non  possibile. Il mio cuore batte, a un
ritmo accelerato in risposta al terrore mortale di un'altra
dimensione, un'altra Marguerite. Quindi devo aver
completato il salto interdimensionale, ma non riesco a
sentire le gambe e le braccia. Non riesco a stabilire il
sopra e il sotto.
Prima di saltare non ho fatto in tempo a chiedermi se
potevo farlo. Se la Strega non avesse proseguito, sarei
rimasta bloccata l, dove Theo mi stava strangolando a
morte...
Rabbrividisco. Se posso rabbrividire significa che devo
essere viva. Eppure adesso ricordo che cosa si prova
quando si muore.
Alla fine sar saltata nello stesso corpo occupato dalla
Strega? So che  impossibile, ma non riesco a trovare
una spiegazione alternativa al fatto che mi trovo nel
vuoto assoluto. Sono confinata in un angolo della mente
di questa Marguerite finch la Strega non se ne va?
Forse  questo che si prova a esistere soltanto nell'immaginazione
di qualcuno.
Qualcosa mi sfiora la guancia, facendomi trasalire.
Le mani che due secondi fa non riuscivo a percepire si
avvicinano istintivamente al mio viso. Scopro che i miei
riccioli stanno fluttuando intorno a me, come se mi trovassi
sott'acqua. Okay, parti del corpo: presenti. Ottima
notizia, ma che cosa diavolo sta succedendo?
Si attiva un rumore metallico, una specie di ronzio, il
suono inconfondibile di un macchinario in azione. Alle
mie spalle comincia a filtrare una luce, prima fioca, poi
sempre pi forte. Faccio fatica a girarmi, devo contorcere
tutto il corpo e il mio stomaco viene preso dalla nausea.
Alla fine riesco a vedere che cosa sta succedendo.
Delle enormi piastre si stanno ritirando verso l'alto, ripiegandosi
e rivelando...
... la Terra. Proprio nel senso dell'intero pianeta. Sul
quale, evidentemente, in questo momento non mi trovo.
Lo spazio. Sei nello spazio. Respiro profondamente.
Non riesco a tranquillizzarmi. Oddio, sono nello spazio
profondo! Non c' ossigeno nello spazio!
Naturalmente qui c' dell'ossigeno (ovunque sia
"qui"), perch sto respirando. Ma quanto durer?
Non mi  mai piaciuta l'altitudine. Non ho una vera e
propria fobia, ma sono una di quelle persone a cui si dice
di non guardare in basso, per nessun motivo. E adesso
non c' altro da guardare se non l'abisso.
Comincia a lampeggiare una luce rossa, e una voce
femminile computerizzata annuncia: Attenzione. Scarico
plasma fra quattro minuti. Poco dopo una voce
maschile, sempre computerizzata, dice qualcos'altro in
un'altra lingua, ma  una lingua che non riconosco perch
 la seconda volta in cinque minuti che guardo la
morte in faccia e non sono mai stata cos vicina a svenire
per il terrore.
Riprenditi! Non pu salvarmi nessun altro, devo farlo
io. Adesso che la luce  aumentata vedo moltissime aperture:
la maggior parte sono piccole e quadrate, ma ce
n' anche una pi grande, rotonda, che sembrerebbe
una specie di porta. Ti prego, fa' che sia una porta. 
l'unica possibilit che ho.
Cerco di muovermi in quella direzione, in pratica come
se nuotassi in questa specie di aria che mi circonda,
ma senza successo. Non faccio che annaspare nello spazio,
avanzando di pochissimo. Mi guardo rapidamente
intorno, nello scomparto di questa misteriosa, immensa
macchina in cui mi ritrovo. Se riesco a toccare una parete,
potrei trascinarmi lungo la superficie fino a quella
che spero con tutto il cuore sia davvero una via d'uscita.
La parete pi vicina  sotto di me, se quass la parola
"sotto" ha un senso. Mi dimeno ancora, cercando di spostarmi
in quella direzione, muovendomi, per, cos lentamente
che vorrei urlare.
Tre minuti allo scarico plasma intona la voce computerizzata,
seguita dalla sua eco maschile. Tre minuti
sono troppo pochi: ci sono almeno quindici metri fra me
e l'apertura, e prima di allora non credo che riuscir
neanche a toccare la superficie pi vicina.
Un'altra voce rimbomba intorno a me. Marguerite?
Che cosa stai facendo?
Mamma! Dove si trova? Non riesco a vederla, ma
non importa. Lei vede me. Tirami fuori di qui!
Le placche metalliche si bloccano. La mia vista sul
pianeta Terra non si allarga pi. La voce computerizzata
annuncia: Scarico plasma annullato.
Dovrei essere felice. Dovrei ridere ed esultare, soprattutto
adesso che un braccio meccanico si sta allungando
dal muro per portarmi dentro.
Invece ho solo voglia di piangere.
Ho perso anche la Marguerite che viveva in Egitto. Avevo
la possibilit di salvarla, e ho fallito. E questa volta
 stato Theo a farlo - Theo.
Riuscir mai a salvare qualcuno? Quante-altre Marguerite
dovranno morire?
Ma che cosa ti  saltato in mente? Mio padre sta
mettendo in dubbio la mia salute mentale per la seconda
volta in due giorni, e non posso dargli torto. La Strega
lascia una scia di pazzia dovunque passa.
Sono seduta in mezzo a mamma e pap, nella stazione
spaziale Astraeus (o almeno questo  il nome stampato
sotto il simbolo che c' sulle maniche delle nostre
divise azzurre). Per fortuna qui, nella sfera centrale rotante,
c' la forza di gravit, o almeno una buona approssimazione.
A quanto pare questa  la zona di sicurezza,
dove gli scienziati e le loro famiglie vivono e lavorano.
 circondata da quattro grandi ventagli spalancati,
che convogliano l'energia solare. Al di sotto dei ventagli
ci sono dei serbatoi per raccogliere il plasma in eccesso
(qualunque cosa sia) e scaricarlo nello spazio nel
modo pi efficiente.
Ero a tre minuti dall'essere spedita nello spazio insieme
al plasma, quando la mamma ha notato dei dati anomali
nella camera pressurizzata.
I sensori non rilevano la presenza umana perch non
dovrebbe entrarci mai nessuno, per la miseria! Pap si
arrabbia cos soltanto quando  spaventato. Che cosa ti
ha preso?
Preso. Non sapr mai quanto ci  andato vicino. Questo
mi d un'idea: Pap, ho qualcosa che non va. Dal
punto di vista mentale. Mi capita di fare cose che non
capisco, e a volte non ricordo neanche di averle fatte.
Stavolta avrei potuto restare uccisa. E la prossima volta?.
Mamma e pap spalancano gli occhi, e la mamma mi
mette un braccio intorno alle spalle. Forse ha bisogno
di farmaci, Henry. Di sicuro deve vedere un medico.
Sulla Terra? chiedo speranzosa. Forse trovarmi nello
spazio dovrebbe sembrarmi una cosa favolosa, ma voglio
tornare con i piedi per terra. Poter respirare tutta
l'aria che voglio. La vera forza di gravit. Il cielo. Voglio
smettere di pensare a Theo che mi strangola a morte.
Non sar necessario. Puoi restare alla stazione. La
mamma sembra pensare che questo mi far sentire meglio.
Ti sospenderemo dalle tue mansioni per qualche
giorno, cos potrai riposare, dormire un po'.
Quali mansioni potrei mai avere in una stazione spaziale?
Probabilmente sar un po' come nell'universo dell'Oceano,
dove tutti dovevano dare una mano. Ma l dovevo
soltanto controllare dei dati metereologici e assicurare
qualche cavo. Nello spazio, le probabilit di fare
disastri mi sembrano decisamente pi alte.
In effetti ultimamente ti sei comportata in modo un
po' strano ammette pap. Mi passa una mano fra i capelli.
Ieri eri di pessimo umore, e sembrava che non ricordassi
chi erano i Beatles, il che non ha nessun senso.
Rido, nonostante tutto. I Beatles sembrano essere
un'altra costante universale: dovunque abbiano la possibilit
di esistere, si formano. E se i Beatles esistono,
mio padre sar il loro fan numero uno. Adesso me li ricordo.
Ma non ricordo di non averli ricordati, se pu avere
senso.
I miei si scambiano un'occhiata preoccupata. Probabilmente
temono che sia sull'orlo di un crollo psicotico.
Bene. Perch dovranno tenere d'occhio questa Marguerite
finch non riesco a fermare la Strega, che potrebbe
tornare in qualsiasi momento per cercare di finire quello
che ha cominciato.
Ma altri pericoli ci stanno alle costole. Mi porto una
mano alla gola, tormentata dal ricordo del dolore che ho
provato.
La mamma si alza in piedi, portandomi con s, e pap
ci segue in fretta. Sento la differenza rispetto alla gravit
che c' sulla Terra. Qui sono un po' pi leggera, ogni
movimento sembra surreale. Andiamo a fare un controllo.
Scopro che l'Astraeus non  n soffocante come le vere
stazioni spaziali che ho visto in TV nella mia dimensione,
n ampia e comoda come quelle dei film. Le pareti e
il pavimento sono di metallo spazzolato, un po' ammaccato
dall'uso. I soffitti sono neri, con una linea di lucine
fioche. Ci sono maniglie che spuntano dai punti pi
strani (in cima alle pareti, in basso vicino al pavimento,
eccetera) e che non sembrano essere collegate a niente.
Mah. Ci sono poche finestre, molto piccole, che non mostrano
altro che piccoli cerchi di oscurit: sto attenta a
non guardarle mai. I corridoi sono brevi e portano a
slarghi che sembrano avere una destinazione precisa
(varie stazioni scientifiche), anche se non sono divisi come
gli uffici tradizionali. I miei genitori hanno delle piccole
bandiere canadesi sul colletto, ma vedo anche bandiere
messicane, russe, americane, inglesi, giapponesi e
(mi sembra) indiane. Altre bandiere non riesco a identificarle,
comunque questo posto  chiaramente gestito a
livello internazionale.
Se qualcuno ha idea di che cosa stava per succedere
con lo scarico del plasma, non lo lascia intendere.
L'equipaggio dell'Astraeus  abbastanza numeroso da
prevedere uno psichiatra fisso, la dottoressa Singh, che
in pochi secondi mi fa sdraiare per esaminarmi. Ha i capelli
neri tagliati corti e un po' sparati: non sembra essere
molto pi vecchia di Josie, eppure mi ispira immediatamente
fiducia. Ti senti depressa? mi chiede.
No. Cio, non credo. Non c' modo di sapere che cosa
star passando per la testa di questa Marguerite, dopo
che  stata posseduta da due ospiti transdimensionali,
una dopo l'altra. Per sono molto stressata.
La dottoressa Singh annuisce. Hai avuto impulsi
suicidi? Mamma e pap si guardano, sconvolti. La dottoressa
nota la loro reazione e si china verso di me. Se
preferisci parlare con me senza di loro...
No, no, va bene cos. Devono sentire. Faccio un respiro
profondo. Qual  il modo migliore di proteggere
questa Marguerite? Non ho tendenze suicide, ma certe
cose che ho fatto durante queste, ehm... crisi, sono pericolose.
Non so perch, non ha nessun senso, per sono
successe e adesso ho paura.
Okay dice la dottoressa Singh, mettendomi una mano
sulla spalla. Concordo con i tuoi genitori, devi essere
sospesa immediatamente dal servizio attivo. Hai bisogno
di sonno, riposo e tranquillit. E anche di esercizio
fisico. Le registrazioni dicono che non hai rispettato
la tabella di marcia. Non sei ancora al livello di un rimprovero
formale, ma ci arriverai presto. E se il corpo
non  in forma, a volte la mente va fuori giri. Forse sarebbe
un buon momento per concentrarti sulla tua arte.
Devono capire qual  il punto cruciale, qui, cos lo dico
a chiare lettere: Devo essere tenuta sotto controllo.
I tre adulti nella stanza si scambiano di nuovo un'occhiata.
La dottoressa Singh dice: Non hai parlato di allucinazioni,
o di impulsi violenti....
Ma se questo dovesse cambiare? Succeder, se la
Strega tornasse in questo universo. Che cosa succederebbe?
Non c' motivo per presumere una cosa del genere
insiste la dottoressa. L'impatto psicologico della vita
nello spazio ha effetti negativi su molte persone, ma dopo
un po' quasi tutti si riprendono. Se dovessi mettere
in isolamento chiunque abbia avuto un comportamento
anomalo sull'Astraeus... be', non rimarrebbe molto personale
attivo.
Pu fare una TAC? La mamma raddrizza la schiena
e intreccia le mani in grembo. La sua postura  impeccabile,
quasi ridicola, se non sapessi che si comporta cos
quando  spaventata. Se Marguerite ha sviluppato
un tumore cerebrale...
Sophia, no. Pap le mette una mano sulla spalla e
le d una piccola stretta, per confortarla. Non farti trascinare
dalle tue paure, sconvolgerai Marguerite.
La mamma non molla. Non la sto sconvolgendo, la
sto prendendo sul serio. Nostra figlia ci ha detto che c'
qualcosa che non va in lei, qualcosa di grave. Non sta
bene,  spaventata. Dobbiamo ottenere tutte le informazioni
possibili, con qualsiasi strumento a disposizione.
Solo allora potremo formulare delle ipotesi sensate sulla
sua condizione.
Io volevo una guardia alla porta, non una serie di esami
medici. Per non posso evitare di fare un debole sorriso
alla mamma.  bello sapere che vuole stare dalla
mia parte, anche se mi comporto in modo strano e se i
medici le dicono di lasciar perdere. Non tutti i genitori
ti sostengono cos tanto: quelli di Paul non l'hanno mai
fatto e non lo faranno mai. Io sono stata fortunata con
Henry Caine e Sophia Kovalenka.
La dottoressa Singh cede con un sorrisetto. Tutto
sommato non pu far male, e non ho esami da fare fino
a domani. Sdraiati, Marguerite. Ci vorr un po'.
Ubbidiente, mi sdraio sul lettino. Invece del lenzuolino
di carta a cui sono abituata, qui  coperto di plastica
trasparente, che certo verr sterilizzata dopo l'uso. Che
tipo di esami mi faranno? Non ho mai fatto scene per le
iniezioni o i prelievi del sangue, ma questo non significa
che mi piaccia essere bucherellata con gli aghi. O magari
faranno qualcosa di pi drammatico. Nello spazio avranno
la macchina per la risonanza magnetica?
Ma la dottoressa Singh si limita a tirare fuori una
specie di fascia di metallo, spessa ed elaborata, e me la
infila in testa in modo che le due estremit mi premano
sulle tempie. La banda resta staccata dalla mia pelle.
Sento una specie di solletico elettrico, caldo (non piacevole,
ma neanche doloroso) e sugli schermi comincia a
scorrere una serie di dati. La dottoressa Singh li guarda
e annuisce, tranquilla, ma poi trattiene il respiro di colpo.
Che cosa vede? chiede pap bruscamente. Dio mio,
quando Sophia ha parlato di un tumore, ho pensato...
Non  quello. La dottoressa Singh fa un passo verso
lo schermo, poi si volta a guardarmi e torna di nuovo a
fissare lo schermo. Non c' nessun tumore. I parametri
chimici corporei sono ampiamente nella norma. Ma l'attivit
cerebrale di Marguerite, in particolare nel precuneo
( una regione della corteccia parietale, il centro
della coscienza)... be', non ho mai visto niente di simile.
La mamma si alza in piedi e si mette accanto alla
dottoressa Singh, mentre la mano di pap si chiude sulla
mia con fare rassicurante. Mia madre dice: Pu trarre
qualche conclusione? Anche ipotetica?.
La dottoressa Singh scuote la testa, non per un rifiuto
ma per la meraviglia. I livelli di attivit nel precuneo
sono i pi alti che abbia mai visto. Pi alti di quanto dovrebbe essere possibile.
 una cosa positiva o negativa? Pap mi stringe pi forte la mano.
Non lo so.  come se... quasi come se... no. Non pu essere.
Le cose impossibili prima o poi diventano possibili.
Il tono della mamma si  fatto deciso. Mi dica la prima
cosa che ha pensato, dottoressa. La prima conclusione a cui  arrivata.
Dopo un momento, la dottoressa Singh fa un sospiro.
Se non sapessi che  impossibile, direi che nella testa
di Marguerite c' pi di una sola mente al lavoro.
Merda. Mi hanno scoperto.
...
.
...
Capitolo 9.
...
.
...
Per una frazione di secondo prendo in considerazione
l'idea di dire la verit.
Salve. Vengo da una dimensione parallela, sono una
versione alternativa di vostra figlia e sto facendo un giretto
nel suo corpo per un po'. Sono qui per proteggervi
da un'ulteriore versione di vostra figlia, che ha appena
cercato di ucciderla. Visto? E una spiegazione molto
semplice, in realt.
Gi. No, per ora mi tengo sul sicuro.
Che cosa potrebbe significare? chiedo alla dottoressa
Singh, con tutta la disinvoltura possibile.
Lei fissa gli schermi a bocca aperta. Non ne ho idea.
Sono risultati completamente diversi da qualsiasi altro
abbia mai visto. Nessuno aveva mai neanche teorizzato
una cosa del genere prima d'ora.
 pericoloso? Pap mi sta stringendo la mano con
entrambe le sue, probabilmente per confortarmi, anche
se credo che sia lui che ha bisogno di rassicurazioni.
Se mi aveste mostrato questi risultati da soli, avrei
potuto dire di s. La dottoressa Singh riporta lo sguardo
su di me e scrolla le spalle. Ma Marguerite  sveglia,
cosciente, apparentemente sana e non presenta
sintomi particolarmente strani, solo qualche perdita di
memoria a breve termine. Quindi, anche se ci sono certamente
degli effetti negativi e va tenuta d'occhio... le
sue funzioni mentali sono pi o meno intatte.
Mi sembra di capire che il prossimo passo sia il monitoraggio.
La mamma si sta sforzando molto di comportarsi
in modo imparziale, ma le trema un po' la mano
mentre si sposta un ricciolo ribelle dietro l'orecchio.
Aspettiamo di vedere se questa attivit... aumenta o
diminuisce, e cos via.
Proprio cos risponde la dottoressa. La terremo
sotto osservazione ventiquattr'ore su ventiquattro. Poi
aggrotta la fronte. Continuo a usare questo modo di dire,
anche se qui non  applicabile...
A questa battuta pap ridacchia, e perfino la mamma
fa un debole sorriso. Bene: non voglio farli preoccupare
troppo. L'attivit anomala nel cervello della loro figlia
si risolver da sola non appena partir con il Firebird.
Se la Strega dovesse tornare per un secondo tentativo
di omicidio, si accorgeranno subito del suo comportamento strano.
Missione compiuta.
Solo che... adesso come torno sulla Terra?
La risposta  ovvia, in un certo senso. La prossima
volta che user il Firebird toccher di nuovo la meravigliosa
terra, che non dar mai pi per scontata.  molto
probabile che, qualunque sia la dimensione che mi aspetta,
mi ritrover con i piedi per terra. Per sar intrappolata
qui finch non avr un momento di intimit
per provare a fare il salto.
Una parte di me vorrebbe cominciare a preoccuparsi
di che cosa star combinando la Strega nel prossimo
mondo. Questa volta mi ha quasi lanciato nel vuoto cosmico,
quindi come potrei immaginare che cosa mi aspetta?
Comunque sono troppo sconvolta dai ricordi del
mondo che mi sono lasciata alle spalle.
Theo mi ha ucciso.
Mi ha strangolato con la mia stessa sciarpa, schiacciandomi
col suo corpo, quindi deve aver sentito ogni
convulsione, ogni verso strozzato e infine il momento in cui l'altra Marguerite si  afflosciata sotto di lui quando
 morta. Per quanto sia stato terribile quello che  successo
alla mia controparte di Londra, la morte che la
mia versione alternativa ha affrontato in Egitto  stata
ancora pi tremenda. Ogni volta che lascio vagare la
mente, anche solo per un istante, la memoria mi riporta
di colpo a quel momento, alla sensazione viscerale delle
dita di Theo che si stringono intorno alla mia gola.  come
un'iniezione di adrenalina nel cuore, o un elettroshock.
A volte il ricordo dell'orrore  peggio dell'orrore stesso.
Un trauma si vive una volta sola, ma un ricordo pu
durare per sempre. La memoria non ti abbandona mai.
Credo che questo ricordo mi rester attaccato per
moltissimo tempo.
Come far a sconfiggere la Strega? Non riuscir mai a
raggiungerla. Dovr inseguirla per sempre, per riparare
i disastri che ha provocato?
S,  cos. Il massimo che posso fare  salvare le altre
Marguerite, finch non avremo un nuovo piano. Non sono
riuscita a salvare quella di Londra o quella dell'Egitto...
ma quella dello spazio sta bene.
O almeno, sta bene se cos si pu definire essere sotto
osservazione psichiatrica.
La dottoressa Singh stabilisce che devo riposare nel
mio alloggio, quindi mamma e pap mi ci portano. Scopro
che ho un alloggio privato, e questa  una buona notizia.
 anche molto piccolo, immagino che avrei dovuto
aspettarmelo. Qui le pareti sono coperte da una specie
di resina bianca e sono decorate dai miei disegni a carboncino,
fissati da angolini magnetici di metallo. La
branda sporge dalla parete, a cui  unita saldamente,
ed  fornita di un'imbragatura di sicurezza: immagino
che serva nel caso durante la notte diminuisca la gravit.
Grazie a Dio non ci sono finestre. Apro qualche cassetto,
alla ricerca di qualcosa di pi comodo da indossare,
ma a quanto pare nello spazio si usano soltanto le
tute d'ordinanza.
Ti serve qualcos'altro? La mamma mi batte dolcemente
sulla spalla. Qualsiasi cosa.
Magari qualcosa da mangiare? In realt non ho fame,
ma i miei genitori hanno bisogno di fare qualcosa,
di sentirsi utili. Annuiscono e si precipitano in corridoio,
concedendomi il primo momento di intimit da
quando sono arrivata in questo universo.
Mi accascio sulla branda e mi sfrego la testa con una
mano, nel tentativo di tenere a bada il mal di testa con
un massaggio, prima ancora che cominci. Se continuo a
pensare a quello che  successo alle ultime due Marguerite,
quelle che ho perso, uccise dalla Triad, andr completamente
fuori di testa. I ricordi mi sconvolgono troppo,
non riesco a pensare lucidamente. Mi dico Concentrati
su qualcos'altro. Qualsiasi altra cosa.
I disegni a carboncino attirano il mio interesse, quindi
mi focalizzo su quelli. A volte analizzare le opere di
un'altra Marguerite mi fa capire le differenze fra noi, o
mi d qualche informazione in pi sul tipo di vita che
conduce. Qui, Marguerite non  motivata dal colore
quanto me, oppure non ha una grande scelta di materiali
per lavorare. Pi studio i suoi disegni pi mi convinco
della seconda ipotesi, perch riconosco l'energia,
la vitalit del suo tratto. Sono disegni dai tratti audaci.
Gli occhi di Josie in nero, bianco e grigio sono vividi
quanto quelli che avrei potuto ritrarre io con i colori.
Questa Marguerite  soggetta a molte limitazioni,
penso. Le regole per vivere nello spazio devono essere
molto severe, sotto ogni aspetto, dall'esercizio fisico obbligatorio
all'estrema scarsit di spazio personale.
Quindi deve trovare dei modi per esprimere la sua creativit
entro questi limiti. Questo mi aiuta a connettermi
con lei, a comprendere in qualche modo la sua vita, perch
 l'unica che sono riuscita a salvare, finora.
Questo breve momento  bastato ai miei genitori per
tornare con il mio pranzo (un normalissimo panino con
un succo di frutta, anche se  tutto confezionato e sigillato).
Mi fanno sdraiare sotto le coperte, come se fossi di
nuovo bambina e avessi la febbre. Devi riposare dice
pap. Il riposo aiuta in tutto.
Io gli sorrido. Credevo fosse il t.
Il t risolve tutto. Pi tardi te ne porto una tazza.
Pap si china a baciarmi la fronte, una cosa che non faceva
da anni.
La mamma promette: Limiteremo l'accesso al tuo alloggio,
e sulla porta c' un controllo elettronico: puoi uscire
quando vuoi, ma se lo farai verrai seguita. Mi rendo
conto che  un livello di sorveglianza piuttosto alto, e
se preferisci che lo togliamo....
No. Continuate a sorvegliarmi. Non possiamo fidarci
dei miei sbalzi d'umore. I miei genitori devono capirlo.
Star bene, basta che mi teniate d'occhio.
E allora lo faremo. Pap mi sorride, anche se la luce
dei suoi occhi azzurri  offuscata dalla preoccupazione.
Chiamaci se hai bisogno.
Poi se ne vanno, e per un momento mi limito a restare
sdraiata, godendomi il lusso dell'immobilit. Ma poi
porto la mano al Firebird. Per fortuna nello spazio gli esami
medici non richiedono di spogliarsi:  vero che i
nativi di una dimensione possono avere difficolt a vedere
un oggetto fisico proveniente da un altro universo
(come ad esempio il Firebird), ma guardando con attenzione
possono individuarlo. E un medico che fa una visita
guarda con attenzione. Gli strumenti meccanici invece
ignorano il Firebird completamente.
Ovviamente dovrei provare subito a fare il salto per
lasciare questo universo, ma dopo due morti terribili 
duro prepararsi al lancio verso un altro pericolo mortale.
La prima volta che ci ho provato sono stata quasi
sollevata di non riuscire a partire. Non solo dovr
affrontare un altro pericolo, ma dovr anche prendermi la
responsabilit di salvare un'altra vita...
Hai salvato questa, ricordo a me stessa. Adesso cerca
di salvarne un 'altra.
Faccio un respiro profondo, premo i comandi... e niente.
La Strega non si  ancora spostata. Mi accascio di
nuovo sul letto, improvvisamente mi sento cos stanca
che penso potrei dormire per giorni interi. Forse per ora
 la cosa migliore che possa fare. Lasciar riposare questa
Marguerite e cercare conforto nei miei sogni, se posso.
Poi la porta scorrevole emette un suono e si apre automaticamente.
I miei genitori hanno promesso di isolare
il mio alloggio, quindi chiunque sia arrivato ha il permesso
di entrare. Probabilmente  la dottoressa Singh...
Invece alzando gli occhi trovo Paul, che indossa la
sua divisa della Astraeus. Anche lui  con noi nello spazio.
Prima che possa aprire bocca lui infila il pollice sotto
il collo della tuta e rivela il Firebird.
Paul. Vorrei saltare in piedi, abbracciarlo, nascondermi
fra le sue braccia forti e immaginare che possa
proteggermi da tutto. Sarebbe una bugia, ma quell'illusione
adesso sarebbe di grande conforto, come la coperta
pi calda e morbida del mondo.
Per rimango sul letto. Mi ha respinto talmente tante
volte che non credo potrei sopportare un altro rifiuto. E
poi in questo momento Paul sembra ancora pi stravolto
di quando  comparso nell'universo dell'Egitto.
Per un lungo momento nessuno di noi due dice una
parola. Alla fine Paul chiede, a voce bassissima: Sono
stato io?.
A fare che cosa?
Sono stato io a farti del male? Gli trema la voce.
L'unica altra volta in cui l'ho visto cos vicino a crollare
 stata quando gli ho detto che mio padre era morto.
No: sono stato io a ucciderti?
No. No! Mi alzo in fretta e vado di fronte a lui, abbastanza
vicino da sfiorarlo - per non ci tocchiamo. 
stato Theo. Il Theo del Triadverso. Mi ha seguito laggi.
Paul si accascia contro il muro rivestito di plastica,
come se non potesse reggersi in piedi per un attimo in
pi. Ero sospeso fra due promemoria... non lo sapevo.
Quando mi sono ripreso, ti ho visto morta, di nuovo.
Respira forte, come sforzandosi di non piangere. Di
nuovo.
Ehi. Faccio un altro passo e gli appoggio le mani
sulle spalle. Sono qui, okay? Sono la tua Marguerite e
sto bene.
I suoi occhi grigi affondano nei miei, con uno sguardo
indagatore, e mi chiedo se sono ancora la sua Marguerite.
I tuoi genitori hanno trovato il corpo dice piano.
Theo si era allontanato per fare qualche commissione
- nessuno sapeva chi fosse il colpevole - ma quando non
ritorner credo che capiranno l'identit dell'assassino.
Mi chiedo che ne sar del Theo dell'universo egiziano,
che stava troppo attento ai vestiti ed era un dongiovanni,
ma di certo non un assassino. Si ritrover al Cairo, o
in qualche altra citt egiziana, senza avere idea del
perch. Se lo prendono, andr in prigione o verr giustiziato
per un crimine che non ha commesso. La Strega
ha distrutto altre vite, non solo la mia.
Perch pensavi di poter essere stato tu? Voglio davvero
sentire la risposta? Non ne sono sicura.
Paul incrocia le braccia sul petto muscoloso. Perch
pensi che non avrei potuto farlo?
Perfino la tua versione peggiore, fra tutte quelle che
ho incontrato - era il Paul della mafia russa, lo sappiamo
entrambi: non c' bisogno di ripeterlo - perfino lui
non avrebbe fatto una cosa del genere.
Tu non sai com' qui dentro. Paul fa un gesto per
indicare la propria testa, la propria mente. Non si pu
descrivere. E come se... come se i collegamenti fra i miei
pensieri e le mie azioni fossero stati strappati, o deviati.
Le emozioni che prima potevo mettere da parte, la rabbia,
la gelosia, perfino l'odio, adesso  come se prendessero
possesso della mia mente. Avrei potuto fare un
errore, Marguerite. Avrei potuto.
Un brivido freddo mi percorre la schiena, ma non accetto
di cedere alla paranoia. In qualche modo devo aiutarlo
a credere.
Non l'hai fatto, okay? Non eri tu la persona che mi
ha fatto del male, quindi piantiamola di angosciarci su
quello che sarebbe potuto succedere e concentriamoci su
quello che  successo davvero. Per adesso riesco a
pensare soltanto all'universo dell'Egitto - uno dei mondi
pi belli che abbia mai visitato - e a come  stato appena
rovinato per tante persone a me care.
Quando il promemoria mi ha risvegliato, ho sentito
l'urlo di Sophia, e quel suono... Paul fa una smorfia,
chiude gli occhi. Ho capito che eri morta soltanto da
quello. Soltanto dal suono di quell'urlo.
Ne ho salvata una su tre. La mia voce suona piatta
alle mie stesse orecchie. La Strega ha cercato di lanciare
questa nel vuoto cosmico, ma io sono riuscita a rientrare.
Almeno questa Marguerite star bene.
Paul mi fissa intensamente, come per trovare qualche
danno che mi sia sfuggito. Se riesco a costruire il dispositivo
per aiutare i Firebird ad accrescere l'asimmetria
e a rinforzare questo universo, riusciremo a tenerla
al sicuro. Le componenti tecnologiche qui dovrebbero
essere disponibili. Questo potrebbe essere il primo mondo
che avremo l'opportunit di salvare.
Assolutamente vero. Per al mio spirito malconcio
suona un po' come se stesse dicendo, Certo, tu non puoi
proteggere nessuno, ma io s.
Mi sforzo di rimanere positiva e pensare in modo
costruttivo. Allora, siamo nello spazio. Wow.
Quando ero piccolo pensavo che mi sarebbe piaciuto
entrare nel programma spaziale.
Sono contenta che tu non l'abbia fatto dico dolcemente.
Altrimenti non ci saremmo mai incontrati.
Paul non risponde. Si  rinchiuso ancora di pi in se
stesso.
Ritento. Vuoi sapere una cosa interessante?
Paul mi lancia un'occhiata. Per quanto le ultime settimane
siano state brutte, non sono certo state noiose.
Giusto. Ma ascolta questa: quando la dottoressa mi
ha esaminato, qui alla stazione spaziale, mi ha fatto
una specie di TAC futuristica e sono riusciti a capire
che qui dentro c'erano due Marguerite.
Lui spalanca gli occhi. Hanno capito che provenivi
da un'altra dimensione?
No. Ma si sono resi conto che il cervello di questa
Marguerite lavora, tipo, il doppio di quanto dovrebbe.
Interessante. Paul ha parlato quasi come il suo adorato
signor Spock. Il suo cervello geniale si butta su
questa nuova informazione e si distrae dai suoi problemi,
almeno per ora. Voglio vedere quei risultati di persona.
I dati potrebbero aiutarci a inventare un dispositivo
per identificare i visitatori sgraditi.
Sarebbe veramente utile. Se solo avessimo potuto identificare
il Theo del Triadverso quando  arrivato nel
nostro mondo per la prima volta, ci saremmo risparmiati
una montagna di guai.
Paul aggiunge: E magari potremmo scoprire quanti
danni mi ha fatto la frammentazione.
Ehi, andiamo.  solo una ferita, guarirai. Non sopporto
di sentirlo parlare cos.
Non puoi saperlo, non abbiamo termini di paragone.
Non abbiamo idea di quanti danni possa fare la frammentazione
alla psiche umana, e non sappiamo se una
"guarigione"  anche solo possibile. Abbassa gli occhi a
terra. Forse anche uno spirito si pu spezzare, proprio
come un destino.
Il nostro destino non  spezzato scatto, prima di potermelo
impedire. Siamo entrambi sfiniti, abbiamo attraversato
esperienze da cui non abbiamo avuto la possibilit
di riprenderci, ma non dovremmo prendercela
l'uno con l'altra. Faccio del mio meglio per calmarmi,
prima di aggiungere: Sei entrato dalla mia porta, anche
se doveva essere bloccata per chiunque, a parte le
pochissime persone autorizzate dai miei genitori. Quindi
anche qui dobbiamo essere insieme, no? Se il nostro
destino ci ha riunito perfino nello spazio, deve essere
piuttosto potente.
Il destino mi ha portato a farti del male, e ha portato
te a fare del male a me. E continua a portarci Theo, e in
alcuni casi tu ami lui invece di me. Paul  a disagio. La
sua altezza e la sua muscolatura possente spesso lo fanno
sembrare troppo grosso per il mondo che lo circonda.
In questa stanza minuscola sembra in gabbia. Se il nostro
destino non  altro che la previsione di un contatto,
di un'intersezione fra due traiettorie, allora non abbiamo
affatto un destino.
Potrebbe essere vero? Il fatto di stare insieme  solo
un caso particolare su tutte le volte che ci ritroviamo,
tutte le volte che ci amiamo? Non voglio crederci.
Per  vero che qualsiasi cosa unisca me e Paul, non 
una storia con un unico lieto fine.
Immagino che questo confuti la tua teoria sulla natura
matematica del fato dico in tono piatto. Lui fa una
smorfia, come se soffrisse. Mai scherzare con un dottorando
sulla sua teoria, soprattutto quando non  affatto
il momento di scherzare.  solo che non so che cosa fare.
Vorrei avere una formula magica, un incantesimo,
un copione. Pagherei tutto l'oro del mondo per le parole
giuste da dire in questo momento. Invece resto in silenzio,
impotente.
Ci sono dei parallelismi nelle equazioni. Il tono di
Paul  distaccato, proprio come quando lo avevo appena
conosciuto ed era cos impacciato che lo avevo soprannominato
"cavernicolo". Ma il loro significato non era
quello che credevo io. Forse credevo nel destino perch
volevo crederci.
Noi siamo qualcosa di pi che un sistema di equazioni,
sai. Vado alla ricerca di tutti i nostri ricordi pi belli,
anche se mi sembrano cos lontani adesso. La sera
che abbiamo preparato le lasagne, o quella volta che
siamo andati a Muir Woods, o il giorno di San Valentino...
sono reali.
Tu ti sei innamorata di me in un'altra dimensione
risponde lui senza guardarmi. Forse, dopotutto, c'
sempre stato soltanto il Luogotenente Markov. Forse,
invece di essere il tuo destino, io non sono altro che...
una sosta lungo la strada.
Okay, capisco che ne abbiamo passate tante, e che i
russi sono fatalisti, eccetera, ma  ora di finirla. Non
dire cos!  la frammentazione che ti fa parlare, non vedi?
Stai ignorando tutto quello che abbiamo fatto insieme,
tutto quello che siamo stati. Oppure io per te non
sono mai stata altro che un'equazione matematica?
Doveva essere una domanda retorica, ma a quanto
pare non  cos.
La matematica non mente, le nostre emozioni s dice
Paul.
Sono troppo sconcertata per discutere. Senza un
grandioso destino cosmico che ci unisca, Paul... non crede
in noi.
Continua a parlare, guardandosi le scarpe. Ci illudiamo
di poter avere ci che desideriamo di pi al mondo,
ma non  sempre cos. Adesso lo sappiamo.
Smettila di parlare di noi come se fossimo un esperimento
di fisica!
Tu non hai un atteggiamento logico su questo punto
ribatte Paul. Quando uno scienziato ti dice che non hai
un atteggiamento logico, devi chiudere la discussione al
pi presto, perch vuol dire che lui sta modificando le
dimensioni del problema per farti perdere. Mi stringo le
ginocchia al petto e mi rannicchio nell'angolo pi lontano
della branda. Non hai da fare qualche esperimento
con il Firebird?
Paul ha l'aria di avere ancora qualcosa da dire, ma si
limita a uscire, infelice perfino di fronte alla prospettiva
di salvare il mondo. Non appena la porta scorrevole si
chiude alle sue spalle, prendo il Firebird e cerco di saltare
via da questa desolante dimensione.
Non ho fortuna. Sono bloccata qui, alla deriva nello
spazio, senza speranza di tornare a casa.
San Valentino  stato solo pochi mesi fa. Un sacco di
gente, compresi i miei genitori, dice che  una festa stupida
e falsa, inventata per vendere bigliettini, e che chi
celebra una relazione soltanto una volta all'anno ha dei
seri problemi. Io credevo di essere d'accordo, fino al momento
in cui Paul mi ha portato delle rose rosse e una
scatola di cioccolatini.
Pensavo che fossero i regali appropriati ha detto
mentre ci abbracciavamo nella veranda sul retro, accanto
a un fuocherello nel braciere di ferro battuto. Ci
eravamo messi una trapunta intorno alle spalle, avvolgendoci
insieme. Quella sera anche le lucine blu e arancioni
di Josie sulla ringhiera, a forma di pesci tropicali,
sembravano vagamente romantiche. Sono quelli che si
vedono sempre nei film. Mentre venivo qui, per, Theo
mi ha detto che era un clich.
Paul non ha avuto una gran vita sentimentale prima
di me, per questo si  sempre affidato cos tanto ai consigli
di Theo. Theo probabilmente regalerebbe della
birra artigianale e un cappellino da camionista. Ho
scartato soddisfatta un altro cioccolatino dal suo involucro
crespato. E ricordati che non  mai il momento sbagliato
per regalarmi del cioccolato.
Lui ha annuito solennemente. Non lo dimenticher
mai.
Ti sono piaciuti i tuoi libri? Ero pi preoccupata per
i miei regali. Essendo cresciuta in mezzo agli scienziati,
avevo assorbito praticamente tutte le canoniche passioni
dei nerd prima di compiere dodici anni. Con la mamma
avevo guardato tutta la serie Star Trek: The Next
Generation su Netflix, e con pap facevo una perfetta imitazione
dello sketch dei Monty Phyton con il pappagallo
morto.
Ma Paul, che a scuola era sempre qualche anno avanti,
non aveva avuto una vita sociale ed era sempre circondato
da ragazzi pi grandi di lui, si era perso quasi
tutto il divertimento.
Avevo sentito parlare di Dune ha risposto, lanciando
un'occhiata alla pila di romanzi vicino al fuoco. E ho
sempre voluto leggere Ursula K. LeGuin. Ma l'enciclopedia
- come si chiama, la guida per autostoppisti?
Guida galattica per gli autostoppisti. Lettura essenziale.
Esilarante. Ho chinato il viso verso di lui, sfiorandogli
il naso con il mio. Hai bisogno di ridere di
pi.
Non ho mai avuto tanti motivi per ridere, in passato.
Ha passato le sue mani grandi fra i miei ricci.
Nessun altro mi aveva mai reso cos felice.
Vale anche per me ho sussurrato. Amare Paul... era
come se avesse acceso una candela dentro di me, e quella
luce interiore sembrava illuminare tutto il mondo.
Paul mi ha attirato pi vicino, mi ha baciato la tempia
e ha sussurrato: Il fuoco mi ricorda la dacia.
La nostra unica notte di passione. Allora non sapevo
quale prezzo avrei pagato. Allora mi godevo quel ricordo
come un'ora di pura beatitudine. Anche a me. Facciamo
finta di essere di nuovo l.
I suoi occhi si sono illuminati. Non stavo proponendo
di fare sesso in veranda (le schegge, ahia) ma sapeva
quanto desideravo che mi baciasse, e una volta che abbiamo
cominciato  stato come se non potessimo pi
smettere.
San Valentino  stato meno di tre mesi fa. Poco tempo
dopo, eccomi qua, con il cuore spezzato, disperata,
senza sapere se io e Paul torneremo mai insieme. Per di
pi sono in orbita geosincrona. Evviva.
I miei genitori mi propongono di fare colazione nel refettorio,
sposando la teoria che socializzare sia una cosa
positiva. Ci vado presto, solo perch non credo di poter
sopportare un altro secondo di avvilimento in quella
scatola bianca che  la mia stanza. Quando arrivo sembra
che un turno sia appena finito. Una mezza dozzina
di persone in divisa sono in fila per uscire e chiacchierano
delle eruzioni solari e della rottura fra due
sconosciuti chiamati Min-Ji e Cedric. Uno mi fa un
cenno di saluto e io ricambio. Siamo amici? Conoscenti?
Immagino che quass ci si conosca tutti.
Un lampo di capelli biondi mi fa immobilizzare. La
mia mente bisbiglia Persis - la tirapiedi di Wyatt Conley
in una mezza dozzina di mondi, finora, compresa la
casa madre. Ma non  lei,  un'altra donna. In questa
dimensione non devo preoccuparmi di lei.
A quanto pare questo  l'unico colpo di fortuna che avr,
per un po'.
Mentre me ne sto seduta da sola, al tavolo della mensa,
a rigirarmi nel piatto delle uova strapazzate ricostituite,
entra Paul. Deve aver passato una nottata triste
e solitaria quanto la mia, ma la sua espressione  del
tutto distaccata. Chiunque non lo conoscesse bene direbbe
che  una persona fredda. Paul non si aspetta pi
di trovare conforto in me, ma io non riesco a evitare di
cercarlo in lui. Il mio cuore spezzato capisce soltanto
che l'altra met  vicina e lo desidera cos disperatamente
che mi fa male il petto.
Noi due abbiamo... rotto?  un modo di dire che sembra
troppo infantile per descrivere la tremenda voragine
che si  aperta fra di noi. Pensandoci in senso letterale,
per, non  lontano dalla verit. Siamo stati spaccati.
Siamo a pezzi, pezzi che non  possibile rimettere
insieme.
Lui scivola sul sedile di plastica pi vicino. Come
stai? Dal modo in cui lo dice  chiaro che questa  una
semplice formula di cortesia, niente di pi.
Se vuole parlare di cose irrilevanti, benissimo. Be',
stamattina ho scoperto che i programmi di esercizio fisico
sulla stazione spaziale prevedono tre stramaledette
ore di allenamento al giorno. A quanto pare c'entra
qualcosa con la densit ossea, non che me ne importasse
qualcosa dopo un'ora di tapis roulant.
Paul apre la bocca, probabilmente per spiegarmi la
questione della densit ossea. Io gli lancio un'occhiata
che dice niente scienza adesso, per favore. Grazie ai miei
genitori l'ho perfezionata benissimo. In ogni caso, rimane
zitto.
Allora dico continuando a tormentare il mio cibo.
Hai fatto progressi?
Credo di s risponde lui, sorprendendomi.  la prima
bella sorpresa che ho avuto, di recente. Lui continua:
La tua teoria sulle porte sbattute, cio che sono
convinti che non li aiuterai e quindi cercano di chiuderti
fuori dagli universi che devono essere distrutti... credo
che sia corretta.
Questo significa che l'universo di Londra e quello
dell'Egitto sono condannati, vero?
Forse no. Io posso ritornare in entrambi, e anche
Theo, perfino i tuoi genitori potrebbero raggiungere l'universo
dell'Egitto se riuscissero a costruire un Firebird
in tempo, e poi potrebbero utilizzare il materiale a
disposizione per costruire uno stabilizzatore.
Tu potresti mostrarmi come costruire uno stabilizzatore
da sola?
Il termine non  adeguato, in realt... la "stabilizzazione"
 solo una parte del... Fa un'espressione che usa
sempre quando capisce di essere partito per la tangente,
lasciandomi indietro. Temo che sia un dispositivo
piuttosto complicato. Possiamo proteggere un universo
aumentando l'asimmetria fra materia e antimateria: il
Firebird pu farlo, se lo potenziamo abbastanza. Quello
che chiamiamo stabilizzatore, in realt servirebbe a potenziare
il Firebird per permettergli di operare come
stabilizzatore. Pi avanti potremo sviluppare un nome
pi adeguato dal punto di vista scientifico.
Mamma e pap si divertiranno a inventare qualche acronimo
buffo, o magari sceglieranno un altro nome dalla
mitologia russa. Almeno, per, siamo sulla strada
giusta. Okay. Siamo sul punto di riuscire a disfare il
lavoro della Triad.
Paul annuisce, ma poi aggiunge: Dobbiamo presumere
che, prima o poi, la Triad prenda in considerazione
la possibilit di creare un altro viaggiatore perfetto.
Ma loro non vogliono coinvolgere nessun altro nella
cospirazione. Conley mi ha mandato in giro a sabotare
le altre dimensioni che potrebbero creare la tecnologia
del Firebird, ricordi? La Triad non vuole condividere il
suo potere.
Tu presumi che agirebbero in buona fede, e questa
non  una premessa ragionevole. Quando Paul non sa
bene come comportarsi, diventa cos: meticoloso, scientifico,
quasi glaciale. Un tempo mi irritava, prima di capire
che fa cos per coprire il suo senso di isolamento.
Dietro quella rigida facciata, sente la solitudine quanto
me. Lo scenario pi probabile  che Conley recluti un
potenziale viaggiatore, lo sfrutti per fare una parte del
lavoro sporco che voleva affidare a te, e poi lo tradisca e
distrugga la sua dimensione senza esitazione.
Adesso che Paul lo ha detto ad alta voce, non so perch
non ci ho pensato prima. Maledizione borbotto lasciando
cadere la forchetta sul piatto. Non riusciremo
mai a fermarli.
Forse non sar cos. Se stessero gi creando altri
viaggiatori dubito che si starebbero ancora impegnando
cos tanto per limitare la tua influenza. Ma dobbiamo agire
in fretta.
Okay. Ce la posso fare. Mi aiuta pensare al quadro
generale, alle innumerevoli vite che dipendono dalla capacit
mia e di Paul di fare la cosa giusta. Come va il
lavoro sullo stabilizzatore?
Dovrei essere in grado di cominciare a costruirlo gi
oggi. Questa dimensione servir per il collaudo. Fra
qualche ora dovrei avere i dati necessari per mettere a
punto il prototipo. Fa un gesto con la mano, suggerendo
che il dispositivo avr una forma vagamente circolare,
in modo da poter contenere il Firebird. Poi far un
tentativo, e se funziona...
Allora cominceremo a scorrazzare per il multiverso,
salvando vite e chiudendo fuori la Triad. Se non posso
avere altro, almeno potrei ottenere la soddisfazione di
cancellare per sempre quel sorrisetto dalla faccia di
Wyatt Conley. Tornerai subito nell'universo dell'Egitto
e in quello di Londra, vero? Ci tengo molto.
Paul aggrotta la fronte. L'ordine di intervento probabilmente
 irrilevante. Perch vuoi dare la priorit a
quelli?
Perch ho fallito con quelle due Marguerite. Avevo la
possibilit di salvarle, e non l'ho fatto.
Non  colpa tua. Il suo tono si addolcisce, e per un
momento sembra che creda ancora in me. In qualche
modo questo mi fa ancora pi male della sua freddezza:
la fuggevole illusione che sia tornato, che sia tornato da
me, e che la divisione fra noi non sia altro che un incubo.
Sei stata messa in situazioni senza uscita.
Forse ha ragione, ma questo non mi impedisce di sentirmi
schiacciata dal senso di colpa in ogni istante, a ogni
respiro. Sento che sarebbe un modo di... onorarle,
almeno. Se salviamo le loro dimensioni, impediremo che
siano annullate del tutto, no? Ci sar ancora qualcuno a
ricordarle, saranno ancora reali. E avranno avuto un
ruolo importante nel proteggere i rispettivi universi.
Paul ci riflette, poi annuisce. Quei due per primi.
Grazie. Faccio un respiro profondo e mi concentro
sul prossimo obiettivo. E questa dimensione sar sistemata,
perch tu la proteggerai e io ho gi salvato questa
Marguerite. Possiamo spuntarla subito dalla lista.
Non appena ho finito di pronunciare la parola lista,
cominciano a lampeggiare delle luci rosse. Parte un segnale
di allarme e la voce computerizzata dice: Sovraccarico
imminente nel meccanismo di scarico plasma. Sovraccarico
imminente. Tutto l'equipaggio alle navette di
salvataggio. Sovraccarico imminente.
Scarico plasma? Proprio il posto da cui la Strega 
scappata e dove io sono arrivata?
Mi invade un'ondata di terrore, un terrore puro, orrendo
e mortale, come se le mani di Theo mi si stessero
di nuovo chiudendo intorno alla gola. La Strega aveva
un piano di riserva. Ha creato una seconda trappola, un
sabotaggio che potrebbe distruggere l'intera stazione
spaziale in qualsiasi momento.
Stiamo per essere catapultati nel vuoto cosmico, e
non c' niente che possa fare per evitarlo.
...
.
...
Capitolo 10.
...
.
...
Sovraccarico imminente ripete la voce computerizzata,
come se il panico non si fosse gi diffuso abbastanza.
Prepararsi ad abbandonare la stazione.
Io e Paul usciamo di corsa dalla zona refettorio e vediamo
astronauti che corrono da tutte le parti. Tutti gli
altri sanno che cosa fare, dove andare. Noi non ne abbiamo
idea. Le navette di salvataggio dico. Se seguiamo
gli altri ne troveremo una.
Vieni. Mi prende per mano e cominciamo a correre
dove ci sembra si stia dirigendo la maggior parte della
gente. Ma poi gli altoparlanti fischiano e la voce computerizzata
si spegne.
Al suo posto sento la voce di mia madre. Qui  il Comandante
Kovalenka. Soltanto il personale non indispensabile
deve abbandonare la stazione. Abbiamo una
possibilit di localizzare la decompressione, ma soltanto
se il resto di voi ritorna al proprio posto, adesso!
La mamma deve essere proprio un bravo comandante,
perch quasi tutti ritornano immediatamente al proprio
posto.
Io non sono indispensabile, probabilmente dico.
Io qui sono indispensabile risponde Paul. Senza
dubbio  vero, ma sembra comunque maledettamente
arrogante. Poi per si volta verso di me e mi mette le
mani sulle spalle. Vattene da qui, finch puoi. Salva
questa Marguerite. Salvati.
Per quanto in questo momento mi piacerebbe
trovarmi su una navetta di salvataggio (e mi piacerebbe
tanto), non so se posso andarmene lasciando a bordo i
miei genitori e Paul. Questa Marguerite seguirebbe il
piano di evacuazione lasciandoli qui? Ne dubito.
A Paul dico soltanto: Vai. Vedi se riesci a capire che
cosa si aspettano da te.
Lui corre via. Anche se non ha accesso ai ricordi su
che cosa fare in questi casi, forse la sua mente geniale
avr modo di scoprirlo. O magari il suo promemoria
presto svanir e lascer riaffiorare il Paul di questo universo,
appena in tempo per fare il suo lavoro.
Per me la strada  ancora pi incerta. Non so se scappare
o restare per rendermi utile: in realt, per, non so
neanche cosa potrei fare per far succedere una di queste
due cose. Alla fine continuo a correre nella direzione
scelta con Paul, sperando di incontrare un nuovo flusso
di persone, riuscire a capire dove stanno andando e aver
modo di prendere una decisione.
Giro un angolo e vedo la mamma, che sta lavorando
freneticamente all'interfaccia di un computer. Devono
aver deviato i controlli della stazione al suo punto di accesso
pi vicino. Senza smettere di digitare a velocit
supersonica, mi guarda con la coda dell'occhio. Che cosa
ci fai ancora qui?
Non voglio lasciarvi rispondo.  la verit, ma qualsiasi
cosa mi ordiner di fare, obbedir. Per quanto detesti
l'idea di lasciare gli altri, sono venuta qui per salvare
questa Marguerite, non per metterla ancora pi in
pericolo.
Ma la mamma fa un cenno verso una console l accanto.
Occupati delle comunicazioni con la Terra, dovresti
riuscirci.
Oh, merda. Vado alla console e provo a capire come
funziona l'interfaccia. Con mia sorpresa, in realt sembra
piuttosto semplice, come quando si impara a usare
un iPhone: si comincia da incapaci e in pochi minuti si
diventa esperti. Con pochi movimenti delle dita indirizzo
le chiamate alla sala macchine, al reparto operativo,
al comandante della Astraeus (alias Mamma). Avere un
compito da eseguire mi fa sentire pi forte.
Sempre continuando a lavorare, la mamma dice: Devo
chiederti una cosa.
 davvero il momento giusto per uno scambio di confidenze
tra madre e figlia? Ehm, certo.
Ieri, quando ti trovavi nel serbatoio di scarico... sei
stata tu a fare questo?
Mi sento morire. Non ricordo di averlo fatto dico onestamente.
Per credo di s.
Marguerite. Non l'avevo mai sentita pronunciare il
mio nome con questo tono cos addolorato e sperduto.
Mi dispiace, mi dispiace tanto. Non avrei mai dovuto
venire qui. A questo punto avrei gi dovuto capire come
fermare la Triad. Se fosse stato cos, il vostro mondo non
sarebbe in pericolo e questa stazione spaziale sarebbe sicura.
Ma io ho incasinato tutto. Oh Dio, mamma, mi dispiace.
Le sirene continuano a ululare. Mia madre continua
a digitare. Dopo un paio di secondi, mi risponde: Ci hai
detto che dovevi essere tenuta d'occhio. Hai cercato di
avvertirci che non stavi bene. Non  colpa tua.
Sentire la mamma che si prende la responsabilit per
le macchinazioni della Strega e per i miei errori  veramente
troppo. Vorrei discutere, ma improvvisamente si
annulla la gravit.
Nei film sembra sempre un momento magico, preso di
peso da Peter Pan della Disney - puoi volare, puoi volare!
Gli astronauti fanno grandi sorrisi e capriole, come
se la gravit zero fosse l'esperienza pi divertente del
mondo. Per me invece  come essere sbalzata fuori da
una giostra: ho la nausea, mi sento disorientata e troppo
stordita per fare qualsiasi cosa. Solo il soffitto scuro,
con le sue luci rosse lampeggianti, mi indica dove
dovrebbe essere in alto. Il mio stomaco si ribella, investendomi
le viscere con un'altra ondata di nausea.
La mamma ha i piedi che galleggiano sopra la testa,
ma non fa altro che prendere un cavo dalla cintura e assicurarlo
a una delle maniglie che sporgono dalle pareti,
poi continua il suo lavoro. Anche la cintura della mia
tuta ne avr uno? S, e adesso ricordo che quelle piccole
maniglie sono dappertutto. Mi aggancio e continuo a lavorare
al mio schermo, connettendo le chiamate dalla
Terra il pi velocemente possibile.
Poi sullo schermo lampeggia un nuovo messaggio, che
non avevo ancora visto: Amministratore Generale Controllo
Missione per Com Astraeus. Se Com significa Comunicazioni,
questa chiamata potrebbe essere diretta
proprio a me. Tocco due volte lo schermo, che sembra
essere il modo per rispondere...
... e il mio schermo affollato di icone viene invaso dall'immagine
di Wyatt Conley.
 questo l'uomo che dovrebbe salvarci? Siamo fregati.
Conley dice: Comunicazioni, qui  il Controllo Missione.
Non siamo riusciti a contattare Kovalenka. E stata
ferita a causa del malfunzionamento iniziale? Passo.
In questo momento  un po' occupata! Siamo in un
momento critico, nel caso non l'abbiate notato. Uhm,
passo.
Il sospiro di frustrazione di Conley si sente anche attraverso
lo spazio. Ci serve un rapporto dettagliato.
No, vi serve una stazione spaziale funzionante, con
degli astronauti vivi!
La mia risposta era un mezzo bluff, ma gli fa effetto.
Potete trasferire alcuni dei controlli di sistema a Houston?
Potremmo alleggerirvi il lavoro.
Non so proprio se potrebbe funzionare, ma a quanto
pare la mamma l'ha sentito. Gli grida da sopra la spalla:
Posso dirottare i controlli atmosferici. Se loro riescono
a stabilizzarli, mentre io sigillo il serbatoio di
scarico, abbiamo una possibilit di farcela.
Ha sentito? chiedo al Conley sullo schermo, e lui
annuisce.
Questo Wyatt Conley non  il nemico. Qui sta impiegando
il suo genio in un modo migliore. O almeno devo
sperarlo.
I corridoi della Astraeus si sono trasformati in un
quadro di Salvador Dal. Gocce di un liquido scuro, probabilmente
caff, fluttuano in forma perfettamente sferica.
Una scarpa da ginnastica va alla deriva vicino al
pavimento, trascinandosi dietro i lacci. I miei capelli si
attorcigliano e ondeggiano intorno a me come fossero la
mia personale nuvola temporalesca. Si sentono grida di
allarme che salgono di tono, mi irrigidisco ancora prima
di sentire le imprecazioni in russo di mia madre.
Poi sembra che la stazione riceva una spinta violenta
da sotto. Io vengo sbattuta contro la parete opposta, la
faccia della mamma si schiaccia sullo schermo. La
struttura portante della Astraeus viene attraversata da
una vibrazione sorda. Se dobbiamo morire, succeder
da un momento all'altro.
Per continuo a respirare. Dopo pochi, infiniti secondi,
la vibrazione cessa. La mamma guarda il suo schermo,
poi fa un sospiro pesante, di sollievo e di rimorso.
Abbiamo perso il generatore solare principale, ma abbiamo
mantenuto i sistemi atmosferici e il generatore
di emergenza. Questo ci d l'opportunit di completare
l'evacuazione, salvando l'intero equipaggio. Si volta
verso di me, con gli occhi rossi di lacrime trattenute.
Chiama Houston. Devo annunciare di persona la perdita
della Astraeus.
Vorrei protestare e dirle: Non  tutto perduto! Okay,
ci sono dei danni, ma probabilmente riuscirete a ripararli,
e sono sopravvissuti tutti. Dovrebbe essere una vittoria.
Poi ci arrivo: la mamma dovr riferire che la sua stessa
figlia, profondamente instabile, ha sabotato la stazione
spaziale.
Manovro lo schermo meglio che posso, mi sento come
intorpidita. Dopo una frazione di secondo Conley appare
sullo schermo. Io mi spingo in fondo al corridoio, abbastanza
lontano da non dover sentire.
La Marguerite di questo mondo pagher un prezzo
terribile per ci che  successo qui. Verr rinchiusa in
un istituto? Drogata con i farmaci? Qualsiasi cosa le faranno
sar il trattamento sbagliato, perch lei non ha
niente che non vada. Ha solo avuto la sfortuna di essere
stata invasa dalla Strega, e poi da me. Certo, ricorder
la verit, ma dopo tutto quello che  successo chi le creder,
se comincia a dire che  stata posseduta da una
visitatrice di un altro universo?
Forse Paul salver la sua dimensione, e forse io ho
salvato la sua vita in senso letterale. Ma in tutti gli altri
sensi, in tutto quello che rende una vita bella e degna
di essere vissuta, potrei averla distrutta.
In poche ore la gravit viene ripristinata e inizia
un'evacuazione pi ordinata. Le persone si trascinano
in giro con i loro borsoni pieni, preparandosi a tornare
sulla Terra mesi o anni prima di quanto avrebbero voluto.
Mentre camminano, qualcuno bisbiglia: la figlia
del comandante ha avuto una specie di crollo nervoso.
Non ha senso. C'era tutta la sua famiglia in orbita con
lei. Non le bastava questo?.
Intanto io sono seduta in una stanzetta della sezione
medica, che a quanto pare svolge anche la funzione di
cella per i criminali e le persone pericolose. Sono felice
che sia tornata la gravit, anche perch sono cos sconvolta
che potrei sentirmi male e l'ultima cosa di cui ho
bisogno  un globo di vomito che fluttua nell'aria.
Questa stanza ha una finestra e mi obbligo a guardarla:
si vedono i danni alla stazione spaziale, la parte
sabotata dalla Strega  accartocciata e asimmetrica, la
sua bruttezza contrasta con le arcate argentee del resto
della Astraeus.  come se fosse stata stretta nel pugno
di un gigante arrabbiato. Qualunque fosse la sua importantissima
funzione per la sopravvivenza della stazione
spaziale, non  pi in grado di espletarla.
La porta emette un suono che probabilmente indica lo
sblocco. Mi alzo in piedi, pronta a ricevere la polizia
spaziale o chiunque sia venuto a prendermi in custodia.
Quando invece vedo Paul, sento rinascere la speranza.
Ma lui ha un'espressione impassibile, come una statua.
Devo sbrigarmi. Entra nella stanza, senza chiudersi
la porta alle spalle. Intorno all'occhio cominciano ad affiorargli
dei semicerchi rosso violacei, segni di un occhio
nero incipiente. Nessuno mi ha proibito di venire qui,
ma immagino che sia contro i regolamenti.
Stai bene. Vorrei toccargli il braccio per rassicurarmi
che sia ancora qui, ma ho ancora il diritto di farlo, a
questo punto? Stiamo insieme o no? Non lo so. Forse
non dovrebbe avere importanza, con tutto quello che sta
succedendo. Eppure per me ne ha. Chiudo gli occhi.
Qualcuno  rimasto ucciso?
No, ma ci sono stati diversi feriti a causa di una fuga
di plasma nel generatore a energia solare. Alcuni sono
gravi.
Lo dici come se non fosse importante. In parte la responsabilit
per quei feriti  mia. Certo, non ho eseguito
io il sabotaggio, ma avrei dovuto capire che la Strega
aveva un piano di riserva.  questo il suo gioco: nascondere
trappole nelle sue trappole. Mi stringo nelle braccia
ed evito il suo sguardo: sono arrabbiata con me stessa
per non averlo capito in tempo, e con Paul per il suo
comportamento cos freddo e crudele.
La sua unica reazione  guardare da un'altra parte. Il
suo atteggiamento mi brucia, finch non mi rendo conto
che non mi sta ignorando: sta lavorando al computer
della dottoressa Singh.
Non ha avuto il tempo di uscire dalla sessione di lavoro
borbotta esaminando i file. Con un colpo sulla tastiera
apre una schermata che sembra il tracciato di un
sismografo: linee spezzate che vanno su e gi, schiacciate
una sull'altra. Il nome in basso  CAINE, MARGUERITE
K. Questo  il tracciato delle tue onde cerebrali?
Esatto.
Che cosa ha utilizzato per ottenerlo? C' una macchina
per la risonanza, oppure...
Qui la fanno pi semplice. Adesso capisco che cosa
vuole Paul, e perch per lui abbia la massima priorit.
Da quale cassetto la dottoressa Singh aveva preso quella
banda metallica? Trovo il semicerchio argenteo e
glielo passo.
La connessione del sensore al computer si rivela facile
come attivare le cuffie Bluetooth di un cellulare. Paul
si sdraia sul lettino, io avvio i comandi e...
Oh mio Dio.
Il mio tracciato cerebrale aveva l'aspetto di linee
spezzate verticali molto ravvicinate: avevano una densit
doppia rispetto alla norma, pareva, ma per il resto
erano regolari. Il tracciato di Paul invece  caotico. Le
linee si irradiano in tutte le direzioni, come se qualcuno
avesse dato un pugno al centro dello schermo, incrinando
il vetro. I lati dello schermo diventano rossi, una
piccola finestra in un angolo dice: VERIFICARE MALFUNZIONAMENTO STRUMENTI.
Non  un malfunzionamento: questo caos  quello che
succede nella testa di Paul.  quello che gli ha fatto la frammentazione.
Io e Paul restiamo a fissare lo schermo in silenzio per
un tempo che mi sembra lunghissimo. Alla fine azzardo:
Forse non sar per sempre.
O forse s. Si mette seduto, stacca il sensore e lo
rimette con cura al suo posto, nel cassetto.
Paul si alza in piedi e, per la prima volta da giorni,
mi guarda dritto negli occhi. Nel suo sguardo c' una
desolazione terribile. Capisci perch non posso stare con te?
No. No no no.
In questo momento non ho il pieno controllo di me.
Non so se lo recuperer mai. In qualsiasi momento potrei...
crollare. Non ti ricordi come ho reagito quando sono
arrivato in Egitto? Ero vicinissimo a farti del male,
senza nemmeno sapere se eri tu o la Strega. Gli trema
la voce, ma solo per un momento. Ti prego, Marguerite.
Devo convivere con i ricordi delle mie altre versioni
che ti hanno fatto del male. Non rischiare ancora. Lasciami andare.
Vorrei discutere, ma quel tracciato a forma di ragnatela
sullo schermo ancora illuminato mi dice che non c'
in ballo soltanto il fatalismo di Paul. Quello che gli 
successo e le sue conseguenze sono una realt concreta.
Una volta Josie mi ha detto una cosa importante:
Quando qualcuno ti dice chi , credigli. Se un uomo ti
dice che ha problemi a fidarsi delle donne, non devi presumere
che abbia soltanto avuto delle esperienze negative
in passato e che potrai sistemare le cose, dato che
sei la donna pi dolce e gentile del mondo. Devi andartene
subito: Grazie dell'avvertimento e buona fortuna. 
stato bello conoscerti. Devi allontanarti, e non voltarti
indietro. E se qualcuno ti dice che ti far del male, non
restare ad aspettare che ti dimostri di aver avuto ragione.
Paul mi sta dicendo che  pericoloso. Non  colpa sua
e forse non sar per sempre, ma devo credergli. Devo fidarmi
di lui, proprio perch lui non pu fidarsi di se
stesso.
Anche se  l'unica cosa al mondo che vorrei, devo lasciare
Paul.
Okay sussurro, allontanandomi. Lui batte le palpebre,
stupito. Probabilmente si aspettava una resistenza
maggiore. Questi primi secondi di silenzio risuonano di
tutti i ricordi che abbiamo condiviso, di tutti i momenti
che avremmo dovuto vivere insieme. Nel multiverso si 
appena creata una nuova divisione,  iniziato un futuro
in cui io e Paul non stiamo insieme... ed  quello in cui
devo vivere.
Paul fa un respiro profondo e riprende l'atteggiamento
da scienziato. Forse per lui  pi facile da gestire.
Dobbiamo concentrarci sulle realt quantiche che hanno
bisogno della nostra protezione. Fai il salto non appena
ti  possibile. Io rimarr qui per il tempo necessario
a testare la funzione di stabilizzazione del Firebird.
Se funziona, torner negli universi di Londra e dell'Egitto,
poi ti raggiunger.
Ti ringrazio di aver dato la priorit a quei due universi.
Per aver mantenuto la tua parola.
Marguerite... non infrangerei mai una promessa che
ti ho fatto. I nostri occhi si incontrano, e vedo tutto il
dolore che sta cercando di trattenere. Non lo farei mai,
neanche se ne andasse della mia vita.
Per pochissimi, fragili istanti siamo di nuovo legati.
Ne ho la certezza, come sono certa di sentire il battito
del mio cuore nel petto. Paul mi prende il viso fra le
mani, io chiudo gli occhi mentre le sue dita mi accarezzano
la guancia. Quando si avvicina trattengo il respiro,
sperando in un abbraccio, un bacio, un qualsiasi congedo.
Paul mi sfiora la fronte con le labbra, con una tenerezza
che mi spezza il cuore. Sollevo il viso verso di lui,
sperando in un bacio d'addio, ma lui sta gi arretrando,
si sta allontanando da me.
Che Paul ci creda o no, possiamo ancora salvare qualcosa.
Se riesce a superare la frammentazione, c' ancora
una possibilit per noi due.
Mi volta le spalle ed estrae il Firebird, senza dubbio
sta cominciando a pensare a come costruire uno stabilizzatore
da connettergli. Nella speranza di recuperare
quel fuggevole legame, gli confido: Quando la mamma
mi ha chiesto se ero stata io, ho confessato, perch sapevo
che questa Marguerite doveva essere sorvegliata nel
caso che la Strega tornasse. Ma... non le avr appena
rovinato la vita?.
Hai fatto quello che dovevi. Lo sguardo di Paul  di
nuovo distaccato, il grigio dei suoi occhi  diventato di
ghiaccio. Tu sei capace di fare scelte difficili, Marguerite.
Sai anche essere spietata. Solo che non vuoi ammetterlo.
Io non sono spietata...
Ne hai la potenzialit. Deve essere cos. Altrimenti
la Strega non esisterebbe.
Ha ragione. Adesso  il turno di Paul e Theo di giudicare
la parte peggiore di me, il mio lato oscuro. Perch
per quante altre cose la Strega possa essere,  anche
parte di me.
Paul  troppo buono per insistere e rigirare il coltello
nella piaga. Invece lascia ricadere il Firebird sotto il
collo della tuta. Devo andare. Fai il salto, se puoi, non
smettere di provare, perch quando ti arresteranno verrai
perquisita e potrebbero trovare il Firebird.
Okay dico con voce flebile.
Paul annuisce e poi esce dalla stanza, bloccando la
porta alle sue spalle, senza neanche una parola di saluto.
Crede di sembrare forte e risoluto, ma rivela soltanto
che questa separazione lo fa soffrire tanto quanto
me, forse anche di pi.
Mi dispiace, dico alla Marguerite di questo mondo.
Lei ricorder tutto quello che  successo mentre ero
dentro di lei: questa  un'altra delle caratteristiche speciali
dei viaggiatori perfetti. Lasciamo una scia di ricordi
da seguire. Ma basteranno i risultati dell'esame della
dottoressa Singh a dimostrare che dice la verit su
quello che  successo?
Almeno la Marguerite di questo universo sapr che avevo
una buona ragione. Sapr che la sua libert  stata
sacrificata per la sicurezza della sua intera dimensione.
Devo convincermi che penser che ne sia valsa la
pena.
Metto la mano sul Firebird per fare l'ennesimo tentativo
di saltare nel prossimo universo, pensando Mi dispiace,
mi dispiace. Ero convinta che fosse solo la prima
di molte volte in cui avrei ripetuto queste parole nella
sua testa, ma stavolta il Firebird mi porta via in un istante.
Avrei dovuto finire di scusarmi, prima.
...
.
...
Capitolo 11.
...
.
...
Davanti ai miei occhi, a circa sessanta centimetri, c' Adamo,
completamente nudo.
L'Adamo della Bibbia, intendo. Lo capisco dal serpente
attorcigliato sull'albero a poca distanza.  un dipinto
magistrale, realizzato con una tecnica incredibile: i colori
sono vivaci ma anche perfettamente sfumati, la
composizione  costruita in modo da attirare lo sguardo
verso la mano di Adamo, tesa verso l'alto a raggiungere
Dio, l'espressione di Adamo  cos sofisticata da lasciar
trasparire tutte le emozioni di un vero essere umano,
che sta pensando: ho paura, ma lo voglio.
Se lo stessi ammirando in un museo, penserei che sia
stato dipinto nella bottega di uno dei grandi maestri al
culmine del Rinascimento. Ci sono solo due problemi
con questa interpretazione: il primo  che questo  un
lavoro cos recente che sento ancora l'odore di vernice
fresca.
Il secondo  che non solo non mi trovo in un museo,
ma a quanto pare sono sdraiata, supina, su un'impalcatura
di legno. Il dipinto incombe su di me, cos grande
che non ne distinguo i contorni.
Dove sarebbe il pericolo mortale? Non vedo niente di
preoccupante. Forse l'impalcatura  instabile, sta per
crollare? A me sembra abbastanza solida. Nell'aria non
c' odore di fumo. Il mio corpo sembra stare benissimo,
non sento ferite o punture.
Provo a rotolare, con attenzione, prendendo nota dei
vestiti che indosso (una tunica di tessuto grezzo color
ruggine, brutte calzature e una specie di sciarpa legata
sui capelli)...
... e guardo in basso, scoprendo che sono a una dozzina
di metri dal pavimento di marmo.
Un tempo l'altezza mi faceva paura, ma dopo aver
penzolato da un elicottero ed essere stata in orbita intorno
alla Terra, dodici miseri metri sono un sollievo
per me. Forse la Strega pensava che mi sarei girata
troppo velocemente e che sarei precipitata verso la morte?
Pu fare molto di meglio...
Ma non vedi l'eresia? grida una voce orgogliosa e
autoritaria. Le sue parole riecheggiano in questo spazio,
che deve essere enorme, anche se riesco ad averne
solo un'impressione parziale, nella zona dell'impalcatura.
Adesso come farai a giustificare la tua maestra?
Mi sposto sulla piattaforma per vedere la persona che
mi sta parlando dal basso. Laggi, vicino a delle enormi
colonne che sostengono una grande arcata, si  radunato
un piccolo gruppo di persone. Quasi tutti indossano
vestiti lunghi o tuniche, chiaramente molto pi lussuose
della mia. I loro abiti brillano di riflessi di seta e
guizzi di velluto. Alcuni hanno la lunga tunica color
porpora e lo zucchetto dei cardinali della Chiesa Cattolica
Romana. Non c' dubbio, comunque, su chi sia stato
a parlare: deve essere la donna con il copricapo alto e
appuntito, e le vesti bianche, riccamente ricamate con
luccicanti fili d'oro.
Anche se non ci siamo mai incontrate, so chi : Sua
Santit la Papessa Marta III.
Dico a me stessa, Bentornata nell'universo di Roma.
Rifiuti forse di rispondere? mi grida. Vedo le rughe
sulla sua fronte farsi pi marcate, anche da quass.
Sostieni forse l'opera eretica della tua maestra?
Conosco abbastanza la storia mondiale per sapere che
non voglio assolutamente far arrabbiare un Papa. 
questo il piano della Strega? Consegnarmi all'Inquisizione?
No, signora... Sua Santit!
E allora perch non le hai impedito di eseguire questo
abominio? Dipingere Adamo da solo al momento della
Creazione, senza va, la madre dell'umanit? La
Papessa Marta agita una specie di scettro dorato in giro
per l'enorme salone in cui ci troviamo.
Alla fine mi rendo conto che questa  la Cappella Sistina,
che viene realizzata solo adesso, che solo in questo
momento sta diventando un capolavoro. Invece di
Michelangelo un'altra artista ha l'onore di creare quest'opera,
e a quanto pare io sono fra i suoi apprendisti.
Rapita, mi metto di nuovo supina e ammiro il dipinto:
ora riconosco l'interpretazione originale della creazione
dell'uomo, l'attimo in cui Adamo riceve da Dio la scintilla
della coscienza. Ho potuto partecipare alla pittura
della Cappella Sistina! Questo universo  decisamente,
assolutamente il pi favoloso che abbia mai visitato. Il
mio dolore per la rottura con Paul svanisce per un momento
bellissimo, in cui non provo altro che pura meraviglia.
Ti rifiuti ancora di rispondere! urla la Papessa, ricordandomi
di muovermi.
Perdonatemi, Santit. Posso scendere e parlarvi pi
da vicino? Con, ehm, il rispetto che vi  dovuto? Sembra
il tipo di frase da rivolgere a un Papa.
Dopo un momento di silenzio, la Papessa Marta III risponde:
Ti sia consentito.
Scopro che questa impalcatura  stata costruita da
qualcuno che aveva idee piuttosto esagerate sulle doti
acrobatiche degli artisti. Mi ci vuole un po' per arrivare
fin gi, e alla fine sono ansimante. Per utilizzo il tempo
per pensare a come poter rispondere alla sua domanda,
dato che non ho idea di chi sia la mia maestra,
del perch la Papessa non se la prenda direttamente
con lei o dei motivi delle sue scelte artistiche.
La Papessa Marta III non sembra pi alta di un metro
e sessanta.  avanti con l'et, quasi anziana, e le
sue spalle cominciano a incurvarsi, per emana un'aura
di potere chiara come una luce. Questa donna sa che la
sua ira pu far tremare gli imperatori... e in questo momento
ce l'ha con me.
Sua Santit comincio. Devo inchinarmi? Male non
pu fare, quindi eseguo e poi comincio a parlare a tutta
velocit. Da quanto ne so, la mia, ehm, maestra aveva
intenzione di dipingere la creazione di va su un pannello
separato. Vuole ritrarre il Padre e la Madre dell'umanit
prima di riunirli per raccontare il resto della
Creazione.
La Papessa Marta non dice niente, il suo silenzio 
terribile. Se la Strega  riuscita a capire come incastrarmi
accusandomi di eresia in un'epoca medievale...
be', dovrei riconoscere la sua creativit. Ma non credo
che sia cos. Onestamente, non mi sembra affatto di essere
in pericolo.
Non provo paura, ma soltanto l'angoscia silenziosa di
sapere che io e Paul siamo stati separati... forse per
sempre.
La Papessa finalmente proclama: Se  la verit, la
spiegazione  soddisfacente. Ma mi aspetto una relazione
dettagliata dei suoi progetti per la volta, quando Madama
Annunziata torner dalle Dolomiti.
Io annuisco. Assolutamente. Sua Santit. Devo ricordarmi
di dirlo tutte le volte.
Tiene segreti i suoi progetti e ha anche l'audacia di
lamentarsi dei tempi di pagamento! La Papessa Marta
comincia a camminare avanti e indietro, e il suo gruppo
di eleganti dignitari si fa da parte, in un fruscio di sete,
per lasciarle pi spazio. Osa forse contrattare con il
suo pontefice? L'ho vista indossare catene d'oro, bei vestiti
e perfino pietre preziose. Si porta una mano alla
gola, come per richiamare una collana che ha visto a
Madama Annunziata. Poi fissa lo sguardo su di me e
grida: Guardate! Viene pagata cos generosamente che
perfino le sue apprendiste possono permettersi dei
gioielli!.
Detto questo, prende la catena del Firebird e me la
strappa dal collo.
Maledizione! Quasi nessuno in questa dimensione avrebbe
visto il Firebird, a meno che la sua attenzione
non fosse stata attirata, ma la Papessa Marta stava
pensando proprio a una cosa del genere nel momento esatto
in cui ha fissato gli occhi su di me. Dato che stava
pensando a una collana al collo di qualcuno, ha visto
quella che avevo al collo io.
Il mio primo istinto sarebbe quello di saltarle addosso
e riprendermelo subito, ma immagino che assalire la
Papessa non porterebbe a niente di buono. Cerco di
pensare a una spiegazione valida. Non l'ho comprata
riesco a tirare fuori.  un... cimelio di famiglia, Sua
Santit. Mia madre l'ha trasmesso a me. Fra l'altro, 
pi o meno la verit. Vi prego, io...
Sua Santit non vorrebbe mai defraudare una semplice
apprendista del suo unico tesoro mormora una
delle cortigiane facendosi avanti. La sua compassione
e la sua generosit sono lodate in tutta la Cristianit.
Ho gi visto questa donna, in questo mondo e in molti
altri:  Persis Harrington. Il mio corpo si irrigidisce,
perch nella casa madre  una dei tanti scagnozzi di
Wyatt Conley. In passato si  infiltrata in diverse dimensioni
per interferire con i miei piani. Eppure l'ho incrociata
anche in mondi dove era soltanto se stessa, e
qualche volta eravamo perfino amiche. Si trova ai margini
estremi dell'orbita che contiene la mia famiglia,
Paul, Theo e Conley:  una persona che potrebbe avere
dei legami con noi, oppure non averne affatto.
La Persis della casa madre  venuta qui per intrappolarmi?
Oppure  soltanto la sua versione di questo
universo, e si sta comportando in modo normale?
Dovresti chiedere perdono per aver dubitato del tuo
pontefice dice Persis. Sembra che mi stia rimproverando,
ma capisco che in realt sta facendo leva sulla
vanit della Papessa Marta per farmi riavere il Firebird.
Certo. Vi prego di perdonarmi, Sua Santit. Faccio
un altro inchino, tanto per sicurezza.
La Papessa Marta tira fuori il Firebird e lo passa a
Persis con disinvoltura. Restituite questo gingillo alla
ragazza, Lady Persis.
Oh no. Persis ha il Firebird. Se  la persona che lavora
per Conley, non me lo restituir mai. Per potrei
saltarle addosso, quando non saremo pi in presenza
della Papessa...
Ma non ce ne sar bisogno. Persis si limita a passare
le dita sul Firebird con grande ammirazione (un gesto
che ripete molte volte, in modo quasi inquietante), ma
poi sorride e me lo restituisce. Che interessante collana.
 stato bello donartela, da parte di tua madre.
Riesco a fare un sorriso mentre il ciondolo torna in
mano mia. S, milady.
Forse milady  un po' esagerato, ma non mi importa.
Sono sopraffatta dal sollievo di sapere che Persis appartiene
a questa dimensione e di riavere il Firebird al collo.
 una piccola vittoria da contrapporre alla devastante
perdita di Paul.
La Papessa Marta mi congeda dicendo: Ora tornatene
a Trastevere, ragazza. E riferisci a quei folli dei tuoi
genitori che mi aspetto di vedere a breve i loro diagrammi
planetari.
Grazie, Sua Santit. Questa volta il mio inchino 
pi profondo e pi sincero, perch non voglio proprio
passare altro tempo intorno a un Pontefice cos suscettibile.
Per esco senza fretta, percorrendo la navata a
passo lento. Sarebbe assurdo sprecare un solo momento
in cui posso ammirare la meraviglia della Cappella Sistina
in corso di lavorazione.
Una volta fuori, nella luce del tardo pomeriggio e nel
viavai delle strade di Roma, riesco a schiarirmi le idee e
a ragionare.
Non  stato un tentativo di uccidermi.  vero che la
papessa era scontenta, ma in realt ce l'aveva con Madama
Annunziata. E comunque non credo che avrebbe
fatto giustiziare nessuna di noi due. Michelangelo si 
comportato come un bambino viziato per anni con Giulio
II, e credo che la punizione peggiore che abbia mai
affrontato sia stato un ritardo nei pagamenti.
E allora perch la Strega mi ha portato qui?
Forse  arrivata in questo universo per sbaglio. Theo
una volta mi ha detto che alcuni universi sono matematicamente
simili ad altri, quindi per un piccolo errore
di calcolo si pu finire in una dimensione completamente diversa.
La Strega potrebbe essere arrivata qui,
aver capito che era nel posto sbagliato ed essere rimasta
soltanto per intrappolarmi sulla stazione spaziale di
cui aveva programmato la distruzione. Quando non 
riuscita a trovare un modo efficace per uccidere questa
Marguerite, potrebbe aver deciso di usare questo universo
come cella di detenzione, piuttosto che come
un'arma per assassinarmi.
Perfettamente logico, dico a Paul nella mia mente, come
se stesse ragionando insieme a me. In effetti mi
sembra la spiegazione pi probabile. Penso che dovrei
preoccuparmi soprattutto del prossimo universo.
Comunque, finch sono qui, devo stare in guardia.
Forse dovrei soffrire di pi per la rottura con Paul. Adesso
 come se fossi sotto shock, non sento ancora il
dolore. Si dice che gli amputati spesso sentano la gamba
o il braccio per mesi o addirittura anni dopo l'operazione,
perch le terminazioni nervose inviano ancora segnali
di prurito e sensazioni che non sono pi reali.
L'arto fantasma, ecco come lo chiamano. Forse  questo
che provo adesso, la sensazione che Paul non possa avermi
davvero lasciato, che mi stia ancora accanto.
Ed  cos, sotto tutti gli aspetti pi importanti, ricordo
a me stessa raddrizzando le spalle. Lavora insieme a te
per salvare le altre Marguerite e proteggere il multiverso.
Quindi concentrati su quello che conta davvero.
Anche se non ho mai visitato il Vaticano, nel mio
mondo, so dai film e dalla TV che  un magnifico palazzo
antico con una splendida cattedrale, e che di solito 
invaso da orde di turisti. San Pietro qui , se possibile,
ancora pi imponente, perch gli altri edifici non raggiungono
neanche il terzo piano. La sua immensa cupola
svetta sopra i vari edifici di mattoni color terra, ammassati
tutto intorno. La citt non mantiene una rispettosa
distanza: le stradine sporche del Vaticano brulicano
di gruppi di pellegrini con i rosari stretti in mano,
venditori ambulanti di frutta o pane con carretti tirati
dai muli, o monaci con la tonaca immersi in conversazione.
Il mio precedente viaggio in questa dimensione
 stato breve e frenetico, e si  svolto interamente di
notte. Guardandomi intorno nella luce del tardo pomeriggio
ho l'occasione di fare l'esperienza autentica di
qualcosa di molto simile al nostro Medioevo.
Tutto questo non cancella la paura e il senso di urgenza
che provo, e nemmeno guarisce il mio cuore spezzato.
Ma non posso permettere che Conley e la Triad
trasformino il Firebird in un'arma. L'opportunit di vedere
altri mondi  un dono insostituibile,-che non ha
prezzo. Perfino adesso devo trattenere la mia meraviglia
nel trovarmi in un mondo del tutto nuovo.
Cammino fra la folla per un po', per guardarmi in giro
e annusare qua e l. Sono gli odori a dominare la scena.
Siamo nei tempi antichi, quando non c'erano i deodoranti.
E poi nessuno si occupava di pulire gli escrementi
dei muli. Eppure anche il fetore ha un suo
interesse: mi fa apprezzare di pi casa mia.
Devo scoprire dove abito in questo universo. Nella
mia prima visita non sono stata a casa mia e di certo
non conosco la citt. Inoltre nel Medioevo non erano
particolarmente interessati ai cartelli stradali. Quando
una suora, con un soggolo comicamente largo, mi passa
vicino, la fermo. Mi scusi, sorella, mi sono persa.
Ho parlato in italiano arcaico, o forse tardo latino
(come ho fatto da quando sono arrivata in questo universo).
Le abilit linguistiche imparate da bambini sono
impresse nella memoria pi profondamente di qualsiasi
altra cosa e quindi i viaggiatori interdimensionali parlano
automaticamente la lingua delle persone che li ospitano,
qualunque sia.
La suora mi rivolge un sorriso estatico. Posso aiutarti,
bambina mia? Dove devi recarti?
Vorrei rispondere a Castel Sant'Angelo, dove si trova
Paul (in questa dimensione  Padre Paul, un prete che
mi ama disperatamente, anche se non dovrebbe). Vorrei
poter sentire di nuovo l'amore di Paul.
Ma se non viene dal mio Paul, quello che amo pi di
tutti, non mi basta. Non pi.
A Trastevere rispondo cos, sperando di ricordare
bene il modo in cui l'ha pronunciato la Papessa Marta.
Sa dove vivono gli inventori?
Trovare Trastevere si rivela piuttosto facile.  una
zona non lontana dal Vaticano, annidata fra le colline e
vicino alla riva del fiume. La parte pi vasta della citt
si trova sull'altra sponda, compresi quasi tutti i monumenti
in rovina dell'Impero Romano. Qui le case sono umili,
fatte di mattoni imbiancati o di stucchi in varie
sfumature di terra arancio, rosa e dorato.
La suora non aveva idea di come trovare gli inventori,
ma ho scoperto di non aver bisogno di altre indicazioni.
Sul tetto di uno degli edifici pi alti vedo una cupola
di rame grossa pi o meno come una MINI Cooper, con
una larga fessura al centro. Da quell'apertura spunta
quello che deve essere il primo telescopio mai visto in
questa dimensione.
S, sono a casa.
Ehi, c' qualcuno? chiamo entrando dalla porta.
Siamo quass, tesoro! La voce della mamma proviene
dall'alto, senza dubbio dall'osservatorio sul tetto. In
un angolo della stanza c' una scala a pioli di legno per
salire e scendere. La stanza sembra una di quelle dipinte
da Vermeer, con i suoi semplici mobili in legno, l'ampio
camino e solo un paio di immagini a decorare le pareti
(sono miei schizzi, che ritraggono la mia famiglia
con tuniche e copricapi).
Stavamo solo pulendo le lenti. Questo  pap, che
deve essere di sopra, accanto alla mamma. Stasera dovrebbe
essere sereno, cos finalmente potremo dare una
bella occhiata a Giove!
I miei genitori: sempre diversi, sempre uguali. Voglio
vederli con i loro abiti medievali: potrebbero fornirmi
dell'ottimo materiale per prenderli in giro, pi avanti,
quando avremo superato tutto questo. Ho bisogno di
pensare che alla fine potr ridere di nuovo.
Ma prima devo arrivare in fondo, e quindi devo continuare
il mio inseguimento, non appena possibile.
Probabilmente la Strega non si sar ancora mossa.
L'ultima trappola che ha allestito era molto ingegnosa,
quindi penso che si stia prendendo del tempo per pianificare
le cose con pi attenzione, preparare trappole una
dentro l'altra. Non  una cosa che si possa riuscire a
fare nel giro di un'ora, pi o meno (il livello tecnologico
di questa dimensione consente di avere pi meridiane
che orologi, quindi posso solo fare una stima del tempo
che ho trascorso qui). Comunque devo tentare, quindi
mi siedo su una panca vicino al tavolo, estraggo il Fire-
bird dalla tunica e premo i controlli per fare il salto.
Non cambio universo, il che non mi sorprende.
Per nello stesso preciso istante il terreno sobbalza,
facendo rotolare a terra le stoviglie di terracotta. I miei
genitori lanciano un grido. Sento altre grida provenire
dall'esterno. Siamo nel mezzo di un terremoto.
Le scosse mi sono familiari, dato che vivo nella Bay
Area e quindi ho passato la maggior parte della mia vita
appollaiata sopra la Faglia di Sant'Andrea. La scossa
che ha colpito Roma non  neanche particolarmente forte.
Per  avvenuta nell'esatto momento in cui ho attivato
il Firebird. Nella mia testa sento entrambi i miei genitori
ripetere per la centesima volta La correlazione
non implica causalit. Solo perch due cose si verificano
a poca distanza una dall'altra, non significa che una
sia la causa dell'altra.
Per quando una delle due  un dispositivo in grado
di distruggere intere dimensioni...
Sarebbe incredibilmente improbabile. Lo hanno detto
tutti quanti, e li conosco abbastanza bene da capire che
non avrebbero mai pensato di costruire un Firebird se
non fosse assolutamente vero.
Improbabile. Ma non impossibile.
La terra trema di nuovo, questa volta pi a lungo. I
terremoti pi lunghi sono i pi devastanti.
E se... se fosse stato questo il piano della Strega? E se
fosse riuscita a trovare il modo di distruggere questa dimensione
senza il mio aiuto, se avesse innescato il processo
e poi fosse fuggita?
Questa volta forse non ucciderebbe soltanto me. Potrebbe
uccidere questo intero mondo.
...
.
...
Capitolo 12.
...
.
...
Ma dai, dico a me stessa mentre ripulisco il pavimento
di legno dopo che la scossa si  esaurita. Se questa dimensione
stesse collassando, probabilmente succederebbe
qualcosa di molto pi drammatico di un terremoto
che raggiunge a malapena il quinto grado della scala
Richter. E poi non ho fatto niente di insolito o di strano
con il Firebird, ho premuto esattamente gli stessi comandi
che ho usato dozzine di altre volte.
E comunque le scosse si sono fermate. Sono passati
almeno venti minuti dal terremoto, un tempo sufficiente
perch la mia famiglia, con il resto del vicinato, cominciasse
a rimettere in ordine.
Se solo potessimo comprendere i principi che causano
questi tremori dice la mamma. Ha un vestito marrone
da lavoro e un fazzoletto sui capelli, simile al mio.
Per come si veste a casa, senza nessun criterio, questo
abbigliamento non  neanche tanto strano. Eppure non
ho mai trovato una spiegazione che ricomprenda tutte
le possibilit. La gente  sempre pronta a riconoscere
l'intervento divino, senza neanche chiedersi in che modo
Dio possa realizzare il suo volere sulla Terra.
Pap ha un paio di pantaloni aderenti, un'ampia camicia
bianca e un cappello da elfo cos buffo che, nonostante
tutto, quando l'ho visto sono quasi scoppiata a ridere.
Dice, mentre controlla i piatti caduti a terra per
vedere se sono scheggiati o crepati: Sono certo che siano
legati alle montagne, in qualche modo. Il terreno a
volte si alza o si abbassa dopo i terremoti, no? Non si
formano forse dei crepacci nel suolo?.
C' sicuramente un legame con le montagne balbetto
mentre con la scopa sposto la polvere fuori di casa,
nella strada dove i nostri vicini stanno riparando le
imposte o cercando di calmare i cavalli spaventati. Giusto,
brava, pensa alle spiegazioni sui terremoti che hai
trovato nei libri di scuola.  quello il motivo. Non deve
per forza avere a che fare con il tuo Firebird. Proprio per
niente. Penso che, ehm, la superficie della Terra sia
fatta di enormi placche tettoniche, che ricoprono gran
parte del globo. Quando si avvicinano o si allontanano,
provocano i terremoti. Nel corso del tempo, l'attrito fra
le placche fa nascere le catene montuose. E anche i vulcani.
Lo sguardo che mi rivolgono i miei genitori non ha
prezzo. Per una volta, ne so pi di loro su un argomento
scientifico. Se solo potessi godermelo di pi, invece di
sforzarmi di ingoiare il panico.
Notevole dice mia madre alla fine. Quando hai cominciato
a trarre queste conclusioni?
Oddio. Come avevano fatto gli studiosi ad arrivare alle
placche tettoniche? Uhm,  una questione di logica,
direi. E comunque basta guardare una mappa per capire
che l'Africa e il Sudamerica prima erano unite.
I miei genitori si scambiano occhiate confuse, e pap
mi chiede: Che cos' il "Sudamerica"?.
Ops. Oh!  solo...  irrilevante. Ma dovreste studiare
meglio questa storia delle placche tettoniche. Scommetto
che la mia teoria si riveler giusta.
Le menti geniali dei miei genitori cominciano simultaneamente
a lavorare a velocit supersonica, entrando
in uno stato che li pu impegnare in conversazioni infinite,
ore e ore in cui le loro parole e i loro pensieri si sovrappongono
cos velocemente che nessun altro potrebbe
capirli.
Il mio umore peggiora di nuovo quando ripenso alla
prima scossa, al fatto che ha seguito immediatamente il
mio tentativo di usare il Firebird. Per quanto la spiegazione
delle placche tettoniche sia convincente, la coincidenza
 troppo netta per poterla ignorare. Non ho pi
provato a saltare di nuovo fuori da questa dimensione:
ci vorr un po' prima che mi senta di nuovo sicura di
poterlo fare.
Magari non ci sar un nesso causale, penso. Ma la
correlazione potrebbe avere altri significati. Forse non 
stato il mio Firebird a provocare la scossa. Forse il mio
dispositivo e il terremoto erano soltanto... collegati, in
qualche modo.
Oh, no. Spalanco gli occhi, ricordando quello che mi
ha detto Paul nell'universo dello Spazio. Ha detto che
quando alla Triad avessero definitivamente abbandonato
l'idea di farmi lavorare per loro, avrebbero cominciato
a creare altri viaggiatori perfetti. Persone da convincere,
anche con l'inganno, a fare il lavoro sporco: ovvero
distruggere interi universi.
E se fosse questo che  appena successo? Se il mio
tentativo con il Firebird avesse in qualche modo segnalato
a quest'altro viaggiatore perfetto che era il momento
di far partire il conto alla rovescia?
Mi si rivolta lo stomaco, devo appoggiarmi al muro
intonacato.
Cerco di tranquillizzarmi. Questa dimensione  ancora
qui. Le scosse si sono fermate. A volte un terremoto
non  altro che un terremoto.
Poi la terra trema di nuovo. Non cade nulla. Le lanterne
appese al soffitto hanno una leggera oscillazione.
Scossa di assestamento dico ad alta voce. I miei annuiscono,
senza grande preoccupazione. I terremoti prevedono
scosse di assestamento,  normale.
Ma mi si sono drizzati i capelli e so - so - che devo
scoprire che cosa sta davvero succedendo.
Mamma, pap, devo andare. Metto gi la scopa e
prendo il mantello.
E dove mai vorresti andare in un momento come
questo? chiede pap.
Mi butto il mantello sulle spalle. A Castel Sant'Angelo.
I miei genitori sanno che cosa significa. La mamma
intreccia le mani in grembo. Oh, tesoro, capisco quanto
tu ci tenga a vederlo, soprattutto dopo uno spavento.
Ma credi che sia sicuro, per entrambi?  giusto verso
Padre Paul?
Avete deciso insieme di porre fine a questa follia. Il
tono di pap  grave. Ora non vacillare nella tua determinazione.
Se lo fai, metti in pericolo la posizione di Padre
Paul nella Chiesa. Sua Santit ha accettato di proteggere
le nostre ricerche, ma se dovesse scoprire che
hai indotto in tentazione un prete...
Io, una tentatrice. Devo parlare con Paul dico uscendo.
Fosse anche l'ultima volta. Quando mi chiudo
la porta alle spalle, loro non mi seguono.
Chiedo indicazioni ad alcune fra le molte persone che
si trovano in strada a sistemare i disastri causati dal
terremoto, nell'ultima luce aranciata del tramonto. Per
fortuna, in breve incontro un carro che sta uscendo dalla
sede della gilda dei muratori, qualunque cosa sia. Alcuni
dei membri sono stati chiamati a collaborare alle
riparazioni di Castel Sant'Angelo e mi offrono un passaggio,
e della birra leggera in una coppa di terracotta.
La bevo. Non amo particolarmente la birra, ma ho bisogno
di un po' di coraggio, e mi va bene anche in forma
liquida.
Quando rivedr Paul, potrei trovare il Padre Paul di
questo universo, teneramente innamorato di me, e in
grave pericolo per la relazione clandestina che a quanto
pare abbiamo appena troncato. Ma naturalmente spero
di incontrare il mio Paul. Se ha eseguito subito i suoi
esperimenti, e se il test ha funzionato, potrebbe aver
gi salvato l'universo dello Spazio. Poi naturalmente
torner negli universi di Londra e dell'Egitto, per soddisfare
la mia richiesta (fatta con buone intenzioni ma inutile,
col senno di poi). Quanto gli ci vorr per costruire
gli stabilizzatori necessari? Probabilmente un bel po'
di tempo, soprattutto nell'universo dell'Egitto, dove per
lavorare non avr altro che i pochi strumenti, non certo
tecnologici, che i miei si sono portati per gli scavi.
Per devo pensare positivo. Paul ha detto che in s
non era un macchinario cos complicato da costruire,
quindi  possibile che riesca ad assemblarne uno piuttosto
velocemente, no? E poi potrebbe venire qui, nell'universo
di Roma, da un momento all'altro.
Oppure fra molte ore, o giorni.
Stringo gli occhi, sperando contro ogni logica di sbagliarmi
sull'origine delle scosse.
Quando arriviamo a Castel Sant'Angelo, sta scendendo
la sera. Le guardie all'ingresso sono gli stessi due uomini
che ho visto l'altra volta. Gli stessi baffi, le stesse
vivaci divise a strisce e gli stessi sguardi sarcastici: come
ai vecchi tempi. Uno di loro mi dice: Al solito posto?.
S, grazie. E vi sarei grata se poteste far sapere a
Padre Paul che sono qui.
L'altra guardia si avvia tranquillamente a cercare
Paul, borbottando fra i denti: Certa gente non impara
mai.
Mi accompagnano alla stessa piccola cappella che ho
visitato l'atra volta.
Una delle vetrate si  rotta, spargendo a terra schegge
verdi e scarlatte, ma sembra che il terremoto non
abbia provocato altri danni. Se i supporti in ferro battuto
che reggevano le centinaia di candeline vicino all'altare
erano caduti, sono stati gi raddrizzati e le
fiammelle brillano abbastanza da rischiarare l'ambiente.
Ogni candela rappresenta una preghiera, penso. I
miei genitori, che non sono religiosi, mi hanno parlato
delle diverse dottrine all'interno del loro contesto storico,
non di dettagli come questi. Ma sono pi che certa
che si accenda una candela per qualcuno quando si teme
per lui, si prega per lui, si spera che qualcuno lass
se ne prenda cura. Prendo una candelina, la dedico alle
due Marguerite che sono morte e la accendo alla fiamma
di un'altra.
In realt non posso pregare per chi  gi perduto, ma
almeno posso ricordarle.
Poi sento una voce pronunciare il mio nome con dolcezza.
Marguerite?
Mi volto e vedo Paul sulla soglia della cappella, con la
sua lunga tonaca nera da sacerdote. Il riflesso dorato al
suo collo mi d un'improvvisa speranza. Il Firebird.  il
mio Paul! Ha salvato tutti gli altri mondi ed  venuto
qui per salvare anche questa dimensione!
No. Quella che ha al collo  una croce.  un simbolo
di salvezza, ma non del tipo che serve in questo momento
al multiverso.
Sei venuta. Padre Paul fa un passo verso di me, le
mani strette insieme come per impedirsi di toccarmi.
Non credevo che lo avresti fatto.
 cos diverso dal mio Paul, eppure anche cos familiare.
Se guardo oltre la tonaca e i capelli pi lunghi,
cercando le tracce dell'uomo che amo, mi sembra di vedere
di nuovo Paul per la prima volta...
Un nuovo assistente ricercatore, pi alto di chiunque
altro nella stanza, pi muscoloso di un muratore. I suoi
vestiti dozzinali, sbiaditi, comprati da Goodwill con i
pochi dollari rimasti dalla borsa di studio, perch i suoi
genitori avevano tagliato i ponti. Non alzava mai lo
sguardo da terra, tranne che per parlare di fisica con i
miei genitori, come se sapesse esprimersi soltanto con i
numeri e non con le parole. Guardando la sua mascella
squadrata e la sua postura impacciata, l'avevo soprannominato
mentalmente il cavernicolo.
I film e le canzoni ci dicono che, quando incontri la
persona amata, la Terra smette di girare, le nuvole si
squarciano e il tuo cuore comincia a cantare. La realt 
pi complicata. La verit  che incontriamo continuamente
persone nuove, ma che non possiamo sapere con
esattezza che cosa potrebbero significare per noi. Non
puoi sapere in anticipo chi dimenticherai o di chi avrai
bisogno per sempre.
Padre Paul dice: Mi avevi detto che non dovevamo
pi vederci. Il dolore nella sua voce mi suona troppo
familiare. Per il tempo di un respiro, sono di nuovo sulla
Astraeus, in piedi davanti al computer con i risultati
che mostrano quanto  danneggiato lo spirito del mio
Paul, e provo la stessa sofferenza del momento in cui mi
ha chiesto di lasciarlo andare.
Io e Padre Paul abbiamo questo in comune: la terribile
consapevolezza di che cosa significa amare una persona
pi della vita stessa, ed essere costretti a lasciarla
andare.
Mi dispiace dico con sincerit. Ma quando la terra
ha tremato... mi sembrava la fine del mondo.
Paul supera in due passi la distanza fra di noi, e mi
stringe al petto. Io lo abbraccio forte, piena di gratitudine
per il conforto e l'amore che mi offre.
Nonostante i sacri voti che in questa dimensione ci
separano senza appello, l'amore di Padre Paul per me 
purissimo, senza complicazioni. Lui non si chiede perch
ci vogliamo bene. Non pretende che l'intera fondazione
matematica della realt favorisca la nostra relazione.
Nessuno lo ha torturato frammentando il suo spirito.
Lui  rimasto intero, e vuole donarmi tutto il suo
cuore.
Immagino una corsa infinita per il multiverso, un
mondo dopo l'altro, alla ricerca di un luogo dove sappiamo
come amarci, dove nessuno ci insegue o ci tiene separati.
Tutto ci che pu succedere deve succedere,
quindi deve esserci un mondo cos, l fuori. Un mondo
perfetto dove io e Paul facciamo le cose per bene.
Sei ancora spaventata? mormora Paul contro la mia
fronte.
S ammetto. A questo punto ho capito che, anche
nel caso peggiore, questo piano non mi uccider. Se ci
sar un segnale del collasso di questa dimensione (e dovr
pur esserci, no?)... be', ho comunque il mio Firebird.
Non posso saltare nella stessa dimensione dove si trova
la Strega, ma potrei sempre tornare a casa o andare in
una dimensione diversa.
Per ho paura per Padre Paul. Per le versioni dei
miei genitori che guardano i pianeti con un telescopio
per la prima volta. Per la Cappella Sistina, che merita
di essere completata. E anche per questa Marguerite.
Ho gi tradito altre due versioni di me, non voglio
tradire anche un intero universo.
I tremiti sembrano essere cessati. La voce di Padre
Paul pu essere cos tranquillizzante, cos forte. Sai
che non puoi restare qui.
Ma se il mio Paul dovesse arrivare, potremmo aver
bisogno di ritrovarci in fretta, e come faremmo in un
mondo medievale, dove il buio della notte  impenetrabile?
Quando potrai, devi venire da me gli dico. Capito?
Vieni a casa mia. I miei genitori non diranno niente,
non si dispiaceranno.
Padre Paul esita, ma alla fine annuisce. Finalmente
sei pronta sussurra. Finalmente ti sei convinta che
sono disposto a lasciare la Chiesa per te. Il desiderio
nei suoi occhi  bellissimo e doloroso.
Perfino in questo mondo, con l'intera Chiesa Cattolica
Romana di mezzo, io e Paul abbiamo trovato un modo
di stare insieme.
Gli stringo le mani nelle mie. Sei sicuro?
Pi che mai. Dio mi ha condotto alla Chiesa, ma non
mi ha dato il dono della castit. Quindi non posso essere
destinato al sacerdozio. Le mie preghiere mi hanno
portato a credere che Dio mi ha condotto a Roma perch
potessi incontrare te.
La sua fede incrollabile nel nostro destino mi toglie il
fiato. Se solo il mio Paul potesse trovarla...
Non vorrei appropriarmi di un momento che dovrebbe
appartenere a questa Marguerite, ma ho paura che il
mondo stia per finire. Anche se lei non potr mai baciarlo,
lui deve poterla baciare almeno una volta.
E forse io ho bisogno di un bacio di congedo dal mio
Paul.
Vieni qui sussurro, prendendogli il viso con le mani.
Paul non si muove per ricambiare, ma non si sposta
quando porto le mie labbra sulle sue. All'inizio il nostro
bacio  incerto, gentile, fino al momento in cui qualcosa
dentro di lui prende fuoco.
Apre leggermente la bocca, a me basta per catturargli
un labbro. Con un gemito, Paul mi attira a s e finalmente
provo di nuovo il conforto del suo abbraccio.
Stringo i lembi della sua tonaca nera fra le mani e lui
mi bacia con pi forza, finch la nostra passione raggiunge
la stessa intensit che ho provato con ogni altro
Paul, in ogni universo.
Quando il nostro bacio finisce, Paul ansima per riprendere
fiato. Mi aspetto delle scuse, o un'espressione
di pentimento. Invece raddrizza le spalle con una determinazione
tutta nuova. Verr da te dice piano. Nulla
mi terr pi lontano da te, Marguerite.
Spero di no. Spero che d'ora in poi tutto sar meraviglioso.
Oh, ti prego, fa' che non abbia rovinato tutto
fra questi due. Fa' che il terremoto sia solo una coincidenza.
Fa' che non abbia tradito il mondo di queste persone.
Padre Paul non capisce la natura del timore che mi
tormenta. Mi passa una mano fra i capelli e dice: Sono
mesi che prego per questo. Nei giorni scorsi, quando avevamo
deciso di separarci, pensavo che avrei trovato la
pace. Invece la pace era pi lontana che mai. Paul non
ha l'aria di un ragazzo che inventa delle scuse per fare
finalmente sesso. Sorride come se avesse ricevuto una
rivelazione divina. Solo con te il mio spirito trova finalmente
consolazione, Marguerite. Qualsiasi cosa debba
fare per potere stare con te, anche lasciare la Chiesa,
quella  la mia strada. Niente al mondo ci potr pi separare.
Mi si riempiono gli occhi di lacrime. Anche se cerco di
scacciarle, battendo le palpebre, una mi scivola sulla
guancia. Bene sussurro. Se questo universo sopravvive,
un'altra Marguerite e un altro Paul avranno la possibilit
di essere felici.
Per adesso, devo solo trovare il modo di rimanere con
lui finch il mio Paul raggiunge questo universo e mi
spiega che cosa sta succedendo...
Fuori, un cane abbaia forte, ogni latrato mi arriva
chiaramente attraverso la finestra rotta. All'inizio mi
infastidisce, ma poi mi ricordo che i cani sanno sempre
quando arriva un terremoto. Gli scienziati, con tutte le
loro lauree, i loro strumenti e i loro premi Nobel, non
riescono ancora a sapere con certezza quando ne sta arrivando
uno, ma i cani lo sanno sempre.
Questa volta la scossa fa sussultare tutto il castello e
butta a terra me e Paul. Il resto delle finestre va in pezzi,
mi copro la testa mentre schegge di vetro schizzano
in ogni direzione. Paul mi spinge violentemente di lato,
non capisco perch fino a quando non vedo che i portacandele
sono caduti a pochi centimetri da dove si trovava
l'orlo del mio vestito. Ci sosteniamo a vicenda, mentre
la scossa prosegue per almeno due o tre minuti: un
tempo lunghissimo per un terremoto.
Alla fine la terra smette di tremare, ma io no. C'
qualcosa che non va sussurro abbracciata a Paul sul
pavimento di pietra. Questo non  un semplice terremoto.
Hai ragione. Qui c' qualcosa di pi dice Paul, sorprendendomi.
Non vorr mica attribuirlo al nostro bacio
peccaminoso? No. Invece punta il dito verso una finestra,
e io lo seguo con lo sguardo fino alla luna, che in
questo momento viene inghiottita dall'oscurit.
 solo un'eclissi. Dopo tutto quello che  successo, 
un evento favolosamente ordinario. Le eclissi non hanno
origine soprannaturale, sai. Non sono causate dall'ira
di Dio o cose del genere. Puoi chiederlo ai miei genitori.
Paul mi guarda storto. Naturalmente, lo so benissimo
risponde educatamente, ma capisco che questa dimensione
deve essere abbastanza avanzata almeno per
sapere che un demone non si sta mangiando la luna.
Ma per stasera non era prevista nessuna eclissi, vero?
Altrimenti i tuoi genitori avrebbero sicuramente avvertito
Sua Santit.
Forse l'hanno fatto. Per... mamma e pap erano
entusiasti di poter dare una bella occhiata a Giove, stasera.
Per quanto li riguardava era quella l'attrazione
principale della serata. Forse per loro un'eclissi  ormai
troppo banale per entusiasmarsi?
Oppure l'oscurit che sta invadendo il cielo  la prova
che i miei peggiori timori si stanno realizzando?
Le grida nel corridoio dimostrano che si sta diffondendo
il panico. Paul mi preme le labbra sulla fronte in
un rapido bacio. Devo parlare con gli altri, capire se 
solo un errore di calcolo o...
Io ricambio il bacio, questa volta sulle labbra. Vai.
Ma vieni a casa dei miei genitori appena puoi, va bene?
Il pi in fretta possibile.
Paul mi prende la mano e se la preme sul petto. Non
sento il Firebird, solo il battito accelerato del suo cuore.
Torner sempre mi promette. Sempre, Marguerite.
Si precipita fuori dalla cappella, mentre io mi alzo in
piedi e mi spolvero la tunica. Nonostante il terrore, cerco
di rimanere calma, di pensare alle alternative razionali.
Il cielo potrebbe essere semplicemente oscurato
dalle nuvole prima di un temporale. Oppure i miei genitori
potrebbero essersi lasciati trasportare dall'entusiasmo
al punto da dimenticarsi di avvertire la Papessa
Marta III dell'eclissi imminente: sarebbe proprio da loro,
al cento percento.
Tutte spiegazioni possibili. Eppure dentro di me una
voce ripete il mantra: Se necessario, posso saltare. Il peso
del Firebird sul mio petto non  mai stato cos rassicurante.
Mentre vado verso l'uscita della cappella, mi trovo a
ricordare l'ultima volta che sono stata qui. Le fiammelle
delle candele tremolavano in file ordinate, le vetrate erano
intatte e intagliavano scene meravigliose nella luce
con le loro sinuose forme in ferro battuto. Adesso 
praticamente in rovina. Non posso evitare di immaginare
che il mio amore per Paul giaccia qui, con tutte le altre
cose spezzate e abbandonate.
Correndo fuori da Castel Sant'Angelo, scopro che le
guardie hanno abbandonato il loro posto e si sono unite
alla marea di persone raccolte su questa collina, a guardare
verso il cielo piene di sgomento. Alzo lo sguardo e
vedo che la luna  sparita completamente e che adesso
le stelle si stanno spegnendo una per una, come inghiottite
in un cerchio che si allarga.
Cos svanisce la mia ultima speranza che questa fosse
un'eclissi.
Oh, Dio, penso. Ci siamo. Ci siamo davvero. Se Paul
non arriva qui in fretta con una soluzione, questo universo
dovr morire.
In quel momento qualcuno mi urta, facendomi cadere
a terra con violenza. Il terreno sassoso mi ferisce, ho un
graffio sanguinante sullo zigomo, ma non me ne importa
nulla. Mi appoggio sulle mani e sulle ginocchia, senza
neanche provare a guardare il disperato preso dal
panico che mi ha spinto. Chi potrebbe biasimare queste
persone per aver perso la testa?
Poi una mano mi afferra i vestiti e comincia a palpeggiarmi.
In un primo momento, sconvolta, penso che
qualche pervertito stia cercando di violentarmi, cosa
che troverei terrificante, se la stramaledetta apocalisse
non fosse imminente. Tiro indietro il pugno per colpirlo
in faccia... e vedo Persis che si rialza in piedi.
E adesso stringe in mano il mio Firebird, compagno
di quello che vedo appeso al suo collo.
Ridammelo! Mi lancio su di lei, ma Persis mi sbatte
da parte con il pesante bastone che ha nell'altra mano.
Rotolo di nuovo a terra, ma riesco faticosamente a rialzarmi,
fuori dalla sua portata. Che cosa stai facendo?
Completo un esperimento. Sorride beata. Non eravamo
sicuri che potesse funzionare, e invece sembra di
s.
La terra trema di nuovo sotto i nostri piedi e mi fa cadere
ancora. Persis resta in piedi, con l'aiuto del bastone.
Se pensa che quel bastone possa proteggerla per sempre,
si sbaglia. Non mi importa quanto mi colpir forte,
quanto male mi potr fare. L'unica cosa che conta  rimettere
le mani su quel Firebird.
Come hai potuto fare una cosa del genere? dico rialzandomi
in piedi, a fatica. Come hai potuto distruggere
un intero universo?
Non sono stata io dice Persis. Sei stata tu.
Vorrei protestare: Ma di che cosa stai parlando? 
impossibile. Io non ho fatto niente per distruggere questo
universo. Non lo farei mai!
Ma la mia mente mi sta gi riportando a qualche ora
fa, al primo momento in cui ho visto Persis: la sua presenza
mi aveva messo in guardia, ma non abbastanza.
In quel momento, in Vaticano, la Papessa Marta mi aveva
preso il Firebird.
L'hai preso dalla Papessa dico a Persis, mentre il
cielo sopra di noi si tinge di un buio nefasto. L'unica luce
rimasta viene dalle torce qui intorno, che bruciano
ancora. L'hai toccato. E quando l'hai fatto, hai manipolato
i comandi in qualche modo... in modo da...
Assicurarmi che avresti innescato la distruzione di
questa dimensione non appena avessi cercato di fare il
salto.  stato un vero colpo di fortuna, quello. Pensavo
che avrei dovuto drogarti e sfilartelo dal collo mentre
dormivi. Ma fra l'intromissione papale e il tuo tentativo
frettoloso... abbiamo ottenuto il risultato molto prima di
quanto sperassimo. Il sorriso di Persis sarebbe pi adatto
alla copertina di una rivista di matrimoni che alla
fine del mondo. Ovviamente sapevamo che questo trucco
avrebbe funzionato una sola volta. Sapendo che cosa
cercare, non ti saresti fatta ingannare di nuovo. Ma a
quanto pare non dovremo pi preoccuparci, vero?
Non vogliono soltanto distruggere l'universo di Roma:
con questo piano la Triad ha anche l'obiettivo molto
specifico e personale di uccidermi.
Per fortuna  un piano stupido. Il folle proposito della
casa madre di salvare Josie mi ha insegnato che cosa
succede, quando una persona si trova in un universo
che finisce. Se questo universo viene distrutto, la mia
coscienza torner semplicemente a casa. Il che significa
che potr venirvi a cercare non appena metter le mani
su un altro Firebird. Anche se non so quanto tempo potrebbe
volerci.
Persis scoppia a ridere, mentre aumenta il volume
dei lamenti disperati della folla. Questo succederebbe
a qualsiasi altro viaggiatore, perfino a un viaggiatore
perfetto, dopo una frammentazione. Altrimenti non
potremmo salvare Josie. Ma un viaggiatore perfetto intatto,
nel pieno delle sue facolt, quella  tutta un'altra storia.
Che cosa? Ma che cosa stai dicendo?
Ti sei abituata ai tuoi privilegi, vero? Ti senti a tuo
agio con il tuo talento.  tutto cos facile per un viaggiatore
perfetto. Persis finge di esaminare il Firebird, il
tesoro con cui mi tiene in pugno. E il motivo  che il
viaggiatore perfetto si compenetra meglio con le altre
dimensioni. Per, vedi, tutto questo ha un prezzo. Sei
cos in sintonia con questo universo che puoi mantenere
il controllo... tanto in sintonia che, senza il tuo Firebird,
quando questo universo esploder...
La sua voce si interrompe, lasciandomi in attesa della
conclusione. Quando mi rendo conto di quello che mi sta
dicendo, mi invade un'ondata gelida di panico. Sono io
la prima a parlare: Quando questo universo morir, io morir con lui.
...
.
...
Capitolo 13.
...
.
...
Persis dondola il Firebird avanti e indietro, come l'orologio
di un ipnotista, deridendomi. Io sono presente in
pochissime dimensioni utili, e il signor Conley non mi
affida quasi mai una missione importante. Ma credo
che le cose stiano per cambiare, e tu?
Miliardi di persone stanno per morire, e questa idiota
si entusiasma per una promozione. La mia stessa sopravvivenza
conta poco al confronto, ma sono pronta a
combattere per tutte le nostre vite. Stringo i pugni e mi
preparo a ricevere una botta in testa, una pugnalata,
qualunque cosa. Ultima possibilit, Persis: restituiscimi il Firebird.
Ultima possibilit ripete lei, e l'hai appena sprecata.
Persis lascia cadere il bastone. Vedo la sua mano avvicinarsi
al Firebird per fare il salto, e mi lancio su di
lei... atterrando sulla nuda terra, mentre lei mi evita agilmente.
Mi rialzo a fatica e mi guardo intorno freneticamente,
sicura di poterla ritrovare anche in mezzo alla confusione
sempre pi grande... eccola l! La individuo fra la
folla radunata poco sotto di me, grazie alla sua veste di
velluto giallo che risalta nel buio. Mi precipito gi dalla
collina, senza badare alle ferite sanguinanti che ho sul
viso e sulle braccia, e cerco disperatamente di raggiungerla.
La perdo di vista nella calca, poi la intravedo di
nuovo e di nuovo la perdo. Alla fine per colgo un lampo
di velluto giallo, mi concentro su quello e comincio a
guadagnare terreno. Quando la raggiungo la prendo per
le spalle, la faccio girare e ringhio: Ridammelo. Subito.
Che cosa vuoi da me? Il ghigno che aveva  svanito,
sostituito da puro e semplice terrore. Mi si stringe lo
stomaco nel vedere che non ha il Firebird in mano, e
nemmeno al collo. Questa  la versione di Persis che
appartiene a questo universo. Quella che  appena stata
tradita dalla sua controparte. Che cosa pensi che
abbia fatto? Te lo giuro, gli strani portenti nel cielo non
sono opera mia...
Lo so. Arretro, quasi trasognata. Lo so.
Persis  appena fuggita da questa dimensione, portandosi
via anche il mio Firebird.
Il che significa che sono bloccata qui, alla fine del
mondo, senza alcuna possibilit di fuga.
Mi lascio cadere in ginocchio, troppo sconvolta anche
per gridare.
Avevano bisogno di un viaggiatore perfetto per distruggere
un universo, penso confusamente. E l'hanno
trovato.
Adesso sar costretta a morire il pi lontano possibile
da casa.
Non c' assolutamente, letteralmente nulla che io
possa fare. Senza il mio Firebird sono impotente. Sono
intrappolata in un mondo agonizzante.
Paul, il mio Paul, potrebbe ancora salvarmi.  l'unico
in grado di farlo. Ma per poterlo fare dovrebbe aver gi
testato il suo piano per proteggere una dimensione dalla
distruzione, averlo messo in atto in tre luoghi diversi
ed essere riuscito ad arrivare qui al momento giusto.
Quante ore rimangono all'universo di Roma?
Un attimo. No. Mi rendo conto che Paul non potrebbe
salvarmi e mi sento male. Arriverebbe comunque qui
con un solo Firebird, il suo. Lo conosco abbastanza bene
da sapere che cercherebbe di mettermelo al collo per
morire al mio posto e farmi sopravvivere. Ma so anche
che non lo permetterei mai.
Per me non c' proprio nessuna via di scampo.
Sento un grido di orrore, altre persone svengono. Seguo
i loro sguardi terrorizzati e alzo gli occhi verso Castel
Sant'Angelo.
Si sta... sciogliendo.
Si sta letteralmente sciogliendo. I blocchi di pietra si
scaldano e si accendono, poi si ammorbidiscono e cominciano
ad afflosciarsi e colare gli uni sugli altri. Un castello
si sta trasformando in un vulcano sotto i nostri
occhi. E per quanto ne so, Paul  ancora l dentro.
Paul! urlo. Devi uscire da l! Paul!
Vedo gruppi di preti e guardie che escono di corsa,
riesco a distinguere solo le sagome di poche persone che
si precipitano fuori da un'uscita lontana. Per gli altri 
troppo tardi. La lava comincia a colare a valle, verso di
noi, preceduta da un'ondata di calore rovente, e l'intero
edificio di Castel Sant'Angelo crolla su se stesso.
Mi sembra che le mie urla mi vengano strappate, come
se non potesse rimanere nulla dentro la mia pelle,
adesso che non posso pi raggiungerlo.
Adesso la lava  diventata un'onda, che scende sempre
pi rapida verso di noi. Intorno a me, tutti si rialzano
e cominciano a scappare. Dopo un momento lo faccio
anch'io. Ho la vista offuscata dalle lacrime, ma non importa
che cosa vedo, non importa dove scappo. Anche se
Padre Paul non  rimasto ucciso nel crollo, ormai non
potremmo pi ritrovarci. Il pensiero di lui, cos dolce,
cos tenero, che muore in quell'inferno per causa mia...
avrei preferito morire al suo posto piuttosto che permettere
una cosa simile. Non importa se Persis e la Triad
mi hanno ingannato: avrei dovuto essere pi furba. Pi
intelligente, pi coraggiosa.
Potrebbe essere riuscito a uscire dal castello, penso.
Ma sarebbe ancora peggio. Se Padre Paul  ancora vivo,
dovr morire con questo mondo, e so gi che sar una
morte orribile.
Dovrei buttarmi a terra e lasciarmi incenerire dalla
lava. Merito di sapere che cosa hanno provato le persone
morte in quel castello, carbonizzate fino all'osso. Comunque,
la mia morte ormai  inevitabile. Solo il mio
Paul avrebbe potuto salvarmi, e la remota possibilit
che questo avvenisse  andata perduta insieme a Castel
Sant'Angelo. Almeno, se mi arrendo alla lava, il terrore
avr fine.
Eppure continuo a correre. Anche se la mia mente sa
che non c' pi speranza, una parte inarrestabile del
mio cuore continua a pretendere vivi, vivi, vivi.
Le persone in corsa davanti a me si fermano di colpo
e vado a sbattere contro la schiena di qualcuno, che mi
spinge via con violenza. Non capisco il perch, finch
un'altra persona non fa la stessa cosa a pochi passi di
distanza, e la donna colpita da dietro precipita - nell'enorme
crepaccio che, ora lo vedo, si  spalancato davanti
a noi e che si allarga a vista d'occhio, inghiottendola.
Il suo urlo riecheggia per tutta la sua lunghissima caduta.
La fornace di Satana ci  rivelata! grida un uomo.
Il Giudizio Finale  giunto!
Quasi tutti si disperdono, correndo a destra e a sinistra,
le uniche direzioni possibili. Intontita dal terrore e
dal senso di colpa, mi avvicino incespicando al bordo del
baratro e guardo gi. Non ha fondo,  un abisso nero
quasi infinito, spalancato come la bocca di un mostro. Il
bagliore brillante che si scorge in lontananza deve essere
il nucleo del pianeta.
Mamma e pap dovrebbero essere qui, penso confusamente.
Cos potrei spiegar loro per bene le placche tettoniche.
Lo capirebbero, se potessero vedere il nucleo della
Terra. E cos sarebbero qui con me. Saranno cos spaventati,
e li vorrei qui, vorrei tanto avere qui i miei genitori...
Rincuoratevi! grida qualcuno. L'ho trovata, e possiamo
ancora salvarci!
Riconosco questa voce. Appartiene a quel bastardo di
Wyatt Conley.
Mi volto e lo vedo l, in piedi, nella sua tonaca scarlatta,
con una torcia accesa in mano. In questo mondo  il
Cardinale Conley, non ho alcun dubbio che sia la versione
di questo universo. Nessun Conley della Triad sarebbe
tanto stupido da venire in un universo che sta per
crollare.
La ragazza  questa. Il Cardinale Conley punta verso
di me un dito tremante. Ha il viso e gli abiti rossi imbrattati
di fuliggine. Dietro di lui c' un gruppo di una
ventina di persone, formato da alcuni preti ma soprattutto
da semplici cittadini, tutti scarmigliati e stravolti
dalla paura, proprio come devo sembrare io. La voce
tremula di Conley acquista sicurezza mentre pronuncia
la mia condanna. Solo due settimane fa ha dichiarato
di essere stata posseduta da uno spirito immondo! I
suoi genitori, gli stregoni, hanno usato le loro arti per
convincere Sua Santit che era soltanto ammalata, ma
io sapevo che era stata posseduta da un demone!
Non posso neanche controbattere. La Marguerite di
questo universo doveva esserne convinta - come altro avrebbe
potuto interpretare la mia visita da un altro universo
una ragazza di epoca medievale? Di certo nessun
demone malvagio avrebbe potuto portare in questo
mondo un destino peggiore di quello che ho portato io.
Io volevo che il demone dentro di lei venisse esorcizzato
continua il cardinale Conley, con la fronte imperlata
di sudore. In lui non c' pi nulla dell'intrigante
presuntuoso e affamato di potere.  in preda al terrore,
non desidera altro che vendetta. Nessuno mi ha ascoltato,
e adesso il demone ci ha portato l'inferno in Terra.
La gente grida il suo consenso. Io resto in piedi sul ciglio
del burrone, chiedendomi se mi spinger gi. Se lo
fa, quanto durer la mia caduta?
Conley fa un passo verso di me, una luce di fanatismo
negli occhi. Abbiamo ancora una possibilit. Se distruggiamo
il demone adesso, nella sua forma mortale -
Dio potrebbe ancora risparmiarci!
Finalmente, dentro di me scatta qualcosa che spezza
la cappa di intontimento e disperazione: sono abbastanza
sicura che sia odio.
Mi rianimo. Va bene, dovr morire qui. Ormai lo so:
non c' via di scampo. Ma non accetter mai che l'ultima
persona che vedo sia Wyatt Conley.
Certo, distruggete il demone. Stringo i pugni sui
fianchi. Faccio un passo avanti, e il Cardinale Conley si
ritira precipitosamente, come uno scarafaggio. Ma sapete
dove si trova il demone, in realt? Credete davvero
che il Diavolo si abbasserebbe a cercare una semplice
fanciulla per portare il male sulla Terra? Io sono una
pittrice, anzi solo un'apprendista! Non ho il potere che
serve a Satana. Sapete chi ce l'ha? Un cardinale.
Mente dice in fretta Conley. Il diavolo parla con
lingua biforcuta...
Io sono stata posseduta da uno spirito malvagio, ma
lui non vi ha raccontato tutta la storia! Il cardinale vi
ha nascosto la verit! Potergli gridare contro  una bella
sensazione. Lo spirito  stato scacciato e subito dopo
io ho rivelato ogni cosa. Sua Santit la Papessa sapeva
che la mia anima era limpida. Ma quel giorno qualcun
altro  stato posseduto. Qualcuno che non riesce ancora
a ricordare nulla di ci che gli  successo per diverse ore.
Qualcuno che non si  mai presentato alla Papessa
per essere giudicato!
Anche con la sola luce delle torce, vedo che il volto di
Conley  sbiancato. Non sapevo come potesse aver gestito
la totale amnesia che deve aver seguito la visita
del Conley del Triadverso, ma senza il suo orgoglio, la
sua ricchezza e il suo rango non  altro che un codardo.
Quindi non  stato difficile indovinare che aveva tenuto
segreta questa inesplicabile perdita di memoria. Ogni
linea sul suo viso testimonia che le mie parole sono vere.
Anche la folla se ne accorge. Hanno cominciato a mormorare
e ad agitarsi, insoddisfatti, e i loro sguardi irosi
si sono spostati da me al Cardinale Conley.
Sto mentendo? gli dico. Se  cos, dimostralo. Dimmi
di che cosa abbiamo parlato, l'ultima volta che ci siamo
incontrati a Castel Sant'Angelo. Oppure non te ne
ricordi?
Conley apre la bocca, poi la richiude. Sembra un pesce
fuor d'acqua.
 lui il demone. Punto il dito contro il cardinale,
che ha cominciato a tremare.  lui la ragione per cui
moriremo tutti.  l'assassino di questo mondo!
La folla si precipita in avanti, pronta a farlo a pezzi.
Conley scappa, in preda a un terrore cieco, e precipita
nel baratro. Scorgo per un attimo una macchia rossa
nell'oscurit, prima che il bagliore febbrile del nucleo
cancelli anche quell'ultimo fugace segno di lui. Ora l'urlo
di Conley riecheggia fino al fondo dell'inferno.
Mentre la folla armata di torce festeggia, nella convinzione
di aver forse salvato il mondo, io mi allontano
lungo lo stretto passaggio che  rimasto praticabile. Ormai
la terra trema senza pause, ma nessuno ci fa pi
caso. Ignoro la ghiaia che scivola sotto i miei piedi, il
sangue appiccicoso che ho sulle guance e sulle gambe,
uscito da ferite che non verranno mai curate. Non ha
pi importanza, nulla ha pi importanza. Se non mi 
rimasto altro da fare, tranne vedere come muore una
dimensione, voglio almeno farlo con coraggio.
Trovo un grosso macigno sul fianco della collina, in
un punto dove non c' nessun altro, mi ci lascio cadere
sopra e rivolgo il viso al cielo notturno. La luna  riapparsa,
ma adesso  quattro volte pi grande, come se
volesse divorare l'orizzonte. Intorno a lei le stelle roteano
e fiammeggiano in vampe d'arancio e oro.  un paesaggio
che potrebbe aver dipinto Van Gogh, nella sua
ultima frenesia suicida.
I volti di coloro che mi hanno sconfitto incombono nella
mia mente, con espressioni gongolanti: Conley, Persis,
il Theo del Triadverso, ma non voglio che siano queste
persone a dominare i miei ultimi istanti. Non c' pi
posto per loro nella mia mente: non c' pi tempo per
nessuno, tranne per chi ho amato di pi.
Cos penso alla mamma, che canticchia mentre bagna
le sue innumerevoli piante con una brocca di latta. A
pap, seduto al tavolo arcobaleno a bere il suo t Earl
Grey nella tazza dei Beatles. A Josie, che mi superava
correndo sul bagnasciuga, quando eravamo piccole, con
le braccia alzate, urlando estasiata prima del tuffo finale.
Perfino a Theo (il mio Theo, il vero Theo), quel
giorno che mi ha portato a fare un giro sulla costa con
la sua macchina d'epoca, quando abbiamo messo i Kills
a tutto volume e abbiamo tirato gi i finestrini per sentire
il vento nei capelli.
E penso sempre a Paul, in tanti modi diversi, in tanti
mondi diversi. Penso alla sua versione nell'universo
dell'Egitto, con i suoi vestiti da avventuriero e la sua timida
cortesia, e a quello affiliato alla mafia, selvaggio e
freddo eppure anche vulnerabile, disposto a mostrare i
suoi tatuaggi e le sue debolezze a una perfetta sconosciuta,
solo per la possibilit di essere compreso. Al
Paul dell'universo in guerra, che mi desiderava a tal
punto da non riuscire a smettere di amarmi neanche
dopo il mio tradimento. Al ragazzo dell'universo di
Cambridge, che ha fatto un solo stupido errore e passer
la sua vita a punirsi. E al mio adorato Luogotenente
Markov, che ballava il valzer nel Palazzo d'inverno, che
entrava nella Sala della Pasqua, che faceva l'amore con
me nel cuore di una bufera di neve...
Non cerco di arginare le lacrime che mi scorrono sulle
guance. Ripenso soltanto al Paul che, per cos poco tempo,
 stato mio. Al ragazzo grosso, muscoloso e muto che
sembrava sempre troppo grande per passare dalle porte,
con i suoi vestiti di seconda mano e il suo taglio di
capelli dozzinale, irregolare. Quello che ha preparato le
lasagne insieme a me alla vigilia del Giorno del Ringraziamento,
e che rideva mentre cercavamo di evitare che
la pasta si arricciasse. Quello che conosce tutti i concerti
di Rachmaninov, ma probabilmente non riconoscerebbe
Beyonc neanche se gli capitasse davanti. Quello che
ha rinunciato a tutto ci che aveva guadagnato e ha rischiato
la vita per proteggere me. Quello che mi ha
guardato dipingere e mi ha detto che sapevo vedere le
persone come sono davvero.
Eppure proprio tu sei quello che non ho mai visto davvero,
finch non  stato troppo tardi. Me ne rendo conto
adesso.
Marguerite!
Mi volto e scruto nell'oscurit. Sto sognando? No. 
lui.  Padre Paul, che sta correndo verso di me.
Mi sfugge un singhiozzo.  sfuggito alla rovina di Castel
Sant'Angelo, solo per morire insieme a tutti noi.
Forse avrei dovuto augurargli una morte pi rapida, in
cui avrebbe provato meno paura e disperazione.
Ma sono egoista e meschina, e non ho mai avuto tanto
bisogno di Paul.
Salto su per correre da lui, ma il terremoto si fa pi
intenso. Riesco a percorrere solo pochi metri per volta,
prima di ricadere.
Da quello che vedo anche Paul ha gli stessi problemi.
Per non ci fermiamo, continuiamo a correre, a strisciare,
a lottare per riunirci, solo per poter morire uno nelle
braccia dell'altra.
In lontananza si alzano delle grida, mentre la luce
nel cielo si fa pi intensa. Guardo in alto e vedo il cielo
strapparsi come un tessuto, fatto a brandelli da artigli
infuocati. Non ha senso, ma forse le leggi della fisica
stanno cominciando a crollare insieme a tutto il resto.
La gravit potrebbe abbandonarci in qualsiasi momento,
lasciarci volteggiare nel cielo morente.
Lasciami soltanto arrivare da Paul, penso, o prego.
Non sembra esserci molta differenza ormai. Se riesco a
ottenere solo questo, posso affrontare tutto il resto. Devo
raggiungere Paul.
Mentre mi rimetto faticosamente in piedi, il terremoto
si ferma - forse solo per pochi istanti, ma mi bastano.
Corro pi veloce che posso verso Paul, che si sta avvicinando
ancora pi rapidamente. Ci scontriamo, ci abbracciamo,
io rido e piango allo stesso tempo: Ce l'abbiamo
fatta, ce l'abbiamo fatta, ce....
Poi mi rendo conto di sentire contro il petto gli spigoli
aguzzi di un Firebird. Mi stacco e trattengo il respiro,
vedendo che Paul non ha un solo Firebird, ma due.
Come hai fatto a saperlo? sussurro, senza osare credere
ai miei stessi occhi. Non potevi sapere che...
Dobbiamo andarcene di qui dice Paul con il suo solito
talento nel minimizzare. Si sfila dal collo uno dei
Firebird, pronto a infilarlo a me.
Non riesco ancora a crederci. Gli dico, confusa: Sei
venuto fino qui per salvarmi....
La mia voce si spegne quando metto a fuoco il ciondolo.
Non so che cosa sia, ma non  uno dei nostri Fire-
bird. Sempre pi sconvolta, lo fisso piena di sbalordimento.
Questo non  il mio Paul. Chi diavolo ?
Marguerite, per favore.
Quando cerca di mettermi il Firebird al collo, sollevo
una mano per bloccarlo. Chi  questa persona che sta
cercando di portarmi via? Quali sono i suoi scopi? Se
non sei il mio Paul, allora chi sei?
Paul abbassa lo sguardo su di me, gli occhi grigi indagatori.
Un altro che ti ama.
Non ci capisco niente. Come faccio a credergli?
Ho altra scelta?
S che ho una scelta. L'ultima volta che sono stata ingannata
da qualcuno proveniente dal multiverso, era
Persis, e come risultato un intero mondo  stato distrutto.
Non posso permettere che succeda di nuovo, anche
se mi coster la vita.
La terra trema di nuovo sotto di noi. In lontananza
altri edifici cominciano a scomparire e sgretolarsi, forse
precipitano in un altro crepaccio che raggiunge il centro
della Terra. Dal profondo sorge un gemito basso, terribile
e vibrante - l'ultimo grido di un pianeta in agonia.
Ti prego urla Paul sopra il frastuono sempre pi
forte. Fidati di me, Marguerite. Credimi.
E io gli credo. Gli credo.
Chino la testa per ricevere il Firebird. Lui me lo mette
al collo e mi sostiene con un braccio. Prendi il Firebird
e premi i comandi al mio segnale. Pronta?
S. Sul terreno si stanno disegnando intricati arabeschi
di fuoco, che si sollevano sempre pi in alto in una
vampata apocalittica. Dagli squarci nel suolo si sfogano
fumo e zolfo. Neanche William Blake avrebbe potuto immaginare questo inferno.
Ora! grida Paul, e io faccio il salto, lasciandomi dietro la fine del mondo.
...
.
...
Capitolo 14.
...
.
...
Precipito nel mio corpo, inciampo e finisco contro il muro.
Mi ci appoggio con tutte e due le mani, tremante, e
faccio dei respiri profondi. Sono viva. Ce l'ho fatta.
Paul (qualunque Paul fosse) mi ha salvato da un
mondo sull'orlo del collasso nel nulla eterno e mi ha
portato qui. Ma dov' qui?
Dovunque sia, c' la gravit, il cielo non sta prendendo
fuoco e la terra non si sta sgretolando in crepacci
pieni di lava, quindi me lo far andare bene.
Sono al coperto, al riparo da piogge, vento o fiamme
innaturali. Le luci sono accese, non sento dolore: mai
prima d'ora sono stata cos acutamente consapevole che
 solo questo, in realt, quello di cui tutti hanno bisogno.
Qualsiasi altra cosa relativa all'esistenza umana 
semplicemente... un'aggiunta.
Per devo comunque scoprire esattamente dove sono
stata portata, e perch.
Rivolgo la mia attenzione per prima cosa al Firebird
che ho al collo. La lavorazione del metallo  meno sofisticata,
le linee sono pi rozze rispetto alle volute eleganti
realizzate dai miei genitori a casa. E poi il ciondolo
si trova pi in alto, grazie a una catenina pi corta,
con anelli pi grossi. C' un'altra differenza: il peso, sia
del ciondolo che della catenina,  maggiore. Quale
universo ha creato questo dispositivo?
Mi allontano dal muro e osservo la stanza in cui mi
trovo. Per prima cosa vedo un letto, una struttura
essenziale di metallo con una semplice coperta nera, ma l
accanto c' una malconcia scrivania di legno, sopra la
quale vedo un'antiquata macchina per scrivere elettrica,
collegata al muro da un cavo nero, assurdamente
spesso. In un angolo c' uno schedario di metallo. A giudicare
da questi elementi, e dai desolanti tubi al neon
sul soffitto, direi che questo  un ufficio riconvertito a
camera da letto. Ma perch?
Una porta. Mi avvicino e provo ad aprirla, ma  chiusa
a chiave. All'inizio penso di aver chiuso fuori qualcuno,
ma non  cos che funzionano le serrature. Qualcuno
mi ha chiuso dentro. Perch?
L'ultimo passo  osservare me stessa, anche se qui
non ho molti elementi da valutare. Ho delle scarpe nere
un po' ingombranti, una semplice gonna blu scura che
mi arriva sotto il ginocchio, una camicetta di tessuto da
poco prezzo e (porto le mani ai miei capelli ricci) un taglio
pi corto, questa volta, forse un caschetto.
Mi sembra familiare...
Due colpi secchi alla porta mi fanno sussultare, ma
mi riprendo subito. Chiunque ci sia al di l di questa
porta deve essere il mio carceriere. Avanti.
Paul fa il suo ingresso, con un'uniforme militare che
riconosco. Vedendomi, la sua espressione passa dal pi
profondo sollievo a quella che, probabilmente, spera
sembri calma. Ce l'hai fatta.
Siamo nell'universo in guerra gli dico. Dove io e
Theo siamo venuti un paio di settimane fa.
Ti ricordi di me. Paul non riesce pi a sostenere il
mio sguardo. Non ne ero sicuro.
Non  passato neanche un mese... Mi si spegne la
voce. Non credeva davvero che lo avrei dimenticato cos
presto, pensava semplicemente di non essere cos importante
per me da ripensare a lui, tantomeno da ripensarci
spesso.
Quando Wyatt Conley ha frammentato lo spirito di
Paul, inviando ogni sua parte in una dimensione diversa
per potermi costringere col ricatto a fare il lavoro
sporco per lui, ne ha mandato un pezzo qui. L'universo
in guerra ha una tecnologia avanzata quanto la nostra,
ma qui  stata tutta dedicata all'uso militare. Questa
nazione (qualunque sia, non ne ho mai saputo il nome)
 invischiata da decenni in una disperata guerra globale.
L'impressione che questo universo mi aveva fatto era
pi o meno come sarebbe stato se la Seconda Guerra
Mondiale fosse durata cinquant'anni.
Conley mi aveva mandato qui per sabotare il progetto
Firebird di questo universo, che stava per essere coronato
dal successo. In questo mondo i miei genitori sono
scienziati militari di alto livello, Paul  uno dei ricercatori
che lavorano con loro, Josie  diventata una tostissima
pilota di caccia... e Theo, a quanto pare,  il ragazzo
di cui la mia versione di questo mondo si  innamorata.
Ma il Paul di questo universo  innamorato di me, e
io avevo capito di poter usare i suoi sentimenti a mio
vantaggio. Convinta di non avere altra scelta, mi sono
fatta invitare da Paul a una romantica serata in citt,
ho fatto la civetta, l'ho fatto parlare e ho finito addirittura
per baciarlo appassionatamente per le strade di
San Francisco.
Il nostro bacio  durato fino al momento in cui Paul
ha riconosciuto il mio Firebird, e sono stata scoperta.
Alla fine ho negoziato una tregua: abbiamo fabbricato
delle false prove del sabotaggio, mentre in realt fornivamo
all'universo in guerra tutti i dati- di cui avevano
bisogno, e in cambio ho riavuto il mio Firebird. Ma Paul
 rimasto arrabbiato e amareggiato per il mio inganno,
fino all'ultimo minuto. Pensavo che mi odiasse, che mi
avrebbe odiato per sempre.
Invece ha appena rischiato la vita per salvare la mia.
Grazie gli dico piano. Quello che hai appena fatto...
quello che ha significato...
Tutto questo non  solo per te. Paul distoglie lo
sguardo dal mio viso. Riguarda anche la Triad. Andiamo.
Mi avvio verso la porta. Dove?
A una riunione sul progetto Firebird. Paul si fa da
parte per lasciarmi passare, attento a non sfiorarmi neanche.
 ora di confessare tutto.
Dal tono di Paul mi aspetto che anche i miei genitori
si sentano traditi quanto lui. Per, quando mi fa entrare
in una piccola sala riunioni lungo il corridoio, i miei
genitori, nelle loro austere uniformi, alzano gli occhi dai
documenti sparsi sul tavolo e mi sorridono.
Tu sei quell'altra? chiede pap con lo stesso tono
che mi aspetterei se un giorno dovesse riconoscere Paul
McCartney per la strada. La Marguerite che ha visitato
il nostro mondo poco tempo fa?
Io, ehm, s. Non ero preparata a una situazione come
questa.
Mia madre scuote la testa, con un sorriso che dice che
sciocchina. Perch non ci hai semplicemente detto chi
eri? Saremmo stati ben felici di parlarti!
Pensavo di dovervi sabotare ammetto. Non sembrava
un buon inizio per un rapporto di conoscenza.
Questo  vero. Pap tamburella con le dita sul bordo
del tavolo. Per tu e il Luogotenente Markov, qui, avete
trovato una soluzione alternativa, vero? Adesso abbiamo
la nostra tecnologia Firebird e siamo riusciti a
metterla a frutto in modo efficace.
Ma io sono stata qui soltanto un paio di settimane
fa! Francamente ho perso il senso del tempo, soprattutto
quando mi trovavo nello spazio, ma sono sicura
che non sia passato cos tanto, in "tempo reale", da
quando ho lasciato l'universo in guerra. Come fate ad
avere gi i Firebird?
Ci sono due ragioni interviene Paul. Io mi sono
accomodata con piacere su una sedia della sala riunioni,
ma lui  rimasto in piedi sulla porta, pi come una sentinella
che come un partecipante alla riunione. La
prima  che ci eravamo gi molto vicini: avevamo a disposizione
tutti i materiali e quasi tutte le conoscenze.
Ci mancava solo la spinta finale, che ci  stata fornita
dal tuo Theo Beck.
Se non fossero stati vicini al successo, Conley non avrebbe
neanche avuto bisogno di sabotarli. Okay, e il
secondo motivo?
I miei si scambiano un sorriso d'intesa e la mamma
dice: Be', negli ultimi giorni abbiamo avuto delle interessanti
conversazioni con altre persone che hanno gi
costruito i loro Firebird.
Altre persone? Cio, nell'universo in guerra ci sono
un sacco di persone sul punto di realizzare i viaggi interdimensionali?
Mi sembra del tutto incredibile.
Quanti scienziati ci sono qui che lavorano su questo
progetto?
No, no, tesoro, non qui. Pap fa un sospiro. Abbiamo
parlato con le nostre versioni alternative nei vari universi,
compreso il tuo.
Conversazioni fra le dimensioni? Ma certo: l'universo
di Cambridge! Stavano lavorando su questa capacit e
l'ultima cosa che ho fatto, prima di lasciare quel mondo,
 stato chiedere con tutto il cuore alla mia versione alternativa
di provare a raggiungere le altre dimensioni
parallele.
Lei mi ha ascoltato. Ce l'hanno fatta. E adesso...
Stiamo unendo le forze. Mi sento spuntare un sorriso
sulla faccia. Lavoreremo tutti insieme contro Conley e
la Triad.
Proprio cos. La mamma si sporge attraverso il tavolo,
con dipinta in volto una soddisfazione che definirei
autocompiacimento, se non avesse tutte le ragioni di essere
cos orgogliosa. La controcospirazione per sconfiggere
la Triad  gi stata avviata.
Se adesso qualcuno facesse partire tutti i fuochi d'artificio
del Quattro Luglio, lo spettacolo non sarebbe abbastanza
favoloso da esprimere l'estasi completa e incredibile
che sto provando. Ce l'abbiamo fatta! Finalmente,
finalmente siamo un passo avanti alla Triad e a
Wyatt Conley. Possiamo smettere di reagire e cominciare
ad agire.
E dato che io sono tra i pochissimi viaggiatori perfetti
del multiverso, da pedina sono appena diventata un'arma.
Essere un'arma sar decisamente pi efficace.
Adesso possiamo difendere gli universi dice la
mamma. Gli esperimenti condotti dal Paul dell'universo
di Berkeley...
Alzo le mani nel segno del time-out. Un attimo. Che
cos' l'universo di Berkeley?
Be', ogni universo deve avere un nome. Mio padre lo
dice cos tranquillamente che si potrebbe pensare che
sia stato lui, e non io, a viaggiare fra le dimensioni per
mesi. Serve a capirsi meglio, soprattutto dato che comunichiamo
prevalentemente con versioni alternative
di noi stessi. Non avrebbe senso mandare un messaggio
a "Henry", quando io sono uno degli Henry, ti pare?
In generale abbiamo adottato i nomi che hai scelto
tu aggiunge la mamma.
Okay, ma c' un nome che sono sicura di non aver
mai scelto. Che dimensione  l'universo di Berkeley?
Paul incrocia le braccia sul petto e si appoggia al muro.
Il tuo.
Ma... Il mio primo istinto sarebbe di dire qualcosa
come ma il mio mondo  quello vero, il che non avrebbe
senso. Qualsiasi dimensione  vera quanto le altre.
Nessun universo  al centro. Adesso che stiamo comunicando,
anche il mio universo ha bisogno di un nome. Per...
Universo di Berkeley? I miei genitori insegnano a
Berkeley in un sacco di universi.
Pap inarca un sopracciglio. Mi viene da dire che ci
sono anche un sacco di universi in guerra, eppure noi ci
chiamiamo cos. Io e Sophia insegniamo a Cambridge
anche in molte altre realt quantiche, ma c' un solo universo
di Cambridge. E pur essendoci un oceano in tutte
quante le dimensioni finora scoperte, ne abbiamo comunque
chiamata una "universo dell'Oceano". In altre
parole, mia cara ragazza, i nomi sono sempre arbitrari
e sciocchi, non vale la pena mettersi a discutere, no?
Penso di no. Ci metter un po' ad abituarmi al nome
"universo di Berkeley", ma me ne far una ragione.
Come dicevo prosegue la mamma, gli esperimenti
condotti dal Paul Markov di Berkeley indicano che 
davvero possibile usare il Firebird per stabilizzare le dimensioni
al di l del potere della Triad di distruggerle.
Finora sono stati protetti due universi: un luogo chiamato
universo dello Spazio, dove lo abbiamo contattato
la prima volta, e poi l'universo di Londra. Aggrotta la
fronte e guarda mio padre. Sono questi i nomi, vero
Henry?
S rispondo. Paul ha mantenuto la parola: ha protetto
prima quei mondi. Le due Marguerite massacrate
dalla Strega e dalla Triad - abbiamo ripagato la loro
perdita nell'unico modo che ci era possibile. E l'universo
dell'Egitto?
Lui si trova l, adesso dice pap. A quanto pare
laggi  pi difficile costruire uno stabilizzatore. Markov
ci sta lavorando.
Mi aiuta sapere dove si trova, essere sicura che sta
bene. Per c' un limite al sollievo che posso provare,
con l'odore acre del fumo di una dimensione morta ancora
fresco nella mente. Ma... l'universo di Roma... non
lo avete salvato.
Quando ti abbiamo rintracciato l era gi troppo tardi.
Il sorriso di pap svanisce. C'era a malapena il
tempo di mandare il Luogotenente Markov a salvare te.
Altri novanta secondi e sarebbe stato troppo tardi.
Novanta secondi. Questo mi dar gli incubi... ma quale
parte della morte dell'universo di Roma non lo far?
Mi sforzo di concentrarmi su una cosa che ha detto pap
e che non sapevo ancora. Mi avete rintracciato?
La mamma spiega: La nostra dimensione era pi avanti
della vostra sotto un unico aspetto: avevamo gi
progettato il modo per rintracciare i viaggiatori nel
multiverso, sia i loro Firebird che le loro configurazioni
di risonanza, che sono uniche. Una volta acquisita la
corretta risonanza per individuarti, siamo riusciti a determinare
con precisione dove ti trovavi. Poi abbiamo
visto il tuo Firebird lasciare l'universo di Roma senza di
te, cosa che come minimo segnalava un problema serio.
Pap interviene: Quando Markov ha capito che le irregolarit
nel segnale indicavano che la dimensione dove
ti trovavi stava collassando... be', hai vissuto il resto
in prima persona, no?.
I miei ricordi risalgono a malapena a un quarto d'ora
fa, eppure non riesco quasi a crederci. Ho visto... degli
artigli squarciare il cielo. E la roccia sciogliersi in lava.
Si aprivano crepacci nel terreno, e quando ho guardato
gi si vedeva il nucleo del pianeta... Rabbrividisco e mi
stringo nelle braccia. Non pu essere vero.
Non lo era. Il tono di voce di questo Paul diventa
sempre pi severo e rigido. La disintegrazione di quella
dimensione implicava un completo annullamento delle
leggi della fisica. La tua mente non pu aver compreso
la realt di quello che stava succedendo.
Semplicemente, gli esseri umani non sono in grado
di fare una cosa del genere aggiunge pap in tono pi
gentile. A quanto pare la tua mente artistica ha inventato
delle metafore colorite, diciamo, per dare un senso
a quello che stava accadendo intorno a te.
La mamma incrocia le braccia. Henry, hai considerato
che una mente puramente logica, o anche una con
un'inclinazione pi scientifica, in una situazione del genere
avrebbe potuto essere sopraffatta rapidamente? Il
Luogotenente Markov, qui,  stato esposto a quel caos
soltanto per due minuti, ma se fosse rimasto pi a lungo
(oppure se uno di noi due fosse rimasto intrappolato
laggi) avremmo cercato di processare le informazioni
razionalmente e ne saremmo stati sopraffatti. In pochissimo
tempo avremmo anche potuto essere incapaci
di pensare o agire.
Mentre invece l'attitudine di Marguerite per i simboli
e le immagini potrebbe averla protetta? Pap annuisce.
Teoria affascinante.
Non voglio assolutamente verificarla, okay? Mi trema
la voce. Non riesco a smettere di immaginare la fine
tremenda e surreale dell'universo di Roma. Perch non
voglio mai pi veder morire una dimensione. E non solo
l'ho appena vista - l'ho innescata io, sono stata io...
I miei genitori si immobilizzano. Paul raddrizza la
schiena e si stacca dal muro. Che cosa?
Spiego quello che  successo, chiedendomi se mi odieranno
per questo. Invece loro si scambiano occhiate
cupe. Io lo chiamerei un attacco veramente subdolo
borbotta pap. La Triad ha proprio toccato il fondo.
Andr tutto bene, Marguerite. La mamma si sporge
attraverso il tavolo per toccarmi il braccio. Adesso sai
a che cosa prestare attenzione. Non riusciranno a fartelo
di nuovo.
Spero tanto che quello che dice la mamma sia vero.
E adesso? chiedo. Mi riportate a casa e poi vi riprendete
il Firebird?
I miei genitori e Paul si scambiano un'occhiata.  la
mamma a rispondermi. Vogliamo darti questo Firebird.
 un sacrificio, perch ne abbiamo ancora soltanto
due, ma ne vale la pena. Tu sola hai una possibilit di
salvare le altre Marguerite e stabilizzare gli universi in
tempo. Abbiamo individuato la Marguerite della casa
madre...
La Strega dico. Chiamatela la Strega.
Le sopracciglia di pap non potrebbero salire pi in
alto. La mamma per prosegue senza batter ciglio: Abbiamo
individuato la nuova destinazione della Strega.
Non appena si sposter, potrai seguire le sue tracce.
Improvvisamente parte un allarme acustico a tutto
volume. Mi copro le orecchie con le mani mentre i miei
genitori e Paul alzano gli occhi, con espressioni di orrore
crescente. In un attimo la mamma mi afferra il braccio
e mi trascina con s, mentre tutti e tre si precipitano
fuori dalla stanza, lasciandosi dietro tutti i documenti.
Che cosa succede? urlo sopra il frastuono dell'allarme.
Dobbiamo evacuare! Paul corre pi veloce, superandoci
per aprire la porta. Le truppe dell'Alleanza Sudista
stanno entrando nella Bay Area.
Qualunque cosa sia l'Alleanza Sudista, l'ultima volta
che sono stata qui i loro aerei da combattimento mi
hanno bombardato. Vi stanno invadendo? Adesso?
Lo faranno presto. Mia madre mantiene la calma,
ma affretta il passo e mi trascina con s. Abbiamo l'ordine
di trasferire l'intero progetto Firebird sulla portaerei
J.A. Quinteros entro due ore. E in questo momento,
Marguerite - anche tu fai parte del progetto.
...
.
...
Capitolo 15.
...
.
...
La base militare sembra tranquilla e ordinata, almeno
per quanto riguarda il nostro settore. Non appena corriamo
fuori dalla stanza per andare a rifugiarci sulla
Quinteros, per, veniamo gettati nel caos.
Le strade sono intasate di veicoli militari. I soldati e i
marinai assegnati alla gestione dell'evacuazione trasportano
grosse scatole di equipaggiamenti, mentre
quasi tutti gli altri corrono ai mezzi da utilizzare per la
fuga. Io sono seduta sul sedile posteriore di una Jeep, in
mezzo ai miei genitori. Il Firebird che ho al collo ondeggia
a ogni buca o cunetta che incontriamo. Paul  al volante
e guida in un modo che inizialmente mi sembra
crudele indifferenza verso la sicurezza di chiunque altro.
Poi per mi rendo conto che anche tutti gli altri guidano,
o corrono, nello stesso modo.
La luce del sole  offuscata da bassi nuvoloni grigi:
non  certo insolito, a San Francisco. Ma l'oscurit non
 dovuta soltanto alle nuvole: in diversi punti l'orizzonte
 sovrastato da volute di fumo, alcune lontane diversi
chilometri, altre pi vicine. Non sembrano provenire da
fiamme vive, mi ricordano di pi gli effetti della lenta
combustione che segue un incendio boschivo devastante.
Per quanto sia terribile vedere centinaia di acri di
campagne consumati dal fuoco,  ancora peggio vedere
quel fumo innalzarsi dal centro della citt, e forse anche
da Berkeley. Quante centinaia di migliaia di persone
saranno morte?
Dopo la distruzione dell'universo di Roma, per, non
riesco a racimolare abbastanza energie per andare in
panico. Mi sento insensibile a tutto, tranne che allo sbalordimento
di essere ancora viva - e di essere stata salvata
dal Paul di questo mondo.
La grandezza mastodontica delle portaerei mi  familiare
perch la USS Midway  attraccata stabilmente
nella mia versione di San Francisco Bay. Questo per
non rende la J.A. Quinteros meno incombente. Torreggia
sopra di noi, svettando in lontananza. Salire a bordo
sar un po' come scalare una montagna. I miei genitori
ordinano ad alcuni marinai di aiutare a trasportare equipaggiamenti
e documentazione sulla rampa di imbarco,
mentre Paul mi fa proseguire.
Non dovresti aiutare a trasferire i materiali top
secret? chiedo, con un cenno della testa verso gli uomini
piegati sotto il peso degli scatoloni.
Paul mi lancia un'occhiata di sbieco, stringendo la
presa sul mio gomito. Lo sto facendo.
Non voleva fare una battuta, ma l'opportunit di
spezzare la tensione  troppo preziosa per poterla sprecare.
Quando mi metto a ridere, la sua espressione severa
si incrina, solo un pochino, ma abbastanza per far
entrare la luce.
Un altro che ti ama, mi ha detto a Roma...
Dalla folla di soldati sotto di me, qualcuno grida:
Marguerite! Mi volto e, nel bel mezzo della confusione,
vedo Theo (il soldato Theodore Beck, quello che appartiene
a questa dimensione) che sventola il cappello
della sua divisa sopra la testa, nel disperato tentativo
di farsi notare.
Mi manca il respiro.
In un lampo mi sembra di essere di nuovo in Egitto,
schiacciata sul pavimento di una tomba, con gli occhi
pieni di lacrime e la gola serrata dalla morsa della mia
sciarpa, mentre Theo mi sta strangolando e piange.
Marguerite? Paul si avvicina e il tocco della sua
mano sul braccio mi comunica meno possesso e pi protezione.
Hai un aspetto orribile.
Questo  Paul: senza peli sulla lingua, in ogni universo.
Sussurro: Theo. Ho visto Theo.
Paul aggrotta la fronte e sposta lo sguardo da me a
lui, che si sta ancora sbracciando (a quanto pare non si
 accorto che l'ho visto), e poi di nuovo a me. E allora
perch non sei contenta?
Devono averti detto che nell'universo dell'Egitto sono
morta. Per penso che non ti abbiano detto come.
No, ma che cosa...
Mi ha ucciso Theo. Queste parole non sono diventate
pi facili da dire. La realt resta quasi troppo orribile
da credere. So che  successo davvero: finch vivr,
non potr mai dimenticare quel terrore e quel dolore,
eppure continuer a non sembrarmi del tutto reale.
Non il mio Theo. Non il tuo Theo. Quello del Triadverso.
Mi ha stretto il collo nella mia sciarpa di pizzo e mi
ha strangolato fino a soffocarmi. Mi riprendo. Per
quanto per me sia stato terribile, non sono stata io la
vittima principale di Theo. Voglio dire, ho fatto il salto
un attimo prima di perdere conoscenza. Ma la Marguerite
di quel mondo sarebbe morta entro pochi secondi.
Paul fa un passo malfermo all'indietro, come se fosse
stato lui a subire l'attacco. Quando rivolge di nuovo lo
sguardo a Theo, i suoi occhi grigi sono scuri di rabbia.
Come ha potuto... Poi impreca in russo e volta la testa,
per non doverlo neanche vedere.
Intanto il povero Theo continua a fare ampi gesti con
tutte e due le mani, cercando disperatamente di attirare
la mia attenzione. Anche se vederlo mi riempie di
terrore, so che questa paura dovrebbe essere diretta al
Theo Beck del Triadverso. Non al Theo di questo mondo,
e neanche al mio Theo.
Il mio Theo si meritava di meglio, proprio come questo
Theo merita di poter salutare la sua ragazza, se riesco
a sopportarlo.
Mi volto verso Paul, con aria determinata. Devo andare
da lui. Abbiamo cinque minuti?
Paul mi rivolge uno sguardo pieno di incredulit.
Non puoi desiderare di stare con il tuo assassino.
E infatti non lo desidero, ma lui non  il mio assassino.
Questo momento non riguarda me, capisci? Riguarda
lui e la Marguerite di questo mondo. Indico Theo
che, incoraggiato, sta venendo verso di noi, facendosi
largo a fatica fra la folla. Se stiamo evacuando l'intera
citt di San Francisco, presumo che la situazione sia
pi che spaventosa. Questa potrebbe essere l'ultima
volta che vede la ragazza che ama e deve avere la possibilit
di salutarla. Quindi io gliela conceder. Riesci a
vincerti, per un momento, e a dimostrare un minimo di
comprensione? La rabbia che provavo per il fatalismo
del mio Paul ha cominciato a ribollire, ma non  giusto:
questo  un altro uomo, con un altro destino. Io ti amo
in moltissimi mondi, Paul. Forse adesso potrai finalmente
vedere quanti ce ne sono e mi crederai. Ma questo
mondo appartiene a Theo.
Detto questo comincio a scendere la rampa, e Paul mi
lascia andare.
Marguerite! Theo sparisce alla mia vista per un momento,
perch sono scesa al livello della folla. L'ho perso
nella confusione di uniformi, spintoni, odori di sudore
e salmastro. Cos mi spingo in avanti seguendo il
suono della sua voce, finch riesco a vedere il suo viso.
Mi stringe fra le braccia con forza...
... e di nuovo ricordo la sciarpa di pizzo, l'agonia di
una delle mie infinite morti...
... ma non dimentico la lezione che ho imparato nel
mio ultimo viaggio interdimensionale. In ogni universo
c' una versione distinta. Il Theo del Triadverso  un figlio
di puttana, bugiardo e assassino. Il mio Theo  uno
degli amici pi gentili e altruisti che potrei mai avere.
Per quanto riguarda il Theo che in questo momento mi
sta abbracciando, so soltanto che il mio s alternativo lo
ama terribilmente. Ed  a questo amore che sto rendendo
omaggio.
Dove sei stata? Theo mi bacia la gola, la guancia.
Dopo quello strano episodio alla base non mi hanno
pi permesso di vederti, non eri neanche mai a casa,
perch Dio sa che ci sono andato in ogni occasione possibile.
 top secret. Non c'era bisogno che i miei me lo dicessero,
 ovvio. Mi dispiace, Theo. Sai bene che ti
spiegherei tutto se me lo lasciassero fare.
Lui mi prende il viso fra le mani. I suoi profondi occhi
scuri mi contemplano intensamente. Dimmi solo che
non  pericoloso. Se tu sei al sicuro, il resto non conta.
Sono al sicuro. In realt, per quanto riguarda me,
non  assolutamente vero. Ma sto parlando per la Marguerite
dell'universo in guerra, che adesso verr protetta
come elemento fondamentale del progetto Firebird.
Probabilmente  il massimo della sicurezza a cui possa
aspirare qualunque abitante di questa dimensione. E
tu? Dove ti mandano?
Ci mandano a ovest, sulle Montagne Rocciose. Per
ora non so altro. Ti scriver appena posso presso i tuoi
genitori e ti dir tutto, tranne il nome del campo. Te lo
giuro.
Bravo, fallo al pi presto.
Quando Theo mi attira a s per un bacio, io lo ricambio
con tutto il cuore. Se questa Marguerite prova per
lui quello che io provo per Paul,  cos che lo saluterebbe.
Lo stringo forte e apro la bocca, mentre la brezza
marina mi scompiglia i capelli e la sua mano calda mi
accarezza la schiena.
Quando lascer questa dimensione, la Marguerite
dell'universo in guerra ricorder questo momento. Per
lei, e per Theo, voglio che sia bellissimo.
Un fischio lacera l'aria, e Theo interrompe il nostro
bacio. Molti dei soldati intorno a noi hanno cominciato a
muoversi in un'altra direzione, come un'onda che si porter
via Theo. Lui mi fa il suo sorriso sbilenco, affascinante
come sempre. Se pensi che sia stato bello, aspetta
di vedere quello che ti dar quando ci ritroveremo.
Spero che sar presto. Anche se, visto come sta andando
questa guerra, non riesco a immaginare quanto
potrebbe passare prima che si rivedano. Mesi? Addirittura
anni?
Forse di pi. In tempo di guerra, si sa che ogni saluto
potrebbe essere l'ultimo.
Theo mi bacia ancora una volta e sussurra, contro le
mie labbra: Ti amo.
Anch'io ti amo.
Lo dico usando la sua voce, il suo corpo, la sua mente
e il suo cuore. Questo lo rende vero.
Mi lancia un ultimo sguardo straziante, poi si volta
per ubbidire agli ordini e marciare in una guerra che
potrebbe ucciderlo. Resto a guardarlo allontanarsi fin
quando riesco a distinguere la sua sagoma fra la folla di
soldati che mi circonda, poi finch riesco a convincermi
che magari riuscir a intravederlo ancora una volta. Solo
quando sono certa che sia davvero definitivamente
partito mi volto e torno a bordo della Quinteros.
Ho salutato questo Theo per l'ultima volta. Che cosa
far quando ritrover il mio Theo?
Quello che so con assoluta certezza  quello che far
quando rivedr il Theo del Triadverso.
Non percepisco il dondolio e l'innalzamento dell'oceano
sotto di me. L'immensit di una portaerei rende possibile
rimanere stabili anche fra le onde. Ma per quanto
sia vasta questa nave (abbastanza da contenere dozzine
di aerei da combattimento e un campo da basket sul
ponte principale), una volta scesa all'interno mi prende
la claustrofobia. I corridoi sono stretti, le scale piccole e
ripide. Paul mi porta dai miei genitori e se ne va senza
una parola. Non posso preoccuparmi troppo delle sue
reazioni, perch sono troppo occupata a cercare di adattarmi
al nuovo ambiente.
Gli alloggi dove i miei mi accompagnano hanno pi o
meno le stesse dimensioni del ripostiglio che ho a casa:
c' appena lo spazio per una branda pieghevole e un piccolo
tavolo con una sedia, inchiavardati a terra. Credo
che questa stanza sia ancora pi piccola di quella sulla
stazione spaziale dico mettendo gi la valigetta di cartone
che mi hanno portato.
Stazione spaziale? chiede la mamma aggrottando la
fronte.
Sai, nell'universo dello Spazio. So che ne avete sentito
parlare.
Pap si aggiusta gli occhiali sul naso, come fa sempre
quando la sua curiosit prende il sopravvento. S, ma
non sapevamo bene a che cosa fosse dovuto quel nome.
Forse, in qualche modo,  un luogo pi spazioso?
O magari in quell'universo le aree abitabili sono rare
ipotizza la mamma. E una "stazione spaziale" potrebbe
essere un posto dove le persone possono vivere
molto comodamente.
Dopo la strana girandola di emozioni suscitata dal
bacio di addio con Theo,  un sollievo poter sorridere.
No, non c'entra niente. Spazio nel senso di cosmo, insomma
quello che c' al di fuori dell'atmosfera terrestre.
Indico verso l'alto.
Mamma e pap si illuminano, e pap chiede, senza
fiato: Cio viaggiavamo verso un altro pianeta?.
In realt eravamo in orbita intorno a questo. Per
quanto a me facesse impressione essere cos lontana
dalla terra, capisco che l'idea li riempia di meraviglia.
La mamma era il comandante.
La loro espressione incantata dura solo per un momento:
svanisce cos in fretta che mi chiedo se ho detto
qualcosa di sbagliato. Poi mia madre dice: Pensa a tutto
quello che potremmo fare, Henry, se non dovessimo
combattere questa stupida, inutile guerra. Pensa alle
scoperte che avremmo potuto fare. E invece possiamo
soltanto rivolgerci alle altre dimensioni per imparare a
costruire nuove armi.
Lo so, Sophia. Lo so. Pap la abbraccia da dietro,
un gesto sorprendentemente familiare, nonostante le
loro uniformi militari e questo ambiente metallico spoglio,
anonimo e grigio.
Sono cos tristi, cos sperduti. I miei genitori trovano
il modo di fare scoperte e introdurre innovazioni in ogni
mondo, ma non avrei mai creduto di vederne uno in cui
il loro amore per l'invenzione fosse stato anche solo un
po' guastato dagli utilizzi delle loro creazioni.
Allora dico aggrappandomi alla valigia, per provare
a passare oltre. C' una piantina della nave o almeno
di questo piano - o comunque si chiami su una nave?
Vorrei riuscire a trovare la mensa, prima o poi.
Volevo fare una battuta, ma pap e mamma si scambiano
un'occhiata che chiaramente significa Diglielo tu.
Alla fine  pap a prendere la parola: Be', tesoro, hai il
tuo letto e il tuo tavolo, qualche libro in valigia e in pi
una porta che d in un gabinetto privato (fra l'altro,
questo  un vero lusso) e ti porteremo personalmente i
pasti. Quindi non dovrai preoccuparti di perdere l'orientamento,
non ci sar bisogno di andare in giro.
Ripenso alla stanza dove sono arrivata, quella camera-ufficio
con la porta chiusa a chiave. Al momento ero
troppo scossa per fare un'analisi, ma ora il suo scopo 
evidente. Mi tenete sotto controllo nel caso che la Strega
decida di fare una visitina.
Quando l'universo di Berkeley ci ha avvertito del pericolo
dice la mamma, tu ti sei offerta volontaria.
Intendo la nostra versione di te, non tu... tu.
Ho capito. Bene. Era la cosa giusta da fare. Quali
danni potrebbe mai fare la Strega su una portaerei?
Non voglio scoprirlo. Okay. Non lascer quest'area, per
nessun motivo.
Sapevo che avresti capito. Pap mi guarda proprio
come ha fatto quando si  accorto che ero diventata due
centimetri pi alta della mamma: con orgoglio, ma anche
una vena di malinconia. A dire la verit, Marguerite,
quando abbiamo scoperto che cosa stava succedendo
non avevo capito perch non era Josie la viaggiatrice
perfetta.  lei quella che non vede l'ora di buttarsi nella
mischia. Josie mi ha trascinato su infinite montagne
russe e zipline: quando ho saputo che alla casa madre
avevano scelto lei come viaggiatore perfetto, sapevo che
era la cosa pi logica. Prima che possa dargli ragione,
per, pap continua: Ma per questo ruolo non serve
tanto qualcuno che ami l'avventura, quanto qualcuno
che sappia... guardare ogni mondo con occhi nuovi. Che
abbia una percezione profonda delle cose. Non un avventuriero,
un artista. Eri proprio tu quella di cui avevamo
bisogno, fin dall'inizio.
Mi sento come quando, in Egitto, ho capito che l potevo
avere un ruolo significativo nel lavoro dei miei genitori.
Anzi meglio. Mille volte meglio. Grazie riesco a
tirare fuori nonostante il nodo in gola.
La mamma sospira, un po' per la soddisfazione e un
po' perch devono andare. Fra un paio d'ore ti porteremo
la cena, tesoro. Se ti servono altri libri faccelo sapere
- oppure potrei portarti un mazzo di carte.
Non potreste invece mandarmi Paul, con la cena?
Magari lui non  ancora pronto a parlare di nuovo con
me, ma chiss quanto tempo ci rimane? Non posso permettermi
di sprecare un'occasione. Dobbiamo parlare.
In cinque minuti ho gi esplorato ogni centimetro del
mio nuovo alloggio spartano. Il bagno, o gabinetto, come
lo chiamano qui,  pulito ma minuscolo, e un po' strano:
invece di una vera doccia c' una bocchetta col manico e
uno scarico nel pavimento (in pratica, l'intero bagno 
la cabina della doccia). Lo specchio  fatto di metallo lucidato,
non di vetro, e rimanda la mia immagine sfuocata
nello stile vagamente antiquato che ricordavo: i miei
ricci sono tagliati sotto il mento e fermati di lato con
delle forcine e ho pochissimo trucco, a parte il rossetto
scuro che neanche il bacio di Theo ha fatto sbavare.
Per una volta non ho bisogno di provare a saltare fuori
da questo universo in ogni momento tranquillo. Invece
mi rannicchio sul letto. Sono troppo agitata per potermi
davvero rilassare, ma anche solo stare sdraiata
qui  un lusso. Semplicemente esistere, per un po'. Grazie
al nuovo sistema di tracciamento interdimensionale,
i miei genitori mi sapranno dire quando la Strega finalmente
proseguir.
Nel confuso stordimento del mio pseudo-pisolino, penso
che a quanto pare se la sta prendendo comoda. Forse
perch la casa madre crede che io sia morta insieme all'universo
di Roma? O perch la Strega sta escogitando
una trappola ancora pi letale? Anche se non ho idea di
che cosa potrebbe esserci di ancora peggiore.
Un colpo secco alla porta mi richiama bruscamente al
presente. Da fuori Paul annuncia: La cena.
Rotolo gi dal letto, faccio un respiro profondo e poi apro
con un sorriso. Paul rimane cos rigido che sembra
sull'attenti davanti al suo capitano. Regge in mano un
vassoio con del cibo. Ehi, grazie. Entra pure.
Lui ubbidisce e appoggia il vassoio sul tavolino, il pi
in fretta possibile. Quando gli chiudo la porta alle spalle,
per, si irrigidisce. Ovviamente sperava in una visita
molto breve.
I miei non ti hanno detto che speravo di parlarti?
S, ma non riuscivo a immaginare di che cosa avremmo
potuto parlare. A parte il progetto Firebird, naturalmente,
ma di quello puoi parlare con i tuoi genitori.
Sarebbe senza dubbio pi produttivo. Pronuncia ogni
parola in tono secco, la sua postura rimane formale.
Non sar per niente facile.
Non voglio parlare del Firebird. Voglio parlare di
Paul. Del mio Paul. Come faccio a superare le sue difese?
Io lo amo, ma lui ha dei problemi, dei problemi
grandissimi, e non so come aiutarlo. Ho pensato che se
qualcuno poteva darmi una mano dovevi essere tu, giusto?
A volte sei cos distaccato, difficile da comprendere.
Solo un altro te potrebbe capire davvero.
Non siamo uguali risponde lui.
No, ma non siete neanche del tutto diversi. Vorrei
dire Non tutto di quella serata a Chinatown era finzione,
ma non mi azzardo. Per favore. Lui ha bisogno di
noi.
Il viso impassibile di Paul non tradisce nulla, per si
siede sul bordo del mio letto. La postura rimane cos rigida
che potrebbe essere seduto al banco di una chiesa.
Sono affamata quasi quanto sono curiosa, quindi mi
siedo al tavolo per mangiare il panino che mi ha portato.
Nonostante la mia fame, per, riesco a ingoiare solo
un paio di bocconi. Il pane dell'universo in guerra sa di
cartone. Visto il rigido razionamento che hanno, potrebbe
anche essere effettivamente cartone. Okay dico
mettendo gi il panino. Ti ricordi che Paul  stato
frammentato, e che una parte del suo spirito  stata nascosta
dentro di te.
Presumo che tu sia riuscita a trovare e riunire i
quattro frammenti. Altrimenti non staremmo parlando
di questo, adesso.
S, ma non  bastato. Avrei dovuto portarmi
un'immagine di quel terribile tracciato cerebrale dall'universo
dello Spazio. Se potessi indicarglielo, adesso, il
danno sarebbe indiscutibile. Paul  devastato. Tutti i
suoi istinti pi oscuri, anche violenti...  come se riuscisse
a controllarli a malapena. Non si fida di se stesso,
n con me n con nessun altro, e non crede che potr
migliorare.
Quella ferita non guarir. Il tono di Paul  cos freddo
che potrebbe riferirsi a un estraneo, invece che a
un'altra versione di se stesso. Se i frammenti non si sono
sintetizzati correttamente quando sono stati rimessi
insieme, non lo faranno mai.
Mi accascio sulla sedia. Non puoi saperlo per certo.
Le ferite dello spirito non sono come quelle del corpo.
La frammentazione non  come un taglio sulla pelle. 
pi come... rompere una porcellana. Le mani di Paul
tracciano una sagoma indistinta a mezz'aria, qualcosa
di rotto che si  immaginato. Puoi aggiustarla con la
colla, puoi addirittura riuscire a nascondere le crepe
quasi completamente. Per resteranno l. Non guariranno.
Allora io e Paul non staremo mai pi insieme. Appoggio
i gomiti al ripiano e nascondo la faccia fra le mani.
Qualunque altra emozione che potessi provare viene
ora sommersa da un terribile, inesorabile senso di perdita.
Dopo un momento, per, Paul aggiunge: Ma il solo
fatto che una cosa sia stata danneggiata non significa
che sia completamente rovinata. Quando alzo gli occhi
su di lui, prosegue: Io stesso, ehm, devo gestire degli
impulsi violenti. Non ho mai perso il controllo.  stata
una mia decisione, una disciplina che ho imparato. Anche
il tuo Paul potrebbe impararla.
Davvero? Non lo so. Ma non lo scopriremo mai, se il
mio Paul non ci prova neanche. E per provarci deve crederci.
Gli impulsi violenti comincio. Vengono dai tuoi genitori,
vero?
Ogni volta che qualcuno li nomina, Paul si irrigidisce.
 ovvio. Ma io non devo per forza diventare come mio
padre.
No, certo che no. Ma le crepe rimangono, vero?
Paul respira forte. Se questa non deve essere una
conversazione costruttiva, allora...
No, aspetta.  solo che penso che qualcosa, nel modo
in cui sei cresciuto, ti abbia convinto che... ti abbia fatto
dubitare... Alla fine trovo le parole giuste. Ti ha fatto
pensare che nessuno avrebbe potuto amarti soltanto
per te stesso.
Avevo un bisogno disperato di dirlo, ma quasi non
vorrei averlo fatto, perch la smorfia di Paul mi rivela
che ho colpito nel segno, come un proiettile.
Non mi risponde subito, ma io non cerco di riempire il
silenzio. D'ora in poi fra noi due c' tempo soltanto per
la verit.
Alla fine Paul dice: I miei genitori... sai che sono persone
corrotte.
Nel mio mondo, e in diversi altri, sono mafiosi. O
gangster, non so che parola usiate qui.
Mafiosi. Si accascia contro la parete, la stanchezza
ha sostituito la rigidit. Non mi stupisce. Qui si arricchiscono
con il mercato nero. Rivendono cibo, equipaggiamenti
e perfino farmaci a prezzi esorbitanti, e tutto
perch hanno corrotto le persone giuste per farsi consegnare
le merci, lasciando vuoti i magazzini del razionamento.
Volevano che partecipassi anche tu?
 una cosa che mi fa star male, loro l'hanno sempre
saputo. E mi hanno sempre schernito per questo. Dicevano
che mi credevo "troppo superiore" per conquistarmi
il mio posto nel mondo. Mia madre e mio padre non
considerano questa guerra un conflitto contro l'Alleanza
Sudista. Per loro vale sempre e comunque la regola
dell'ognuno per s.
Forse  quella la loro costante, l'unica cosa che
caratterizza i Markov in ogni dimensione. Sono certa che
nella mia sia cos. Nel mio mondo, i genitori di Paul
non gli rivolgono neanche pi la parola, e non gli danno
soldi. E tutto perch  uno scienziato. Avevo sempre
saputo che c'era qualcosa di veramente sbagliato in un
padre e una madre che si arrabbiavano perch il loro
bambino era entrato all'universit a dodici anni.
I miei sono pi comprensivi, perch il servizio militare
 obbligatorio e perch sperano che, un giorno, raggiunga
un grado molto alto e possa convogliare delle
merci rubate nelle loro mani. Sono sicuri che alla fine lo
far, che "comincer a ragionare". Le persone come loro
capiscono benissimo i concetti di giusto e sbagliato, ma
si convincono di essere nel giusto. Mi sembra che le
scelte del tuo Paul abbiano obbligato i suoi genitori a riconoscere
quanto siano egoisti e meschini. Il suo sorriso
 sottile come una cicatrice. Le persone perdonano
tutto, tranne che essere messe dalla parte del torto.
Penso alla stanza spoglia del mio Paul al dormitorio,
dove non pu permettersi altro che un unico set di lenzuola
ruvide, comprate di seconda mano. Possiede due
paia di jeans, entrambi logori, e una serie di vecchie
magliette. Perfino il pi grande lusso che si  concesso,
un paio di buoni scarponcini da montagna per le sue
scalate avventurose,  stato comprato usato. I miei genitori
gli hanno comprato un nuovo giaccone invernale,
e quando gli hanno preparato una torta di compleanno
lui era cos stupito, cos riconoscente. Probabilmente erano
anni che non gli preparavano una torta di compleanno.
Forse suo padre, Leonid, non lo faceva per semplice
cattiveria. Forse stava cercando di risvegliare il lato
rabbioso e crudele di Paul. Se Paul si fosse stufato di
essere povero, se a un certo punto avesse pensato Tutto
questo  ridicolo. Non sono obbligato a vivere cos. Sarebbe
cos facile separare gli idioti che mi circondano
dal loro denaro... sarebbe cambiato tutto. Se avesse dedicato
il proprio genio al furto di identit o alle truffe
informatiche contro le banche, sarebbe potuto diventare
milionario in poche settimane, forse giorni. Senza di lui
il progetto Firebird sarebbe crollato, mentre Paul sarebbe
diventato esattamente l'uomo che suo padre voleva
che diventasse.
Ma lui non ha vacillato, neanche una volta.
 stato difficile per me accettare che io e Paul non finiamo
per stare insieme in ogni mondo. Lo  ancora.
Ma so che lo amo, e che quello che c' fra noi, in tantissimi
mondi, non pu essere solo frutto del caso. Per
Paul  diverso.  come se, adesso che  stato frammentato,
avesse concluso che non staremo mai pi insieme.
Paul ci riflette su, il suo sguardo si concentra all'interno.
Scoprire qualcosa di un'altra versione di te stesso
(della gamma di persone che potresti essere, e che continuerebbero
a essere te)  inebriante. Nonostante la
mia disperazione, mi affascina vedere qualcun altro fare
questa esperienza. Sembravi sempre fuori dalla mia
portata dice alla fine. Non solo per via di Theo. Perch
 difficile credere che qualcuno voglia ricambiare il
mio amore senza aspettarsi qualche ricompensa.
Sapevo gi quanto male doveva avergli fatto il mio
tradimento, in questo mondo, ma adesso mi rendo conto
di quanto sia stata profonda la ferita che gli ho inferto.
Mi dispiace sussurro.
Ma Paul non mi ascolta. Non ha pi bisogno delle mie
scuse, vuole capire. Se per me  difficile, deve essere
quasi impossibile per il tuo Paul Markov. L'idea del destino
gli aveva dato speranza. Poi, quando il destino gli
 stato tolto, non  pi riuscito a crederci.
Sa che i miei genitori gli vogliono bene, e anche il
mio Theo. Ma probabilmente crede che sia soltanto per
via della scienza, per via dell'aiuto che pu dare.
Non so, non sono lui. Ma potrei credere che sia vero.
Io e Paul restiamo seduti in silenzio per un po'. Mangio
ancora qualche boccone del mio panino, automaticamente,
senza quasi sentire quel cibo insipido. Come potrei
mai riparare un danno del genere? Come posso fare
in modo che Paul creda in noi, quando tutta la sua vita,
e tutti quegli altri universi, gli dicono che  impossibile?
Una volta avevo pensato di correre da un mondo all'altro,
alla ricerca di un posto dove io e Paul avessimo
una storia perfetta. Adesso non so se un mondo del genere
potrebbe mai esistere.
Perch Theo? chiede Paul, rompendo il silenzio fra
di noi. Perch pensi di avere scelto lui e non me?
Probabilmente ha usato tutto il suo fascino. A casa
lavora con voi, i miei genitori sono i relatori della sua
tesi, e quindi forse si  trattenuto perch non voleva pestargli
i piedi. Poi io mi sono innamorata di Paul, e il
Theo del Triadverso  venuto a rovinare tutto, ed  finita.
In un mondo dove non aveva motivi per non provarci
sul serio... be', immagino che quel mondo sia qui.
Quindi non c' una vera differenza fra noi due, per
quanto riguarda i tuoi sentimenti. Paul cerca di farla
sembrare una cosa ragionevole, ma io percepisco la sofferenza
che non  ancora riuscito a seppellire.
Io so che la Marguerite di questo mondo ama questo
Theo. Ma quando io e Paul siamo stati insieme... in
Russia, a Roma... Mi si spezza la voce. Non sapevo
neanche che si potesse amare qualcuno in questo modo,
finch non mi sono innamorata di te. Voglio dire... di
lui.
Avevo capito. Questa volta il suo tono  pi gentile.
Adesso mi crede.
Magari, se alla fine riuscir a visitare abbastanza
mondi da raccogliere ogni sfaccettatura, chiss, forse
riuscir a far funzionare la nostra storia. Magari riuscir
finalmente a comprenderlo.
Non servirebbe neanche visitare un milione di mondi.
Non si pu mai sapere tutto di un'altra persona, neanche
di quella che ami. Non puoi, e non dovresti volerlo.
Con mia sorpresa, Paul sorride. La sua espressione
 calda e adorante come quella sera a Chinatown.
Devi amare il mistero, devi correre il rischio.
Il fischio di un altoparlante ci fa sobbalzare. Solo ora
vedo la piccola griglia perforata in un angolo, con un interruttore
che dovrebbe permettermi di comunicare con
il resto della nave. La voce metallica di pap dice:
Marguerite, abbiamo la conferma dei movimenti della,
ehm, Strega. Ha cambiato di nuovo universo.
Mi alzo dalla sedia e premo l'interruttore per rispondere.
Devo andare subito. La Marguerite che ha appena
lasciato  in pericolo.
Ricevuto risponde pap. Fai buon viaggio, e sappi
che ti teniamo d'occhio. Ti aiuteremo, se possibile.
Grazie. Ti voglio bene, dillo anche alla mamma.
Sembra un po' stupido, dato che la loro Marguerite sta
per riprendere il controllo della propria esistenza. Ma
mi sembrava giusto, soprattutto quando sento la risposta:
Anche noi ti vogliamo bene.
Paul si alza e ci ritroviamo faccia a faccia. Poco pi di
una settimana fa, speravo di non doverlo incontrare
mai pi. E adesso lasciarlo  difficile.
Mi piacerebbe baciarti gli dico. Pessima idea?
Probabilmente. Questa Marguerite non era molto
contenta di quello che  successo mi dice, riferendosi al
nostro bacio sul marciapiede di Chinatown. Non ce l'aveva
con me. Quando abbiamo saputo tutta la verit
non ha biasimato neanche te. Ma io non intendo approfittare
della situazione.
Sapevo che avrebbe ricordato tutto. Ma spero anche
che si ricordi di quanto mi hai aiutato, di che brava
persona puoi essere.
Lui mi fissa intensamente. Potrebbe essere l'ultima
volta che vede i miei occhi pieni d'amore per lui. Lo
spero anch'io. E... buona fortuna.
Grazie. Ne avr bisogno. Che cosa avr preparato
per me la Strega, questa volta? So solo che sar terribile.
Guardo di nuovo Paul, e il suo viso mi d coraggio.
Premo i comandi del Firebird...
... e precipito nel mio sedile, su un aereo, tanto forte
da farlo oscillare. Dietro di me sento qualcuno brontolare.
Credo di aver fatto cadere il suo bicchiere dal vassoio.
La hostess in piedi nel corridoio, accanto a me, mi
guarda con un'espressione interrogativa che intacca il
suo sorriso prefabbricato. Signorina, tutto bene?
Bene. Certo. Assolutamente.
Posso portarle altro da bere?  l'ultimo servizio del
volo. Parla con un lieve accento, credo che sia sudamericana.
Caff, t, acqua?
Niente, grazie.
Mentre la hostess prosegue, penso, La Strega mi ha
messo su un aereo. La mia mente si riempie di immagini
da incubo di esplosioni in volo, catastrofici schianti
sull'autostrada, o qualche terribile sparizione nell'oceano
che non viene risolta fino a un anno dopo. Mi aggrappo
ai braccioli, perch se  questo che ha fatto la
Strega, non ho assolutamente nessuna possibilit di
salvarmi.
Ma la Strega avrebbe potuto superare i controlli di sicurezza
con questa ipotetica bomba? E dove avrebbe potuto
comprare gli esplosivi? Io non saprei come fare, e
lei viene da un mondo cos diverso dal mio che dubito avrebbe
saputo come muoversi, qui.  piuttosto chiaro
che questo mondo  molto simile al mio: ogni dettaglio
dell'aereo e dei passeggeri sembra perfettamente normale,
e in pi ho addosso dei leggins e una maglia di
pizzo di Anthropologie che desideravo da tempo, anche
se (almeno a casa mia) non ero mai riuscita a risparmiare
abbastanza da potermela permettere. E poi, se
questo  l'ultimo giro di bevande sul volo, vuol dire che
la Strega  rimasta su questo aereo almeno per un'ora o
due, forse molto di pi. Non avrebbe aspettato cos tanto,
se ci fosse stata una bomba in procinto di esplodere:
io sarei comunque rimasta intrappolata qui.
Forse il pericolo non  a bordo di questo aereo. Forse
mi aspetta a destinazione.
Mi si tappano le orecchie. Deglutisco con forza e sento
che si sbloccano, proprio mentre la voce del pilota annuncia:
Stiamo iniziando l'atterraggio su Quito, Ecuador...
Ecuador? Adesso so in che universo mi trovo, e chi ci
sar ad aspettarmi all'uscita.  qui che  fuggito il Paul
del Triadverso, dopo essersi ribellato alla Triad per proteggermi.
Probabilmente  qui che si sta ancora nascondendo dagli scagnozzi di Wyatt Conley.
Perch la Strega avr deciso di venire in Ecuador?
Lei odia Paul, o comunque non ha nessun problema a
farlo soffrire. Poi per mi viene in mente l'unico motivo
che potrebbe avere: se si  messa d'accordo con Paul per
incontrarsi all'aeroporto, potrebbe aver dato appuntamento
anche ad altre persone, per esempio a gente che lavora per Wyatt Conley.
Mi sento male al pensiero che la Strega abbia preparato una trappola per Paul... e che l'esca sia io.
...
.
...
Capitolo 16.
...
.
...
L'unico piano che riesco a escogitare durante l'atterraggio
 quello di cercare di uscire dall'aeroporto senza farmi
vedere da Paul. La Strega deve averlo chiamato, o
deve avergli scritto un'e-mail, dicendogli di venirmi a
prendere, ma se il segnale di intervento per quelli della
Triad  il nostro incontro, allora quell'incontro non deve
avere luogo. Naturalmente potrebbero anche aspettarlo
fuori dall'aeroporto, nel qual caso non c' niente che io
possa fare per aiutarlo. Ma se evitare Paul in questo
momento pu essergli utile,  quello che intendo fare.
Superato il ritiro bagagli, cercher di passare in un
altro terminal, o qualcosa del genere, prima di uscire.
Spero che le carte di credito che ho trovato nel mio portafogli
siano valide in Ecuador. Se funziona anche il
mio iPhone, chiamer mamma e pap, a casa, per vedere
se possono dirmi qualcosa.
Poi... be' mi adatter alla situazione che mi si presenter.
Magari torner al banco della biglietteria e prenoter
un posto sul prossimo volo che rientra negli Stati
Uniti, sperando di potermelo permettere.
Gli aeroporti sono tutti uguali. Seguo gli altri passeggeri
in arrivo, con la mia borsa verde da postino buttata
su un braccio, e tengo la testa abbassata. Non voglio
che Paul mi veda... per voglio vedere Paul, e non riesco
a impedirmi di alzare gli occhi per studiare la folla di
persone in attesa fuori della zona di sicurezza. In pochi
istanti noto un viso familiare, poi un altro...
Mi irrigidisco.
Paul non  venuto a prendermi.
Al suo posto, subito dietro le transenne, ci sono Theo
e Wyatt Conley. Theo ha degli occhiali da sole che nascondono
il suo sguardo, ma Conley sorride a trentadue
denti e alza una mano per salutarmi.
Nell'altra mano ha un cartello con la scritta BENTORNATA.
Mi fermo di colpo. Un altro passeggero mi viene addosso
da dietro, poi borbotta qualcosa in spagnolo che
probabilmente significa idiota, mentre altre persone
sciamano intorno a me. Le mie mani si stringono sulla
tracolla della borsa. Un pensiero mi cresce in testa, fino
a schiacciare tutti gli altri: la Triad ha trovato Paul.
Ciao, Marguerite dice Conley, come se fosse un vecchio
amico che sono venuta a trovare. Sono lieto che tu
sia qui, finalmente. Dobbiamo andare in vari posti e
parlare moltissimo. Prima di tutto, per, temo di doverti
chiedere un'identificazione.
Mi sembra di non riuscire a immettere abbastanza aria
nei polmoni, mi sento stordita e barcollo. Per tengo
duro e guardo Conley dritto negli occhi, chiedendogli:
Ma sei strafatto?.
Rispondi a questo: di che colore era il sottomarino
dei Beatles?
Sembra un trucco, una trappola. Il mio primo istinto
 di mettermi a urlare che Conley e Theo sono dei terroristi,
che devono essere abbattuti immediatamente. Ma
ormai so bene che non  quasi mai cos facile liberarsi
di Wyatt Conley. Per il momento devo stare al gioco.
Cos ripenso a quando ho convinto una folla inferocita a
buttarlo all'inferno, urlante. Quel ricordo mi d calore.
Sorrido e gli do la risposta giusta: Viola.
Ed ecco qui la nostra viaggiatrice perfetta, finalmente
 ritornata. Conley mi fa cenno di superare le transenne
e raggiungerli. Theo ha voltato la testa, perch a
quanto pare gli occhiali da sole non bastano come scudo.
La sola vicinanza con questo Theo mi suscita un orrore
indicibile. Riesco a sopportarlo soltanto perch stare
accanto a Conley, in qualche modo,  ancora peggio. Il
mio odio per Wyatt Conley pu eclissare qualunque altra
cosa, perfino il mio assassino.
Continuo a stare al gioco. Sono pi che certa di non
essere l'unica a sapere la risposta dico avvicinandomi,
pur mantenendo diversi passi di distanza da loro. I
Beatles non sono proprio degli sconosciuti.
No, infatti. Tuttavia la creativit pu prendere strade
diverse. Solo nella tua dimensione hanno fatto una
canzone su un sottomarino viola. Nel multiverso ci sono
un paio di "grossi sottomarini verdi", ma di solito  giallo.
Il sottomarino giallo? Che strano. Molto meno divertente.
Mi ricordo di quando ero molto piccola (camminavo
a malapena) e pap mi teneva le mani, ballando
insieme a me davanti al cartone animato. Cantavamo
insieme la canzone del sottomarino viola. All'improvviso
vorrei tornare a quel momento: essere solo una bambina
piccola, che ride con i suoi genitori, che la amano e
la tengono al sicuro, in un mondo dove la cosa pi spaventosa sono i Meanies verdi.
Del tutto inconsapevole della mia reazione, Conley
continua: Non trovi che sia interessante? Quante cose
che consideriamo universali sono in realt assolutamente
uniche, legate a un punto specifico dello spaziotempo?.
Gi, affascinante. Ho esaurito la pazienza per le
grandiose speculazioni di Conley. Perch mi hai portato qui?
Con mia sorpresa,  Theo a rispondere. Dovevamo sapere se eri ancora viva.
Non certo grazie a voi. Porto la mano al Firebird e
inarco un sopracciglio. Penso che me ne andr.
Ma non lo far. Non mollerei la Marguerite del Triadverso
in questa situazione. Ho gi tradito troppi dei
miei s alternativi. Per non ho neanche intenzione di
sorbirmi le stronzate di Conley un minuto di pi.
Rimani ancora un po' dice Conley con dolcezza.
Passa il cartello a Theo, poi si infila le mani nelle tasche
dei jeans firmati. Fra il suo atteggiamento deliberatamente
disinvolto e il suo viso allungato spruzzato di
lentiggini, non sarebbe fuori posto in un'universit, con
Theo e Paul: un dottorando, apparentemente rilassato
come gli altri, ma pi sofisticato, anche se in modo sottile,
circondato dal vago riflesso della sicurezza e dei
soldi. Senza dubbio Conley pensa di avere un'immagine
rassicurante, e la sua messa in scena potrebbe anche
funzionare, con qualcuno che non lo conoscesse. Noi
dobbiamo parlare, non credi, Marguerite? Adesso sai
molte pi cose. Hai visto molto di pi. E credo che tu sia
quasi pronta ad ascoltarmi.
Direi proprio di no. Anche in questo preciso istante,
stai mettendo in pericolo altre Marguerite. Non puoi venirmi
a dire quanto dovremmo essere amici, proprio
mentre stai uccidendo un'altra me, a un universo di distanza.
Lui alza le mani, come per arrendersi. In segno di
buona volont, ho spedito la tua controparte della casa
madre in un universo "neutrale", un posto che non  destinato
alla distruzione, senza tecnologia Firebird, senza
nessun collegamento con noi. Questi sono colloqui di
pace, capito? E quindi in questo momento  in atto una
tregua. Magari riusciremo anche a trasformarla in un
armistizio.
E dovrei fidarmi della tua parola? La Strega avr
accettato di ubbidire ai suoi ordini?
Esatto. Non puoi verificare quello che ti ho detto,
quindi hai solo due opzioni: puoi fidarti di me, oppure
puoi andartene senza avere scoperto niente di nuovo, e
cercare di stare dietro alla tua controparte. Non credo
che ti sar molto facile, e tu?
Io ho gi le sue coordinate, grazie al sistema di tracciamento
dell'universo in guerra. Ma Conley non pu
saperlo. Se scopre che l'universo in guerra non solo non
 stato sabotato, ma anzi sta guidando una controcospirazione
di diverse dimensioni alternative, perderemo il
vantaggio che siamo riusciti a ottenere. Quindi per il
momento devo adattarmi.
Okay gli rispondo. Rester qui e ti ascolter, ma a
una condizione. Dimmi che cosa hai fatto a Paul.
Il sorriso di Conley si allarga. Assolutamente niente.
Stronzate. Lo hai seguito in Ecuador...
Lo abbiamo trovato nel giro di due giorni si intromette
Theo. Fissa le sue Converse rosse, strisciandone
una avanti e indietro sul pavimento lastricato. Ma nessuno
gli ha fatto del male, Meg, te lo giuro.
Meg. L'ultima volta che mi hai chiamato cos, mi stavi
strangolando. Scusami se non mi fido. Theo fa una
smorfia, ma non dice altro.
Conley per aggiunge: Forse avrei dovuto essere pi
preciso. Non abbiamo fatto niente a Paul... per ora.
Pensavo di essere l'esca per catturare Paul, invece
scopro che era lui l'esca per prendere me.
Faccio un passo avanti e mi trovo faccia a faccia con
Conley. Non  molto pi alto di me. Dimostrami che
sta bene. Fammelo vedere. E poi... okay, parleremo.
Visto? Sapevo che potevi essere ragionevole. Conley
batte le mani. Allora, hai dei bagagli?
Come faccio a saperlo? scatto. Mentre mi dirigo al
ritiro bagagli, per, mi gira la testa e mi manca di nuovo
il fiato. Mi sento un po' come quando la Strega mi ha
invaso, ma quando mi porto una mano al petto trovo un
solo Firebird.
Mal di montagna sussurra Theo. Quito  a pi di
duemilaottocento metri sul livello del mare. Alcuni ci
mettono un po' ad abituarsi.
E mi sembra che tu non abbia chiuso occhio, in aereo.
Conley mi mette una mano sulla spalla per guidarmi,
facendomi venire i brividi. Facciamo una cosa:
passiamo a vedere Paul e poi ti facciamo riposare.
Quando avrai dormito un po', potremo parlare. E poi avremo
tutto il tempo del mondo.
Scopro di aver imbarcato un borsone a fiori, che Theo
deve portarsi fino alla limousine in attesa davanti all'uscita.
Spero che sia pesante. Spero di averci messo una
dozzina di libri con la copertina rigida. Nella limousine,
Conley si mette sul sedile che guarda in avanti, costringendomi
ad andare all'indietro. Il mio malessere peggiora,
mentre ci tuffiamo sulle strade collinose e caotiche
di Quito.
Non ho scelto l'aggettivo caotico a caso: qui la gente
sembra considerare le corsie di marcia al massimo come
un vago suggerimento. Le auto e i camion sbandano,
scartano, ignorano i cartelli, accelerano ai semafori, insomma
fanno di tutto. Anche se ho lo stomaco in subbuglio,
sono contenta di non vedere davanti, perch probabilmente
mi verrebbe un infarto.
Mi sforzo di non guardare chi ho di fronte, ovvero
Conley e Theo. Il mio ricattatore e il mio assassino, entrambi
cos vicini che li sento respirare. A questo pensiero
la nausea diventa fortissima, riesco a malapena a
trattenermi.
Questo malessere mi ricorda per un momento le nausee
mattutine che ho provato durante il mio ultimo viaggio
nell'universo della Russia. Quasi senza pensare,
mi passo una mano sulla pancia e cerco di ricordare
quella strana sensazione di pesantezza acquosa delle
prime fasi della gravidanza. Ho sentito muovere il
bambino una volta sola, credo, e comunque era qualcosa
di lievissimo, come la pinna di un pesce rosso, perch
non erano passati neanche quattro mesi da quella notte
nella dacia.
Il bambino di Paul, e mio,  ancora nell'universo della
Russia, in attesa di nascere. Sto lottando per tutte le
persone che la Triad ha messo a rischio, ma in fondo al
cuore, penso, sto lottando soprattutto per lui, o lei.
Stai per vomitare? Sono le prime parole pronunciate
da Theo dopo l'uscita dall'aeroporto. Ha un tono scocciato
e stizzito, eppure ogni sillaba mi ferisce come un
coltello. Nel caso potresti gentilmente abbassare il finestrino,
prima?
Se vomito lo far addosso a te. Incrocio le braccia e
guardo fuori del finestrino. Meglio guardare questo
traffico folle che la faccia di Theo.
Quando, finalmente, usciamo dalle autostrade intasate
per svoltare in un quartiere residenziale, mi colpisce
la normalit di tutto quanto. Certo, i cartelli sono in
spagnolo e i veicoli in generale sono un po' pi piccoli
che a casa, ma per il resto questa  una strada commerciale
come tante altre, compresi i caff con i tavolini all'aperto.
La limousine rallenta a passo d'uomo superando
una caffetteria chiamata Juan Valdez, e Wyatt tamburella
sul finestrino. Eccoci qua.
Mi si scalda il cuore quando riconosco Paul, il Paul
del Triadverso, cos simile al mio che li dividono solo un
paio di dettagli temporali.  seduto a un tavolino rotondo
di pietra e sta digitando sul suo vecchio computer
portatile, tenuto insieme con lo scotch. Mi chiedo perch
abbia la faccia scura. Forse  l'ora in cui di solito chattiamo
e io non mi sono collegata come al solito? Dato
che in questa trappola  diventato lui l'esca, la Strega
non gli avr lasciato capire che si stava imbarcando per
l'Ecuador.
Sarebbe cos facile aprire la porta e saltare fuori. La
limousine non va neanche a dieci all'ora. Vorrei saltargli
addosso, fargli vedere questo Firebird e raccontargli
tutto della controcospirazione. In questo momento non
c' niente che vorrei di pi.
Non mi muovo. Devo scoprire quanto sa Conley, quindi
continuo a fingere di essere disposta a negoziare.
Le grandi mani di Paul continuano a lavorare sulla
tastiera, come se cercasse qualcosa, o qualcuno, senza
successo. Che ironia, che riusciamo a vedere nella giusta
prospettiva le persone che vogliamo accanto solo
quando ci allontaniamo - o quando lo fanno loro.
Dovevo perdere Paul prima di poterlo comprendere
davvero?
Che cosa sta facendo qui? sussurro. So che lo sapete.
Non sappiamo tutto ammette Conley, sorprendendomi.
Markov  in grado di coprire le sue tracce. A
quanto sembra, ha cominciato a lavorare come programmatore
e fa anche qualche traduzione. Vive in un
ostello poco lontano dalla zona storica della citt, quella
coloniale. Ogni tanto fa amicizia con altri studenti di
passaggio, ma non devi preoccuparti, Marguerite. Nessuna
ragazza l'ha indotto in tentazione... almeno per
quanto ne sappiamo noi.
Sta cercando di farmi ingelosire. Che perdita di tempo.
Conosco Paul abbastanza da sapere che non ha quasi
mai baciato una ragazza a parte me, ed  troppo timido
per trasformarsi in un dongiovanni.
E anche se non fosse timido, Paul non mi tradirebbe
mai. Non riusciva quasi a sopportare neanche il pensiero
di me con un altro Paul. Non devo certo preoccuparmi
della sua fedelt.
D'accordo, Paul sta bene. Grazie.
 un piacere. Wyatt Conley sorride come se mi avesse
fatto un immenso favore.
Sar meglio che resti cos. Mi concedo di guardare
Conley con una piccola parte dell'odio che provo davvero.
Il suo sorriso si indurisce. Sappiamo entrambi com'
la situazione. Questo dipende da te.
In seguito la limousine si dirige a un albergo di lusso
e mi deposita l, insieme a Theo. Falla sistemare gli
dice Conley. Assicurati che abbia tutto ci che le serve,
ma non starle troppo... addosso.
Questo  indubbiamente un riferimento al fatto che
Theo mi ha strangolato. Forse una battuta cos ovvia e
banale non dovrebbe avere alcun effetto su di me, ma
non posso fare a meno di provare una nuova ondata di
paura, e un fastidioso nodo alla gola.
Naturalmente c' una stanza che mi aspetta in questo
albergo elegante, con i pavimenti di marmo e una
cascata nel salone.  addirittura una suite all'ultimo
piano, perch Wyatt Conley non bada mai a spese. Io e
Theo saliamo insieme in ascensore, in un silenzio pesante.
A un certo punto lui allunga una mano per prendere
il mio borsone, ma io stringo pi forte i manici.
Non voglio che questa feccia tocchi me o la mia roba. Ne
ho avuto abbastanza del suo "aiuto".
Naturalmente  proprio per questo che Conley gli ha
detto di accompagnarmi. Sono in un Paese straniero,
non ho molti soldi, sono stordita e in preda alla nausea:
 molto improbabile che provi a scappare. Ma lui vuole
Theo qui per ricordarmi quanto pu essere pericoloso.
Nonostante tutte le sue promesse di sicurezza e collaborazione,
Conley vuole che io tema per la mia vita.
In realt, per, adesso che sono obbligata a guardare
Theo da vicino, vedo che il senso di colpa lo sta schiacciando,
tanto che ha le spalle incurvate. La sua solita
camminata da galletto  sparita: ora trascina i piedi, e
pi di un'ora dopo l'atterraggio non  ancora riuscito a
incrociare il mio sguardo.
Theo mi ha assassinato, ma ha odiato doverlo fare.
Ricordo quanto ha pianto, quanto mi ha implorato di fare
il salto, cos che almeno avrebbe ucciso solo una di
noi due. Se Theo o Conley pensavano che dopo quel momento
sarebbe diventato pi facile uccidere, si sbagliavano.
La sola idea di affrontarlo mi terrorizza, ma ho scoperto
che l'effetto che gli faccio  ancora pi profondo di
quello che lui fa a me.
Theo passa la chiave magnetica sulla serratura e poi
si fa da parte, per lasciarmi entrare. Spingo la porta
con la spalla e mi trovo in un ambiente di pura eleganza.
Il soggiorno ha una vista panoramica sulla citt ed 
arredato con sofisticate poltrone e divani di pelle in stile
moderno, c' perfino un tavolo da pranzo di vetro, circondato
da sedie dorate di bamb. In un angolo c' un
mobile bar con un lavandino, nel caso mi venisse voglia
all'improvviso di uno scotch. Il pavimento di marmo 
ricoperto da splendidi tappeti e i quadri alle pareti
sembrano autentiche opere d'arte. Procedo abbastanza
da vedere l'interno della camera da letto, dove c' un
letto a baldacchino king size protetto da morbidi veli di
zanzariera. Non  il Ritz, ma sembra comunque il genere
di camera d'albergo dove alloggerebbe J. Lo.
Lascio cadere il borsone su una panca di teak intagliata
e mi avvicino all'angolo bar. Non  facile comportarmi
in modo disinvolto davanti al mio assassino, ma
in qualche modo riesco a non farmi tremare la voce. Io
bevo soltanto nelle festivit pi importanti, e durante
l'apocalisse, ma tu vuoi qualcosa?
Meglio di no. Theo non riesce a capire il mio atteggiamento.
Bene.
Esamino ostentatamente il bar, che in pratica  come
un minibar senza il mini. Do le spalle a Theo, in modo
che non veda il tremito delle mie dita davanti alle file di
bottiglie e lattine. Scelgo un'acqua frizzante, mi siedo
su una delle sedie dorate e cerco di convincermi che sia
un trono. Dimmi, Theo. Come  stato ucciderla?
Lui mi fissa, cereo.
Stappo la bottiglia, sempre disinvolta, come se, dentro,
il mio stomaco non si stesse contorcendo. L'altra
Marguerite non poteva sapere perch lo stavi facendo.
Ti credeva un europeo carino e affascinante, con i tuoi
baffetti impomatati da seduttore e i tuoi foularini colorati.
Non si ricordava neanche di essere stata portata in
quella tomba.  rientrata in s negli ultimi due secondi
della sua vita. Mi dispiace, penso rivolta a lei. Mi dispiace
tanto. Ma scommetto che non le dispiacerebbe
sapere che sto usando questo ricordo per torturare il
suo assassino. Ha cercato di parlarti? Ha avuto il tempo
di piangere?
Ti prego, Meg. La voce di Theo si spezza. Sai che odio
tutto questo.
Gi, certo, be', evidentemente c' qualcosa che ami di
pi. Sono i soldi, o il potere? Aspetta, non dirmelo. In
realt non me ne importa niente.
Theo si avvicina e si toglie gli occhiali. I suoi occhioni
languidi sono pieni di lacrime.  morta in fretta, praticamente
un attimo dopo che tu sei andata via. Ma questo
non lo ha certo reso pi facile. Sono rimasto seduto
accanto a lei per - quasi un'ora, credo, non lo so - e
quando sono strisciato fuori, all'aria aperta, ho visto il
mio fucile e ho pensato, dovrei spararmi. Dovrei prenderlo,
sedermi sulla sedia da campo pi vicina e farmi
saltare il cervello, cazzo.
E invece sei scappato su un dromedario. Mi tremano
le labbra, ma riesco a nasconderle bevendo un sorso
d'acqua. Molto dignitoso. Dimostra che non sei poi stato
cos male, nonostante quello che dici adesso.
Non parlare cos! insiste Theo. Non sai che cosa mi
ha fatto tutto questo, Meg. Non lo sai.
Qualcosa dentro di me si spezza. Che cosa ha fatto a
te? Mi hai quasi soffocato a morte, hai ucciso a sangue
freddo un'altra me, e io dovrei preoccuparmi dell'effetto
che questo ha avuto su di te?
No... non intendevo questo...
Be', Theo, invece credo di s. Che tu ne sia consapevole
o no, era proprio quello che intendevi. Perch per
quanto tu dica di tenere a me, in realt ti preoccupi solo
di te stesso. Vorrei lanciargli la bottiglietta in testa,
ma non lo faccio. Quello che gli dir far pi male di
qualunque botta. Scommetto anche che non  solo l'avidit
a guidarti. Scommetto che  anche la gelosia.
Tutti quei mondi in cui io e Paul ci innamoriamo, mentre
tu hai la peggio. Allora, odi Paul perch mi ama, o
me perch amo lui?
Theo non lo nega, e nemmeno lo conferma. Si limita a
scuotere la testa. A quanto pare, arrivo sempre secondo.
Mi metto a ridere forte, per la sorpresa che provo
davvero e per il disprezzo che merita. Ci sono mondi
dove noi due stiamo insieme, Theo! Mondi in cui io ti
amo tantissimo. Una volta sono saltata in un universo
in cui eravamo a letto insieme. Ti ho baciato, ho sentito
le tue mani su di me. Io ho amato sempre e solo Paul,
ma fra le altre Marguerite qualcuna ha scelto te. Alcuni
di quei mondi li condividete. Ma Wyatt Conley sta cercando
di distruggerli, e tu lo stai aiutando.
Mi spingo via dal tavolo. Theo indietreggia, ma l'incredulit
e la rabbia sul suo viso sono evidenti. Intossicata
dalla spinta della mia stessa furia, io insisto.
Stai uccidendo migliaia di me e te che potrebbero essere
felici insieme. Ogni possibilit che abbiamo mai avuto
 solo un pezzo di legno in pi che tu butti nel fuoco.
Per questo so che non  possibile che mi ami davvero,
Theo. Se fosse vero, non continueresti imperterrito a
distruggerci.
Non sono migliaia... non sto continuando a... Cristo,
Meg, finir presto. Finirebbe oggi stesso se tu ascoltassi
Conley.
Ah s? Lo spingo sempre pi vicino alla porta e continuo:
Conley ti ha detto cos, quando lo hai ascoltato?
Che sarebbe finita presto? Mi chiedo se te lo ripeter
ancora, dopo la decima versione di me che ucciderai. O
il centesimo Paul. O migliaia di noi. Sei tu lo scienziato,
quindi perch dovrei essere io a dirti che il multiverso 
infinito? Conley vuole il controllo assoluto, e il controllo
assoluto  impossibile. Gli omicidi non finiranno mai. Il
che significa che tu non potrai mai fermarti. Gli indico
la porta. Adesso vattene.
Theo schizza via come se fuggisse da un incendio. La
maggior parte delle sue versioni sono pi coraggiose di
questa, decido. Sembra un gran codardo.
Ma se  egoista come credo, vorr trovare uno dei
mondi in cui stiamo insieme, e vorr difenderlo da
Wyatt Conley. E se posso mettere almeno un ostacolo
fra Conley e il suo braccio destro...
... ma non posso. Se qualcosa avesse potuto distogliere
il Theo del Triadverso dalla sua cieca obbedienza
verso Conley, sarebbe stato l'ordine di uccidermi. Invece
lui l'ha eseguito, quindi non c' pi nulla che possa
fermarlo. Anzi, credo che si dar sempre pi giustificazioni,
nel tentativo di negare a se stesso quello che ha
fatto.
Riuscir a concludere qualcosa di utile in questo universo,
o no? Scoprir qualcosa che possa aiutarci? Potr
avvicinarmi di pi al Paul che anche adesso  in attesa
dall'altra parte di Quito, vulnerabile e solo?
Vedremo, mi dico risedendomi, esausta, sulla sedia.
Vedremo.
...
.
...
Capitolo 17.
...
.
...
Mi risveglio battendo le palpebre nel letto a baldacchino,
in preda all'incertezza. Il cielo fuori dalle finestre 
scuro, anche se l'orizzonte sta cominciando a rischiararsi.
Di solito non sento alcun bisogno di contemplare l'alba,
ma invece di rintanarmi sotto il piumino e provare a
riaddormentarmi, mi metto seduta e faccio il punto della
situazione. La nausea che avevo ieri si  placata e,
anche se ho ancora il fiato un po' corto, non sembra pi
un sintomo critico. Evidentemente mi sono abituata abbastanza
bene all'altitudine.
Mi brontola lo stomaco, ricordandomi che non ho idea
di quanto abbia mangiato la Strega in questo corpo, ieri,
o se abbia digiunato del tutto. Anche se non capisco
bene lo spagnolo, riesco a decifrare il libretto informativo
dell'albergo abbastanza accuratamente da sapere
che il servizio in camera non comincer a servire il
desayuno prima di un'ora.  ora di uno spuntino nutriente
preso dal minibar.
Il jet lag non  nulla in confronto alla sensazione di
irrealt che insorge dopo aver saltato da un capo all'altro
del pianeta in diverse dimensioni, rifletto mentre
scelgo un sacchetto di frutta secca e una Coca Cola. Ci
serve un'altra parola. Universe lag? Firebird lag?
Odio aspettare. La suspense mi logora molto pi dello
stress. Non mi sfinisce in questo modo neanche il dover
saltare dentro mondi dove so gi di trovare ad aspettarmi
l'ultima trappola mortale della Strega. La cosa peggiore
 proprio questa: stare seduta su un divano di pelle,
a guardare l'alba controvoglia e a mangiare schifezze
per colazione, mentre aspetto che Wyatt Conley venga a
terrorizzarmi.
So che la nostra prossima conversazione avr uno
scopo. So quanto sia importante sapere quanto ha scoperto
Conley dell'alleanza fra le altre dimensioni. E
quando viaggio fra le dimensioni sono coraggiosa, faccio
quello che va fatto. Ma quando devo restare in attesa
mi sento piccola, vuota e spaventata.
Se Paul fosse con me... penso, ma mi fermo prima di
concludere la frase. Stabilire un contatto con lui qui a
Quito lo metterebbe a rischio, forse spingerebbe perfino
Conley a ucciderlo. A questo punto, onestamente, mi accontenterei
di qualunque altro dei miei cari. Anche il
Theo del mio mondo. O Josie. O mamma e pap...
Probabilmente la caffeina mi sta entrando in circolo,
perch finalmente i miei occhi si posano su quello che
hanno avuto davanti per tutto il tempo: un telefono fisso.
Raddrizzo la schiena. Appena Theo se ne  andato ho
provato a usare il mio iPhone, ma era stato bloccato,
senza dubbio dalla Triad. Ero cos sfinita che non mi
era neanche venuto in mente di pensare a una linea fissa.
E quanto a Wyatt Conley, genio dei telefoni cellulari...
scommetto che non si ricorda neanche che esistono i
telefoni fissi, anche se ce n' uno in ogni stanza d'albergo.
Dopo l'ultimo sorso di Coca, prendo il telefono e lo esamino.
Non noto niente che possa sembrare un dispositivo
di intercettazione, almeno in base ai pochi film di
spionaggio che ho visto, nelle scene in cui controllano
questi aggeggi. Se Conley ha questa linea sotto controllo,
non posso farci niente. Per scommetterei qualsiasi
cosa che non ci ha pensato. Le uniche persone che 
continuano a utilizzare i telefoni fissi sono quelle eccentriche
e un po' svampite... come i miei genitori.
Il nostro numero di telefono fisso  uno dei pochi che
so a memoria. Devo negoziare un po' con l'operatore dell'albergo
per effettuare la chiamata. Poi sento lo strano
segnale acustico vibrante delle chiamate internazionali
e finalmente una voce assonnata che dice: Pronto?.
Mamma! Sono io, Marguerite. Mi dispiace, so che sono
le sei del mattino...
Qui sono le cinque, ma non importa. La mamma 
gi perfettamente sveglia. Immagino che tu sia la Marguerite
dell'universo di Berkeley?
Ehm, s sono io. Hanno coinvolto anche loro? Wow,
l'universo di Cambridge non perde tempo.
Sento la mamma che grida: Henry, scendi dal letto!
 l'altra Marguerite!.
In sottofondo pap chiede: Quella buona o quella cattiva?.
Quella buona risponde la mamma, strappandomi
un sorriso.
Quando sento che riprende il ricevitore le dico in fretta:
Senti mamma, mi dispiace tanto di non avervi detto
la verit, l'ultima volta che sono stata qui.
Va tutto bene, tesoro. Non dico che non sia stato un
po' strano, quando la nostra Marguerite ci ha informato
della situazione, ma scoprire tutta la verit sui piani di
Conley ha giustificato il tuo sotterfugio, per tutte le persone
coinvolte.
Mentre parla viene alzato un altro ricevitore, e pap
interviene: Francamente avremmo dovuto sospettarlo.
E sapete che  stata la Strega a venire l ieri sera,
vero? Voglio dire, quella della casa madre. Non le avete...
dato retta, non avete fatto quello che vi chiedeva?
Strega dice pap. Un nome appropriato. No, sapevamo
come gestirla. La aspettavamo da almeno dodici
ore prima del suo arrivo, e sapevamo che la nostra Marguerite
quasi certamente non era in pericolo.
Come potevate esserne cos sicuri? La Strega non
ha esitato a uccidere le altre.
Perch l'ultimo universo che Wyatt Conley distruggerebbe
 il suo. Il tono di pap dice Tesoro, cerca di
ragionare. Di solito mi irrita, ma questa volta mio padre
non ha torto. Lui uccide in modo mirato, non per
pura crudelt. Altrimenti saremmo gi tutti morti.
La mamma aggiunge: E poi Conley non ha perso la
speranza di lavorare con un viaggiatore perfetto, in particolare
con te. La tua dimensione possiede la tecnologia
e rappresenta una minaccia. Tu sei la sua unica
possibilit di neutralizzare quella minaccia, senza distruggere
l'intera dimensione.
Lo farebbe dico piano. Ne ha gi distrutta almeno
una.
I miei restano in silenzio per un momento, come per
rendere omaggio ai morti. Alla fine la mamma riprende:
Vuole ancora collaborare con te. La Strega, come la
chiami tu,  devota alla sua causa in modo cos fanatico
che gli fa credere di poterti convincere. E dobbiamo tenerlo
impegnato con questo obiettivo, perch non gli ci
vorr molto per rendersi conto che stiamo seguendo gli
spostamenti della Strega. Probabilmente ha gi dei sospetti.
 cos. Giocherello con la catena che ho al collo.
Non mi ha chiesto dove ho preso questo Firebird, anche
se avrebbe dovuto essere la sua prima domanda.
Maledizione sbuffa pap. Be', quando gli parli di
nuovo cerca di capire quanto ne sa. Avevi gi intenzione
di farlo, vero? Ma concentrati su di lui, non lasciarti
sfuggire niente. Lanciagli solo degli indizi e lascia che
provi a indovinare.
Okay, posso farlo. Mi lascio cadere sul divano, con
la sensazione che potrei addormentarmi di nuovo solo
per il conforto del suono delle loro voci. Grazie pap. 
bello avere qualcosa da fare oltre che... correre dietro
alla Strega senza poterla mai raggiungere.
La mamma dice: Non parlare cos. Non stai perdendo
tempo, Marguerite.
Ma l'universo di Roma  stato distrutto... e altre due
Marguerite sono morte comunque...
E tu ne hai salvata un'altra da un incidente mortale
nello spazio insiste lei. Stai distraendo Conley da
quello che stiamo facendo noi, ci stai facendo guadagnare
tempo.
Tempo di cui abbiamo bisogno aggiunge pap. Ci
"vuole un po' perch le asimmetrie si diffondano in una
dimensione e la proteggano appieno. Quindi non avere
dubbi, tesoro. Stai facendo un buon lavoro.
Se sono in contatto con le altre dimensioni, forse non
sono l'unica che stanno tenendo sotto controllo. Potete
dirmi dov' il mio Paul Markov?
Ancora nell'universo dell'Egitto dice la mamma.
Laggi costruire uno stabilizzatore probabilmente richiede
pi tempo, e a questo punto pensiamo che debba
trovare il modo di ricaricare il suo Firebird, che deve
aver perso molta energia. Ma la tecnologia di quel mondo,
se  come il nostro a quello stadio evolutivo, dovrebbe
permetterglielo, se riesce ad arrivare a una citt,
magari al Cairo...
Pensiamo? Certo. Il fatto che possano rintracciarci
nelle diverse dimensioni non significa che possano comunicare
con noi. La comunicazione  possibile soltanto
fra i mondi che hanno raggiunto un livello tecnologico
sufficiente. Mentre Paul si trova nell'universo dell'Egitto,
non ha idea di che altro stia succedendo.
Sa che sono viva? chiedo.
La pausa di silenzio  abbastanza lunga da farmi capire
la risposta prima ancora che mio padre dica: Non
sa nulla di quello che  successo all'universo di Roma,
quindi non ha motivo di temere per te. Be', a parte la
tua versione folle e omicida a piede libero, il che, suppongo,
 un motivo sufficiente.
Non sa come seguirmi. Potrebbe solo rintracciare il
mio Firebird, ma quello lo porterebbe mi sento male,
alla casa madre.
Cercheremo di avvertirlo. Mia madre chiaramente
non vuole demoralizzarmi. Non mollare, Marguerite.
Tieni duro.
Vorrei farlo. Lo far. Ma sembra che i pericoli che corro
si moltiplichino ogni minuto. Come se avessi cercato
di attraversare una lastra di vetro e mi fossi ritrovata
in mezzo a migliaia di piccole schegge, ciascuna affilata
come una lama.
Il mio invito a pranzo arriva con un biglietto consegnato
a mano dal concierge. Mi accompagna un imponente
autista di limousine che o non parla inglese o si
impegna moltissimo per fingere di non saperlo. Io ho un
paio di jeans e una maglietta rosso scuro recuperati in
fondo al mio borsone, stropicciati oltre ogni dire. Non
vale la pena vestirsi bene per Wyatt Conley, e tantomeno
stirare.
Arriviamo in un ristorante all'interno di una specie di
circolo chiuso, con uno spazio verde al centro abbastanza
grande da contenere delle altissime piante tropicali.
Anche gli altri negozi e locali sono circondati da molti
alberi e cespugli. Molti degli edifici qui sono strutture
aperte, perfino quelli che non mi aspetterei mai, come
le banche. La strada gira intorno al circolo e poi prosegue
dritta, poco oltre il ristorante dove sono stata accompagnata.
Mi fanno sedere a un tavolo all'ombra di
una palma.
Mentre mi guardo intorno, sento il rombo di un motore
a otto cilindri. Il motivo per cui sono in grado di identificare
questo rumore si trova al volante dell'auto sportiva
rossa che sta arrivando a tutta velocit:  Theo.
Parcheggia dall'altra parte della zona verde e non mi
stupisco di vedere Wyatt Conley scendere dal lato del
passeggero.
Le limousine sono eleganti, certo dice Conley raggiungendomi,
seguito da Theo. Ma di solito preferisco
qualcosa di pi sexy.
Mi sembra giusto. Incrocio le braccia.  da un pezzo
che gli uomini usano le macchine sportive per compensare
il pene piccolo. Perch non dovresti farlo anche
tu?
Conley stringe gli occhi, ma si riprende dopo un minuto.
Basta con le bambinate, Marguerite.  ora di fare
un accordo.
Mentre si siede lancio un'occhiata a Theo. Non dimostra
n compiacimento n vergogna. Non evita il mio
sguardo come ieri, ma non si rivolge direttamente a me.
 come se stesse riflettendo a fondo, anche se non ho idea
di che cosa ci potrebbe essere di pi importante di
questo. Magari davvero non gli importa di quello che ne
sar di me.
Una cameriera ci porta il caff e ci consegna dei menu
pesantemente rilegati. Conley non guarda neanche
il suo e lo appoggia sopra il piatto. Voglio chiarire alcune
cose fin dall'inizio. Primo, l'offerta di collaborazione
paritaria che ti avevo fatto mesi fa non  pi valida. Le
cose sono andate troppo oltre, ormai. Ma credo che potremo
ancora trovare un accordo che troverai ragionevole...
e certamente pi invitante dell'alternativa.
Pavo significa tacchino, penso, rifiutandomi di alzare
gli occhi dal menu. Prendi qualcosa col pavo e non avrai
sorprese. Non credo che sarebbe mai stata una collaborazione
paritaria, comunque continua. Fammi sognare
con questo fantastico accordo.
Garantir la tua sicurezza, quella della tua famiglia
e del Paul Markov della tua dimensione. Non faremo
alcun tentativo di distruggere il tuo universo e nessuno
di tua conoscenza verr mai frammentato - o almeno
non a opera di qualcuno della Triad. Questo  quello
che avrai. Conley fa un sospiro di soddisfazione. Pensa
di avermi finalmente sfiancato. In cambio, tu andrai
dove voglio io, quando lo voglio io e farai quello che voglio
io. Se questo preveder la distruzione di un universo,
lo farai. E se la prospettiva ti crea dei problemi, vedila
cos: quei mondi moriranno per salvare il tuo.
Io non dico niente, ma mi copro la faccia con una mano.
Baster per fargli credere che stia vacillando? Se
pensa che abbia qualche dubbio, che sto almeno prendendo
in considerazione la sua proposta, forse dir alla
Strega di lasciare l'universo neutrale e io potr andare
avanti.
E se vede la mia stanchezza, la mia paura di non riavere
mai Paul, se vede che non sopporterei di mettere a
rischio anche un solo altro mondo, non  altro che la verit.
Perderai continua Conley, a voce pi bassa. Il suo
tono  letale. Finalmente sento parlare il serpente che
c' sotto la sua pelle. Sai bene che il tuo mondo non ha
nessuna possibilit, non contro questa dimensione e la
casa madre unite. Di certo non lo ammetterai, il tuo orgoglio
non sopporta che tu debba rimanere qui seduta a
subire tutto questo. Credi che non capisca quanto mi
odi? Credi davvero di riuscire a nasconderlo tanto bene,
dietro il tuo bel menu? Arrenditi, Marguerite. Non puoi
vincere. Tutto ci che puoi fare  salvare te stessa e i
tuoi. Ingoiare l'orgoglio  davvero un prezzo troppo alto
per salvare i tuoi cari?
Io penso ai sacrifici che ho fatto, a quelli che hanno
fatto mamma, pap, Paul e perfino il mio Theo, e so che
Wyatt Conley non ha idea di quello che si pu fare per i
propri cari. Come questo Theo silenzioso e cupo al suo
fianco, lui ama solo se stesso.
Lasciami pensare gli dico. Ci devo pensare.
Che cosa c' da pensare? La voce di Conley si alza
al punto da attirare gli sguardi degli altri clienti: gli americani
maleducati che litigano a tavola. Riprende il
controllo e aggiunge: Non ci sar un'offerta migliore.
Io alzo le spalle. Potrebbe farmela la casa madre.
Wyatt Conley risponde con impazienza: Io parlo a
nome di entrambi gli universi della Triad....
Tu lo credi. Ma io sono stata alla casa madre di persona.
Quella sgargiante, contorta megalopoli che ha
soffocato la terra e il cielo. E se credi che ti apprezzino
cos tanto, be' allora ti sbagli.
Theo solleva la testa: ho attirato la sua attenzione.
Conley rimane in silenzio per qualche secondo e poi fa
un ghigno. Questo  un trucchetto da dilettante. Ti credevo
pi furba.
Non  un trucco,  la pura verit. L'unico ricordo
davvero piacevole che ho della casa madre  quello del
momento in cui l'ho scoperta. Pensano che tu abbia esagerato
e hanno intenzione di "intervenire per tenerti
a freno" nel giro di pochissimo tempo. E com' che ti ha
chiamato il tuo s alternativo alla casa madre? Mmh...
ah, s. Ti ha definito "un vero stronzo". Sono le sue parole
esatte.
La cameriera si avvicina per prendere le ordinazioni,
guarda le facce intorno al tavolo e se ne va. Furba.
Te lo stai inventando dice Conley in tono piatto.
Se ne fossi convinto, adesso mi staresti ridendo in
faccia. Ora posso abbassare il menu e trafiggerlo con lo
sguardo. Invece sai che ti sto dicendo la pura verit. I
tre fondatori della Triad, alla casa madre, ti detestano
e non vedono l'ora di rimetterti in riga.
Conley ribatte: Abbiamo un'alleanza.
I fondatori sono tre: uno di loro  una tua versione
che non ti sopporta. Gli altri due sono i miei genitori,
che mi vogliono bene (amano qualunque mia versione!)
e che tengono a me molto pi di quanto potr mai importare
loro di te. Ammettilo, Conley. Se vuoi un accordo,
sar meglio che arricchisci la tua offerta. Perch io
so esattamente dove andare per trovare qualcosa di meglio.
Tutta la sua studiata disinvoltura svanisce. Te
l'hanno dato loro quel Firebird, vero? Lo sapevo! Sapevo
che non mi avrebbero lasciato in pace!
Non avevo neanche pensato a questa bugia, ma  meglio
di qualsiasi cosa avrei potuto inventarmi. Vuoi riconsiderare
la tua offerta?
Conley spinge via la sedia. Ha sempre avuto l'aria di
un ragazzino troppo cresciuto, e adesso si comporta come
tale. Andr a fare due chiacchiere con la casa madre.
Alla fine ci serve soltanto un viaggiatore perfetto, e
non devi essere per forza tu. Se hai qualche preferenza
sulla dimensione dove vuoi morire, dillo adesso. A questo
punto posso prometterti soltanto che la tua casa
brucer fino alle fondamenta, e che io mi godr lo spettacolo.
No. Oh no. Ho tirato troppo la corda e l'ho spinto alla
disperazione. Aspetta... non ho detto che non potevi
farmi un'offerta migliore... migliore di quella della casa
madre...
Troppo tardi. Beck, vieni con me.
Sono qui, capo. La voce di Theo sembra stranamente
distaccata. Ho gi le chiavi in mano.
Per favore. Ho le lacrime agli occhi. Non farlo, ti
prego!
Finalmente hai imparato a implorare. Mi piace. Ma
non  abbastanza. A questo punto Conley se ne va a
grandi passi.
Mi accascio sulla sedia mentre lui e Theo vanno verso
la macchina. Comincio a piangere, mi si offusca la vista.
Perch l'ho fatto? Dovevo soltanto scoprire quanto sapeva,
non farlo infuriare. Mi sentivo cos bene a dirgli il
fatto suo, per una volta - a usare la verit contro di lui
- e adesso la mia boccaccia potrebbe aver condannato a
morte la mia intera dimensione.
Morirei anch'io con la mia dimensione? Se il mio spirito
si trova in un'altra dimensione, quando il mio corpo
viene distrutto, morir o diventer una specie di... fantasma?
Almeno il mio mondo sa come difendersi. Ormai avranno
sicuramente creato l'asimmetria che li protegger.
Per ci vuole tempo perch agisca, l'ha detto pap
stamattina. Hanno avuto abbastanza tempo? Se Wyatt
Conley li attacca adesso, riusciranno a sopravvivere?
Mi asciugo le guance con il tovagliolo, decisa a trovare
un altro telefono fisso per avvertire gli altri mondi
del multiverso di quello che sta per succedere. Il motore
della macchina sportiva si avvia con un rombo - dev'esserci
Theo al volante, che sta sgasando. Immagino che
perfino adesso, davanti alla morte imminente di un'intera
dimensione, Theo si stia godendo la potenza del
motore. La macchina esce stridendo dal parcheggio e si
immette nel circolo.
Ma prendendo la curva accelera sempre di pi, raggiungendo
una velocit che mi fa trattenere il respiro.
Mi supera come una macchia rossa, il frastuono del motore
non copre del tutto i mormorii preoccupati degli altri
clienti. Quando la strada si raddrizza, alla fine del
circolo, Theo spinge a tavoletta, lanciando l'auto ad almeno
cento chilometri all'ora, probabilmente di pi... e non prende l'ultima curva.
Non ci prova neanche.
Io resto a guardare a bocca aperta, mentre Theo spedisce la macchina oltre il marciapiede, facendola volare per una frazione di secondo prima dell'impatto.
...
.
...
Capitolo 18.
...
.
...
Un grido erompe dalle persone intorno a me, quando la
macchina sportiva rossa si schianta contro la grossa colonna
di cemento che sostiene i semafori. L'assordante
frastuono metallico si trasforma nel sibilo di un motore
distrutto, e attraverso la densa cortina di fumo vedo che
la macchina  quasi spezzata in due.
Come ha fatto Theo ad andare a sbattere?, penso, sbalordita,
prima che la verit si faccia strada nella mia
mente: Theo si  schiantato apposta.
Il mio corpo e la mia mente non trovano un accordo
su cosa fare. Resto in piedi, instabile, sul punto di svenire,
poi faccio qualche passo incerto in avanti, ma devo
aggrapparmi a un lampione per non cadere. Dopo pochi
secondi, per, riesco a darmi la spinta e a correre sul
luogo del disastro. Qualcuno mi grida qualcosa in spagnolo,
probabilmente un avvertimento a tenermi a distanza
di sicurezza, ma Theo una volta mi ha spiegato
che, dopo uno scontro, le macchine esplodono solo nei
film. A parte un'esplosione, niente potrebbe tenermi
lontano.
Arrivo dal lato del passeggero, dove la portiera  stata
sbalzata via e Conley...
Riesco a malapena a non vomitare. Odio quest'uomo...
voglio dire, lo odiavo quando era vivo. Ma guardarlo
adesso mi fa star male. Non avrei mai voluto vedere
la sua testa spaccata a met. Non avrei mai voluto
scoprire qual  l'odore dei fluidi cerebrali.
Ormai non potr pi dimenticarlo.
La parte pi fredda e calcolatrice della mia mente
(quella che la Strega capirebbe meglio) sa che questo
cambia drasticamente la situazione. In questa dimensione
la Triad aveva un unico capo, che era anche il loro
unico viaggiatore perfetto. Questo mondo non sar mai
pi una minaccia per il mio.
Eppure niente di tutto questo sembra importante, di
fronte al fatto che Theo  da qualche parte in mezzo a
questo macello. Lo ha fatto apposta, e l'istinto mi dice
che l'ha fatto per me.
Theo? Mi si incrina la voce mentre giro dietro l'auto.
Ti prego, fa' che non sia stato fatto a pezzi anche lui,
ti prego ti prego ti prego. Theo, mi senti?
Meg?
Finalmente raggiungo la portiera del guidatore. Theo
 accasciato sul sedile, che  pi arretrato del normale:
l'impatto deve averlo divelto. Il suo viso  gi gonfio e
violaceo, perde sangue dal naso e dalle orecchie. Un
braccio, chiaramente rotto in pi punti,  afflosciato sul
cambio. Lui tende l'altro verso di me.
Gli prendo la mano, fingendo di non accorgermi del
sangue che si insinua fra i nostri palmi. Questa  la
stessa persona che ha ucciso l'altra me, sono le dita che
mi hanno stretto la sciarpa alla gola. Eppure non posso
guardare questo viso pesto e disperato senza ricambiare
la stretta. La sua mano nella mia  debole e tremante.
Theo, che cosa hai fatto?
Sapevo... sapevo di poterlo fare fuori. Theo cerca di
sorridere, ma poi tossisce e fa una smorfia di dolore.
Quello stronzo non... allacciava mai la cintura. Devi
sempre, sempre allacciare...
La sua cintura affonda nel torace in modo innaturale.
Deve avere diverse costole rotte, forse anche lo sterno.
Tieni duro. Devono aver chiamato un'ambulanza, i
medici arriveranno da un momento all'altro. Okay?
Non  cos... che deve andare. La sua testa ciondola
verso di me. Sembra che mi stia guardando, ma non so
se riesce davvero a vedermi. Ho preso una vita. Si
pu... si pu pagare solo con un'altra vita.
Oddio, Theo... Odio cos tanto questo Theo. L'ho colpito,
l'ho maledetto, ho perfino tentato di ucciderlo. Ma
non sono il tipo che potrebbe godere della sua morte.
La mia mente mi rimanda un'immagine, della seconda
sera che ho trascorso in una dimensione alternativa:
l'universo di Londra, dove occupavo il corpo di una ragazza
che adesso  morta. Credevo che mio padre fosse
stato ucciso e mi aggiravo barcollando in una discoteca,
nella vana speranza che l'alcol attutisse l'infinito dolore
che avevo dentro. Theo in quel momento  venuto a
prendermi, mi ha preso fra le braccia e mi ha stretto
forte, proprio l nella discoteca, cullandomi contro il suo
petto mentre piangevo, anche se intorno a noi il ritmo
impazzava e la gente ballava. Fingeva di essere il mio
Theo, mi stava manipolando e addirittura usando, ma
quella sera so che gli dispiaceva davvero per me. Quel
momento  forse il pi autentico che abbia mai condiviso
con questo Theo, fino a questo preciso istante.
Conley... ha detto all'altra di procedere. Deglutisce,
fa una smorfia e ansima. Devi seguirla.
Lo far subito prometto.
Mi hai chiesto... come si  sentita. L'altra te. Quando
l'ho uccisa. Theo cerca di sorridere, ma il suo labbro
spaccato fa un effetto grottesco. Ora lo so.
Ha un brivido - anzi no, uno spasmo. Tossisce ancora,
e il rigagnolo di sangue che gli esce dal naso diventa
un'emorragia. Rivolta gli occhi e comincia a rantolare.
No gli stringo la mano pi forte. Per quanto possa
averlo odiato, scopro che non sopporto di vederlo morire.
No, Theo, non mollare. Puoi ancora aiutarci. Puoi
essere tu a redimere il Triadverso! Potresti rimediare a
qualcuno dei danni... recuperare le cose... Mi si spegne
la voce quando capisco che non pu pi sentirmi.
Il rantolo si ferma e per un momento penso che sia finita,
finch Theo sussurra: Meg....
La sua mano si abbandona nella mia. Il flusso di sangue
dal naso e dalle orecchie rallenta, poi si ferma. La
testa di Theo ricade all'indietro sul sedile distrutto. Qui
non c' pi nessuno.
Tremando, tolgo la mano dalla sua e gli tocco la faccia.
Chiudergli gli occhi  una sensazione assurda, le
sue palpebre sono fragili e sottili sotto le mie dita.
Quando mi tiro indietro vedo le tracce di sangue che ho
lasciato.
Mi allontano barcollando dal disastro, senza pensare
al sangue che mi cola dalla mano. Sento delle sirene in
lontananza. Se c'era un autista di limousine, una guardia
di sicurezza o uno scagnozzo di Conley a sorvegliarmi,
ovviamente penser che non sono pi una priorit,
o avr capito di non essere pi a libro paga. In ogni caso,
nessuno cerca di catturarmi o di farmi del male. Sono
sola in Ecuador. Completamente sola.
Pensa. Vado al caff all'angolo, dove tutti i clienti si
sono radunati per fissare la scena, e mi lascio cadere in
una sedia di vimini. Puoi trovare un telefono fisso e
chiamare i tuoi genitori, verranno a prenderti. Cio, verranno
a prendere la Marguerite del Triadverso. Non appena
mi sar assicurata che stia bene, ho intenzione di
seguire il consiglio di Theo e tornare a inseguire la
Strega.
No, ho bisogno di Paul. Lui  qui, proprio in questa
citt. Ma come faccio a trovarlo in una citt enorme che
non conosco, dove si parla una lingua di cui conosco al
massimo una trentina di parole?
Mi concentro di nuovo sul disastro fumante che ho
davanti, e mi rendo conto che uno degli uomini pi ricchi
del mondo ha appena incontrato una morte violenta
in pubblico. Questa scena finir su YouTube in pochi
minuti, se non c' gi. Le troupe televisive arriveranno
prima ancora delle ambulanze. Paul lo scoprir in fretta,
come il resto delle persone su questo pianeta, e se io
sono nelle foto o nei video dei miliardi di telefoni gi
branditi dalla folla vociante, vedr che mi trovo qui.
Paul sapr che deve venire a prendermi.
Ho le mani coperte dal sangue di Theo. Questo pensiero
mi sembra allo stesso tempo incredibilmente importante
e lontano mille miglia. Qualcuno ha lasciato
dei tovagliolini di carta su un tavolo vicino. Ne prendo
un paio e comincio a sfregare via le macchie rosse. C'
cos tanto rosso. Non voglio che Paul lo veda, che sappia
che cosa  successo al ragazzo che lo chiamava fratellino.
Il sangue mi imbratta la maglietta, i jeans, la pelle,
ma il Firebird  immacolato. La causa di tutta questa agitazione
scintilla al sole di mezzogiorno, brillante come
sempre.
Theo ha detto che Conley aveva gi dato ordini alla
Strega. Ma come ha fatto? Non possono comunicare come
facciamo noi, altrimenti saprebbero gi che... un attimo.
Ma certo: Persis. L'ha chiamata, lei ha cambiato
universo per il tempo di fare una telefonata, ed ecco fatto.
Magari ci sono anche altri aiutanti, altri viaggiatori
imperfetti disposti a saltare da una dimensione all'altra
per incasinarci la vita, ma scommetto che Persis  l'unica
che conosce tutti i dettagli del piano.
Il punto  che la Strega  partita. Adesso ho l'occasione
di saltare in questo cosiddetto universo neutrale, dato
che questo Firebird ha rintracciato il suo non appena
sono arrivata qui. Poi ricomincer la corsa.
In questo momento un universo neutrale mi sembra
un lusso quasi incredibile.
Prendo una penna e la mia carta d'imbarco stropicciata
del volo San Francisco-Quito e scrivo qualche appunto.
So che i miei altri s possono ricordare quello
che succede mentre io occupo i loro corpi, ma questo potrebbe
essere un colpo troppo forte per il mio s del
Triadverso, nei primi minuti. Scrivo il nome dell'albergo
e il numero di stanza, e sottolineo le parole Paul sar
qui presto. Una parte di me vorrebbe indugiare fino
al suo arrivo, per ricevere un momentaneo conforto fra
le sue braccia... ma quando vedr tutto questo deve stare
con la sua Marguerite. Hanno bisogno l'uno dell'altra.
Non  necessario aggiungere che Conley  morto, che
Theo ha dato la vita per proteggerci, o che non deve tornare
alla macchina e guardarci dentro. Quello che ho
visto (quello che ha fatto Theo) nessuna di noi due potr
dimenticarlo, finch vivr.
Infilo la carta d'imbarco nella tasca anteriore della
maglietta, faccio un respiro profondo e salto.
Dopo aver visto due persone morire in un violento incidente,
 tremendo ritrovarmi al volante di un'auto.
Ma quest'auto non  in strada.
 nell'acqua.
Mio Dio! Colpisco freneticamente la portiera e guardo
il fiume, o la baia, o qualsiasi cosa sia che sta sommergendo
il cofano. Un po' d'acqua ha gi cominciato a filtrare,
bagnandomi i piedi. Insieme all'acqua entra anche
un'ondata di panico. Alzo lo sguardo verso il tettuccio
apribile: a casa, la nostra macchina nuova ce l'ha,
ma non qui. L'acqua ricopre completamente il cofano, la
macchina si inclina e comincia ad affondare.
Le mie dita si chiudono sulla maniglia, prima di ricordare
Non aprirla.
Alla fine di novembre, quando credevamo che mio padre
fosse stato ucciso, pensavamo che fosse annegato
quando la sua macchina, che era stata manomessa, era
finita nel fiume. Poi abbiamo scoperto che invece era
stato rapito e portato in un'altra dimensione, ma
nessuno di noi lo ha saputo per quasi un mese.
Il fatto  che, quando porti il lutto per qualcuno cos a
lungo, non riesci a superarlo all'istante, anche se la persona
ti viene restituita.
Per pi di un mese e mezzo, dopo che lui era tornato
a casa sano e salvo, ho avuto incubi sull'incidente di pap.
Paul insisteva che la soluzione era la conoscenza,
che se avessi saputo che cosa fare in una situazione come
quella, alla fine sarei riuscita a salvarmi nel sogno e
gli incubi sarebbero finiti. Non  andata proprio cos, i
brutti sogni sono finiti da soli, ma tutti quei video di esperti
di sicurezza o di inviati televisivi, che spiegavano
come salvarsi da una macchina che affonda nell'acqua,
mi hanno insegnato che la pressione dell'acqua rende
molto difficile aprire la portiera. Invece bisogna cercare
di uscire dal finestrino.
Le mie dita trovano i comandi e il vetro scende fino a
met, poi si blocca. Nello stesso momento il cruscotto si
spegne. L'acqua ha mandato in corto circuito il sistema
elettrico.
L'apertura del finestrino potrebbe essere abbastanza
grande da farmi passare.
Potrebbe.
Ci infilo la testa, giro le spalle e comincio a tirarmi
fuori. Ma la mia cintura si impiglia nel vetro e, mentre
mi divincolo disperatamente, la macchina continua ad
affondare. Con una mano mi affanno ad aprire la cintura,
e ci riesco, poi faccio leva con i palmi contro la portiera
e mi spingo fuori pi forte che posso. I jeans mi
scendono fino alle cosce, ma ora posso far passare i
fianchi dal finestrino. Sono quasi libera.
La macchina si inclina e mi ritrovo in acqua, con la
parte inferiore delle gambe ancora intrappolata fra il finestrino
e la portiera. Mi sforzo ancora, ma mi si incastrano
i piedi nell'apertura. Per un terribile momento
penso che la macchina mi trasciner a fondo come
un'ancora. Nell'ultimo istante prima di andare sotto
prendo un respiro profondo.
Sono immersa nell'acqua, tutto diventa gelido. I capelli
mi ondeggiano intorno come una nuvola nera. La
luce del sole crea un riflesso ambrato nell'acqua fangosa.
La macchina mi tira ancora per le gambe, il suo peso
mi trasciner sicuramente a fondo se non riesco a
scrollarmelo via. Scalcio e scalcio, disperatamente, e -
s! - i piedi sono liberi. I jeans e le scarpe sono rimasti
nella macchina e adesso posso riguadagnare la superficie.
Quando riemergo con la testa, ansimo per recuperare
aria. Sulla strada si  radunata una piccola folla, vicino
alla barriera divelta che chiaramente indica il punto dove
la mia macchina  finita in acqua. Non c' una corrente
a trascinarmi sotto, grazie a Dio, perch non so se
potrei oppormi. La mancanza di ossigeno e l'estrema fatica
fisica mi stordiscono, ma l'adrenalina  entrata in
circolo. Ho la forza di andare avanti. Faticosamente, mi
dirigo verso la riva.
Grazie, pap, penso quando sento il fango della sponda
sotto i piedi nudi. Grazie, Paul. Tutti quegli incubi e
quei documentari mi hanno appena salvato la vita.
Per un po' resto sdraiata sulla riva del fiume, troppo
sfinita anche per coprirmi. Se il mondo vuole guardarmi
il culo attraverso le mutande bagnate, che si accomodi.
Al momento non potrebbe importarmene di meno.
Posso sopportare molto.  una cosa di me stessa che
ho imparato, a questo punto. Ma questi due momenti,
uno dietro l'altro, mi hanno lasciato cos provata e distrutta
che non riesco pi a fare niente, non riesco a riscuotermi.
Una donna gentile, che aveva un kit del
pronto soccorso in macchina, mi copre con uno di quei
teli di emergenza color argento. Mi concedo qualche
momento per esistere, semplicemente. Senza dire niente
a me stessa se non il pensiero Sono al caldo.
Quando arriva la polizia, comunque, sono di nuovo in
grado di parlare.
I testimoni affermano che sembrava volessi buttarti
di proposito dice il poliziotto accucciato avanti a me
con un blocco per appunti in mano. Ma poi hai lottato
come una tigre per venire fuori.
Non volevo buttarmi in acqua. Una goccia mi scivola
su un ricciolo, per poi cadere sulla guancia. Io... credo
di essermi addormentata al volante.
Ti sei addormentata? Se ti facessi un test per il tasso
alcolico che cosa mostrerebbe?
Non mi stupirei se la Strega si fosse fatta un paio di
bicchieri prima di buttarsi nel fiume, ma mi sento decisamente
sobria, in modo quasi brutale. Sono pulita, lo
giuro. Ma ho passato un sacco di notti in bianco e...
Sei fortunata a non aver ferito nessuno. Il poliziotto
sembra credermi, ma comunque si allontana per prendere
l'etilometro. Tienilo forte. Chi possiamo chiamare
perch venga a prenderti?
Il mio telefono, se ce l'avevo con me al momento dell'impatto,
adesso  in fondo al fiume, completamente distrutto.
Allora do ai poliziotti il mio numero di casa, ma
non risponde nessuno e cos sui due piedi non ricordo
altri numeri, quindi accettano di darmi un passaggio.
Se saranno tutti fuori, comunque, so dov' la chiave di
riserva.
O almeno so dov' nel mio universo. Ma questo sembra
molto simile. Le targhe sono tutte della California,
e anche se non ne ho l'assoluta certezza, sono sicura di
aver gi visto questa zona. Non pu essere troppo lontana
dalla nostra casa di Berkeley. Perfino questo maglione
ce l'ho anche a casa.
Un universo neutrale, aveva detto Conley. Non destinato
alla distruzione, dove non c'era bisogno che questa
Marguerite morisse. La Strega ha cercato lo stesso di
ucciderla.
Conley mi ha mentito? Non ha mai esitato a farlo,
quando gli faceva comodo. Questa volta, per, credo che
dicesse la verit.
Credo che la Strega abbia cercato di uccidere questa
Marguerite... solo per divertimento.
Alla casa madre Paul mi ha detto che la definisce una
forma d'arte. Quello che per me sono i pennelli e i colori,
per lei sono la manipolazione e l'omicidio.
E io so, dal profondo del mio cuore e dalle esperienze
di tante altre Marguerite, che non rinuncer mai alla
mia arte.
Quando arriviamo a casa, la macchina della mamma
 l parcheggiata, ma la cassetta delle lettere straborda,
come se non la controllasse da giorni. Il poliziotto che
mi ha accompagnato aggrotta la fronte. I tuoi sono in
viaggio?
Partecipano a un sacco di convegni accademici.  la
verit, anche se si ricordano sempre di bloccare la posta.
Be', si vede che stavolta se ne sono dimenticati. Sollevo
uno dei vasi di fiori e vedo la chiave di riserva al
solito posto, un po' sporca di terra. Visto? Sono a posto.
Il poliziotto mi accompagna dentro, mi d un atto di
citazione e mi dice di presentarmi alla stazione di polizia,
domani, per parlare della faccenda. Anche se non
credo di essere in guai seri, sospetto che nel futuro di
questa Marguerite ci sia una sospensione della patente.
Ma non le importer. Non quando me ne andr e lei si
ricorder di quello che  successo, e di che cosa stava
per succedere. Usare Uber per sei mesi  un prezzo basso
da pagare rispetto all'annegamento.
Quando la volante finalmente si allontana, mi chiudo
la porta alle spalle e vado verso la mia stanza. Mentre
mi guardo intorno, il mio passo rallenta. Questa  casa
mia, per c' qualcosa che non va.
Qualcosa di molto grave.
Le piante della mamma, il suo orgoglio e la sua gioia...
stanno morendo. Alcune sono gi morte. Le foglie
sono diventate marroni e si sono arricciate ai bordi per
mancanza d'acqua. Quella vista mi sconvolge cos tanto
che mi volto per andare a prendere l'innaffiatoio, ma
poi penso Prima fatti una doccia e mettiti qualcosa addosso.
Sono ancora avvolta nella coperta argentata, sotto
la quale non c' molto.
Poi sento la voce della mamma provenire dalla sua
camera. Chi ?
Mamma? Stavi dormendo? Non ha nessun senso.
Ho avuto un incidente... io sto bene, ma la macchina 
affondata...
Mi si spegne la voce quando vedo la mamma che si
trascina verso di me. Non  mai stata una modaiola,
usa maglioni che hanno quasi la mia stessa et e a
quanto ne so  allergica al trucco. Ma i pantaloni della
tuta sformati e la maglietta che indossa sono luridi e
macchiati di cibo, e sembra che non si lavi i capelli da
almeno una settimana. Marguerite? Che cosa  successo?
Credo di essermi addormentata al volante.
Questo dovrebbe scuoterla e farla uscire dal suo torpore.
Correr da me, mi riempir di domande su traiettorie
e velocit e mi accarezzer i capelli, dicendomi di
fare un bagno caldo.
Invece si infuria. Non ti sforzi neanche di stare attenta!
Mi urli dietro perch non mi prendo cura di me
stessa e poi combini una cosa del genere?
Non l'ho fatto apposta! Mia madre  una persona
cos tranquilla che non mi  quasi mai capitato di affrontarla
in questo stato di collera. Forse non mi  capitato
proprio mai. Ha negli occhi una luce febbrile e all'improvviso
ho paura. Non di lei, ma per lei. Perch
chiunque sia questa persona instabile, non  la Sophia
Kovalenka che conosco. Mi dispiace, mamma. Mi dispiace.
Io... vender dei quadri, magari, comincer a ripagarti
la macchina...
Certo. Andr tutto bene, non appena tu ricomincerai
a dipingere e io torner all'universit. La macchina
nuova sostituir perfettamente la vecchia. Il suo sorriso
 amaro.  questione di giorni, ormai.
Che cosa posso dire? Mi far perdonare. Posso farlo.
Trover il modo.
Allora lei mi abbraccia, e mi accorgo, sconvolta, di
quanto sia magra. Siamo entrambe scarne, ben oltre il
livello del "fisico da modella", pi nell'area in cui i medici
ti fanno domande sull'anoressia anche quando vai a
farti la vaccinazione per l'influenza.  la nostra costituzione.
Ma la mamma ha perso troppo peso anche per i
suoi standard, al punto che non pu che farle male alla
salute. Mi dispiace, tesoro mormora contro i miei capelli
bagnati. Mi dispiace. Lo sai che ti voglio bene.
Anch'io ti voglio bene. Per quanto sia vero, lo dico
soprattutto perch credo che abbia bisogno di sentirlo.
Se ti succedesse qualcosa...
Non succeder. Te lo prometto. Vedi? Sto bene. Cerco
di sorridere per lei.
Ma la sua espressione si incupisce. Non puoi promettermi
che non succeder niente. Nessuno pu fare una
promessa del genere.
Restiamo a guardarci per qualche lungo, terribile secondo,
fino a quando io dico: Devo fare una doccia.
E metterti dei vestiti asciutti. Per un fuggevole attimo
sembra quasi tornata in s. Poi dormiremo un po'.
Pizza mi trovo a dire. Pizza, poi a letto.
Okay. La mamma ritorna verso la sua camera. Forse
sta andando a prendere il telefono per chiamare il
servizio a domicilio, ma sospetto che dovr farlo io.
Perch la mamma ha un aspetto cos orribile e perch
ha reagito in modo cos strano alla notizia del mio
incidente d'auto? Come ha potuto lasciar morire le sue
piante? Non vedo equazioni sulla vernice scrivibile dei
muri, resta solo qualche traccia di quelle pi vecchie,
semplici ombre di polvere bianca. Qui non vengono Paul
e Theo, o qualsiasi altro ricercatore?
E dov' pap?
Non appena mi sar lavata e rivestita, devo cominciare a cercare le risposte a queste domande. Ma temo gi che non mi piaceranno.
Tutto quello che so  che questa versione di mia madre  la pi debole, la pi distrutta che abbia mai incontrato.
Se la Strega avesse ucciso questa versione di me, so gi che la mamma non lo avrebbe sopportato.
Eppure la Strega ci ha provato lo stesso. Anche in un mondo neutrale, senza nessun motivo di commettere azioni violente, nessun ordine di Wyatt Conley, la Strega ha cercato di uccidere.
...
.
...
Capitolo 19.
...
.
...
Basta una sola ricerca su Google per rivelare l'ombra che incombe su questa casa.
PROFESSORE UNIVERSITARIO MUORE CON LA FIGLIA DURANTE UN TENTATIVO DI RAPINA IN AUTO.
Pap e Josie erano nella macchina di pap, ma c'era
lei al volante. Questo nell'articolo  solo un dettaglio accessorio,
perch il giornalista non poteva averne colto il
significato. Se Josie fosse stata alla guida della sua
macchina, nessuno avrebbe cercato di rubargliela, perch
ai rapinatori non interessano i maggiolini gialli, che
la polizia pu individuare in pochi secondi. E se ci fosse
stato pap alla guida, avrebbe ubbidito senza fiatare agli
ordini dei rapinatori: sarebbe sceso, avrebbe fatto
scendere anche Josie, e avrebbe consegnato le chiavi.
Ma il carattere impulsivo di Josie (il suo modo di affrontare
qualsiasi rischio prendendolo di petto) l'ha resa
imprudente. L'articolo dice che si  rifiutata di lasciare
il veicolo, senza specificare in che modo. Qualsiasi
cosa abbia fatto, ha indotto l'aspirante rapinatore
ad aprire il fuoco.
La signorina Caine, 21 anni,  morta sul colpo. Il dottor
Caine  riuscito a parlare con i primi soccorritori, ma
ha perso conoscenza durante il trasferimento all'Alta
Bates Medical Center, dove  stato constatato il decesso.
Ormai dovrei essere abituata a trovare mondi in cui
uno o pi membri della mia famiglia sono morti.  successo
abbastanza spesso da permettermi di reagire meglio,
ma non  mai facile.
Se Josie aveva ventun anni quando  morta, significa
che  successo tre anni fa. Immagino che sia da allora
che la mamma  distrutta, devastata. Star ancora insegnando?
O  in congedo? Viviamo ancora nella stessa
casa, ma a giudicare dall'ammasso di posta non se la
sta cavando per niente bene.
Ed  questo che mi fa infuriare cos tanto.
Resto seduta nella mia stanza, con le ginocchia al
petto, a fissare lo schermo luminoso del portatile, dal
quale mi sorridono Josie, nella sua foto del diploma, e
pap nel suo ultimo ritratto per l'universit. Come ha
potuto la Strega cercare di togliere alla mamma l'unica
persona che le era rimasta? Mi sento gelare al pensiero
che mia madre avrebbe anche potuto suicidarsi. La
Strega l'avrebbe spinta a questo: stavolta ha attentato
alla vita di entrambe.
L'orribile crudelt di questo gesto supera qualsiasi altra
iniziativa della Strega, soprattutto perch, secondo
Conley, non c'era nessun motivo tattico per la morte di
questa Marguerite.
La Strega poteva aver goduto a perpetrare gli altri omicidi,
ma avevo sempre pensato che, almeno in parte,
lo facesse per riportare indietro Josie. Avevo sottovalutato
il suo sadismo. Non avrei mai creduto che potesse
cadere cos in basso.
Eppure, in qualche modo, devo riconoscere che io e la
Strega siamo uguali.
Tempo fa ho scoperto l'oscurit potenziale nell'animo
di Theo. Poi ho visto il lato oscuro che Paul nasconde
nel suo cuore. Ma alla fine sono io la pi oscura di tutti.
Una sola volta, nella mia vita, ho progettato di uccidere
un altro essere umano. Quando credevo che Paul
avesse ucciso mio padre, in quella prima ondata di odio,
rimpianto e dolore, avevo pensato seriamente di ucciderlo.
Ma perfino allora, quando  giunto il momento,
ho esitato - grazie a Dio, perch Paul era innocente e
pap era vivo. E comunque a guidarmi non era la forza
dell'odio, ma quella dell'amore per mio padre.  stata
quella a portarmi sull'orlo dell'omicidio, come nient'altro
avrebbe potuto fare.
E allora che cosa  stato a deformare un'altra versione
di me fino a farla diventare la Strega?
Alzo gli occhi alle pareti, come sempre decorate dai
miei dipinti. Per questa  una delle poche dimensioni
che ho visitato in cui non mi sono specializzata in ritratti.
Mi sono dedicata invece ai paesaggi, alle vedute
cittadine, perfino a qualche natura morta con vasi e
frutta, questo genere di cose. Il lavoro sui colori di questa
Marguerite dimostra molta profondit, cos come la
sua resa della luce: potrei imparare qualcosa da lei. Ma
riesco a sentire il dolore che l'ha portata a evitare di ritrarre
volti umani.
Con un sospiro mi lascio ricadere sulla poltrona. Probabilmente
ho fatto tutto ci che potevo per questa mia
versione alternativa, e di certo non voglio restare in
questo universo deprimente un minuto di pi. Mi spiace
lasciare la mamma in questo stato, ma non posso recuperare
pap e Josie per lei. E un'altra Marguerite fra
poco si trover in pericolo.
Prendo il Firebird e cerco di saltare. Niente.
La stanchezza si impossessa di me, nel corpo e nello
spirito. Fisicamente mi fanno ancora male i muscoli per
la mia fuga disperata dalla macchina, e i lividi che ho
sui fianchi e sulle ginocchia hanno cominciato a pulsare.
Emotivamente sono cos provata che non credo mi
importerebbe neanche se la casa andasse a fuoco.
A letto, mi dico. Subito. Metter la sveglia pi o meno
ogni tre ore, cos potr continuare a tentare e fare il salto
al pi presto. Ma poi mi ricordo che il mio telefono 
affondato nel fiume, insieme alla mia macchina. Grandioso.
Nella mia dimensione, Josie mi ha regalato una sveglia
rosa di Hello Kitty per il mio sesto compleanno.
Non c' niente di pi fantastico, quando hai sei anni.
Josie era orgogliosa di avere scelto un regalo cos bello,
e la sveglia  rimasta fra i miei tesori fino a ben oltre
l'et in cui consideravo Hello Kitty "il mio stile". Anche
dopo averla rimpiazzata con il mio iPhone, non l'ho buttata
via.  ancora in fondo al ripostiglio, la uso per metterci
sopra i cappelli invernali fatti a maglia.
Se Josie mi ha regalato la sveglia anche in questa dimensione,
allora Hello Kitty verr richiamata in servizio.
Mi trascino al ripostiglio e accendo la luce per cominciare
a frugare, poi mi blocco.
La cartelletta con i miei lavori  incastrata sul fondo,
accartocciata come carta straccia, e i miei vecchi dipinti
sono sparsi per terra. Aggrottando la fronte, mi inginocchio
per studiarli. La prima occhiata mi gela il sangue.
 un ritratto di Josie... con gli occhi grattati via.
Li guardo uno per uno: in tutti il danno  sempre lo
stesso. Josie, pap, la mamma: a ogni ritratto mancano
gli occhi, la bocca o entrambe le cose. Le mutilazioni
rendono i loro volti vuoti e spettrali, roba che ci si aspetta
di vedere sulle locandine dei film dell'orrore. All'inizio
mi chiedo se questa Marguerite abbia fatto una
scelta artistica, sfregiando i suoi vecchi quadri come
simbolo della distruzione della propria famiglia. Ma poi
vedo le minuscole scaglie di vernice sul pavimento del
ripostiglio. No, questo risale al massimo a un paio di giorni fa.
In altre parole,  stata la Strega.
Per ultimo trovo un autoritratto, molto simile ai primi
tentativi che ho fatto a casa. In questo dipinto indosso
addirittura una maglietta a fiori blu che ho ancora.
Ma il viso  completamente sparito, grattato via con
tale violenza che il coltello della Strega ha bucato pi volte la tela.
Odia se stessa pi di quanto odi chiunque altro. Seduta
a gambe incrociate sul pavimento del ripostiglio,
in mezzo a file di scarpe, esamino ognuna delle facce.
Perch li odia? Semplicemente perch odia tutti? Forse
qualcosa  andato storto durante la gravidanza e il mio
cervello non si  sviluppato in modo normale. La Strega
potrebbe essere una psicopatica, solo il guscio di un essere umano...
Ma  una risposta troppo facile, che mi giustifica. Se
voglio battere la Strega al suo stesso gioco, devo arrivare
a comprenderla. E questo significa che devo smetterla
di barricarmi dietro tutte le differenze fra noi due.
Devo affrontare la stessa oscurit che Theo ha dovuto
riconoscere. La stessa contro cui sta lottando Paul, anche
in questo momento. Devo guardare bene la Strega e
capire che cosa abbiamo in comune. Devo scoprire in che cosa siamo uguali.
Cerco di immaginare di essere la ragazza della casa
madre. Essere me, l, in quella megalopoli pericolosa e
ossessionata dalle apparenze, la figlia di due degli inventori
pi importanti del mondo. Che effetto pu avermi
fatto tutto questo? Non vedo come avrebbe potuto fare
di me un'assassina, ma riconosco che possa avermi
reso presuntuosa o vanitosa. Posso anche capire che mi
abbia distolto dalla pittura, o che l'abbia sminuita ai
miei occhi. Nel mio mondo, mamma e pap mi hanno
sempre incoraggiato: mi hanno comprato tele e pennelli,
hanno convinto i professori di arte della loro universit
a lasciarmi assistere ai seminari di tecnica, e non
mi hanno mai fatto domande del tipo Ma come ti guadagnerai da vivere?
Alla casa madre, per, i soldi non significano soltanto
potere, ma anche virt. Tu sei quello che produci. O sei
monetizzabile o non vali nulla.
E quindi la Strega sar stata sempre trascurata, sottovalutata.
E quando la Triad ha scelto Josie per diventare
il viaggiatore perfetto del loro universo, e Wyatt
Conley si  addirittura innamorato di lei... deve essersi
sentita completamente invisibile.
Non  una giustificazione. Non  neanche una spiegazione.
Ma a un livello fondamentale, inesprimibile, so di
aver finalmente visto qualcosa nel suo spirito che potrei
avere anch'io.
I dipinti rovinati sparsi sulle mie gambe mi guardano
senza espressione. Quando Josie  morta, sia i miei genitori
che Conley sono stati presi dall'ossessione di recuperare
i frammenti del suo spirito, perch erano convinti
di poterla riportare indietro. Si sono buttati in
questa cospirazione interdimensionale e hanno deciso
di distruggere altri universi. Dopo la sua morte, Josie
ha eclissato l'altra me ancora pi completamente che da viva.
Il Paul della casa madre mi ha detto che la mia controparte
era la sostenitrice pi accanita della Triad. Il
Theo della casa madre, in modo meno educato ma forse
pi accurato, l'ha definita una stronza. Adesso capisco
che lei fa tutto il possibile per dimostrare di essere pi
coraggiosa, pi spietata, pi inarrestabile di quanto Josie
sia mai stata, e tutto per delle persone nei cui confronti
deve avere un rancore profondo.
Se dovesse vincere, che cosa ci guadagner? Che Josie
ritorni in vita e la metta in ombra di nuovo.
Un attimo. L'incidente  successo tre anni fa? Spalanco
gli occhi. Questo universo non era semplicemente un
luogo neutrale, scelto a caso -  l'universo dove  morta
la loro Josie. Arrivata qui, la Strega ha trovato la mamma
distrutta e in preda alla depressione. Ha visto che
questa casa stava cadendo a pezzi, anche se io c'ero ancora.
Invece di provare compassione, la Strega deve aver
pensato Visto, non le basto ancora. Non sono mai
stata abbastanza per lei. Quando si accorger di aver
perso anche me, allora finalmente le dispiacer.
 come se mi ritrovassi al volante di quella macchina,
a guardare verso l'acqua. Gliela far vedere, avr pensato
la Strega un attimo prima di schiacciare l'acceleratore.
Ci dev'essere qualcos'altro, ne sono sicura. Il godimento
della Strega per quello che sta facendo  ancora
incomprensibile e imperdonabile.
Ma sono arrivata alla radice del problema. So che cosa
la guida. Dietro la sua infinita malvagit c' un dolore
che non riesce a superare, per quanti universi possa
distruggere.
Forse verr un momento in cui potr usare questa
consapevolezza contro di lei.
So gi che dovr cominciare a reagire ai suoi attacchi,
a ogni occasione che mi si presenter.
Mamma? chiamo dirigendomi verso la sua camera.
Ci ho rimuginato per ore. Fuori il cielo si sta rischiarando,
si preannuncia l'alba. Mamma, alzati.
La sento borbottare oltre la porta: Marguerite?. La
prendo come un'autorizzazione a entrare, e lo faccio.
Quando vedo lo stato in cui  la stanza, per, me ne
pento. C' puzzo di panni sporchi, e l'altro lato del letto,
quello dove dormiva pap,  coperto da pile di volantini,
calzini arrotolati e un paio di piatti di carta usati. La
mamma si mette seduta in mezzo a quella spazzatura e
si gratta la testa. Tesoro, che cosa c' che non va?
Mamma, tu fai ricerche sulle dimensioni parallele,
vero? Sulle diverse realt quantiche?
Lei fa una smorfia costernata. Io... lo sai che sono in
congedo accademico...
Ma il tuo campo di ricerca  quello, vero?
Certo che era quello. Io e tuo padre ci lavoravamo
insieme. Adesso  seccata. Perch mi hai svegliato
per...
Si interrompe quando prendo la catena che ho al collo
e tiro fuori il Firebird. Mamma, io non sono la tua
Marguerite. Vengo da un'altra dimensione.
E questo che cosa dovrebbe essere?
Guardalo, mamma. Mi siedo sul letto accanto a lei.
Guarda il Firebird e dimmi che non l'hai fatto tu.
Che cosa diavolo... Le sue mani si chiudono sul
ciondolo e la sua bocca si spalanca.
Hai inventato il Firebird in diverse dimensioni, ormai.
Per il momento mi atterr alla spiegazione pi semplice.
Non so quanto possa sopportare, tutto insieme.
Io ho viaggiato in molte di esse, e alla fine il Firebird
mi ha portato qui. Mi ha portato da te.
Mia madre non dice niente. Resta seduta l a studiarlo,
senza aprire bocca - finch non emette un suono che
mi sembra un pianto. Ma quando mi guarda di nuovo,
sta ridendo. Ce l'abbiamo fatta dice, con le lacrime agli
occhi e un gran sorriso che le si allarga sulla faccia.
Per quanto magra e sporca,  di nuovo la mia mamma.
Io e Henry. Ce l'abbiamo fatta.
La abbraccio forte. Farai meglio a crederci.
Prima di colazione ho gi aggiornato la mamma sui
punti fondamentali. Anche se siamo entrambe sfinite
per mancanza di sonno, capisco che la mamma  di nuovo
sveglia, come non lo era pi stata dalla morte di pap
e Josie.
Ti sei comportata in modo strano negli ultimi due
giorni dice sorseggiando la sua tazza di t darjeeling.
Ma non avrei mai e poi mai sospettato una cosa del genere.
Hai mai lavorato con un ricercatore chiamato Paul
Markov, in questa dimensione? le chiedo. Oppure con
Theo Beck?
La mamma scuote la testa. Non faccio la relatrice
da... da allora.
Paul e Theo probabilmente hanno scelto altri dottorati
di ricerca, e altri mentori. Sei in contatto con qualche
ex studente che potrebbe lavorare su questo con
te?
Forse Xiaoting. Adesso  assistente a Yale. Volevo
chiamarla - lei mi ha scritto un'e-mail, ma io non mi sono
mai decisa a...
Cercala. La mamma ha bisogno della sua rete di
supporto. Un buon punto di partenza sarebbero sicuramente
Xiaoting e gli altri ricercatori che negli anni si
sono praticamente trasferiti da noi. Mettiti in contatto
con i tuoi ex studenti, tutti quelli che trovi. Presto potrai
costruire anche tu uno di questi. Quando sar finita,
vedr se Paul o Theo possono venire in questa dimensione
per qualche giorno e spiegarti tutto.
E se riesco a capire come comunicare con le altre dimensioni,
potrei riuscire a progredire ancora pi velocemente.
La sua espressione  malinconica. Non sar
come riavere Henry e Josephine, lo capisco. Ma anche
solo sapere come stanno... come starebbero, se fossero
qui... mi sembra di riuscire di nuovo a respirare. Come
se avessi smesso al momento della loro morte, ma non
me ne fossi resa conto fino a oggi.
La abbraccio forte, da dietro, e guardo di nuovo le
piante appassite, rinsecchite. Credo di non essere stata
molto brava neanch'io. Non  che non avrei potuto
prendere un innaffiatoio, una o due volte.
No. Ci siamo seppellite qui insieme. Immagino che
dovremo cercarci un'altra casa. Una senza... una dove
poter creare nuovi ricordi.
La sola idea di un trasloco la fa star male, lo so. Questa
casa  pi di un riparo, un posto dove immagazzinare
le nostre cose.  casa nostra nel senso pi profondo e
migliore del termine. Ma una persona pu avere pi di
una casa. Potrebbe essere una buona idea.
La mamma inspira dal naso, espira dalla bocca: segno
che si sta sforzando di andare avanti. Comincio subito
a lavorare sulla comunicazione interdimensionale.
E star attenta a eventuali visitatori.
Inventati una domanda di sicurezza, magari. Le altre
non potranno ricordare la risposta e, se dovr ritornare,
io ti dir subito chi sono.
Perch hai deciso di dirmelo?
Da ora in poi lo dir in tutti i mondi. Ho deciso.
Almeno in quelli dove non verrei mandata al rogo per
stregoneria. Voi avete il diritto di sapere che cosa sta
succedendo. E poi, pi universi si uniscono contro la
Triad, meglio .
Il Triadverso vero e proprio  gi sistemato. L Conley
ha tenuto per s tutto il potere e le conoscenze, e ora
 morto. Per quanto ne so, sono l'unico viaggiatore perfetto
rimasto nel multiverso.
Possiamo prendere l'iniziativa, penso. Possiamo cambiare
le cose. Raccontami ancora come stanno dice la
mamma. Un'ultima cosa.
Vediamo. Josie sta pensando di dedicarsi al surf agonistico,
ma solo part time, quindi non preoccuparti che
possa abbandonare gli studi. E pap era entusiasta all'idea
di prendere una di quelle macchine che si parcheggiano
da sole. In questo universo parcheggiava male
come nel nostro?
Probabilmente peggio. La mamma si gira verso di
me e mi scosta un ricciolo dalla faccia. Quando cercherai
di lasciare questa dimensione? Non voglio metterti
fretta, tesoro, ma non vedo l'ora di parlare di tutto questo
con la mia Marguerite.
Molto presto. Dovrei riprovare adesso. Tutti i miei
buoni propositi di continuare a tentare durante la notte
sono svaniti quando ho avuto quell'illuminazione sulla
Strega. Almeno le sue trappole pi elaborate richiedono
un po' di tempo per i preparativi, di solito.
Ancora una cosa aggiunge la mamma mentre prendo
in mano il Firebird. Non sottovalutare la tua volont,
Marguerite. O la sua.
Io annuisco e premo i comandi, aspettandomi che non
accada nulla... e poi riesco per un pelo a sostenermi alle
piastrelle prima di scivolare e cadere nella doccia.
Mi sfilo in fretta il Firebird e lo appoggio sul serbatoio
del gabinetto, l accanto. Ormai ha sopportato diverse
immersioni in acqua, e mamma e pap hanno cercato
di renderlo impermeabile, ma preferisco non rischiare,
se non  necessario. A quanto pare sono precipitata
in questa dimensione a met di uno shampoo,
quindi prima di tutto devo risciacquare.
Da un certo punto di vista mi sembra un tradimento
non aver potuto salutare meglio mia madre, nell'universo
di... Josie. Devo smetterla di confidare nella possibilit
di avere pi tempo per i saluti. Alla mamma sarebbe
potuto servire un altro abbraccio, qualche altra informazione...
qualcosa. Ma che cosa le sarebbe mai potuta
andare bene? Non potevo restituirle pap e Josie,
ma le ho dato il meglio che potevo: una speranza. Forse
le baster.
Per ora devo solo capire dove sono e perch, e che cosa
ha combinato la Strega questa volta. Anche se lavarsi
i capelli non  un'attivit cos pericolosa, la Strega
non avrebbe lasciato questa dimensione senza mettermi
in pericolo.
Questo bagno  veramente piccolo, penso uscita dalla
doccia, avvolgendomi un asciugamano sui capelli e asciugandomi
con l'altro. Come il bagno che avevamo nell'universo
della mafia, dove vivevamo a Manhattan. Ma
c' qualcosa nelle finiture (lo strano rubinetto affusolato,
il blu fuori moda delle piastrelle, il soffione della
doccia a dieci funzioni) che mi fa pensare di non essere
negli Stati Uniti. Infatti, quando cerco nel mobiletto
una crema anti crespo, le informazioni sull'etichetta sono
scritte sia in inglese che...  cinese? Giapponese? Be',
lo scoprir presto.
All'attaccapanni del bagno sono appesi una semplice
maglietta bianca, un paio di jeans e un kimono di seta
gialla ricamato con fiori e uccelli del Paradiso.  molto
simile a quello che aveva la mia controparte nell'universo
di Londra: era il suo unico capo di abbigliamento
che mi aveva fatto pensare di avere qualcosa in comune
con lei.
Il dolore alle mani - perdere la presa - il Tamigi sotto
di me...
Questa devo salvarla.
Mentre mi vesto, faccio il punto sulla mia condizione
fisica. Non ho ferite. La casa non sembra andare a fuoco.
Che cosa ha fatto la Strega? Poi nel cassetto del mobile
vedo un'altra cosa: un flacone di Tylenol. Lo scuoto
e scopro che restano solo una o due compresse.
Se voleva andare in overdose, non le avrebbe prese
tutte? Comunque non posso esserne sicura. Non mi stupirei
se la Strega sapesse esattamente quante ce ne vogliono
per causare un'overdose.
Per il momento mi sento bene, ma potrebbe volerci un
po' di tempo per sentire l'effetto del farmaco. I medici
potrebbero farmi una lavanda gastrica, se li avvertissi
adesso, se cominciassero in tempo?
Mi rimetto al collo il Firebird, raccolgo i capelli bagnati
in una crocchia e attraverso una casa che non ho
mai visto prima:  sorprendentemente grande, rispetto
al bagno minuscolo. Il pavimento  di teak e i muri sono
perfettamente bianchi. Seguo un suono di acqua corrente
e arrivo a un'enorme sala da pranzo, con mi tavolo
abbastanza lungo da accogliere la famiglia reale, ma ingombro
quanto il tavolo arcobaleno che c' a casa. Negli
angoli ci sono diverse piante in vaso, di specie un po' diverse.
Il bamb sembra andare per la maggiore, le sue
canne verde chiaro spuntano da vasi bassi e quadrati,
con sfumature color senape. Ehil? chiamo, dirigendomi
verso quella che sembra la cucina.
Hai deciso di piantarla con il muso e venire gi? 
la voce di mia madre. Mi sporgo dalla porta e la vedo,
con i suoi pantaloni da yoga verde t e una canotta con
le spalline incrociate. Sta risciacquando dei piatti, prima
di metterli in una lavastoviglie formato industriale
che sembra assurdamente grande in una cucina che per
il resto  normale. Mi sorride, senza traccia del dolore e
del rimpianto dell'ultimo universo, e all'improvviso vedo
quanto  bella la mamma quando  felice. Oh, Marguerite,
sei tu.
Immagino che Josie sia di sopra, di cattivo umore.
Gi. Ehi, ti ricordi quanto Tylenol c'era, in questo flacone?
Solo una o due compresse, credo. Perch?
La Strega non mi ha avvelenato, almeno non con queste.
Niente.
La mamma si rimette a lavare i piatti. Non so che
cosa  preso a tua sorella, stamattina: ha cercato di uscire
di nascosto, all'alba. Che cosa le sar venuto in
mente?
Conoscendo Josie, probabilmente cercava l'onda perfetta.
Per Josie  abbastanza grande da uscire di casa
quando le pare, e mamma e pap non proverebbero mai
a fermarla. Mmh. Qui ho una sorella minore? I ricordi
della testarda, insopportabile piccola Katya mi fanno
sorridere. Non ne ho idea.
Be', le ho detto che poteva scendere a cena, quindi
penso che la vedremo presto. Spero che sia riuscita a
calmarsi. La mamma sospira e sorride, chiudendo il
portello della lavastoviglie. Grazie a Dio perdete la calma
al massimo due per volta.
Mmh, okay. Quello che ha detto  un po' strano, ma
non vale la pena indagare. Devo capire che cosa succede
a questa Marguerite, non alla sua sorellina viziata. Prima
di spiegare a questa versione della mamma tutta la
storia, vorrei sapere esattamente che tipo di aiuto potr
chiederle.
Cos continuo a esplorare la casa. In cucina gli elettrodomestici
sono un po' bizzarri: o troppo piccoli o in
formato industriale, con gli spigoli arrotondati, e anche
qui il lavandino ha finiture un po' diverse, che mi dicono
che non siamo pi in California. Potremmo trovarci
in Asia, ma dove? Il tavolo della sala da pranzo naturalmente
 sommerso di documenti, pieni di equazioni
stampate o scarabocchiate che non mi diranno molto.
Un attimo, per... quello ...?
Prendo in mano il Premio Nobel, un pesante disco
d'oro zecchino. Il profilo di Alfred Nobel guarda in lontananza,
sperando che l'umanit lo ricordi per questo,
invece che per l'invenzione della dinamite. Mamma e
pap hanno gi vinto il Nobel anche nel Triadverso, il
che significa che questa  la seconda dimensione in cui
ho visto una delle onorificenze pi importanti per l'umanit
usata come fermacarte.
Hai avuto notizie da qualche dimensione alternativa,
ultimamente? chiedo alla mamma. Se l'hanno vinto
per aver inventato questa tecnologia, o almeno per aver
provato la loro teoria, sapr che cosa intendo e le mie
spiegazioni saranno pi facili.
Ma quando la mamma compare sulla soglia fra la cucina
e la sala da pranzo, ha la fronte aggrottata. Tesoro,
ti senti bene? Fa un passo avanti e mi mette una
mano sulla fronte. Hai chiesto del Tylenol. Ti  venuta
la febbre?
No, stavo solo... ti spiegher fra un attimo. Ovviamente
la mamma non ha idea di che cosa sto parlando.
Se non hanno vinto il Nobel per avere scoperto le
dimensioni parallele, per che cosa l'avranno vinto?
Potrebbero essere oceanografi anche qui, penso, spostandomi
in un grande soggiorno dove tutte le finestre
hanno pesanti tende bianche. Guardo fuori e vedo altre
piante di bamb in giardino. In lontananza c' un paesaggio
urbano. Magari mamma e pap si sono dedicati
alla matematica pura.
Il soggiorno  pi informale della sala da pranzo e alle
pareti ci sono moltissimi miei quadri. A quanto pare
faccio anche qualche scultura, a giudicare dalla mano di
argilla su uno degli scaffali. E sulla parete accanto alle
finestre vedo delle copertine incorniciate di riviste, con
le facce di mamma e pap. Una invece ha soltanto un
disegno, un'enorme doppia elica color acquamarina fra
due profili identici. In alto, sotto la testata, c' il titolo
in grassetto: L'ERA DEI CLONI.
Cloni?
Sono le sette dice una voce che mi suona familiare,
anche se in uno strano modo. Quindi  ora di cena, no?
Mi fai uscire di prigione o devo anche morire di fame?
Giro lo sguardo e vedo mia madre in sala da pranzo,
con le mani sui fianchi, davanti a una ragazza molto arrabbiata...
che sono io.
Prigione. La mamma sospira. Non  affatto stupita
dall'arrivo del mio doppio. Senti, non sei un po' troppo
cresciuta per...
Sai per che cosa sono troppo cresciuta? Per essere
trattata come una bimbetta che fa i capricci scatta l'altra
me. Ha una minigonna e una maglietta della stessa
sfumatura di blu.
A quanto pare non sei troppo cresciuta per comportarti
come tale ribatte la mamma. Io resto in piedi a
fissarle.
Siamo in due. Ci sono due copie di me. Ho una gemella
omozigote, oppure...?
Riguardo il titolo. L'ERA DEI CLONI. Ora faccio caso
anche alla scritta in basso, che dice QUELLO CHE LA
FAMIGLIA CAINE SIGNIFICA PER IL NOSTRO FUTURO.
Io sono un clone. Siamo cloni. In altre parole, in questo
universo, c' pi di una persona che il Firebird pu
riconoscere come me. Qui esistono pi versioni di me, il
che significa che pi di una Marguerite pu visitare
questo universo nello stesso momento...
Corro in sala da pranzo e fisso l'altra versione di me.
Come prevedevo, proprio sopra il collo della maglietta vedo la catenina del Firebird.
Quando faccio il mio ingresso, all'inizio  sorpresa,
sconvolta quanto lo ero io nel vedere lei. Ma poi ci arriva anche lei.
Finalmente io e la Strega ci incontriamo faccia a faccia.
...
.
...
Capitolo 20.
...
.
...
La Strega non esiterebbe a farmi del male.
La colpir io per prima.
Mi lancio su di lei, mandandola a sbattere contro il
muro mentre la mamma si mette a gridare. La Strega
cerca di graffiarmi la faccia e le sue dita si impigliano
nei miei capelli bagnati, cos li tira forte. Faccio una
smorfia e afferro il suo Firebird. Sento la catenina spezzarsi.
Lei mi spinge a terra, ma io ho il tempo di togliermi il
mio Firebird e di lanciarli entrambi nell'angolo, prima
che mi sia addosso. La Strega mi sbatte la testa sul pavimento,
forte, due volte. Poi io la prendo per i capelli e
do uno strappo di lato, abbastanza forte da farla ribaltare.
Marguerite! Victoire! La mamma si inginocchia accanto
a noi, cercando di mettersi in mezzo. Vi ha dato
di volta il cervello? Smettete subito questo...
La Strega mi lascia andare solo per il tempo necessario
a dare una violenta gomitata in faccia alla mamma:
vederla mi sconvolge tanto quanto sconvolge la mamma
subirla. Questo riguarda solo noi due! grida la Strega
a mia madre, che  rimasta sbalordita.
Quel momento di distrazione mi permette di rotolare
sopra la Strega e bloccarle le braccia sul pavimento.
Non credevi che ti avrei mai raggiunto borbotto mentre
cerco di impedirle di divincolarsi. Non avevi calcolato
questo mondo, ve... aaah!
La Strega mi morde selvaggiamente, affondandomi i
denti nella pelle, ma io non mollo la presa. La mamma
mi afferra nel tentativo di strapparmi via dalla Strega.
Ragazze! Ragazze! Ma che cosa vi ha preso?
Riesco a scrollarmi di dosso mia madre, ma solo per
un momento. Solo la verit pu fermarla. Mamma! Ascoltami.
Hai mai pensato a studiare il multiverso? Le
realt parallele?
La Strega spalanca gli occhi. Wow, che faccia strana
che ho quando sono stupita.
Alla fine la mamma dice: Molto tempo fa... durante
l'universit... perch me lo....
Io non vengo dal tuo universo. Faccio un cenno della
testa verso la Strega, che si sta ancora contorcendo.
E neanche lei.
Sei pazza! grida la Strega. Mamma,  diventata
una psicopatica. L'ho notato molto tempo fa, ma non volevo
dirlo. Adesso per ha perso del tutto la testa e tu
devi fermarla, mamma, altrimenti ci uccider entrambe!
Io non uccider nessuno prometto. Mamma, vai a
guardare i Firebird, i ciondoli che ho buttato nell'angolo.
Capirai che cosa sono!
Lo capir davvero? L'ha gi fatto, in passato, ma in
un universo in cui lei e pap avevano lavorato su quella
tecnologia per pi di dieci anni. Qui mia madre non 
neanche laureata in fisica. Il Firebird non la convincer
cos facilmente.
Ti butteranno in una cella imbottita e non ti lasceranno
andare mai pi. La Strega mi sputa addosso
queste parole. Sapevo che quando mi arrabbio divento
rossa, ma non avevo idea che le mie guance diventassero
cos paonazze, o che mi si formasse una ruga cos
profonda fra le sopracciglia. Ma il corpo della Strega emana
rabbia, come un'ondata di calore. Quella furia appartiene
soltanto a lei. Verrai rinchiusa in un manicomio
senza la tua stupida collana, e non ne uscirai mai.
Spero di riuscire a evitare di essere internata - o almeno
di far rinchiudere anche la Strega, insieme a me.
Per, solo in questo momento, mi rendo conto che non
ho idea di che cosa fare con la Strega, adesso che l'ho
presa. Non  che esista una prigione per i crimini contro
il multiverso.
Alzatevi, tutte e due. La mamma si  ripresa dal
suo sbalordimento, abbastanza da recuperare il suo piglio
da cosacco. Subito!
Io la guardo, sperando che capisca quanto sono spaventata.
Quanto  reale tutto questo. Non posso lasciarla
alzare, mamma. Se la libero, potrebbe ucciderci
entrambe, e non sto esagerando. Dico sul serio.
Visto? frigna la Strega. Ha le lacrime agli occhi,
probabilmente solo perch le sto tirando i capelli, ma le
sfrutta come un'attrice consumata.  pazza. Mamma,
sono cos spaventata...
Piantatela ripete la mamma. Non ha ancora fatto
un passo verso i Firebird, nell'angolo. Invece comincia
ad arretrare verso il tavolo, dove probabilmente c' il
suo cellulare, sommerso dalle carte. Dico sul serio.
Poi sentiamo la porta che si apre e un rumore di passi
che si avvicinano. Sar pap, oppure Josie. Uno di loro
creder alla storia dei Firebird? Oppure la Strega avr
finalmente l'occasione di far rivoltare tutti contro di
me?
Dalla sua posizione la mamma vede il corridoio e fa
un sospiro di sollievo. Oh, grazie a Dio. Aiutami con
queste due.
Non preoccuparti, Sophia dice Theo entrando.
Theo. Le immagini orribili dell'ultima volta che ho visto
il suo viso mi invadono la mente: il Theo del Triadverso,
insanguinato e agonizzante, fra i rottami della
sua macchina sportiva. Questo Theo, qualunque sia, ha
le stesse Converse ai piedi, la stessa maglietta finto
vintage dei Beatles e la stessa barbetta sul mento.
Quando vede due Marguerite sul pavimento, sbianca.
Allora noto la catenina del Firebird intorno al suo collo.
Non  un Theo qualunque,  il mio Theo.
Sussurra: Che cosa diavolo....
Siamo cloni gli dico. Siamo cloni e quindi possiamo
essere qui contemporaneamente.
L'ho seguita fin qui e adesso vuole uccidermi! grida
la Strega, cambiando istantaneamente strategia.
Tu sai di che cosa stanno parlando? chiede la mamma,
ma nessuno le risponde.
Theo fa una pausa, chiude gli occhi riflettendo intensamente,
poi chiede: Qual  la cosa pi imbarazzante
in assoluto che ci  capitata nell'universo in guerra?.
La Strega si limita a fissarlo. Io dico: Ritrovarci a
letto insieme.
Scusa? La mamma impallidisce.
Non  come sembra! Theo solleva le mani. Cio, in
realt  come sembra, ma non fra me e Marguerite - o
fra il tuo Theo e la tua Marguerite, almeno per quanto
ne so...
Sono entrambi pazzi ringhia la Strega, ma sa che
sta per essere scoperta. Si agita sotto di me fino a farmi
temere che possa sbilanciarmi, ma Theo si siede sulle
sue gambe e lei emette un gemito, sconfitta.
Okay dice Theo. Per prima cosa, Sophia, anzi dottoressa
Kovalenka, comunque mi rivolga a te in questa
dimensione, dobbiamo parlare delle dimensioni parallele.
Gliel'ho gi detto intervengo. Ma tu riesci a convincerla?
Magari con la matematica?
Theo mi fa un sorriso radioso. Pronti con un bel giro
di matematica molto convincente.
Mezz'ora dopo, la Strega  legata a una sedia, il tavolo
da pranzo  coperto da una cinquantina di nuove
equazioni e il cervello di mia madre  decisamente in sovraccarico.
 incredibile. Si siede e lascia vagare lo sguardo nel
vuoto. Non credo di aver mai stupito mia madre con un
argomento scientifico due volte nello stesso giorno. Mio
Dio. Henry sar fuori di s.
So come ci si sente dico lanciando un'occhiata alla
Strega, che  letteralmente fuori di me. Da parte sua,
lei ha deciso di ignorarci tutti. Ha alzato il mento, come
un soldato prigioniero che non intende rivelare altro
che il suo nome e il numero di matricola.
Non che qualcuno di noi le abbia chiesto qualcosa.
Guardo Theo che sta confrontando il suo Firebird con
quello dell'universo in guerra.  un po' rozzo, ma
l'hanno costruito in pochissimo tempo. Sono colpito.
Io invece gli sono grata dico. Senza quello sarei
morta insieme all'universo di Roma.
Gli occhi scuri di Theo incontrano i miei per un momento,
poi si rivolgono di nuovo ai Firebird. Se pu
consolarti, pensiamo che sia l'unica dimensione che la
Triad ha distrutto, finora.
Un po' s. Ma non molto.
Henry voleva studiare fisica dice mia madre trasognata,
prima che ci conoscessimo, a Oxford. Poi  passato
alla genetica, pi che altro perch potessimo seguire
gli stessi corsi.
Questa volta vi siete conosciuti all'universit? Un
po' banale. Preferisco il mio universo, dove i miei genitori
hanno legato grazie alle strambe teorie che condividevano,
molto prima di incontrarsi di persona. Nella
mia dimensione tu invece hai studiato alla Sorbona.
Ah, questo spiega tutto. Scuote la testa ed  di nuovo
se stessa. Spiega un punto di divergenza nelle due
realt. Ma questa cospirazione che mi avete descritto,
la minaccia rappresentata da questa Triad - come facciamo
a difenderci?
Uomo avvisato mezzo salvato. Theo fa un cenno della
testa verso la Strega. L'altra met del salvataggio
verr rendendo il vostro universo sufficientemente asimmetrico,
in termini di rapporto materia-antimateria.
Posso farlo con il mio Firebird e uno stabilizzatore che
possiamo mettere insieme in quattro e quattr'otto.
Ma come faranno loro? Faccio un gesto verso il muro
con le riviste piene di titoli sui cloni. Non  il loro
campo.
E neanche il mio, in questo universo. A quanto pare
a questo giro mi sono buttato sulla genetica. Comunque
io e Paul dovremmo riuscire a spiegargli tutto. Theo
prende il cellulare e inserisce il codice di accesso, lo
schermo scivola su un'immagine di Paul, accanto ai
suoi riferimenti. Stupita, gli chiedo: Come facevi a sapere
il codice di accesso?.
 lo stesso che ho a casa... ehm, il compleanno di
mia madre. Theo sembra imbarazzato a dover mostrare
questo suo lato sentimentale, ma poi prosegue. 
sempre un sollievo trovare un "Markov" fra i contatti in
un nuovo universo, vero? Sarei ancora pi sollevato se
riuscissi davvero a parlare con lui. Finora non ho avuto
fortuna, neanche con i messaggi, ma immagino che si
far vedere da un momento all'altro.
Paul? La mamma si illumina, senza dubbio entusiasta
di riuscire a capire di nuovo qualcosa. Oggi  andato
a fare un'immersione. Comunque il sole sta tramontando,
quindi dovrebbe tornare presto.
Immersioni subacquee? Forse  questo che fa Paul
quando vive in luoghi che non hanno montagne da scalare.
Ma dove siamo? In che nazione?
La mamma batte le palpebre. Ma certo... non puoi
saperlo. Siamo a Singapore, tesoro.
Singapore? Io e Theo ci scambiamo un'occhiata e lui
dice: Quel posto dove si pu essere frustati per aver
masticato una gomma, vero?.
In realt la legge non  cos draconiana. La mamma
fa una pausa. Ma non di molto. Fai del tuo meglio per
comportarti bene. Il lato positivo  che c' molta sicurezza...
almeno per quanto riguarda le minacce conosciute.
La Strega, ovvero la minaccia precedentemente sconosciuta,
continua a ignorarci tutti.
Secondo la mamma, lei e pap stamattina sono stati
svegliati dal rumore di Victoire (alias il clone in cui 
saltata la Strega) che cercava di sgattaiolare fuori di casa.
Non avevano idea del perch volesse farlo, ma l'hanno
messa in punizione fino all'ora di cena e l'hanno fatta
restare in camera sua per tutto il giorno. Aveva un
bagno, un accesso a Internet e il cibo che le hanno portato,
quindi i miei genitori non l'hanno rinchiusa in una
specie di gulag, ma quando la mamma ci racconta questa
parte della storia, la bocca della Strega si contorce
in una smorfia. Senza dubbio ha sfruttato il tempo per
fare una ricerca sui metodi pi efficaci per suicidarsi, in
un modo che avrebbe potuto finirmi insieme a lei.
Ma dato che si  svegliata cos presto e che  rimasta
al piano di sopra, la Strega non ha visto le altre, o le copertine
delle riviste. Quando ha sentito altre voci in casa,
avr concluso che fossero semplicemente altre sorelle,
che esistevano solo in questo universo. Non aveva idea
di essere un clone, e quindi non ha sospettato il pericolo
fino al preciso istante in cui mi ha visto.
Volto la testa e vedo che Theo sta studiando me, invece
del Firebird. Ha notato la mia reazione affascinata e
terrorizzata davanti alla Strega. Quando gli sorrido, mi
dice: A proposito, di solito la tua faccia non ha affatto
quell'aspetto. Laggi c' un bel problema di sovraccarico
del lato scontroso.
Anch'io posso essere scontrosa rispondo, ma sappiamo
entrambi che lui si riferisce a qualcosa di pi profondo
e oscuro. Tu probabilmente stai meglio, eh? La
cura per il grimaldello sta funzionando. Poi riconsidero
il mio ottimismo. Oppure  che... avevi bisogno di stare
in un corpo pi sano per un po'?
Il trattamento contro il grimaldello mi sta aiutando.
Theo fa un respiro profondo, come per liberarsi di
quella paura. Ci vorr del tempo ma, s, credo che torner
quello di prima. Ma non posso negare che  una
bella sensazione, ritrovarmi in una versione di me che
non ha mai dovuto toccare quella roba. Probabilmente
qui mi alleno regolarmente: cos ho degli addominali
perfetti, senza nessuna fatica. Soddisfatto, si passa
una mano sul ventre tonico. Nonostante tutto mi metto
a ridere, e vengo ricompensata dal suo sorriso pi affettuoso.
Poi si rivolge alla mamma. Sophia, pensi di poter
tenere d'occhio... com' che l'hai chiamata?
La mamma dice: Victoire nello stesso momento in
cui io dico: La Strega. Poi ci guardiamo e la Strega
sbuffa, esasperata.
Senza battere ciglio, Theo dice: Puoi tenerla d'occhio?.
Certo. Non avrei potuto gestire una casa abitata da
otto adolescenti senza sapere come metterle in riga. La
mamma si butta i capelli indietro, di nuovo concentrata.
Ma io non riesco a capacitarmi... Otto?
Abbiamo provato con quattro coppie di gemelle, pensando
che forse due o tre bambine sarebbero sopravvissute.
La mamma alza le spalle. L'esperimento ha superato
le nostre pi rosee speranze.
Theo ha l'aria di essere sbalordito quanto me. E le
altre?
Quasi tutte volevano andare a vedere un film, credo
il nuovo Star Wars dice con un vago gesto della mano.
La cultura pop non  fra i suoi interessi principali.
Henry le ha accompagnate. Dovrebbero tornare fra
una mezz'ora.
Non ci metter molto promette Theo. Fa un cenno
della testa verso la porta, io mi alzo in piedi e lo seguo.
Uscire  come prendersi uno schiaffo caldo e umido.
La nostra casa sembra anche pi grandiosa di quanto
credessi:  una villetta a un solo piano, di stucco bianco,
almeno due volte pi grande della nostra casa sulle colline
di Berkeley. Eppure sembra piccola rispetto ai
grattacieli che si vedono pi avanti, a dozzine, alcuni
cos futuristici che potrei immaginarli anche nell'universo
di Londra o perfino alla casa madre. Lungo la
strada, su cui sfrecciano auto compatte, ondeggiano delle
palme e in lontananza vedo un treno sopraelevato
che scivola sulla sua monorotaia, una sagoma scura
contro il tramonto. Risistemo i miei capelli scompigliati,
ancora non del tutto asciutti, nella crocchia che la Strega
aveva distrutto, in modo da non sembrare una specie
di fuggiasca, se dovesse passare qualcuno di quei famosi
poliziotti sempre all'erta.
Che cosa c'? chiedo a Theo non appena chiude la
porta. C' qualche problema a casa, qualcosa che sta
facendo la Triad che non volevi dire davanti alla mamma?
Stavo per chiederti la stessa cosa. Theo si appoggia
alla porta. Mi guardi come fossi un cucciolo che devi
abbattere. Che cosa  successo?
All'inizio vorrei inventarmi una bugia, ma perch?
Theo  abbastanza forte per sopportare la verit. Lo
guardo negli occhi e dico: Tu mi hai ucciso, e poi sei
morto per me.
Theo ascolta a bocca aperta il mio racconto di ci che
 successo nell'universo dell'Egitto e poi nel Triadverso.
Conley ha pensato che se ti avesse ordinato di uccidermi,
ti avrebbe obbligato a vedermi come una nemica
concludo. Ma si sbagliava. Quando il Theo del Triad-
verso ha dovuto affrontare quello che stava realmente
facendo, quando ha dovuto toccare con mano la verit -
non ha pi potuto andare avanti. Finalmente si  rivoltato
contro Wyatt Conley, e credo che abbia annientato
la minaccia rappresentata da quell'universo.
Ges. Theo si passa una mano nei capelli a spazzola,
tagliati alla moda. Non so che cosa dirti. Non so come
fai a guardarmi.
Posso guardarti perch non eri tu. Gli tocco la spalla.
Le nostre scelte sono la cosa pi importante. E tu
hai sempre scelto di aiutarmi e proteggermi.
Theo fa un sorriso storto. E Paul? Come sta?
Non l'ho pi visto dopo l'universo dello Spazio. Ci
siamo lasciati male. Faccio un respiro profondo per affrontare
la questione. La frammentazione ha confuso
la mente di Paul - in senso letterale. Gli abbiamo fatto
una TAC e il tracciato che abbiamo ottenuto sembrava
un vetro infranto. Uno degli altri Paul mi ha detto che
ci si potrebbe riprendere da una frammentazione, o almeno
compensarla, ma che bisogna provarci. Per provarci,
bisogna crederci. E Paul non ci crede.
Fratellino. Theo fa un gemito e d un lieve colpo
con il retro della testa contro la porta. Non preoccuparti,
Marguerite. Riuscirai a convincerlo, alla fine.
Lo spero. Come si pu disfare l'impianto di tutta
una vita? Paul  stato letteralmente cresciuto nella convinzione
che l'amore incondizionato non potesse esistere,
e io non so come persuaderlo del contrario.
Stanne certa. Gli occhi scuri di Theo, malinconici e
rassegnati, incontrano i miei. Sarai come una di quelle
matricole universitarie convinte di sposare il ragazzo di
cui sono innamorate. A parte tutte quelle altre che avranno
mollato i loro fidanzati lontani dopo qualche
mese appena. Ma tu e Paul ce la farete.
Theo...
Mi stai guardando come se fossi troppo distrutto per
potermi riprendere. Si batte una mano sul petto, come
per esagerare l'importanza del suo dolore, anche se
riesco a sentire che sta davvero soffrendo. Fidati, Marguerite,
star benissimo. Ho spezzato la mia parte di
cuori, quindi me la sono cercata.
Nessuno si merita un cuore spezzato. Tutti meritano
di essere amati.
Il suo sorriso vacilla, ma solo per un momento. Io sono
amato. Solo, non nel modo in cui speravo. Giusto?
Giusto.
Ecco quello che succeder. Andr a fare il post dottorato
da qualche altra parte, in un'universit lontana
dalla California, lontana da tutti voi. Io, te e Paul ci
sentiremo ancora via Skype, e ci messaggeremo, anche
se un po' meno di frequente. Io passer un po' di tempo
a compiangermi e ad ascoltare musica emo, poi ne passer
altro a sballarmi alle feste e probabilmente ad andare
a letto con le persone sbagliate, e finalmente, un
giorno, incontrer una donna che mi far sentire davvero
felice di non averti avuto. Perch lei sar per me
quello che Paul  per te, no? Sar quella giusta.
S, sar cos. Le parole mi escono rauche, strozzate
dal groppo che ho in gola.
Theo continua: Un giorno verrete al mio matrimonio,
e io verr al vostro (ricordati che mi aspetto di fare il testimone),
e pi avanti finiremo per litigare su chi ha i
figli pi carini. Probabilmente saranno i miei, mi hai
guardato bene in faccia? Indica il proprio sorriso, che
si sta allargando. E ci allontaneremo ancora di pi, ma
io te e Paul... non perderemo mai i contatti.
Perch siamo amici, per sempre. Tiro su col naso e
cerco di ricambiare il sorriso. Come fai a essere cos
tranquillo riguardo a tutto questo?
Perch voglio che tu sia felice. Con me o senza di me,
in qualsiasi modo. Theo sospira. Questa  la differenza
fra volere una persona e amarla.
Grazie. Per tutto.
Non c' di che, davvero. E ora, un'ultima richiesta:
tutte quelle altre versioni di me riescono a baciarti.
Vorrei baciarti una sola volta, per me stesso. Esita, e
la sua maschera di confidenza impertinente vacilla per
un attimo. Solo se per te va bene. Puntavo a essere
commovente, non patetico.
Ci sei riuscito... E lui mi prende il viso fra le mani.
Quando Theo mi bacia, lo fa in modo gentile, perfino
tenero, senza pretendere nulla. Ci abbracciamo, in questo
momento di quiete rubato al tempo, circondati dalle
correnti e dalle scelte che avrebbero potuto trascinarmi
via da Paul e farmi approdare alla spiaggia di Theo. In
infiniti mondi stiamo insieme, le nostre altre versioni si
amano con la sensazione di avere un proprio destino,
perfetto e incrollabile.
Noi non viviamo in nessuno di quei mondi. Viviamo
in un mondo in cui Paul  il mio unico amore. Ma Theo
l'ha accettato. Si accontenta di essere qui con me, di tenermi
stretta per quest'unica volta.
Alla fine le nostre labbra si dividono. Ci sorridiamo.
Paul rimetter le cose a posto mormora Theo, sfiorandomi
lo zigomo col pollice. Torner da te.
Lo spero.
Il nostro momento malinconico viene interrotto all'improvviso
quando, entrando in casa, sentiamo la voce
della Strega. Loro non vi pagheranno niente. Noi possiamo
darvi tutto!
I soldi sono semplicemente un reperto ancora necessario
del tardo capitalismo. Vedendoci, la mamma raddrizza
la schiena. Oh, bene, siete tornati. Da quando
siete usciti ci sono stati dei tentativi di corruzione.
Non conosci per niente mamma e pap dico alla
Strega. Credevo che ormai avessi visto abbastanza loro
versioni da capire quanto scarso valore attribuiscano
alla ricchezza, di solito.
Credimi ribatte la Strega, so quanto poco gliene
importa.
Io mi fermo un attimo. Vorrei usare ci che so contro
di lei... ma non sarebbe possibile stabilire un dialogo?
Tiro fuori una sedia e mi metto di fronte alla Strega.
Pensi che mamma e pap non ti vogliano bene perch
sono cos sconvolti dalla perdita di Josie. Ma io so che
non  vero.
La Strega ride. Tu puoi permetterti il lusso del sentimentalismo.
Io invece vedo il mondo per come  davvero.
Tutte le Marguerite che hai ucciso... di solito abbiamo
una vita piuttosto felice, lo sai? Sar ancora possibile
raggiungere questa persona? O la sua anima  completamente
morta? Potrebbe essere cos anche per te,
se la Triad si facesse da parte. Ci sono modi per andare
avanti, anche dopo che  accaduto il peggio. La mamma
me l'ha dimostrato nell'universo di Josie. Pap ha
sopportato la perdita della mamma nell'universo della
Russia. E se io non avessi tirato avanti, dopo la presunta
morte di mio padre, avremmo potuto davvero perderlo
per sempre. Devono rinunciare a Josie.
La loro preziosa Josie  l'unica cosa che importa loro
ribatte la Strega. Perfino qui! Lei  la figlia che la
mamma ha avuto sul serio. A quanto pare invece noi
siamo state rifilate a delle madri surrogate. Siamo solo
delle riserve, non vedi?
La mamma, senza lasciarsi coinvolgere, incrocia le
braccia. Non si poteva certo pretendere che portassi a
termine una gravidanza di otto gemelle. Non sarebbe
stato sano, n per me n per voi. Le madri surrogate erano
tutte volontarie ed erano entusiaste del nostro esperimento.
Io cerco di farla tacere. Non  questo che le d fastidio.
Ascoltami adesso, Str... voglio dire, ehm, Marguerite.
Non puoi riparare le cose che hai fatto, ma puoi fermarti
qui. Puoi dimostrare ai miei... ai tuoi genitori che
hai tu il potere.
La Strega mi guarda confusa.  un po' meno ostile,
per, e questo mi d speranza.
Vedi, se ti fermi adesso, se ti rifiuti di fare altre cose
per la Triad, li obbligherai a riconoscere te e i tuoi sentimenti.
Sotto molti aspetti, non credo che la Strega si
meriti un lieto fine. Ma se farglielo ottenere significa
che altre dimensioni potranno sopravvivere, allora  un
prezzo che dovremo pagare. Potresti tornare a casa,
anche oggi stesso! Torna a casa e di' come ti senti veramente.
Ti ascolteranno.
Ma... La Strega sbatte le palpebre. Io non capisco...
Che cosa? Ho il cuore in gola.
Lei abbassa lo sguardo e dice: Perch sono legata a
questa sedia?.
Non c' da stupirsi che non sia pi ostile. Questa non
 pi la Strega,  Victorie.
Senza il suo Firebird non le  arrivato il promemoria.
Anche Theo ha capito, e spiega tutto a mia madre.
La Strega  stata, ehm... sommersa all'interno della
coscienza di tua figlia. Non torner finch il Firebird
non la risveglia.
Io sospiro e mi appoggio allo schienale della sedia. Ci
ero andata vicina... o no?
Mmh, sul serio dice Victoire con gli occhi spalancati.
Cos' questa storia della sedia?
La porta d'ingresso si apre e sento mezza dozzina di
voci che parlano contemporaneamente, a proposito di
Rey, Finn e Poe Dameron - e tutte quante sono la mia
voce.
Pap entra in sala da pranzo per primo, con una camicia
di lino bianco e dei pantaloncini cachi che enfatizzano
le sue gambette da pollo. A casa non mette mai i
pantaloncini, ma qui probabilmente il caldo ha avuto la
meglio su di lui. Ciao, ma che cosa succede?
E poi ci sono le altre me (altre sei), tutte con vestiti
che avrei potuto benissimo scegliere io, tutte con i capelli
ricci acconciati in modi che ho usato mille volte. 
come essere in una casa degli specchi al parco dei divertimenti,
con la differenza che tutti i riflessi sono perfetti.
Mia madre si alza. Marguerite, Theo, conoscete gi
Henry, e queste sono Elodie, Colette, Oceane, Giselle,
Estee e Amelie.
Pap incrocia le braccia. Perch mi stai presentando a una delle nostre figlie, e perch un'altra di loro  legata a una sedia?
Vorrei saperlo anch'io interviene Victoire.
Questa sar una spiegazione maledettamente lunga dice Theo.
E allora incomincia. Il tono secco della mia voce sorprende anche me, ma ora che vedo tutte le altre me nella stessa stanza, so che cosa bisogna fare. Devono capire perfettamente, perch devo chiedere il permesso di fare una cosa importante. Una cosa che devono comprendere a fondo, prima di accettare.
Theo mi lancia un'occhiata. La mamma chiede: Marguerite, che cosa vuoi dire?.
 ora di fare una riunione. Faccio un respiro profondo.
Di tutte le Marguerite. Ciascuna di noi. Finalmente ci incontreremo.
...
.
...
Capitolo 21.
...
.
...
Tre ore dopo, sono travolta dal frastuono delle mie stesse voci.
Tutte e sei.
Ti rendi conto che Theo ha perso la gamba sinistra
sotto il ginocchio? La Marguerite dell'universo della
mafia  cos furiosa che ha le lacrime agli occhi. Stringe
i pugni in grembo, sopra la gonna verde. Siamo tutte
sedute intorno al tavolo, sotto gli occhi esterrefatti dei
miei genitori e di Theo, e partecipiamo a un incontro
straordinario: una riunione di tutte le persone che potrei
essere. Avr bisogno di una protesi, e io adesso ricevo
tutte quelle inquietanti e-mail da un tizio della
mafia russa...
Io e Paul torniamo dall'Ecuador domani. La Marguerite
del Triadverso, vestita di arancione,  seduta
accanto a me ed  la pi tranquilla di tutte. Finora, per
quanto ne sappiamo, nessun altro alla Triad sa niente
di questa roba interdimensionale...
Ho uno spirito malvagio dentro di me dice Victoire,
ancora bloccata con la Strega. Tiratelo fuori.
Non prenderla male dice la Marguerite dell'universo
di Cambridge, che indossa una maglietta blu fiordaliso
e un sacco di collane lunghe. Mentre parla, con un
perfetto accento inglese, si sfrega il braccio sinistro.
Mamma e pap sono eccitatissimi di poter comunicare
con altri universi, ma dovevi proprio andare a fare le
coccole al ragazzo che mi ha menomato per sempre?
La Marguerite dell'universo in guerra ha un cappello
di paglia, un vestito rosa e la faccia scura. Sul serio,
Markov? Come far a spiegare tutto questo a Theo? Voglio
dire, al mio Theo. Lancia un'occhiata al Theo che
si trova in questa stanza, il quale strizza l'occhio alla
versione che ha scelto lui. Lei gli sorride radiosa.
La pi arrabbiata di tutte  la Marguerite dell'universo
dell'Oceano, vestita di nero, che urla: Hai distrutto
un sottomarino!.
Poi un'altra voce sovrasta il baccano e ci riduce al silenzio.
Fate silenzio, tutte quante.
Chiudiamo la bocca e guardiamo verso la persona seduta
a capotavola: la Granduchessa.
Ha una canotta cremisi e i riccioli sciolti sulle spalle,
ma anche in questo momento ha un aspetto pi regale
di quanto abbia mai avuto io con i suoi gioielli e le sue
pellicce. La postura perfetta della Granduchessa trasforma
la semplice sedia della sala da pranzo in un trono,
e l'autorit nella sua voce  innegabile. Da questo
momento in avanti, non c' dubbio su chi presieder
questa riunione.
Dovete tutte ascoltare questa Marguerite, che proviene
dal mondo di ombre chiamato universo di Berkeley,
poich  l'unica che possiede le conoscenze in grado
di aiutarci ordina la Granduchessa, con un lieve gesto
della mano. La questione delle sue azioni nei nostri
mondi verr affrontata in seguito.
Oddio. Mi sento schiacciata dal terrore. Come far a
guardare la Granduchessa in faccia e a chiederle perdono
per averla fatta rimanere incinta?
Ora procedi conclude la Granduchessa, con un cenno
della testa nella mia direzione.
Okay. Bene. Prima di tutto grazie per essere venute...
Io sono stata rapita! interviene la Marguerite dell'universo
dell'Oceano, ma subito la Granduchessa la
incenerisce con un'occhiata imperiosa e lei tace, imbarazzata.
Tesoro, ti abbiamo solo preso in prestito per un po'
dice pap con aria incoraggiante:  stato lui a fare il
salto nella sua dimensione. In ogni mondo, almeno uno
fra lui, la mamma e Theo poteva raggiungere la mia
versione alternativa: perfino nell'universo della Russia,
dove il chimico parigino Theodore Beck era gi andato a
trovare la sua amica nella sua residenza danese. All'inizio
avevamo solo due Firebird a disposizione, quindi potevamo
fare soltanto un viaggio alla volta. Poi, per, la
Marguerite del Triadverso e quella dell'universo di
Cambridge hanno contribuito con un Firebird ciascuna.
Per i promemoria basta far girare un Firebird fra tutte.
Proseguo. In qualsiasi modo siate arrivate qui, sono
felice che ci siate. Perch se vogliamo fermare la casa
madre, la dimensione che sta cercando di distruggerne
tantissime altre, dobbiamo tutti collaborare. So che alcune
di voi avevano gi cominciato aggiungo, con un
cenno alle mie tre versioni gi coinvolte: quella del
Triadverso, quella di Cambridge e quella dell'universo
in guerra. Ma dobbiamo essere tutte unite.
La versione dell'universo della mafia incrocia le braccia.
Vuoi dire che dovremmo semplicemente perdonarti?
Mi sento male. Non sarete mai obbligate a perdonarmi.
Dovete solo capire che, in questo preciso momento,
sto facendo tutto quello che posso per tenere tutte
quante voi al sicuro.
Non  cos terribile, quello che hai fatto dice quella
di Cambridge, sorprendendomi. Quando vede la mia espressione,
alza le spalle. Voglio dire, vorrei che non
fossi andata a casa di Paul, ma lui non era proprio il
tuo Paul, e mi ricordo come eravamo, prima... insomma,
 imbarazzante, ma lo capisco.
Non  cos terribile? Vallo un po' a dire a Theo
ribatte quella dell'universo della mafia.
Io sono proprio qui dice Theo, e anche se non sono
quello che dovr convivere con le conseguenze, sono
quello che ha preso i colpi. Quindi puoi credermi se ti
dico che quello che ci  successo quella notte non  stata
colpa di Marguerite. All'inizio non aveva idea che potesse
essere coinvolta la mafia russa. Non poteva prevedere
che cosa sarebbe successo. Quanto a me, sono io la
persona che ha deciso di buttarsi in una situazione pericolosa,
pur sapendo che lei era stata rapita. Se la colpa
di quello che  successo al tuo Theo  di qualcun altro,
oltre che dell'uomo che gli ha sparato, allora  mia.
Quella dell'universo dell'Oceano  ancora furibonda.
E allora chi ha distrutto il sottomarino?
In realt  stata un'ulteriore versione di me, ma adesso
 morto dice Theo. Quindi se speravi di fargli
causa, sei sfortunata.
Quella del Triadverso si appoggia allo schienale della
sedia e si porta le mani alle tempie. Mi fa male la testa.
Per la granduchessa questo sarebbe il momento perfetto
per parlare di quello che ho fatto a lei, per non lo
fa. Forse non  dignitoso per un membro della famiglia
reale parlare di queste cose in pubblico. Mi guarda e dice
soltanto: Se le interruzioni sono finalmente concluse,
puoi continuare.
Bene. Allora, prima di tutto dobbiamo assicurarci
che tutti i vostri universi vengano rinforzati, in modo
che non possano mai pi essere distrutti. Questo-processo
richiede un Firebird sollevo il ciondolo, anche se
ormai tutte le altre conoscono questo dispositivo,  uno
stabilizzatore, che non  difficile da costruire in una dimensione
tecnologicamente avanzata. Quelle di voi che
sono gi in comunicazione con altri universi hanno cominciato
a lavorarci. Nell'universo della mafia avete
tutte le conoscenze per poterlo fare, dovete solo realizzare
il progetto. Per il resto di voi, quelle che si trovano
in stadi tecnologici diversi, dobbiamo trovare delle soluzioni
alternative.
E noi da dove potremmo cominciare? dice la versione
dell'universo dell'Oceano. Io non ho queste conoscenze,
e nel mio universo non le hanno neanche i miei
genitori.
Ma i miei s. Cerco di pensare in fretta. Uno di loro
dovr venire nel tuo universo. Preferibilmente pap, la
mia versione di pap intendo: quando  stato rapito 
rimasto da voi per un mese e si ricorda ancora qualcosa,
questo potrebbe dargli un vantaggio dal punto di vista
della tecnologia.
Posso tornare a casa a dirglielo dice Theo, scuotendo
la testa con un sorrisetto beffardo. Sarebbe ora che
Henry cominciasse a fare qualche viaggio interdimensionale,
non credi?
Decisamente s. Mamma e pap hanno lasciato a
noi i viaggi fra le dimensioni, e principalmente a me,
per via delle capacit che mi ha conferito Wyatt Conley.
Ma devono fare qualche esperienza anche loro, condividerne
sia la confusione che la meraviglia.
E per quanto riguarda il mio mondo? Al suono della
voce della Granduchessa, tutti si rivolgono di nuovo a
lei.  seduta con le mani raccolte in grembo, e in un
certo senso sembra pi grande e pi bella di tutte noi.
Si dice sempre che la bellezza viene da dentro, ma io ho
sempre pensato che fosse un modo di dire generico. Invece
adesso riconosco quell'energia che si irradia dalla
Granduchessa, intangibile ma innegabile. Lei continua:
A quanto pare i nostri progressi nella meccanica sono
significativamente pi arretrati dei vostri.
Theo scrolla le spalle, come per dire Non  un gran
problema. Abbiamo soltanto bisogno dei metalli giusti
e delle conoscenze, vostra, ehm, altezza? Si dice cos?
Vostra Altezza Imperiale bisbiglio.
Giusto, era cos. S. Vostra Altezza Imperiale. Dato
che laggi noi due siamo amici, e che io mi trovo nei vostri
paraggi, possiamo lavorarci insieme. Voi ordinerete
le materie prime e io far il lavoro. Theo le fa una specie
di saluto militare, poi tira indietro la mano, sentendosi
ovviamente ridicolo. La Marguerite dell'universo in
guerra fa una risatina.
Quella dell'universo dell'Oceano alza la mano, ricordandomi
che  una delle poche Marguerite che ha frequentato
qualcosa di simile a una vera scuola. Allora
qualche altra versione di pap verr a prendere possesso
del mio, senza preavviso?
Chiedigli il permesso le dico. Raccontagli tutto. Se
non vuole che mio padre venga da voi, lui non lo far.
Te lo prometto.  la vostra dimensione, quindi la decisione
spetta a voi.
Okay. Poi aggiunge timidamente: Immagino che
pap probabilmente accetter, dato che l'alternativa 
la distruzione della nostra dimensione.
Probabilmente. Anche se prevedo che, in seguito,
pap si lagner all'infinito della sua disumana sofferenza
nell'essere stato costretto a ritornare in una dimensione
priva dei Beatles.
E per quanto riguarda noi, qui? dice Victoire. Rimarr
il tuo Theo, oppure verr nel nostro universo
un'altra versione della mamma, o cosa? E chi mi toglier
quello spirito malvagio?
Io e Theo ci guardiamo. Che cosa facciamo con la
Strega? Se la lasciassimo semplicemente dentro Victoire
per sempre, rimarrebbe intrappolata come adesso? O
magari si rinforzerebbe nel tempo, riuscendo a riaffiorare?
Anche se non accadesse,  difficile immaginare
che uno spirito cos danneggiato e velenoso non finisca
per corrodere la persona che lo contiene.
E se i miei genitori della casa madre sono disposti a
distruggere intere dimensioni per riavere una figlia,
che cosa non farebbero per salvare l'unica che  rimasta
loro?
La porta d'ingresso si apre, facendoci sobbalzare. La
Marguerite di Cambridge dice: Come, ce n' un'altra?.
Ma sono passi troppo pesanti per essere i miei. Il loro
suono familiare mi fa nascere un sorriso, prima ancora
che Paul entri nella stanza.
Qui ha i capelli un po' pi lunghi, e in questo momento
sono un po' scompigliati: si sono asciugati al vento e
sono incrostati di salsedine. Ha una lieve scottatura sul
naso e uno zaino in spalla che senza dubbio contiene
tutte le sue attrezzature. Ha ancora addosso una maglia
termica nera da nuoto, con i pantaloncini coordinati.
Ma non sono le differenze a colpirmi. La cosa che mi
colpisce di pi  il Firebird che ha al collo.
E il mio Paul. Finalmente  di nuovo con me.
Intorno al tavolo si diffonde un'ondata di reazione:
ciascuna di noi fa un'espressione diversa, da innamorata
a terrorizzata, con tutte le sfumature.
Ma  quella della Granduchessa che non sopporto di
guardare. Si aggrappa ai braccioli della sedia e dischiude
le labbra per la meraviglia. Il suo amore per il Luogotenente
Markov ha definito e cambiato la sua vita, e
poi lei l'ha perduto per sempre.
Oppure fino a questo momento, in cui (per lei) Paul 
tornato dal mondo dei morti.
Paul, intanto, deve aver ricevuto i messaggi di Theo e
dei miei genitori che gli chiedevano di venire qui il pi
presto possibile, e Theo gli ha mandato anche un paio
di messaggi per spiegargli la questione dei cloni. Ma conoscere
i fatti non sembra aver preparato Paul per la
realt. Si ferma sulla soglia, fissandoci una per una,
mentre la sua mascella lentamente scende verso il basso.
Lo so, fratellino dice Theo con un sorriso beffardo,
poggiandosi al muro con le braccia incrociate. Anch'io
ho fatto questo sogno.
Tu vieni dall'universo dell'Oceano. Paul indica la
Marguerite giusta, cosa che mi stupisce. E tu vieni da
Cambridge... dall'universo in guerra... I suoi occhi grigi
si illuminano quando arrivano a me. Inspira profondamente.
... e tu sei la mia.
Io annuisco. Tua per sempre, Paul.
Ma adesso la sua attenzione si  rivolta alla Granduchessa,
che lo sta ancora fissando, pietrificata. Dopo un
momento, Paul fa un lieve inchino. Mia signora.
La Granduchessa si volta dall'altra parte, coprendosi
la bocca con una mano.
Mi si riempiono gli occhi di lacrime. Paul l'ha riconosciuta
subito. Ha riconosciuto tutte noi. Ha riconosciuto
me.
Chi altro nel multiverso potrebbe leggere la mia intera
storia con una sola occhiata? Paul riesce a vedere la
mia essenza pi autentica. L'ha sempre fatto.
Finalmente Paul dice: Presumo che questa non sia
una semplice occasione sociale.
Ci hai preso al primo colpo, amico mio. Theo gli d
una pacca sulla spalla. Lascia che ti aggiorni sul conclave
delle Marguerite.
Mentre Theo comincia la sua tiritera, io mi appoggio
allo schienale e cerco di leggere lo spirito di Paul con la
stessa intelligenza con cui lui ha letto il mio. Di solito
sono brava in questo, quindi come posso amarlo cos
tanto eppure fare tanta fatica a comprendere il conflitto
che ha nel cuore?
 vero per che Paul cerca di nascondere i suoi sentimenti.
La crudelt dei suoi genitori deve avergli insegnato
molto tempo fa a starci attento, a non scoprirli,
anche ad averne paura. Hanno cercato di tenerlo lontano
da tutto ci che amava, ed  cos che si insegna a una
persona a seppellire l'amore nel profondo, dove nessun
altro pu vederlo.  cos che si insegna a non credere alla
speranza.
Adesso che siamo tutti aggiornati dice Theo alla fine,
coinvolgendoci di nuovo nella conversazione, chi
vuole andare a casa per prima?
La Marguerite dell'universo della mafia alza la mano.
Non c' da stupirsi che non voglia pi stare vicino a
Paul (o a noi) per il resto della sua vita. Quella di Cambridge
dice: Tutti devono sapere che il Triadverso non
 pi una minaccia. Con Wyatt Conley morto, c' anche
un viaggiatore perfetto in meno. Prima torno indietro,
prima possiamo contattare i nuovi universi, dato che i
miei genitori hanno la tecnologia per comunicare.
Anche i miei ce l'hanno dice quella dell'universo in
guerra. Tutte sono ansiose di ritornare subito nelle loro
dimensioni, eccetto la Granduchessa. Resta seduta con
compostezza regale, senza dire una parola, cos immobile
che potrei quasi crederla una fotografia - fino al momento
in cui la sua mano sfiora l'addome, come se cercasse
il bambino che dovrebbe contenere.
Il figlio di Paul. Come dev'essere per lei vederlo di
nuovo?
Mentre i miei genitori cominciano a stabilire chi deve
accompagnare le mie versioni alternative nei vari universi,
Paul arriva finalmente accanto a me. La sua vicinanza
mi fa capire che non mi sta pi evitando, e la sua
mano grande si appoggia sulla mia spalla. Stai bene
mi dice. Quando abbiamo capito che era crollato un universo...
Sto bene. Tu mi hai salvato. Gli faccio un sorriso
sbilenco. Una della tue versioni, comunque.
Dobbiamo concentrarci. Ho calcolato un possibile obiettivo
futuro della casa madre. Paul sta cercando di
passare alla piena modalit scientifica, per nascondere
meglio le sue emozioni confuse, ma non ci riesce del tutto.
Questa nuova dimensione funge da vettore originario
per molte altre e quindi corre un grave pericolo. Mi
stupisce che la casa madre non l'abbia attaccata prima.
Okay, allora  l che andremo. Mi conforta il fatto
che Paul abbia detto dobbiamo, che dia ancora per scontato
che possiamo andarci insieme. Questo mi d una
base di partenza. Ma prima...
S? I suoi occhi grigi incontrano i miei solo per un
attimo, ma poi deve distogliere lo sguardo.
Faccio un cenno della testa verso la Granduchessa.
Devi salutarla.
Paul esita, poi fa qualche passo verso di lei. Quando
lei alza gli occhi, vedo che sono arrossati. Lui le dice:
Se non vuoi parlarmi... se  troppo doloroso....
No, ti prego. La Granduchessa si alza in piedi. 
molto doloroso. Ma  un'occasione che non si ripresenter.
Forse non dovrei ascoltare. Per ero letteralmente
parte di lei in ogni momento che ha condiviso con il mio
Paul. Non ci sono segreti fra di noi.
Paul le apre le braccia, e lei gli si aggrappa disperatamente.
Lui la avvolge nel suo abbraccio, cullandola e
tenendola stretta nel modo che mi ha sempre fatto sentire
tanto al sicuro. Tanto amata. Quando alla fine si
stacca da lui, Paul dice: Ora comprendi la verit sui
Firebird. Sai che non sono il tuo Paul....
Ma un'altra persona che avrebbe potuto essere dice
lei con voce tremante. Il Luogotenente Markov amava
tanto studiare fisica e ottica. Sono certa che avrebbe significato
molto per lui sapere che in un'altra vita aveva
avuto la possibilit di diventare uno scienziato, di seguire
i suoi sogni.
Paul annuisce. Era cos. Ero dentro di lui in quelle
ultime settimane, e ricordo... Gli si spezza la voce. Sta
mostrando le sue emozioni come non ha mai fatto prima.
Ma quei giorni a San Pietroburgo, e quella notte
nella dacia, restano fra i pi fondamentali nelle vite di
tutti noi.
Ricordatelo, Paul. Mi mordo l'interno della guancia
per impedirmi di piangere. Non c'era solo lei. C'eravamo
anche noi.
Finalmente lui riesce a dire alla Granduchessa: Ti amava
moltissimo.  qualcosa che porter sempre dentro
di me. Finch vivr, in qualche modo, vivr anche il suo
amore per te.
La Granduchessa gli bacia la mano, e i suoi occhi si
riempiono di lacrime. Paul sembra anche lui sul punto
di crollare. Dovrei smettere di guardarli, garantire loro
almeno l'illusione della privacy, ma non riesco a staccare
gli occhi.
Il bambino comincia lei, poi mette una mano sulla
bocca di Paul prima che possa iniziare a scusarsi. Se 
un maschio, naturalmente gli dar il tuo nome. Ma che
nome sceglieresti per una femmina?
Lui lancia un'occhiata da sopra la spalla verso mia
madre, che sta gi preparandosi a riaccompagnare a casa
la Marguerite dell'universo in guerra. Con il suo abbigliamento
da yoga e la crocchia sbilenca, non deve assomigliare
per niente alla zarina ingioiellata nei ricordi
della Granduchessa, ma  molto simile alla mamma che
conosco, quella che vuole bene a Paul quasi quanto ne
vuole a me. Lui dice: Sophia. In moltissimi mondi, per
me  pi importante di quanto sia mai stata la mia
stessa madre.
Sophia, allora. la Granduchessa gli sorride fra le lacrime.
Ho tante cose da dire, ma non basterebbe una
vita intera. Sappi solo che sto e star bene. Quando verr
il momento, sono ansiosa di raccontare tutto di te a
nostro figlio. Stringe pi forte la mano di Paul e se la
porta al cuore. Ti amer fino alla fine dei miei giorni.
Paul la attira di nuovo a s e la bacia.
Non ho nessun diritto di essere gelosa. L'ondata di
calore che mi attraversa, e che mi fa sentire come se
avessi appena ricevuto uno schiaffo, non regge il confronto
con quello che deve aver provato la Granduchessa,
quando si  resa conto che mi ero presa l'unica notte
che avrebbe mai potuto trascorrere con il suo Paul. E so
che, pi avanti, sar perfino contenta che abbia avuto la
possibilit di congedarsi da lui.
Ma questo non mi rende pi facile guardare Paul che
bacia un'altra, anche se si tratta di un'altra me.
Quando si separano, con mia sorpresa, la Granduchessa
si dirige verso di me. Si ferma a pochi passi di
distanza. Sei tu che hai visitato il mio mondo dice, con
le mani strette davanti a s. Anche se una lacrima, la
traccia del suo addio con Paul, ha lasciato una scia irregolare
sulla sua guancia, ha gi recuperato del tutto la
sua compostezza. Tu eri la mia identit d'ombra.
Mi dispiace moltissimo. Le scuse che le ho lasciato
per lettera non sono neanche lontanamente sufficienti.
Le cose che ho fatto... mi sono lasciata trascinare dall'emozione
del momento, ho corso tutti i rischi senza
chiederti se avresti fatto la stessa cosa...
Non l'avrei fatto dice la Granduchessa.
Di nuovo mi sento schiaffeggiata, e questa volta me lo
merito proprio. Abbasso la testa, incapace di sostenere
il suo sguardo.
Ma poi la Granduchessa continua: Non ne avrei avuto
il coraggio. Quando alzo gli occhi, vedo che sta facendo
una specie di sorriso. La mia strada era stata segnata
prima ancora che nascessi, e io non ho mai osato
deviare neanche di un passo. Nemmeno per l'amore che
provavo verso il Luogotenente Markov. Tu mi hai tolto
da quella strada per sempre, e ne sono felice. Sono felice
per i ricordi che non avrei mai potuto avere, se non
fosse stato per te, per l'occasione di conoscere il mio vero
padre, e pi felice ancora per il bambino che dar alla
luce. Mi hai dato la possibilit di forgiare il mio
destino, e al mondo non c' dono pi inestimabile.
Mi ci vuole davvero troppo tempo per ritrovare il fiato
e risponderle. Mi stai trattando meglio di quanto meriti.
Nessuno di noi pu conoscere appieno le conseguenze
delle proprie azioni. Sappi solo che io sono pi che felice
delle conseguenze delle tue. La Granduchessa mi
tende una mano, come farebbe con una cortigiana, poi
aggrotta la fronte, come se capisse che non  un gesto
del tutto appropriato, ma non sapesse che altro fare. In
effetti, questo tipo di situazione di solito non  contemplato
nei manuali di etichetta.
Io mi limito a stringerle la mano e a sorriderle. Spero
che avrai una vita meravigliosa sussurro. Te la
meriti.
Ho intenzione di provarci. Poi la Granduchessa
guarda verso Theo. Ha un'espressione puramente amichevole,
forse leggermente divertita dalle differenze fra
il suo Theodore Beck, sempre elegante, e questa versione
in jeans e maglietta. Eppure mi chiedo che cosa potrebbe
succedere, alla fine, dopo che avr superato il
lutto per il Luogotenente Markov e la sua amicizia con
Theo si sar approfondita per mesi e anni.
Probabilmente sto dando troppa importanza a questo
sguardo. Ma quando penso a lei che cresce il bambino di
Paul con Theo al suo fianco, mi sembra un futuro bellissimo,
degno di essere vissuto.
Oh, un'ultima cosa le dico, pensando a un'altra persona
che ho conosciuto nell'universo della Russia. Se
Vladimir capir la storia dei mondi di ombre, se mai ci
creder... me lo saluteresti? A volte mi manca. E anche
Katya e Peter. Ma in particolare di' a Vladimir che, se
avessi avuto un fratello maggiore nella mia dimensione,
lo avrei voluto proprio come lui.
La Granduchessa annuisce lentamente. Credo che a
Vladimir far piacere sentirlo.
Okay. Theo, al centro della stanza, batte le mani,
riportando la nostra attenzione sulla situazione in corso.
Mi accorgo solo adesso che i miei genitori se ne sono
andati, portandosi via le Marguerite della stazione oceanografica
e di Cambridge, perch adesso i due cloni
che le avevano ospitate se ne stanno in disparte a parlare
fitto fitto, chiaramente sconvolte. Immagino che
l'universo della Russia sar la mia ultima tappa, dato
che laggi mi ci vorr pi tempo per rendermi utile.
Magari posso portare a casa la Marguerite dell'universo
della mafia, e Paul quella dell'universo in guerra?
Io dovr andare nell'universo di cui mi parlavi dico
a Paul. Ma finch la Strega  bloccata qui, forse non c'
tanta fretta. Posso tenere compagnia alle altre, magari
spiegare qualche dettaglio in pi.
Victoire, che  stata slegata da poco, incrocia le braccia.
Qualcuno ha intenzione di fare qualcosa per lo spirito
malvagio dentro di me?
Scambio un'occhiata con Paul e Theo. Theo azzarda:
Mmh, in realt non sappiamo dove metterla, senza
sguinzagliarla di nuovo nel multiverso.
Paul cerca di rassicurarla. Le probabilit di una sua
influenza ingiustificata su di te sono indefinite, ma molto
basse.
Victoire inarca un sopracciglio. Indefinite?
Paul non  sempre rassicurante come crede. Io aggiungo
in fretta: Ti giuro che la tireremo fuori, non appena
saremo certi che il multiverso  al sicuro. Mamma
e pap sanno che devono tenerti d'occhio, e io posso restare
qui per un po', prima di dovermi spostare....
Qui  tutto a posto sbuffa Victoire. Una nostra amica
verr a stare con noi, mentre mamma e pap sono
via per le loro strambe avventure nelle altre dimensioni,
anche Pers non ci creder mai...
Mi sento di nuovo attraversare da una sensazione
violenta, per questa volta non  calda.  glaciale. Come
hai detto che si chiama, scusa?
Non fare finta di non aver sentito dice Persis, che
deve essere riuscita a entrare dalla porta d'ingresso
mentre eravamo tutti completamente distratti. Ormai
dovresti conoscermi.
Forse dovrebbe innervosirmi la vista del Firebird al
collo di Persis, la dimostrazione che viene dalla casa
madre.
Ma mi sconvolge molto di pi la sua pistola.
...
.
...
Capitolo 22.
...
.
...
Persis. Ancora.
La cosa peggiore  vedere la terribile espressione di
fiducia tradita sulla faccia di Victoire e delle sue sorelle.
Hanno un'aria ferita, addirittura devastata. Avevo
questa faccia quando credevo che Paul avesse ucciso mio padre?
Victoire si alza in piedi, instabile e incerta. Pers...
ma che cosa...
Pi tardi puoi spiegare tutto quanto alla mia versione
di questo universo scatta Persis. Ma io credo che
sappiate per che cosa sono venuta.
 qui per liberare la Strega.
Scambio un'occhiata con Paul e Theo. Fra noi e gli altri
sette cloni in questa stanza, potremmo avere facilmente
la meglio su Persis, se non fosse per la pistola
nera che ha in mano. Ma, in queste condizioni, qualsiasi
tentativo di disarmarla potrebbe avere conseguenze
letali, e se una pallottola colpisse un clone Persis potrebbe
uccidere due Marguerite premendo il grilletto
una sola volta. Le spalle di Theo si abbassano in un gesto
di sconfitta. Ma Paul...
Negli occhi di Paul lampeggia quel fuoco gelido che
ho trovato tanto spaventoso in passato.  la stessa rabbia
che avrebbe provato comunque, o la prova della
frammentazione? La violenza in agguato dentro di lui 
stata innescata, e potrebbe esplodere da un momento
all'altro.
Adesso, per, sono quasi infuriata quanto lui, senza
bisogno della frammentazione.  molto irritante dover
indicare Victoire e dire: La tua Marguerite ... con lei.
Non  cosciente, ma  sana e salva.
Molto bene. Persis si dirige verso la sedia dove Victoire
era seduta fino a pochi secondi fa. Dai, mettiti a
sedere. Mi occuper io del resto.
 per lo spirito? chiede Victoire. Io annuisco. Allora
lei si rivolge a Persis, ancora sbalordita e ferita. Pers,
perch fai questo?
Io non sono la tua "Pers". Vengo da una dimensione
con una tecnologia pi avanzata e priorit pi realistiche.
Distruggerai miliardi di vite per salvarne una sola
dice Paul. Mantiene un tono basso, ma la sua rabbia
cova sotto la superficie. Quelle priorit sono contorte,
corrotte. E non certo realistiche.
Persis alza le spalle. In tutta sincerit, capisco che
cosa intendi. Ma ottenere la supremazia su tutti gli altri
mondi del multiverso ha molto pi senso. Si rivolge
a Victorie con uno sguardo freddo. Quand' che si siede,
quella l?
Fallo dico a Victoire, quest'altra me coperta di graffi
e lividi, che le ho procurato io stessa poche ore fa.
Non c' altro modo.
Tremando, Victoire va a sedersi. Gli altri due cloni si
chinano in avanti, come se, pistola o no, volessero saltare
addosso a Persis all'istante, nel caso che Victoire
dovesse mostrare segni di sofferenza. Purtroppo l'incoscienza
sembra una caratteristica che troppe di noi
hanno in comune.
Non attaccatela, penso cercando di intercettare lo
sguardo delle altre. Se solo i cloni potessero comunicare
telepaticamente, potrei far capire a queste ragazze
quanto sia pericoloso tutto questo. Allora non farebbero
niente di stupido...
... ma non ne hanno la possibilit, perch Paul assale
Persis per primo.
Urliamo tutti, mentre lui la travolge sbattendo insieme
a lei contro il muro.  cos grosso che il suo gesto
potrebbe sembrare troppo brutale, se Persis non avesse
una pistola. Ma neanche la caduta a terra le fa perdere
la presa. Si allontana da lui con un calcio, scivola sul
pavimento e ha la presenza di spirito di mirare non a
Paul, ma a me. Lo far dice subito, senza neanche
guardare Paul, che si trova due passi dietro di lei. Il
suo sguardo rimane fisso al suo obiettivo, che a quanto
pare  il centro esatto del mio petto. Non provocarmi.
La uccider.
Paul non dice niente, ma afferra una mannaia per la
carne dal ceppo dei coltelli. La lama brilla sotto la luce.
Gli altri presenti fanno un verso soffocato, ma Persis
non alza lo sguardo. E Paul  alla distanza giusta, e ha
l'angolazione perfetta per calare un fendente e spaccarle
la testa in due.
Non farlo. Il terrore mi invade. Non per me stessa,
nonostante la determinazione incrollabile di Persis. Lei
non capisce di che cosa  capace Paul. Non avrebbe neanche
il tempo di sapere che  entrato in azione che lui
l'avrebbe gi stordita o uccisa.
Ma se Paul uccidesse Persis in questo modo, a sangue
freddo, si arrenderebbe al suo lato oscuro. Il danno
della frammentazione sarebbe completo, perch non
crederebbe mai pi di poter essere altro che un assassino.
Io non posso dire o fare niente. Questa  una battaglia
che deve combattere Paul, da solo.
La fissa con un'espressione contorta dall'odio, una
faccia che quasi non riconosco. La sua mano si stringe
sul manico della mannaia e le nocche diventano bianche.
In lui vedo la stessa minaccia pericolosa che ricordo
nel figlio del boss mafioso russo, tutta l'incoscienza
del Paul di Cambridge, che ha permesso alla rabbia e
alla disattenzione di un momento di menomare il mio
braccio per sempre. E vedo un lato duro e amaro che
appartiene soltanto al mio Paul.
Oddio, lo far davvero. Sta per ucciderla.
Persis alza gli occhi e vede cosa sta facendo, ma non
batte ciglio. Ho sotto tiro la tua Marguerite. Il suo
braccio non si  mosso di un millimetro. Nell'istante in
cui ti vedr avanzare far fuoco. Sar morta prima di
me.
La rabbia invade il viso di Paul con una smorfia orribile.
Mi chiedo se colpir Persis comunque. Invece fa
un passo indietro e rimette gi la mannaia.
L'avrebbe uccisa? Non lo sapremo mai.
Ora che Paul non  pi una minaccia immediata,
Persis si tira su e si rimette all'opera. Con la mano libera
recupera un secondo Firebird che aveva al collo.
Si era preparata per ogni evenienza, quindi. Mentre si
sfila la catena pesante dalla testa, Theo chiede: Dove
hai trovato una pistola, a Singapore?.
I poliziotti sono armati spiega Persis lanciando il
Firebird a Victoire, che se lo infila con mani tremanti.
Le altre Marguerite si sono radunate in un angolo, pallide
e silenziose, sapendo di non poter fare nulla, tranne
che guardare. Strano, dato che l'agente in questione
ovviamente non si aspettava affatto un attacco.
Credo che qui possano darti la pena di morte per
aver fumato uno spinello. Theo si passa una mano fra
i capelli a spazzola, in un gesto di frustrazione. Magari
non  cos grave per lo spinello, ma attaccare un agente
di polizia... ti rendi conto che la Persis di questo
universo probabilmente verr giustiziata, per questo?
Lei alza le spalle. Non  un mio problema.
Sei ancora solo un galoppino provo io. Sei qui per
recuperare la Marguerite del tuo mondo, non per fare il
lavoro da sola.
Mi sono occupata piuttosto bene di te nell'universo
di Roma, no? ribatte Persis.
Di nuovo nella mia mente si agita l'inferno fuso degli
ultimi momenti di quell'universo. Nel caso tu non l'abbia
notato, sono ancora viva e vegeta. Tu non puoi dire
la stessa cosa di Theo e Conley nel Triadverso, vero?
Abbiamo perso un viaggiatore perfetto, ma possiamo
sempre crearne un altro. Tu non sei cos indispensabile
come tutti loro sembrano pensare. Questa stanza
lo dimostra. Infinite copie e ancora non basta, Marguerite.
Non sei mai abbastanza per i tuoi genitori, n per
nessun altro.
Persis ha capito il mio gioco e cerca di ferirmi come io
ho ferito lei. Il fatto  che non funziona. Per quanto abbia
poca fiducia in me stessa, per quanto possa essere
insicura, non ho mai pensato che i miei non mi volessero
bene o di non meritare di essere amata. Solo in
questi ultimi giorni, da quando ho capito quanto quel
senso di inferiorit ha tormentato la Strega (e Paul) ho
compreso appieno quanto la mancanza d'amore possa
deformare un'anima.
Se, nel profondo del tuo cuore, sai di essere amata, al
sicuro dentro di te ci sar sempre qualcosa di prezioso.
Se non ricevi quell'amore (o non sai di riceverlo) allora
sei vulnerabile, non hai difese. Sei esposta a tutte le asperit
e agli orrori del mondo.
Tu non capisci neanche la met di quello che credi
dico a Persis.
Eppure a quanto sembra capisco pi di te.-Con queste
parole Persis si china in avanti e attiva il Firebird
di Victorie per un promemoria. La scossa non  visibile,
ma il dolore causato a Victoire lo . Sobbalza sulla sedia,
si gira - e si immobilizza.
La Strega  tornata.
Bel tentativo. Il suo sorriso  tagliente come la
scheggia di uno specchio rotto. Ma, come sempre, non
 bastato. Immediatamente la mano della Strega corre
al Firebird, cos come quella di Persis. I ciondoli sembrano
svanire, lasciandosi dietro Victoire e Persis,
stordite. Persis fa qualche passo all'indietro, completamente
confusa, poi ansima, scioccata, quando vede la
pistola che ha in mano. Che cosa succede?
Pers? dice Victoire. Sei di nuovo in te?
Paul fa un passo avanti e, con cautela, porta via la
pistola a Persis, senza mostrare alcun segno della furia
omicida che pochi secondi fa lo ha quasi consumato.
Siediti. Ti spiegheremo pi tardi.
Chi  quella? chiede la Marguerite dell'universo in
guerra, dall'angolo dove si era rifugiata con le altre. Io
non l'ho mai vista in vita mia.
Si chiama Persis Harrington risponde la Marguerite
dell'universo della mafia, e mi accorgo che  ancora
pi pallida e sconvolta delle altre. Nel mio universo,
lavora per Wyatt Conley.
Anche qui dice una dei cloni (penso Elodie), che si 
gi liberata della visitatrice interdimensionale. Conley
finanzia le ricerche di mamma e pap sulla clonazione.
Pers  una delle sue assistenti, quindi vive qui e
si occupa di PR, trasferimenti di fondi e cose del genere.
Ed  nostra amica. Victoire si mette al fianco di
Persis, che  ancora molto confusa, in segno di solidariet.
Non ci farebbe mai del male.
Neanche la mia dice la Marguerite dell'universo
della mafia.
Grandioso. Voi avete delle Persis molto pi simpatiche
di quelle che abbiamo conosciuto noi. Magari,
quando torni nell'universo della mafia, potresti chiedere
alla tua di darci una mano? La frustrazione mi ha
reso sarcastica. Scusami.  solo che... appena riusciamo
a neutralizzare una minaccia della casa madre,
viene subito sostituita da un'altra. Non so che fare.
Atteniamoci al piano. Paul cerca di sembrare logico
e sicuro, come se parlasse per semplice buonsenso. Per
non guarda in faccia nessuno, e continua a lanciare
occhiate alla mannaia che ha quasi usato contro Persis.
Dobbiamo continuare a proteggere le nostre dimensioni
e a lavorare insieme, procedendo rapidamente. Il
prossimo mondo  molto importante...
Ci vado io dico. Finora ho seguito le orme della
Strega. Adesso, per, Paul sta impostando il mio Firebird
per colpire in direzioni nuove, invece di limitarmi
a inseguirla: con questa mossa potrei riuscire finalmente
a batterla sul tempo. Ci andr subito. Finch la
tengo fuori con la mia presenza, quella dimensione rester
al sicuro, fino al momento in cui potrai raggiungermi
l.
Paul apre la bocca per dire qualcosa, poi la richiude.
Stava per mettersi a discutere.
Io lo precedo. Voglio dire, tu o chiunque possa raggiungermi.
Chiunque mi sia pi vicino in quella dimensione.
Perch non so nulla di questo nuovo mondo. Un tempo
davo per scontato che io e Paul ci saremmo sempre
ritrovati, ma ora so che il multiverso ha un milione di
modi diversi per separarci.
Okay ho sussurrato una sera alla fine di febbraio,
mentre io e Paul ci facevamo le coccole nella sua stanza
al dormitorio, ascoltando il suo adorato Rachmaninov.
Le note del pianoforte si increspavano intorno a noi come
gocce di pioggia sul vetro di una finestra, durante
un temporale. Era come una cascata infinita. Quindi
puoi dimostrare matematicamente l'esistenza del destino.
Lo spero. Altrimenti avr pochissime possibilit di
discutere la mia tesi con successo.
Per puoi farlo. Ero sdraiata su un fianco, e Paul
mi abbracciava da dietro. Teneva le mani aperte sulla
mia pancia, con due dita sfiorava la pelle nuda fra la
mia canottiera e i jeans. Puoi davvero guardare in
quel groviglio di equazioni e leggere quale destino ci aspetta.
No, questo sarebbe esagerato. Paul mi ha baciato
la nuca, come per scusarsi di dovermi correggere. S,
esistono dei parallelismi nelle equazioni che suggeriscono
risultati sovrapponibili. Ma non  come dire che
un numero indica che ci sposeremo, oppure un altro
numero indica che non ci incontreremo mai. Ci vorrebbe
una vita intera di esplorazioni e valutazioni per cominciare
anche solo a capire come interpretare quei risultati.
E le tue equazioni spiegano perch ci sono tutti questi
parallelismi? Perch tu e Theo lavorate con i miei
genitori in cos tanti mondi, o perch sembra che io e te
riusciamo sempre a trovarci?
Posso soltanto formulare una teoria.
Essendo cresciuta con i miei genitori e il loro serraglio
di assistenti, ero abituata al loro modo di parlare.
Sorridendo fra me e me, ho detto: E allora parti pure
con la formulazione.
Hai mai mangiato le Pringles?
Era una domanda cos illogica che all'inizio credevo
di aver sentito male. Le Pringles? Cio le patatine?
S, quelle. Sono molto buone.
Lo so, le ho mangiate, ovviamente. Ma  la prima
volta che qualcuno le usa all'interno di una teoria cosmologica.
Paul mi ha abbracciato pi stretta. Per entrare nel
tubo devono avere tutte la stessa forma. Se fossero
troppo irregolari non potrebbero entrare nella confezione.
Vuoi dire... che le dimensioni sono come le patatine
in un tubo? Quel discorso stava cominciando ad avere
un senso per me, il che significava o che stavo per avere
un'illuminazione, oppure che avevo frequentato dei
fisici per troppo tempo. Devono avere la stessa forma,
almeno un pochino, altrimenti non potrebbero coesistere.
Precisamente. Vedi, potremmo ancora fare di te una
scienziata.
Ti piacerebbe.
No, non  vero. Non vorrei che tu fossi mai altri che
te stessa. Paul mi ha baciato di nuovo la nuca, pi lentamente,
per farmi sentire il calore del suo respiro sulla
pelle. Io gli ho preso la mano e l'ho fatta scivolare sul
mio corpo, invitandolo a esplorarlo. Mi sembrava che ci
fossimo trasformati in un piccolo universo tutto nostro,
fatto di calore, luce e amore, in cui non ci mancava nulla...
E adesso io e Paul ci ritroviamo qui, divisi da una
terribile, gelida tensione, perch lui non crede pi che
il destino ci faccia trovare.
Per, se non riesce pi a credere in noi, vorrei che almeno
credesse in se stesso.
Gli vado vicino e tengo la voce bassa. Ti sei tirato
indietro con Persis, okay? Hai pensato prima a me. La
frammentazione non ti ha sopraffatto.
Mi sono fermato soltanto perch Persis ti minacciava.
Paul guarda verso un angolo vuoto, evitando di
nuovo i miei occhi. Ho quasi commesso un omicidio.
Quasi non significa nulla! Hai tenuto duro e ti sei
controllato.  una battaglia che puoi vincere.
Ma sar sempre una battaglia. Sempre. Scuote la
testa, come se stesse per pronunciare una sentenza di
morte.
E tu potrai sempre vincerla. Gli metto una mano
sul braccio.
Forse. O forse no. Si allontana di un passo. Forse la
rivelazione  ancora troppo fresca, oppure la sua disperazione
 pi profonda di quanto pensassi.
Per quanto voglia disperatamente sistemare le cose
con Paul, abbiamo un multiverso da salvare.
Hai inserito le coordinate per questo universo cos
importante? Riprendo il mio Firebird, decisa ad andare
avanti. Posso partire?
Ti seguir appena possibile. Se potr promette
Paul, sempre senza guardarmi.
La Granduchessa Margarita di tutte le Russie ci
guarda desolata. Capisco che vorrebbe parlare, ma 
decisamente troppo educata per intromettersi. Come
deve essere arrabbiata nel vedermi sprecare la mia
possibilit di stare con il mio Paul, dopo aver tragicamente
perduto il suo.
Ma ora sto pensando al Luogotenente Markov, il cui
ricordo mi fa sempre piangere, e non posso permettermi
di crollare. Quindi mi guardo intorno nella stanza e
mi rivolgo alle mie altre versioni, che siano cloni o visitatrici
interdimensionali. Per quanto queste non siano
le migliori circostanze, sono felice di avervi incontrato
tutte. Vedere tutte le vite che avrei potuto vivere, e tutti
i modi in cui sarebbero potute andare le cose...
Dimostra che tutto  possibile dice la Granduchessa.
Io annuisco, poi guardo di nuovo verso Paul, che finalmente
ricambia il mio sguardo, un attimo prima che
prema i comandi e... barcollo, perch sono precipitata
in un mondo dove al momento mi trovo in cima a una
scala altissima.
Riesco a recuperare l'equilibrio in tempo, evitando di
precipitare sulle lastre del pavimento sottostante. Ma
sono ancora molto spaventata, perch l'unica cosa che
so di questa dimensione  che da qualche parte, molto
vicino,  appena scoppiata una bomba.
L'unica volta che mi sono trovata vicino a una forte
esplosione  stato durante un'incursione aerea, nell'universo
in guerra. Uno dei caccia ha sganciato una
bomba quasi sopra il nostro rifugio, e per i due minuti
successivi l'unica cosa che riuscivo a sentire era un
rombo sordo, quasi identico a quello che risuona adesso
nelle mie orecchie.
La Strega  riuscita ad arrivare qui prima di me? Ha
fatto esplodere qualche marchingegno, cercando di incastrarmi
come terrorista?
Ma non ha avuto tempo per un piano cos elaborato,
e poi... non sento odore di fumo.
Non vedo alcun danno intorno. Sotto la mia scala
camminano alcune persone, tutte nella stessa direzione,
ma senza particolare fretta. I loro abiti sembrano
abbastanza moderni, anche se un po' scialbi. C' un telo
protettivo spruzzato di rosso, ma sembrano pi gocce
di vernice che non sangue.
Come  possibile che a nessuno importi della bomba?
Guardo dall'altra parte e vedo la faccia di Paul, immensa,
sulla parete vicino alla mia spalla. Il colore  ancora
fresco. C' una scatola di colori fissata alla scala e mi
accorgo di avere addosso un grembiule.
Con la coda dell'occhio colgo un movimento e guardo
di nuovo gi. Vedo un uomo di mezza et con in mano
un pennello. Sembra irritato, e ha una striscia di un
grigio bluastro su una guancia. Devo avergli fatto cadere
il pennello addosso, ed  molto pi interessato a
quello che alla maledetta bomba.
L'uomo mi fa un altro cenno con la mano, per dirmi
di scendere. Ma non per mandarmi al rifugio: capisco
che vuole soltanto che mi riprenda il pennello.
Di solito cerco di mettere insieme da sola le informazioni
principali su un universo, ma questa volta avr
bisogno di aiuto. Quindi chiedo all'uomo in basso: Che
cosa succede?.
Ma non lo dico a voce.
In modo automatico, attingendo inconsciamente alle
informazioni linguistiche profondamente radicate nel
cervello di questa Marguerite, uso con scioltezza il linguaggio
dei segni.
Oh. Sono sorda.
...
.
...
Capitolo 23.
...
.
...
Pensavo che la sordit fosse pi... silenziosa.
L'uomo sotto la scala risponde a segni, ma in modo
rozzo. Pennello. Tu. Prendi.
Ignorando il mio sbalordimento per il rombo sordo
che ho nelle orecchie, scendo dalla scala. Le mie scarpe
sono un po' ingombranti (scarponi con i lacci) ma non
tanto da dovermi preoccupare di cadere. Quando arrivo
gi, l'uomo mi d il pennello. Ma poi sorride e alza le
spalle, come si fa quando ci si rende conto di essere stati
scontrosi senza ragione.
Lavoro fine. Sera. Arrivederci. Dopo questo primitivo
saluto, comincia a mettere via pennelli e altra roba e
sale perfino in cima alla scala per recuperare i colori,
che devono essere suoi. Io faccio qualche passo indietro,
allontanandomi dal telo protettivo, e guardo il murale
sopra di noi. S,  il viso di Paul, ma lo sto dipingendo
all'interno di un gruppo di robusti contadini che marciano
in un campo di grano, guidati da Vladimir Lenin
verso un futuro radioso.
Ho sempre pensato che Paul somigliasse a 'quelle figure
maschie e idealizzate che compaiono nella propaganda
sovietica. A quanto pare adesso lo sto dipingendo
proprio cos. Potrei trovarlo divertente, se non stessi
ancora cercando di abituarmi al ronzio che ho nelle orecchie,
simile all'effetto statico, che annulla ogni altro
suono.  tutto stranissimo: le persone che mi passano
accanto senza rumore di passi, nessuna eco che rimbalza
sulle lastre del pavimento, le bocche che parlano e si
muovono come carpe koi in uno stagno, senza rumore
n senso...
Una mano che si agita ai margini del mio campo visivo
mi fa trasalire. Mi volto e vedo Josie, con un lungo
cappotto nero e un cappello fatto a maglia. Mi sorride e
mi parla nel linguaggio dei segni (in modo rapido e fluido):
Siamo uscite dal lavoro nello stesso momento! Bene,
possiamo andare a casa insieme.
Grandioso, rispondo. Andiamo.
Aspetto che Josie si diriga nella direzione giusta, ma
lei resta l per un minuto, poi si schiaccia il naso con aria
confusa. Non vuoi prendere la borsa e il cappotto?
Mi giro e vedo ammucchiati vicino al telo protettivo
un cappotto blu scuro e una sciarpa ricamata che  probabile
appartengano a me, piuttosto che al mio capo.
Me li metto e scopro uno zaino di tela con qualche macchia
di vernice secca qua e l. Nelle tasche trovo dei
guanti di stoffa e una cuffia. A giudicare dal cappello
pesante di Josie, credo che far meglio a infilarli.
Quando ritorno da Josie, lei scuote la testa in un rabbuffo
affettuoso. Oggi hai la testa fra le nuvole.
Mi dispiace, rispondo un po' meravigliata dall'agilit
con cui le mie dita inguantate formano i segni. Stasera
mi gira un po' la testa.
Josie si mette a ridere. Di gi?
Oh, no. Forse la Strega  stata qui. Ma se fosse cos,
avrebbe solo... fatto cadere un pennello in testa al mio
capo, per poi andarsene? Non ha senso.
Quando vede la mia espressione sbalordita, Josie mi
d un colpetto sulla spalla con la mano libera. Stavo solo
scherzando, so che non avrei dovuto farlo. Dai, ti porto
a casa.
Non sembra intenzionata a proseguire la conversazione,
per fortuna, perch ho bisogno di un minuto.
Ho sempre pensato che la sordit implicasse un
silenzio profondo e permanente. A quanto pare, mi sbagliavo.
Per me, almeno, ora che ho avuto la possibilit
di cominciare ad abituarmi, pi che essere come l'effetto
di un'esplosione  come avere due grosse conchiglie
premute sulle orecchie: un rombo continuo e ringhioso,
a volume costante. In pratica sono immersa nel rumore
bianco, che sovrasta gli altri suoni, oppure, pi semplicemente,
 il massimo che i miei timpani possono percepire
in questa dimensione.
Qui sar nata sorda?  possibile. Ma ricordo anche
che qualche giorno fa mio padre ha parlato della meningite
che ho avuto a due anni. Sia lui che la mamma
hanno raccontato questa storia varie volte, per enfatizzare
il loro amore per me (in modo molto dolce, anche se
un po' melodrammatico) oppure per farsi una risata, dicendo
che avevano capito che stavo meglio quando ho
cominciato a sputare la gelatina di frutta addosso all'infermiera.
Sono quasi certa che la meningite possa causare
sordit. Forse, in questa dimensione, i miei genitori
mi hanno portato in ospedale qualche ora pi tardi,
oppure gli antibiotici erano un po' meno efficaci. La
Marguerite di questa dimensione  sopravvissuta, proprio
come me, ma il suo senso dell'udito no.
Per fortuna questa Marguerite ha imparato il linguaggio
dei segni abbastanza presto da averlo interiorizzato
profondamente, e questo vale anche per me. E
qui ho un po' pi di tempo per aggiornarmi sulla situazione,
dato che non devo sventare n un tentativo di omicidio
n la distruzione di una dimensione. E non devo
neanche cercare Paul, che ovviamente fa parte della
mia vita anche in questa dimensione. Il mio compito 
di proteggere questo universo, il che significa, semplicemente,
stare qui e tenere fuori la Strega. Devo soltanto
cavarmela per il tempo che ci vorr a Paul per raggiungermi
e cominciare a costruire lo stabilizzatore. Quindi
per ora devo solamente studiare l'ambiente che mi
circonda, e non mi serve l'udito per farlo.
A giudicare dalle dimensioni del murale e delle lastre
sul pavimento, pensavo che l'edificio in cui stavo dipingendo
fosse un luogo pubblico - la cosa pi simile a un
municipio che potesse esserci qui. Invece scopro che si
tratta di una stazione della metropolitana, cos opulenta
che fa sembrare quella della Bay Area di San Francisco
una discarica. Ci avviciniamo al nostro binario e la
folla aumenta. Evidentemente siamo arrivate in piena
ora di punta. Il treno  pulito, ma un po' antiquato. Non
ci sono pubblicit. Io e Josie siamo schiacciate una contro
l'altra, non c' modo di parlare. Non sono neanche
sicura di riuscire a portarmi le mani davanti alla faccia.
Scendiamo dopo solo due fermate, io prendo nota attentamente
della stazione e delle indicazioni, nel caso
dovessi andare in giro da sola, pi tardi. Poi seguo Josie
in strada.
Dietro l'angolo vedo una statua di Lenin, alta diversi
piani, nell'atto di resistere a un forte vento e indicare
l'orizzonte. Seguo con lo sguardo la direzione del suo dito
e scorgo, in lontananza, le cupole colorate a forma di
cipolla della Cattedrale di San Basilio.
La Russia, penso con un'ondata di nostalgia. Sapevo
che potevo trovarmi qui fin dal momento in cui ho riconosciuto
Lenin nel murale, e lo stile del dipinto, ma
qualcosa del genere avrebbe anche potuto essere realizzato
in altri Paesi del blocco sovietico, dopo la Rivoluzione.
Avrei potuto ritrovarmi in qualunque posto, dall'Estonia
all'Ucraina - e dato che questa  una nuova
dimensione, con nuove regole, potenzialmente anche
nella stessa San Francisco. Invece no. Sono tornata in
questo Paese che  diventato cos importante per me.
Per questa  una Russia molto diversa. A quanto pare,
invece che nella splendida, elegante San Pietroburgo,
vivo a Mosca - e scommetto che nell'universo in cui
comanda lo zar Alessandro, Mosca ha un aspetto
migliore. Qui ogni edificio costruito da un secolo a questa
parte  di cemento disadorno, l'architettura  cos banale
e sciatta che deve essere un effetto voluto. L'elegante
stazione della metropolitana rimanda a un'altra epoca,
in cui i luoghi pubblici dovevano suscitare meraviglia.
Evidentemente questo desiderio si  estinto da anni. Le
macchine che ci superano sono cos basse e squadrate
che se venissero ristrette potrebbero diventare dei mattoncini
Lego. La mamma mi ha detto che l'Unione Sovietica
non credeva nella decadenza capitalistica, e la
decadenza, a quanto pare, include anche la costruzione
di automobili in qualunque stile che non sia "brutto".
Siamo al tramonto. Josie deve essere stanca, dopo
una giornata di lavoro, ma la sua attenzione  tutta su
di me quando mi chiede: Vuoi che ti accompagni fino a
casa? Mi fa piacere.
Mentre mi parla, la luce del sole morente crea un riflesso
sul suo dito e mi accorgo che ha un sottile anello
d'oro.  una fede nuziale? Spero davvero che in questo
universo non sia sposata con Wyatt Conley. Dopo la
carneficina di quell'ultimo, fatale incidente nel Triadverso,
non riuscir mai pi a vedere la sua faccia senza
ricordare l'aspetto che aveva dopo essere stata maciullata.
Anche i mondi in cui  una persona a posto, dove
il suo amore per Josie  sincero e profondo, mi ricordano
che il dolore per la sua perdita alimenta il brutale
sterminio delle dimensioni messo in atto dalla casa madre.
Ehi. Josie aggrotta la fronte. Hai capito che cosa ho
detto?
S, scusami. In realt non mi sento bene. Se puoi accompagnarmi
a casa te ne sar grata. Il mio sorriso deve
essere piuttosto debole, ma Josie penser che sia dovuto
alla stanchezza, o a una malattia incipiente. Infatti
mi offre il braccio per appoggiarmi.  un gesto stranamente
formale, anche se affettuoso:  una cosa che
Josie non farebbe, a casa, anche se fosse preoccupata
per me. Forse appartiene alla cultura russa, o magari
soltanto a questa dimensione, che decido di battezzare
l'universo di Mosca.
Chiaramente io e Josie non viviamo pi nella stessa
casa. Non c' da stupirsi, dato che  sposata. Vivr con
suo marito, il signor Chiunque Tranne Wyatt Conley.
Ora che mi guardo intorno con pi attenzione, vedo diverse
altre persone della sua et, e anche della mia, che
hanno decisamente l'aria di tornare dal lavoro, invece
che da scuola. Gli studenti hanno tutti una divisa, completa
di fazzoletti rossi al collo o cravatte con una spoletta
di Lenin al centro, e hanno almeno due anni meno
di me. Dato che mi guadagno gi da vivere dipingendo,
ho probabilmente finito gli studi. Qui probabilmente ci
si aspetta che i ragazzi crescano pi in fretta.
A giudicare dalle auto e dai treni, il livello tecnologico
sembra pi o meno quello che avevamo noi nei primi
anni Ottanta. Quindi i miei genitori non saranno neanche
vicini a sviluppare la loro tecnologia Firebird. Ma
se in questo universo sono eminenti scienziati, come sono
quasi ovunque, avranno accesso ai materiali che serviranno
a Paul per costruire uno stabilizzatore. Possiamo
proteggere questa dimensione.
Scopro che il palazzo dove abito  stato costruito prima
della Rivoluzione. All'inizio sono felice di vedere che
vivo in un luogo che non  stato reso sciatto per pura
cattiveria, anche se la vernice  di un grigio opaco e le
decorazioni originali che incorniciavano le porte e le finestre
sono state distrutte o portate via. Nei giorni di
bel tempo, la luce si riverser da queste grandi finestre,
illuminando l'ingresso spazioso e gli ampi corridoi. Poi
scopro che vecchio non significa soltanto "bello e pieno
di personalit", ma anche "scale". Grazie al cielo abito
solo al terzo piano.
Quando entriamo nel mio appartamento mi tolgo il
cappello di lana e comincio a sbottonarmi il cappotto,
impaziente di sistemarmi ed esplorare l'ambiente. La
prima cosa che mi colpisce  che questa casa  molto
piccola per poterci vivere con mamma e pap. Io e Josie
entriamo nella cucina, che  minuscola, con elettrodomestici
antiquati e senza microonde, ma  tutta bianca
e molto accogliente. Anche il soggiorno  piccolo, le pareti
sono dipinte di un verde pieno e vivace che riesce a
sembrare allegro e non incombente. Sul pavimento di
legno non ci sono tappeti. A un lato della stanza c' un
piccolo tavolo, coperto da una tovaglia bianca con dei
fiori rossi ricamati sull'orlo. Alle pareti ci sono i ritratti
che ho fatto ai miei genitori, a Josie, ad altri amici e alla
figlioletta di qualcuno, insieme a fotografie in bianco
e nero incorniciate. C' un divano compatto e piuttosto
sbiadito davanti a un televisore vecchio stile a forma di
scatola, con lo schermo poco pi grande di un computer
portatile. Il resto delle pareti  ricoperto da scaffali
stracolmi di libri. Come previsto, c' una valanga di testi
scientifici, inframmezzati da romanzi e libri di poesie
che devono essere miei. Anche se non ho mai visto
questo appartamento, sento nel profondo che potrebbe
essere la mia casa.
Un colpetto sulla spalla mi fa trasalire. Josie  in piedi
dietro di me. Mi ero dimenticata che non l'avrei sentita
arrivare. Sei sicura di star bene? Josie inclina la testa,
studiandomi. Puoi rimanere da sola per un po'?
Certo. Mamma e pap devono essere ancora in viaggio
verso casa. Far un pisolino, fa sempre bene.
Sicuramente hai l'aria di averne bisogno. Josie mi d
un bacio sulla guancia - un altro segno di affetto che
non avrebbe mostrato nel nostro mondo. Grazie al cielo
non  il tuo turno di portare a casa Valentina. Hai bisogno
di riposare.
Non preoccuparti per me, davvero. Abbiamo una terza
sorella in questo mondo? O magari Valentina  una collega
con cui a volte faccio la strada del ritorno. Se non 
un altro clone, posso gestirla. Josie, dovresti andare a
casa. Tuo marito si star chiedendo dove sei finita.
La squadra di Yuri gioca a hockey stasera, ricordi?
Ma devo sbrigarmi se voglio arrivare in tempo alla partita.
Josie si precipita fuori dalla porta. Ci vediamo domani!
La saluto con la mano un attimo prima che sparisca
dietro la porta, poi faccio un sospiro di sollievo. Yuri.
Non ho idea di chi sia, ma non  Wyatt Conley, e questo
mi basta.
Mi sfilo il cappotto pesante e lo appendo a un gancio
sul muro, insieme al cappello. Poi, togliendomi i guanti,
mi avventuro nel retro dell'appartamento - che a quanto
pare ha una sola camera da letto. Come  possibile?
Una volta dentro, vedo un paio di scarpe da uomo vicino
all'armadio, quindi ovviamente mamma e pap dormono
qui. C' ancora una porta, comunque, nell'angolo in
fondo alla stanza.
Arriccio il naso. Se non ricordo male, nell'era sovietica
i moscoviti non avevano la passione delle cabine armadio
o dei bagni privati. Anzi, bisognava abituarsi a
una notevole mancanza di privacy.  possibile che per
andare in camera mia debba passare da quella dei miei
genitori? Caspita,  una fonte potenzialmente infinita
di situazioni imbarazzanti.
Tanto vale che ti ci abitui, mi dico aprendo la porta.
La prima cosa che noto  la mia mano sinistra sullo
stipite della porta, senza il guanto: anch'io ho un anello al dito.
Seconda cosa: questa stanzetta, poco pi grande di un ripostiglio, contiene una culla.
Un attimo. Wow. Un attimo.
Nell'angolo si accende una luce, che mi fa trasalire.
Che cos'? Poi mi viene in mente: alcune persone sorde
installano dei segnali luminosi come questo per sapere
quando suona il campanello, o quando qualcuno apre la porta.
Stordita, vado a controllare, senza quasi riuscire a
staccare gli occhi dalla mia mano. Quando arrivo in soggiorno
sbircio dalla porta della piccola cucina e vedo
Paul, in piedi, con una bambina in braccio.
Nostra figlia.
...
.
...
Capitolo 24.
...
.
...
Paul mi sorride, timido come  in ogni mondo, anche
con la bambina in braccio. Con una mano le fa segno,
in modo un po' impacciato: Guarda, la mamma  a casa.
Questa deve essere Valentina, la figlia che ho avuto
con Paul.
Mi lascio cadere pesantemente su una delle sedie vicino
al tavolo da pranzo, e Paul fa un'espressione preoccupata.
Valentina sul pavimento.  abbastanza
grande da gattonare ed  ben felice di farlo, mentre
Paul viene da me. Stai bene? Sei pallida.
Mi sento un po' debole. Josie mi ha accompagnato a
casa. E adesso rischio di svenire per lo shock. Il destino
della Granduchessa Margarita mi attraversa la mente.
Prima scopro di essere incinta, poi, due settimane dopo,
ho una figlia.
Ovviamente capisco che sono due universi differenti,
due Marguerite diverse, bambini diversi. Ma dal punto
di vista emotivo  come se fossi passata dal concepimento
al parto in due settimane.
Paul si sfila i guanti e mi appoggia una mano sulla
fronte, poi la ritira per farmi dei segni: Pensi di avere
la febbre? Non  influenza, vero?.
Onestamente, penso di aver solo bisogno di dormire.
E di un po' di tempo per abituarmi a tutto questo.
Non mi stupisce. Anche se adesso va molto meglio, ieri
notte  stato come se avesse di nuovo un mese e mezzo,
vero? Si svegliava a ogni ora. Sospira, e mi rendo
conto che anche lui  stanco. Ma Paul mette da parte il
suo affaticamento.  avanzata un po' di zuppa. Posso
scaldarla io, con un po' di pane e formaggio. Che cosa
ne dici ?
Vuole preparare la cena per lasciarmi riposare. La
nostra bambina sta giocando sul pavimento, e questo
piccolo appartamento accogliente  nostro. Almeno in
un mondo, tutto  stato semplice e romantico: ci siamo
innamorati. Qui ci si sposa presto, e lo abbiamo fatto
anche noi. E adesso abbiamo una famiglia, una vita nostra.
Stai piangendo? Paul mi tocca la mano e si inginocchia
davanti a me.
Io scuoto la testa, anche se ho gli occhi pieni di lacrime.
Sto bene. Molto pi che bene,  tutto meraviglioso.
Lui mi guarda perplesso, chiaramente si sta chiedendo
perch l'ho detto, ma dopo un momento mi d un
bacio in fronte e va in cucina a preparare la cena.
Le due ore successive volano, sono un misto di ordinario
e sublime. Per un po', Paul cucina mentre io gioco
con Valentina sul pavimento. Un attimo prima  come
fare la babysitter alla figlia di un estraneo, un attimo
dopo sono di nuovo incredula: questa  nostra figlia.
L'abbiamo fatta io e Paul, insieme.
Il bambino della Granduchessa le somiglier? Valentina
ha grandi occhi grigi, come il pap, ma i pochi ciuffetti
ricci che ha in testa mi dicono che ha ereditato la
capigliatura selvaggia delle Kovalenka.  bellissima,
come quasi tutti i bambini, ma pi la guardo pi riconosco
la sua individualit. Vedo un riflesso del sorriso
di mio padre, il mento volitivo di Paul. In lei riconosco
aspetti di quasi tutte le persone che ho amato di pi
nella mia vita. I miei genitori la chiamerebbero genetica,
a me sembra un'alchimia: lo spazio luminoso fra la
scienza e la magia.
Neanche il cambio del pannolino basta a diminuire la
mia meraviglia davanti a tutto questo. Quando riprendo
in braccio Valentina e le annuso i capelli, mi sento
attraversare da un piccolo brivido caldo. Mi sembra che
potrei tenerla cos per sempre.
Dopo cena, Paul insiste per occuparsi di Valentina da
solo. La aiuta a impilare altri cubi, mentre io mi stendo
sul divano, quando all'improvviso si accende un'altra
lucetta lampeggiante. Paul fa una smorfia. Mi ero dimenticato
che dovevano passare mamma e pap.
Va bene. Mi metto a sedere e sorrido. Sono contenta
di vederli. Che razza di scienziati pazzi varcheranno la
soglia, questa volta?
Ma quando Paul fa entrare i nostri ospiti, non vedo i
miei genitori. Vedo Leonid Markov e quella che deve
essere la madre di Paul, Olga.
L'ultima volta che ho posato lo sguardo su Leonid
Markov, ha ucciso un uomo a sangue freddo a meno di
un metro dal mio viso. Ha valutato i pr e i contro di
tenermi in vita. E ho visto la crudelt e il controllo che
usava per obbligare suo figlio a condurre una vita che
gli avrebbe lentamente avvelenato l'anima. Olga mi era
sconosciuta fino a questo momento. Sapevo soltanto
che sosteneva le imprese criminali del marito e che aveva
tagliato i ponti con Paul per essersi rifiutato di unirsi
all'impresa di famiglia.
Stasera, per, Leonid indossa un semplice soprabito
marrone e un completo. Olga ha i capelli raccolti in cima
alla testa in un'acconciatura antiquata e ha un orrendo
vestito scozzese. Hanno un aspetto... insomma,
normale. Sono felici di essere qui. La cosa pi incredibile
 che Paul li fa entrare con un sorriso.
Ciao,  bello vederti dice Olga, sia a voce che a segni.
Si esprime in modo impacciato, ma riesco comunque
a capirla. Ovviamente non conosce molti altri segni,
perch poi si mette a parlare con Paul.
Lui sembra abituato a fare da traduttore. La nonna
dice che Valentina diventa ogni giorno pi bella, poi risponde
anche con i segni, in modo che io possa seguire
il discorso. Sar anche bellissima, ma questa piccola
tiranna  stata sveglia tutta la notte. Marguerite  esausta.
Non  un buon momento per una visita prolungata.
Leonid annuisce, sorridendo. Mentre parla con suo figlio,
Paul traduce per me. La riunione del partito era
stasera, anche i miei genitori sono stanchi. Possono invece
tenere la bambina questo fine settimana? Cos potresti
riposare. Con uno sguardo eloquente, Paul aggiunge
una frase destinata solo a me: Pensa, qualche
ora solo per noi.
Ricordo la stanza che condividiamo. Ah, posso pensare
a un sacco di cose. Se per te va bene, rispondo. Il sorriso
di Paul si allarga, lui annuisce e dice ai suoi che
naturalmente Valentina  sempre felice di stare un po'
con i nonni.
Lentamente, comincio a ricostruire tutto. In questo
mondo Leonid non  un mafioso. Anzi,  un membro leale
del Partito Comunista. Forse  da l che ricava la
sensazione del potere, l'autorit a cui tiene tanto.
L'URSS onorava i suoi studenti pi brillanti in campo
scientifico e forniva loro il meglio, il che significa che
nell'universo di Mosca Leonid ha sostenuto le ambizioni
di Paul.  fiero di avere un figlio scienziato.
Sono sicura che anche qui c' un lato oscuro. Leonid
Markov  l'ultima persona che dovrebbe avere autorit
in uno Stato di polizia, e Paul  abbastanza intelligente
da capirlo da solo. Ma questo non toglie che, in questo
mondo, Paul  stato accudito, valorizzato e sostenuto.
Non ha motivo di credere di non poter essere amato e
quindi, quando ci siamo conosciuti, non si  tirato indietro.
Olga e Leonid vezzeggiano ancora un po' Valentina, e
Paul offre loro una veloce tazza di t, ma dopo neanche
mezz'ora se ne vanno e la nostra famigliola  di nuovo
sola. Valentina si agita un po', e Paul si china per darle
un bacio in fronte. Anche lei  stanca. Mi sorride. Non
mi stupisce. Le faccio il bagnetto e la metto a nanna.
Posso aiutarti...
No, no, riposati. Paul guarda in alto. E spera che
stanotte decida di dormire.
Dopo avere sbirciato un attimo la scena di Paul seduto
accanto alla vasca con Valentina, a ridere mentre lei
schizza l'acqua dappertutto, esploro il soggiorno ancora
pi avidamente di prima. Trovo un album di fotografie,
simile a quello che c'era a casa dei miei nonni, con le
pagine adesive appiccicose e vecchie foto un po' scolorite.
Qui per sono quasi tutte in bianco e nero. Questo
album deve averlo preparato Olga come regalo di matrimonio,
perch le prime pagine mostrano Paul da piccolo,
che sorride con pi entusiasmo di quanto abbia
probabilmente mai provato nel mio universo. Dopo
qualche premiazione scolastica (nastri decorati con falce
e martello, o altri ritratti di Lenin) arriva la mia
prima fotografia. Nonostante la scialba divisa scolastica
che indosso, sorrido all'obiettivo senza alcun imbarazzo,
con le braccia intorno alla vita di Paul. A
quanto sembra, qui ci siamo messi insieme quando avevamo
forse tredici o quattordici anni? Magari addirittura
un anno prima.
Un paio di pagine pi avanti arriva la foto del matrimonio.
Senza un'organizzazione industriale e commerciale
alle spalle, qui gli sposi fanno le cose in modo pi
semplice: Paul ha un normale completo, e io un vestito
al ginocchio, con solo alcuni fiori nei capelli. Ma la gioia
sui nostri volti  evidente.
Alzo gli occhi quando Paul entra con in braccio Valentina,
avvolta in una morbida coperta gialla. Lei sbadiglia
in modo assurdamente delizioso: spalanca la
boccuccia e stringe i pugnetti. Quando Paul vede che cosa
sto guardando, inarca le sopracciglia, esprimendo la
domanda che non mi pu fare, dato che ha le mani occupate
a tenere nostra figlia. Perch l'hai tirato fuori?
Oggi mi sento romantica.
Lui si siede in poltrona, cullando Valentina contro il
suo petto. All'inizio penso che le stia parlando, ma
quando attraverso la stanza per rimettere l'album sullo
scaffale, mi rendo conto che sta cantando.
Con mia sorpresa, dopo quei primi momenti di confusione,
non avevo pi sentito la mancanza dell'udito. In
questo momento, per, vorrei poter sentire la ninnananna
di Paul. Ma forse non importa. Forse  sufficiente
guardare l'espressione del suo viso, di assoluta tenerezza,
mentre fa addormentare la nostra bambina.
Nessuna canzone potrebbe essere pi dolce.
Poi sobbalza, tanto che Valentina trasalisce per un
momento, anche se poi sbadiglia di nuovo. Paul spalanca
gli occhi e lo faccio anch'io, quando vedo il Firebird
al suo collo. Il mio Paul mi ha raggiunto, finalmente.
Guarda la bambina, poi me, poi di nuovo lei. Io prendo
una penna e un blocchetto dal tavolo e scrivo una
parola a grandi lettere, poi sollevo il foglio per farglielo
leggere: Sorpresa.
Il Paul Markov del mio mondo conosce pochissimo il
linguaggio dei segni. Il Paul dell'universo di Mosca lo
padroneggia, ma deve averlo imparato pi tardi, perch
questa conoscenza non  radicata dentro di lui al
punto da essere accessibile al mio Paul. Io posso parlare
- la meningite non mi ha danneggiato la voce, e anche
se  strano dover fare attenzione a come muovere
la bocca per produrre ogni sillaba, sono in grado di farlo.
Ma lui pu rispondere solo scrivendo, e lo scambio
fra le sue scritte e le parole che pronuncio senza sentirle
rende il dialogo complicato, quindi poco dopo rinuncio
a cercare di parlare. Finiamo per comunicare attraverso
un foglio di carta.
Paul scrive: Hai idea di che cosa facciano i tuoi genitori
per vivere, qui? In che disciplina scientifica si sono
specializzati?
Siamo seduti sul pavimento della cucina, mentre
Paul fruga fra prodotti per le pulizie e farmaci alla ricerca
degli ingredienti per il grimaldello. Anche se essere
un viaggiatore perfetto mi ha fatto correre molti
pericoli e cacciato in situazioni drammatiche, ammetto
che sono contenta di non dovermi iniettare sostanze utilizzate
pi comunemente per sturare i tubi di scarico.
Scrivo in fretta: Non ho controllato, ma se guardi i libri
sugli scaffali probabilmente riuscirai a capirlo. Mi fermo,
prima di scrivere il resto. Qui ci siamo incontrati
quando eravamo molto pi giovani, quindi devi avere
studiato con mamma e pap fin da ragazzo.
Paul interrompe i suoi esperimenti di chimica per
scrivere ancora: Sai dove vivono?.
Io e Josie non siamo andate a casa loro, rispondo. Per
abbiamo un elenco telefonico, quindi possiamo trovarli,
domattina. Quando avremo spiegato loro che cosa
sta succedendo, ci aiuteranno a cominciare. Annuisce
senza neanche guardarmi. Aggiungo in fretta, Perch
non usi i promemoria?
Ho quasi esaurito l'energia nell'universo dell'Egitto,
risponde. Se fosse successo, sarebbe rimasto abbandonato
l, senza pi potersi svegliare e senza poter trovare
una via di fuga. Non vale la pena rischiare. Dobbiamo
darci malati al lavoro, dovunque sia. O domani 
sabato? A questo punto il mio senso del tempo  completamente
sballato. Probabilmente non  un grave
problema, ma anche le minime complicazioni a volte
possono mandare tutto all'aria.
Quando Paul aggiunge un altro paio di liquidi, la miscela
finalmente diventa del verde smeraldo tipico del
grimaldello. A volte la cosa pi difficile  trovare un ago,
scrive.  la prima cosa non strettamente necessaria
che mi dice. Il Triadverso e la casa madre hanno inserito
dei minuscoli iniettori all'interno dei loro Firebird.
Dovremmo farlo anche noi.
Non ti senti strano a usare il grimaldello, conoscendo
i danni che causa?
No,  molto simile all'arsenico. Se ne possono assumere
piccole dosi senza effetti tossici. Ma continuando a
esporre il corpo all'arsenico, alla fine si accumula e diventa
mortale. Due o tre dosi di grimaldello non avranno
effetti negativi, tranne forse qualche perdita di memoria
temporanea, a causa dell'impossibilit di sognare.
E quelle dosi dovrebbero essere pi che sufficienti
per quello che dobbiamo fare.
Due o tre dosi. Il Theo del Triadverso  rimasto nel
nostro Theo per mesi. Poi per ha dato la vita per espiare
i suoi peccati, quindi dovr imparare a superarli,
in qualche modo.
Paul appoggia la bottiglia di liquido verde sul ripiano
e si alza in piedi, diretto in bagno. Senza dubbio vuole
frugare nell'armadietto dei medicinali. Forse mi ha
detto qualcosa, uscendo, dimenticandosi che non posso
sentirlo, ma la sensazione di essere lasciata indietro 
molto netta. Mi ha anche fatto mettere a letto Valentina
da sola, anche se  stato facile, dato che era gi
mezza addormentata per la ninnananna.
Adesso basta, decido. Non ho intenzione di andare avanti
cos. Non posso obbligare Paul a credere, ma posso
obbligarlo ad ascoltare, anche senza la mia voce.
Paul torna con una vera siringa. Io esco dalla cucina,
mentre si prepara a iniettarsi quella roba, e vado a sedermi
sul divano con un paio di fogli bianchi. Solo una
lieve tensione delle spalle tradisce il momento in cui
l'ago gli entra nella pelle, e in un attimo ha finito. Non
appena mette gi la siringa, per, comincia a tremare.
Lo porto sul divano, temendo un'altra overdose in
piena regola come quella che aveva avuto Theo nell'universo
di Londra. Ma l'effetto su Paul non  cos pesante.
Rabbrividisce ancora per qualche secondo, con le
pupille dilatate, mentre cerca di riprendersi. Io gli sfrego
le spalle, gli accarezzo i capelli.
Quando la reazione  passata, Paul cerca di rialzarsi
in piedi, ma io lo prendo per le spalle e lo obbligo a sedersi
di nuovo sul divano, accanto a me. Lui mi lancia
un'occhiata, poi scrive: Ora sto bene.
Lo so. Ma dobbiamo parlare. Tu continui a evitarmi,
ma adesso ci troviamo in una dimensione in cui condividiamo
una casa e un letto, quindi  ora di farlo.
Non c' altro da dire. Non abbiamo un destino, ormai
 dimostrato. Un mondo come questo, in cui siamo... La
mano di Paul si ferma, e lo vedo lanciare un'occhiata
verso la stanza di Valentina. Poi ricomincia. Un mondo
 solo uno dei risultati possibili. Non significa che siamo
destinati a stare insieme.
Non significa neanche che non lo siamo. Gli prendo la
mano mentre cerco le parole, per non farlo allontanare.
Ma lui riprende la penna per primo. Sai che cosa mi
ha fatto la frammentazione. Pensi che potrei continuare
a stare con te, sapendo che non sar mai pi lo stesso?
S!, rispondo. Sei stato ferito, e allora? Sei cambiato.
Se tu rappresentassi un pericolo per me, allora certo, ti
lascerei andare. Sia perch vorrei proteggermi, sia perch
so che preferiresti stare solo che danneggiarmi in
qualsiasi modo. Ma tu non rappresenti un pericolo per
me. Sei riuscito a controllarti con Persis, no? Non sei
distrutto. Hai solo delle nuove cicatrici, e io ti amerei
sempre, con qualunque cicatrice. Tu non mi ameresti se
io avessi subito dei danni, se fossi triste o sofferente?
Paul esita. Lo sto raggiungendo? Scrive: Certo, ma
questa  una cosa diversa. Tu non vuoi capire, perch
credi ancora in una specie di mistico fato...
Gli strappo la penna dalle mani, per fermarlo adesso
e per dire la cosa pi importante. Paul, il fato non ci
garantisce un lieto fine. Non siamo destinati a stare insieme
in qualsiasi caso. Ma, in una dimensione dopo
l'altra, in un mondo dopo l'altro, il fato ci d una possibilit.
Il nostro destino non  una specie di mistica profezia.
Il nostro destino  ci che facciamo di quella possibilit.
Non oso alzare gli occhi. Non oso smettere di scrivere.
L'unica cosa che credo di aver capito per certo si sta
riversando fuori di me.
L'hai detto tu stesso. Ogni realt quantica si divide
quando qualcuno prende una decisione. Ognuno dei
mondi che abbiamo visitato non  un semplice caso,  il
risultato di infinite scelte che si sono combinate per creare
una nuova realt. A noi due sono state date infinite
possibilit, ed  molto di pi di quanto altri potranno
mai avere, ma alla fine possiamo vivere soltanto in un
mondo, ed  quello che ci costruiamo. Io voglio che noi
costruiamo il nostro mondo insieme.
Mi sento gli occhi roventi, la gola mi si chiude. Quando
guardo Paul, vedo che  ancora pi sconvolto di me.
Sto obbligando entrambi ad affrontare il fatto che
uno dei nostri sogni pi belli era una menzogna.
Credevamo nel destino come una specie di garanzia,
una promessa cosmica che saremmo stati insieme virtualmente
in ogni mondo che avessimo condiviso. Ma
ora ho capito che credere solo nel destino significa rinunciare
a ogni responsabilit. Ci siamo illusi -che la
felicit fosse un dono che avremmo ricevuto tutte le
volte.  molto pi spaventoso ammettere che le nostre
vite sono nelle nostre mani imperfette, fallibili. Il nostro
futuro non viene conservato per noi nella culla del
fato. Dobbiamo staccarlo dalla roccia, scavarlo dal fango
e costruirlo giorno dopo giorno, nella confusione e
nell'imperfezione.
A questo punto mi trema talmente la mano che le
lettere si confondono, ma spero che Paul riesca ancora
a leggere quello che ho da dire.
Tu sei cresciuto nella convinzione che nessuno potesse
amarti incondizionatamente. Che non meritavi neanche
di essere amato. Ma tutti meritano di essere amati, e c'
cos tanto amore che ti aspetta. Non hai bisogno del fato
per darti un amico come Theo, o dei mentori come i
miei genitori. Loro ti hanno scelto. Pi ti conoscevano,
pi capivano chi sei veramente, e pi ti amavano. E io
ci ho messo cos tanto a vederti perch tu ti nascondi
molto bene, ma adesso ti vedo, Paul. Ti vedo e ti amo
cos t...
La penna mi cade dalle mani e le mie parole diventano
uno scarabocchio, mentre Paul mi stringe forte a s.
Io gli metto le braccia al collo e ricambio il suo abbraccio,
desiderando non solo che capisca quello che ho detto,
ma che decida di crederci.
Lui mi bacia la fronte, la guancia e finalmente le
labbra. Entrambi apriamo la bocca lentamente, per divorarci a vicenda.
Ho giurato che non avrei pi fatto un errore come
quello dell'universo della Russia, che non avrei mai pi
dato per scontate le scelte che un'altra me avrebbe potuto fare con il suo corpo.
Ma adesso ci troviamo in un Paul e una Marguerite che dividono un letto, una vita e che hanno una figlia.
Quello che proviamo non  cos diverso da quello che provano loro.
Siamo a casa nostra. Siamo al sicuro, e cos  questo mondo. Abbiamo tutta la notte.
Sono io a scendere dal divano, prendere la mano di Paul e portarlo verso la camera da letto. Lui mi prende in braccio per l'ultimo tratto, mi sdraia sul letto e ricopre il mio corpo con il suo.
Ma entrambi ci aiutiamo a sfilarci i vestiti, entrambi ripensiamo a quell'unica notte nella dacia. Entrambi ci riveliamo completamente, corpo e anima, come non abbiamo mai fatto.
Io e Paul siamo uniti, nel buio e nel silenzio. Quello che creiamo, lo creiamo insieme.
...
.
...
Capitolo 25.
...
.
...
Mi risveglio da un sogno che non riesco a ricordare, a
parte il fatto che i suoni ne facevano parte. Il rombo da
conchiglia nelle orecchie mi infastidisce solo per il primo
istante. Ho cose pi importanti a cui pensare.
Paul  sdraiato sul fianco, accanto a me, un'espressione
gentile negli occhi grigi. Da quanto mi sta guardando
dormire? Spero di non avere sbavato, o roba del genere.
Forse no, perch quando vede che batto gli occhi e
mi stiro, sul suo viso spunta un piccolo sorriso. Ricambio
il sorriso e lui segue con un dito la linea di attaccatura
dei miei capelli. Quel contatto mi riscalda come un
raggio di sole. Restiamo sdraiati uno accanto all'altra,
fra le lenzuola bianche stropicciate.
Abbiamo trascorso un'altra notte insieme, nella dacia
in Russia, ma allora lui era il Luogotenente Markov -
era sia il mio Paul che qualcuno di completamente nuovo.
Questa volta, anche se occupiamo altri corpi, eravamo
soltanto noi stessi. Nonostante allora fra noi ci fosse
un'emozione intensissima, questa volta l'intimit era
perfetta. Forse  il nostro vero punto di partenza.
O forse no. Gli occhi di Paul sono ancora tristi, il suo
sorriso  malinconico. Crede a ci che gli ho scritto ieri
sera? Oppure dubita ancora di se stesso e pensa che la
frammentazione lo seguir per sempre? Pensa che il destino
sia qualcosa che ci costruiamo, o qualcosa che abbiamo
perduto?
Per fare queste domande, o almeno ottenere le risposte,
dovrei trovare una penna e un foglio di carta. Ma
forse  meglio che qui non ci sia cos facile comunicare.
Invece di ripiombare nel dubbio e nell'angoscia, o di iniziare
una conversazione imbarazzata e irrilevante su
qualsiasi cosa tranne quello che ci interessa di pi, restiamo
semplicemente sdraiati insieme, in questo fragile
momento rubato.
Paul trasalisce e si volta verso la porta in fondo alla
nostra stanza, quella che d sulla nursery.
Ah, giusto. Abbiamo una bambina, e i bambini piangono.
Il resto della mattinata non  romantico.
Che altro pu volere?, scrive Paul a un certo punto,
dopo che Valentina ci ha lanciato addosso il terzo possibile
pasto, un pur di patate dolci.
Io scrollo le spalle, impotente. In questo universo il
mio seno  piatto, come al solito, quindi ovviamente non
la sto allattando (egoisticamente ne sono felice, perch
sarebbe decisamente bizzarro). L'abbiamo cambiata.
Abbiamo cercato di nutrirla. Le abbiamo fatto fare il
ruttino. Adesso stiamo cercando di darle di nuovo da
mangiare. Che altro c' da fare?
Valentina, invece, sembra pi che sicura che c' qualcos'altro
che dovremmo fare, come genitori, e che abbiamo
vergognosamente trascurato. Il suo faccino arrossato
 inondato di lacrime, mentre spinge via il resto del
pur. Ha un'aria cos disperata che  impossibile arrabbiarsi.
Invece mi sento profondamente in colpa. Questa
bambina ha bisogno della sua mamma. Forse sente che
non sono davvero lei.
Paul probabilmente pensa la stessa cosa. Mentre mi
tolgo la poltiglia arancione dall'ampia camicia da notte
bianca che mi sono infilata stamattina, mi scrive Non
avrei dovuto prendere il grimaldello. Cos suo padre avrebbe
potuto occuparsi di lei per la maggior parte del
tempo.
Io scuoto la testa e prendo la penna. Dobbiamo costruire
lo stabilizzatore il pi presto possibile. Prima lo
facciamo, prima riavr i suoi genitori.  tutto vero, lo
so bene, ma mi sento ancora cos in colpa guardando
Valentina...
... che dice Latte?
Con la mano, nel linguaggio dei segni.
Lattei Ripeto a gesti. Valentina si illumina, passando
dalla disperazione alla speranza. Apro un armadietto e
vedo sullo scaffale pi alto una serie di biberon e tettarelle.
Quando mi volto, con il biberon pronto, Valentina
sta gi tendendo le manine paffute. Glielo do e vengo
ricompensata da un rapidissimo sorriso. Poi si mette
subito in bocca la tettarella.
Naturalmente, questa Marguerite sta insegnando il
linguaggio dei segni a sua figlia, proprio come Paul le
star insegnando a parlare. La bambina  troppo piccola
per parlare, ma evidentemente il linguaggio dei segni
si comincia a imparare un po' prima. Paul si accascia
contro il frigorifero, sollevato, e io non posso evitare di
ridere.
Un attimo dopo si accende una lucina nell'angolo. Aggrottando
la fronte, Paul va ad aprire, ma quando vede
chi  fa un sorriso.
Buongiorno!, mi fa segno mia madre, poi si ferma
quando vede la mia camicia da notte, la maglietta e i
boxer di Paul e il faccino congestionato di Valentina. Alle
sue spalle c' pap, che ha occhi solo per sua nipote. I
miei genitori sembrano gli stessi che sarebbero potuti
arrivare dal soggiorno di casa mia, se pap si fosse fermato
per strada a prendere un paio di bruttissimi occhiali
di plastica. Il concetto di eleganza della mamma 
quello di usare le forcine invece delle matite per tenere
su i capelli. La sciarpa di pap  di una sfacciata tinta
blu, che probabilmente spiccava come un faro per le
strade di Mosca.
Sarei commossa dal modo in cui pap sfiora la testa
di Valentina con la mano, se non fosse per quello che dice,
a gesti, subito dopo, che  pi o meno: Bambina bella
molto. Josie tu malata detto?
La mamma chiede: Malato tu anche Paul?.
Devo mordermi la guancia per non ridere. La grammatica,
nel linguaggio dei segni,  tridimensionale: il significato
e la funzione dei singoli gesti sono determinati
non solo dalla forma delle dita o dall'ordine in cui vengono
fatti, ma anche dalla posizione e dai movimenti
delle mani. Anche l'espressione del viso  importante,
cos come la precisione e la chiarezza dei movimenti
delle dita. I miei genitori, i super geni, non conoscono
questi aspetti del linguaggio dei segni. Ovviamente
l'hanno imparato solo da adulti, e quindi non sono mai
diventati molto bravi - come risultato, adesso mi parlano
come cavernicoli.
Comunque ho capito il senso delle loro domande. Sto
bene. Molto meglio. Per non sembra che siano venuti
per vedere come stavo. A quanto pare li avevamo invitati
a colazione, o magari  solo un'abitudine familiare
che abbiamo nei giorni liberi. Ma Valentina ci ha messo
un bel po' a decidere che cosa voleva, stamattina.
Ovviamente mamma e pap capiscono il linguaggio
dei segni molto meglio di quanto lo sappiano usare. La
mamma sorride e si china per dare un bacio sulla testa
di sua nipote, mentre pap ci dice: Tu vestire noi bambina
conservare. Felici di conservare.
Conservare  il meglio che riescono a fare per dire tenere.
Io sorrido a Paul, che guarda i nostri gesti senza
capire. Grazie, se potete tenere Valentina per un po', noi
torniamo subito. A questo punto prendo Paul per il
braccio e lo trascino nel retro dell'appartamento.
Ci vestiamo di fretta, frugando negli armadi e nei
cassetti alla ricerca delle nostre cose e mettendo tutto
in disordine. Mentre mi infilo un paio di calze pesanti,
Paul smette di abbottonarsi la camicia per scrivere:
Non dovremmo parlare subito dei Firebird.
Io scuoto la testa. No. Non voglio pi mentire agli altri
universi. Qui potrebbero anche essere in grado di
aiutarci!
Questa  l'URSS. E uno Stato di polizia. Regna la paranoia,
gli amici si denunciano fra loro. Se mi considerassero
un intruso, invece che qualcuno che offre nuove
conoscenze, potrebbero denunciarmi.
Io vorrei dirgli che non lo farebbero mai - ma mamma
e pap sono profondamente influenzati dai mondi in
cui vivono. Credo che non tradirebbero mai me, ma non
posso essere sicura che farebbero lo stesso per Paul.
Potrei finire in un gulag, insiste lui. Devo introdurre
l'argomento per gradi. Quindi, per un po', devono pensare
che io sia il Paul di questo mondo. Posso parlare in
russo,  la lingua in cui mi hanno salutato, ma se si accorgono
che non comunico a gesti con te?
Ah, giusto. Diciamogli che ieri ti sei fatto male alla
mano. Niente di grave, ma devi tenerla a riposo. Dovrebbe
funzionare.
Nessuno di noi due d segno di notare il letto che occupa
la nostra stanza, la coperta e le lenzuola stropicciate,
i cuscini ancora schiacciati dalla forma delle nostre
teste. Quello che abbiamo fatto ieri notte, quello
che ho detto - sembra quasi un sogno che ho sperato di
realizzare. Paul mi ha creduto, a proposito delle nostre
infinite possibilit, del nostro unico mondo? O le cicatrici
della frammentazione, e del suo terribile passato, sono
troppo profonde?
Quando rientriamo, mamma e pap sono in mezzo alla
stanza, con in faccia una stranissima espressione, un
misto di shock, timore e divertimento. La mamma ha in
braccio Valentina, ma la tiene a distanza, come se fosse
qualcosa che ha trovato inaspettatamente. Vedendo
Paul e me trasaliscono entrambi, e la mamma dice
qualcosa ad alta voce. Non ho idea di che cosa. La lettura
delle labbra  particolarmente difficile, quando non
si sa in che lingua sta parlando l'altra persona.
Paul fa un passo indietro e spalanca la bocca per la
sorpresa, e in quel momento vedo un riflesso metallico
al collo dei miei genitori. Quelli sono Firebird. Il che significa
che i miei genitori di questa dimensione sono
appena diventati mamma e pap, che hanno finalmente
fatto un viaggio interdimensionale.
Rapidamente, prendo la penna e i fogli di ieri sera, giro
le pagine con le cose private che ho detto a Paul, e
scrivo Siamo a Mosca. Io e Paul viviamo qui e lei  Valentina.
Io sono sorda.
Loro hanno l'aria sconvolta, la mamma allunga una
mano verso di me. Perch sono cos devastati? Comunque
si riprendono in fretta. Dopo un secondo mio padre
prende la penna e scrive, Questa  figlia vostra o nostra?
Non so quale sia l'ipotesi pi terrificante.
Io rido. Nostra, il che  abbastanza terrificante.
Pap mostra il foglio alla mamma e tutti e due assumono
un'espressione sdolcinata guardando Valentina,
come se si stessero sciogliendo alla sola vista della loro
quasi nipotina. Intanto Valentina ci scruta tutti con sospetto.
Credo che abbia capito che siamo una manica di
impostori.
La mamma si sposta Valentina sul fianco con un gesto
disinvolto e ci sediamo tutti intorno al tavolo con la
tovaglia ricamata, carta e penna a disposizione, per
spiegare che cosa sta succedendo.
Mio padre comincia, con la sua scrittura a zampa di
gallina: Quando abbiamo raccolto abbastanza Firebird
dalle varie dimensioni, tua madre e io abbiamo capito
che potevamo accelerare considerevolmente il processo
viaggiando in prima persona. Invece di lasciare Paul e Te a
costruire tutti gli stabilizzatori per proteggere le dimensioni,
potremmo farne qualcuno anche noi.
Theo ha preso in carico le comunicazioni fra gli universi
per ora, scrive poi la mamma, che con l'altro braccio
si tiene Valentina in grembo. La sua calligrafia  delicata
e precisa, come lei. Non si sente ancora bene, cos
Josie  venuta ad aiutarlo.
Pap picchietta sul foglio, per dire la sua: Puoi immaginare
il suo sbalordimento quando le abbiamo raccontato
le motivazioni della casa madre. Ha detto che preferirebbe
mille volte essere morta piuttosto che... qualsiasi
versione di lei la penserebbe cos, e io le credo...
La mamma lancia un'occhiata a pap, che le restituisce
la penna. Il tempismo  fondamentale. Grazie ai dati
raccolti dagli altri universi, e in particolare alle informazioni
tracciate dall'universo in guerra, abbiamo concluso
che la casa madre ha cambiato piano di attacco.
Adesso vanno a caccia di vettori originari.
Io inspiro forte e afferro la penna. Volete dire che
hanno intenzione di uccidere ancora pi dimensioni?
I miei genitori annuiscono. Paul borbotta qualcosa e
non ho bisogno di leggergli le labbra per capire che 
una parolaccia. L'enormit dei crimini della casa madre
 gi quasi al limite della mia capacit di comprensione,
eppure possono ancora peggiorare. Non ci sar mai fine?
Come faremo a fermare queste versioni oscure dei
miei genitori e di Wyatt Conley, che sono tutti intelligentissimi
e molto pi avanzati di noi dal punto di
vista tecnologico?
Non possiamo, sussurra una voce traditrice nella mia
testa, il ricordo del suono nel costante rimbombo del rumore
bianco.
 Paul che riprende a scrivere: Dobbiamo cominciare
subito a costruire lo stabilizzatore per questo universo,
ma ho una teoria che dovremmo esplorare che riguarda
l'uso dei Firebird, invece. Potremmo collegare due Firebird.
Se un dispositivo fosse programmato per accrescere
l'asimmetria materia-antimateria in una dimensione,
e l'altro fosse mandato in sovraccarico - smette di scrivere
per simulare sul suo Firebird come si potrebbe fare
esattamente - il sovraccarico potrebbe fornire la stessa
energia di uno stabilizzatore. Questo significa che due
viaggiatori potrebbero salvare un universo, anche se,
naturalmente, un Firebird verrebbe sacrificato, lasciando
il viaggiatore bloccato per un po'. Ma in caso di emergenza,
 un 'opzione che potrebbe aiutarci.
Pap prende la penna a sua volta. Affascinante! Ma
per ora dovremmo concentrarci su quello che siamo certi
che possa funzionare. Non appena saremo sicuri che qui
le cose sono avviate per il meglio, ci divideremo e poi
scopriremo di quali dimensioni occuparci. Dove possiamo
trovare le materie prime per lo stabilizzatore?
Paul risponde, Io e Marguerite siamo arrivati ieri sera,
quindi non abbiamo avuto molto tempo per capire
dove studiamo o lavoriamo.
Noto la pausa dopo il quindi - il riconoscimento inconscio
di quello che abbiamo fatto ieri sera. Prima che
mamma e pap se ne accorgano, prendo la penna. In
realt io dipingo murales per il Partito Comunista.
Quando sono arrivata qui stavo ritraendo Paul fra i
contadini che seguivano Lenin verso il paradiso socialista
del futuro.  divertente ma irrilevante, quindi aggiungo:
Lo chiamo l'universo di Mosca.
Loro cominciano a frugarsi le tasche e a esaminare la
nostra posta per vedere quali indizi riescono a trovare.
Scopriamo che l'Accademia delle Scienze dell'URSS  a
poca distanza e pap, mamma e Paul hanno tutti un lasciapassare
(in carta semplice, scritto a macchina, senza
fotografie). In breve Paul e mio padre hanno anche
trovato una cartina di Mosca e ora cercano di capire
quanto  distante l'Universit.
Intanto la mamma mette gi Valentina, che si stava
divincolando, e lei gattona fino ai suoi cubi, con un unico
sguardo alle sue spalle che significa chiaramente Vi
tengo d'occhio. La mamma la guarda rapita e si volta,
riluttante, solo per scrivere Sapevo che tu e Paul avreste
potuto avere un figlio straordinario, ma vederla in carne
e ossa mi riempie di meraviglia.
Non  nostra, mamma. Neanche nel senso molto limitato
in cui  nostro il figlio della Granduchessa, anche
se in realt non ho ancora raccontato questo fatto ai
miei genitori. Adesso non  proprio il momento pi adatto.
Appartiene al Paul e alla Marguerite di questo universo.
A quanto pare, qui, ci siamo conosciuti cinque
anni fa. Lui ha imparato il linguaggio dei segni per me.
Mi aspetto che la mamma lo trovi quasi adorabile
quanto Valentina. I miei genitori sono stati fin dall'inizio
entusiastici sostenitori della storia fra me e Paul (in
modo quasi inquietante). Invece lei si appoggia allo
schienale, con una smorfia quasi di dolore. Preoccupata,
le tocco il braccio, ma lei scuote la testa e riprende la
penna.  stata la meningite?
Intendi il motivo per cui sono sorda? Immagino di s,
ma non lo so. Deve essere stato molto tempo fa, qui. E
poi non  che le persone sorde vadano in giro con un documento
che dice: Questo  il motivo preciso per cui non
vi sento. Non posso chiederlo a nessuno.
Lei scuote la testa e risponde:  solo che  molto difficile
vederti cos.
Perch? Non fa male. Sinceramente, mamma, non
sento cos tanto la mancanza dell'udito. Non ho bisogno
di sentire per poter dipingere.
Ma non puoi sentire la tua bambina, o Paul - la persona
che sei, in questo universo, potrebbe anche non ricordare
il suono delle nostre voci.
La cosa pi strana riguardo all'infelicit della mamma
 che, prima di arrivare in questo universo, avrei
potuto pensarla come lei. Adesso invece scuoto la testa
con fermezza e reclamo la penna. Non significa che non
mi ricordi di te, o che non sappia quanto mi vuoi bene.
Voglio dire,  importante (sono sicura che questa Marguerite
deve gestire un sacco di problemi a cui non ho
ancora pensato) ma non  una grande tragedia.  solo
un altro modo di essere, tutto qui.
Non credo di averla convinta, ma lei lascia cadere il
discorso, annuendo, senza scrivere un'altra parola.
Allora le chiedo,  il tuo primo viaggio in un'altra dimensione.
Che cosa ne pensi ?
 straordinario. La mamma sorride di nuovo, illuminandosi,
pur restando malinconica. Vivere realmente
dentro un altro s. Anche se avrei scelto un 'altra localit
rispetto all'URSS. Noi non volevamo altro dai Firebird
che la possibilit di vedere altre realt quantiche, di esplorare
meglio il multiverso. Solo per imparare. Invece
siamo intrappolati in un inseguimento delle versioni
peggiori di noi stessi, e per il motivo pi triste immaginabile.
Siamo intrappolati, penso. Immagino la casa madre,
come mi ero sentita laggi, e vorrei che la sola forza del
mio odio potesse scuoterla fino alle fondamenta. Se solo
potessi tornarci, distruggere i loro Firebird con le mie
stesse mani...
In effetti potrei, giusto?
L'idea di tornare alla casa madre si aggirava da un
po' in fondo alla mia mente, ma non era mai emersa come
un pensiero del tutto cosciente. Non posso andare in
una dimensione in cui non esisto, e la Strega  impegnata
nel suo giro demoniaco del multiverso, quindi
non  l per potermi ospitare... ma il suo corpo  l. Solo
che non  "osservabile".
Non ci avevo mai pensato, prima. Non ho mai provato
a entrare in una dimensione con un corpo che, diciamo,
non veniva utilizzato in quel momento. Mentre mi rigiro
l'idea in testa, cominciano ad apparirmi altri aspetti,
finch non  pi una semplice teoria che mi  venuta in
mente.
 un'opportunit, come non ne abbiamo mai avute.
Potrei saltare nel corpo della Strega mentre la sua
mente  completamente assente? Se lo facessi, il suo
corpo dovrebbe diventare di nuovo osservabile, pienamente
concreto, nel momento del mio arrivo.  difficile
farmene una ragione. So che i corpi restano indietro,
ma il fatto che siano invisibili e intangibili fa pensare
che svaniscano nell'etere, da qualche parte. Per non 
cos.
Se in questo momento facessi il salto nella casa madre,
il corpo della Strega sarebbe l pronto ad aspettarmi.
E invece di essere sempre in corsa, all'inseguimento
dei loro piani, potrei finalmente combattere nel loro
campo.
Normalmente chiederei a Paul e ai miei genitori se il
mio ragionamento  corretto. Ma non ho bisogno delle equazioni
di fisica per sapere che funziona cos. Dopo
mesi di viaggi interdimensionali, su questo non ho alcun
dubbio. In pi, non posso lasciar capire loro qual 
il mio piano. Cercherebbero di fermarmi, direbbero che
 troppo pericoloso.
Infatti  pericoloso. Anche dopo giorni interi trascorsi
a combattere per la mia vita, so che questo potrebbe essere
il mio viaggio pi pericoloso.
Ma ci sono miriadi di vite in gioco, vale la pena rischiare.
Pap e Paul sono ancora immersi nella loro discussione
sulla cartina di Mosca. Io spingo indietro la sedia e
mi alzo in piedi. Quando la mamma mi guarda, stupita,
scrivo in fretta, Serve altro latte per Valentina. Se dovr
restare qui mentre voi sistemate questo universo,  meglio
che vada subito a comprarlo, finch potete sorvegliarla
voi. Mi sembra di aver visto un negozio poco lontano,
ieri.
 una bugia. Ieri sera ero troppo sconvolta per poter
ricordare qualcosa come l'ubicazione del negozio di alimentari
pi vicino. Ma sto seguendo la prima regola di
Theo sulla bugia efficace: Che sia semplice, stupida.
Infatti la mamma annuisce. Mi scrive Sei sicura che
riuscirai a comprare qualcosa? Nei negozi sovietici c'erano
code infinite.
Io alzo le spalle. Abbiamo comunque bisogno di latte,
quindi devo tentare. Torner quanto prima.
Il cappotto e i guanti che avevo ieri sono ancora appesi
ai ganci dove li ho messi. Mentre mi copro e faccio
scivolare qualche rublo dal mio zaino alla tasca, vedo
che mia madre spiega a pap e a Paul quello che sto facendo.
Mio padre annuisce e mi sorride, comincia a parlare,
poi ci ripensa e alza i pollici. Io ricambio il sorriso,
sforzandomi di non pensare troppo al pericolo di quello
che sto per fare.
Paul mi lancia uno sguardo indagatore. Ha qualche
sospetto sulla mia vera destinazione? No: se cos fosse
mi salterebbe addosso per impedirmi di varcare la soglia.
Per si alza in piedi, come per accompagnarmi alla
porta. Valentina sceglie questo momento per aggrapparsi
alla gamba dei suoi pantaloni. Anche se non  proprio
il suo pap, a quanto pare gli assomiglia abbastanza
e adesso vuole la sua attenzione. Paul si china per
prenderla in braccio.
Lo guardo mentre osserva Valentina e scopre la forma
del suo viso, i suoi occhi. Anche lui sta pensando al
figlio che avremo nell'universo della Russia, chiedendosi
se questa  la nostra occasione di vederlo? Mi si stringe
il cuore pensando che questa probabilmente  l'ultima
volta che vedr questa bambina, che avrebbe potuto
essere mia figlia.
Ma lei appartiene a questa Marguerite, a questo
Paul, a questo mondo.  per questo che devo proteggerli
tutti, a ogni costo.
Saluto con la mano ed esco dalla porta, poi me la
chiudo alle spalle senza pi guardarmi indietro.
Esco dall'edificio e cammino rapida sul marciapiede,
svoltando di qua e di l, cercando di perdermi per le
strade. Controllo le tasche per assicurarmi di non avere
documenti che riportino il mio indirizzo. Dato che ho lasciato
il portafogli a casa, sembra tutto a posto. Se la
Strega salta in questo corpo, non sapr come tornare a
casa e trovare le persone che la aspettano l, potrebbero
volerci ore perch scopra tutto.
Ma la Marguerite di questo mondo ricorder ogni cosa.
Capir perch ho dovuto agire.
Quindi so che riporter un biglietto ai miei genitori e
a Paul.
Arrivo a un piccolo parco, quasi deserto in questa
mattina fredda e nuvolosa. Mi siedo su una panchina e
tiro fuori la penna che ho preso di nascosto dal tavolo
da pranzo e l'unico pezzo di carta che trovo in tasca. Sul
retro c' abbastanza spazio per scrivere:
Cari tutti,
mi dispiace di non averne parlato con voi, ma mi avreste
fermato, o comunque vi sareste messi a discutere
per un sacco di tempo. Per devo farlo, e devo farlo adesso.
Non fermeremo mai la casa madre se ci limitiamo a
inseguirli. Possiamo solo risalire alla fonte. E finch la
Strega scorrazza per gli altri universi, il suo corpo rimane
alla casa madre: esiste, ma non  osservabile fino al
suo ritorno.
O fino al mio ritorno.
Avr a disposizione il corpo della Strega. Questo potrebbe
fare di me l'arma decisiva, o addirittura fare di
lei l'ostaggio decisivo. Sarei capace di puntarle una lama
alla gola, come ha fatto lei con me?
Il viso di Valentina mi balena nella mente, subito sostituito
dalla scena della Granduchessa che chiede a
Paul che nome dare al loro bambino. La sua dimensione
 una di quelle che devo salvare.
S. Posso farcela.
Non fermatevi, continuate a salvare un mondo dopo
l'altro. Non aspettate di scoprire che cosa succeder e
non seguitemi.
Vi voglio bene - Marguerite.
Dopo un momento aggiungo in calce: Possiamo costruire
un mondo migliore.
 un messaggio destinato solo a Paul. Lui capir. Ma
ci creder?
Rimetto in tasca il foglietto, in modo che questa Marguerite
lo ritrovi, fra un minuto. Mi alzo in piedi e vedo
San Basilio e il Cremlino in lontananza, i loro colori vivaci
risaltano sui grigi invernali della citt e del cielo.
Mi invade un'ondata di nostalgia per questo Paese che
ho conosciuto in due diverse versioni. Una mi ha rivelato
le vette della ricchezza e della tragedia, l'altra mi ha
cullato con amore in un ambiente sicuro.
E sono disposta a sacrificarmi per entrambe.
...
.
...
Capitolo 26.
...
.
...
L'improvvisa pressione della sedia, sotto di me,  come
un impatto, anche se naturalmente il corpo della Strega
 rimasto seduto qui per tutto il tempo. Ancora pi allarmante
 il silenzio - un vero silenzio - interrotto solo
dal sottile ronzio del sistema di ventilazione e dal nuovo
strano rumore del mio respiro. Mi aggrappo ai braccioli
e apro gli occhi per guardare fuori, verso la megalopoli
minacciosa e sgargiante che si stende al di sotto del
quartier generale della Triad. Piccoli veicoli volanti
sfrecciano intorno agli immensi grattacieli come lucciole
nella notte, e in lontananza una delle monorotaie ad
alta velocit manda uno scintillio elettrico, come una cicatrice
luminosa sull'orizzonte cupo.
La casa madre. Finalmente sono tornata all'origine
della cospirazione.
Mi sento vagamente diversa, come se fossi appena
andata a nuotare o avessi appena fatto yoga, il mio corpo
 pervaso da una piacevole energia, invece che esausto.
Poi capisco: il motivo  che sono sola, qui dentro. La
Strega  in giro a tormentare qualche altra Marguerite,
quindi ho questo corpo tutto per me. L'ultima volta che
sono stata qui, il suo dolore e la sua rabbia mi appesantivano
come un'ancora. Ora sono libera.
Che ore sono? A giudicare dal buio, e dalla relativa
immobilit della megalopoli all'esterno,  quel momento
della notte in cui "molto tardi" diventa "molto presto".
Perfetto. Meno persone ci sono a vedermi, meglio .
Mi alzo in piedi e comincio a cercare la versione di
questo universo di un terminale informatico: un sottile
pannello nero che potrebbe trovarsi su un tavolo, una
parete o anche sul bracciolo di una poltrona. Se la Strega
 l'agente pi fidato della Triad, qui alla casa madre,
dovrebbe avere accesso a qualsiasi informazione mi
serva. Devo cercare l'unit centrale del computer? O lo
spazio di archiviazione dei Firebird? Qualunque danno
io possa fare ai loro dati potr tornarci utile, ma devo
capire come massimizzare l'impatto - e, preferibilmente,
tagliare definitivamente la casa madre fuori dal business
della distruzione di universi.
I miei genitori, nonch Paul, avrebbero avuto un'idea
pi precisa di che cosa cercare. Mi mordo il labbro, chiedendomi
se dopotutto non avrei fatto meglio a parlare
con loro dei miei piani.
La Resistenza! I ricordi mi sfilano in testa, brillanti
come bandiere di vittoria: il Paul e il Theo di questo
mondo, ex dipendenti della Triad, che vivevano come
una banda di fuorilegge sulla superficie fangosa e sottopopolata
di questa citt. Le armi che avevano. La missione
comune che si erano prefissi: la caduta della
Triad.
Se riesco a ritrovarli, potranno dirmi che cosa distruggere,
e allora il corpo della Strega diventer la nostra
arma decisiva.
Signorina Caine?
Mi volto e vedo due uomini in piedi sulla soglia, alti e
impassibili come manichini. Anche se i loro abiti completamente
grigi sono molto simili ai miei, capisco per istinto
che sono agenti di sicurezza della Triad. Sono qui
per proteggermi o per proteggere la Triad da me?
Non ha inviato alcun preavviso del suo ritorno in
questo universo dice lo stesso che ha parlato prima
(oppure hanno entrambi la stessa voce monotona e piatta).
Dunque si sono attivati i protocolli primari di
sicurezza. Di che colore era il sottomarino dei Beatles?
Non viola. Il mio mondo  l'unico in cui  viola. Che
cosa aveva detto Wyatt Conley? In alcuni universi i Beatles
cantavano di un "grosso sottomarino verde", ma di
solito il sottomarino era giallo. Non dovrei affidarmi al
colore pi comune?
Eppure non riesco ad accettare l'idea di un sottomarino
giallo. Quindi azzardo: Verde. Il sottomarino dei
Beatles era verde.
L'agente solleva un braccio e parla in quello che deve
essere un braccialetto per le comunicazioni: Tutte le
misure di sicurezza al livello quarantasette. Identificato
intruso extra dimensionale. Una falsa Marguerite Caine
rivela di conoscere l'esistenza di un'entit chiamata
"I Beatles".
Era una domanda trabocchetto. Maledizione! Mi
guardo intorno freneticamente, alla ricerca di una via
di fuga. Si apre una porta nel corridoio e mi preparo all'irruzione
di una pattuglia di guardie, pronte ad arrestarmi...
invece vedo Persis Harrington, di nuovo, tutta
vestita di un ricco blu reale. Un ricciolo biondo le 
sfuggito dalla treccia e guasta la sua abituale espressione
di tranquilla presunzione. Corre verso di noi, torcendosi
le mani, e mi dice: Non era previsto che tornassi
cos presto.
 un'intrusa dice l'agente di sicurezza. Stiamo per
metterla sotto custodia.
Direi proprio di no. Persis si comporta come se il
maggiordomo le avesse proposto di mangiare il suo fagiano
arrosto in un piatto di carta. Per l'altra Marguerite
 richiesto un interrogatorio di primo livello.
L'agente di sicurezza fa una pausa. Primo livello...
Persis raddrizza ancora di pi la schiena. Immagino
la sua spina dorsale che si allunga fino a spezzarsi, ma
non ho fortuna. Lei non ha l'autorizzazione, ma io s.
Se volete scusarmi, signori?
L'altro agente, quello silenzioso, le passa un oggetto
che dovrebbe essere un paio di manette, anche se  fatto
di plastica. Persis me le chiude ai polsi come se l'avesse
fatto centinaia di volte.
Ma non  cos, perch una delle due non  chiusa del
tutto. Non  bloccata, il che significa che posso ancora
cavarmela. Nonostante la sensazione di trionfo che mi
invade, chino la testa con aria sconfitta e prendo tempo.
Riceverete i riconoscimenti e gli encomi appropriati
dice Persis con disinvoltura, tenendomi saldamente per
il braccio mentre mi guida all'ascensore pi vicino. Vi
prego di restare qui in attesa di ulteriori istruzioni.
Gli agenti annuiscono e noi entriamo in ascensore. Io
aspetto che le porte si chiudano. Quando il pavimento
sobbalza nel piccolo strappo dell'avviamento, Persis dice:
Mamma mia, non avrei mai pensato....
Non so che cosa non avrebbe mai pensato e non ho intenzione
di scoprirlo, perch a questo punto le do un pugno
in faccia.
Da quando ho iniziato a viaggiare con il Firebird, i
miei pugni sono migliorati, ma colpire un'altra persona
fa ancora un male cane. Con la base del pollice spingo
la mascella di Persis, facendola arretrare e barcollare.
Lei per mi afferra la manica e mi trascina con s.
Quando cadiamo sul pavimento dell'ascensore, le afferro
i capelli. Dove sono i miei genitori?
Non lo so!
Persis sembra terrorizzata, ma un attimo dopo stringe
entrambe le mani sul mio polso libero e lo-torce abbastanza
forte da strapparmi un grido e farmi mollare
la presa. Cerca di bloccarmi, ma io infilo un ginocchio
fra di noi e lo uso per farle perdere l'equilibrio.
Le guardie di sicurezza non possono raggiungerci qui
dentro. Nessuno pu venirle in aiuto. Persis  pi forte
di quanto sembri, ma non mi far seriamente del male,
perch lo farebbe al corpo della Strega. Io invece sono
disposta a danneggiarle entrambe, ed  per questo che
vincer io.
Nessuno l'ha spiegato a Persis, per. Mi si lancia contro
con forza, mandandomi lunga distesa. Ma che cosa
fai? Sei completamente impazzita? mi grida.
Dimmi - dove - sono - i miei genitori! Le afferro le
braccia, cercando di togliermela di dosso, e allora vedo
che anche lei ha al collo un Firebird.
Un attimo.
Persis inarca un sopracciglio. Ci sei arrivata finalmente,
eh? Grazie al cielo. Da dove vieni?
Dall'universo di Berkeley. E tu da dove vieni?
Dall'universo della mafia, che fra l'altro  un nome
atroce. Persis mi lascia andare, si siede per terra e sospira.
Buon Dio. Pensi che la prossima volta potresti
aspettare di capire se sono dalla tua parte, prima di colpire
le persone?
In realt, probabilmente no. Inutile perdere tempo.
Non riesco ancora a farmene una ragione. Questa volta
Persis  dalla mia parte? La mia mente respinge l'idea,
continua a ricordare tutte le volte in cui Persis mi ha
fatto del male: mi ha fatto ubriacare in modo che non
andassi a cercare Paul da sola, ha liberato la Strega per
farle continuare la sua missione di distruzione, mi ha
incastrato per farmi distruggere l'universo di Roma.
Ma nessuna di quelle volte si trattava di questa Persis.
Questa  la ragazza che  venuta al cinema a Times
Square, ha guardato con me una stupida commedia e
mi ha svelato la meraviglia delle M&M's con i popcorn.
Questa Persis  mia amica, e ha fatto un viaggio interdimensionale
per aiutarmi.
Ero cos sconvolta dalla scoperta della mia versione
in assoluto peggiore, che non mi sono mai fermata a
pensare quanto le nostre sorti potessero essere ribaltate
dalla scoperta del s migliore di qualcun altro. Esplorando
abbastanza dimensioni, probabilmente troveremmo
un eroe e un antieroe in ognuno di noi.
Le chiedo: Comunque, come facevi a sapere che dovevi
venire alla casa madre?.
Abbiamo concluso che in ogni caso c'era bisogno di
un "infiltrato", e io ero la candidata migliore, quella di
cui la casa madre non avrebbe mai sospettato. Persis
alza le spalle. Quando la sicurezza ha segnalato di aver
catturato una Marguerite alternativa, ho capito che
dovevi essere tu.
Da quanto tempo sei qui? chiedo ancora, mentre ci
rialziamo.
Meno di ventiquattr'ore, credo. Persis fa un sorriso
tremulo e allunga una mano per togliermi definitivamente
le manette. Ho scoperto che la Triad, in questo
universo, ha dei quartieri dedicati ai dipendenti. Non 
obbligatorio vivere l, ma sono comunque molto affollati.
Ho pensato fosse pi semplice rimanere semplicemente
nel mio ufficio.
Voglio sapere che aspetto hanno i quartieri per i dipendenti?
No. Sono venuta qui per sabotare la Triad
in ogni modo possibile, ma non so che cosa fare, o come
farlo. Hai qualche suggerimento?
Niente di particolare. Stavi cercando i tuoi genitori?
Scuoto la testa. In realt no. Si accorgerebbero che
non sono la loro Marguerite. Ma se avessi dovuto rivolgermi
a loro per evitare un interrogatorio di primo livello...
Capito. Persis fa un cenno della testa. Ho cercato
di studiare le funzioni del loro sistema centrale, alla ricerca
di qualche vulnerabilit, ma in questo universo la
Triad  cos immensa che  come cercare il centro di Internet.
La Resistenza sapr che cosa possiamo fare. L'altra
volta ero riuscita a trovare Paul e Theo, magari posso
farlo di nuovo. Faccio un respiro profondo. Hai idea di
come posso arrivare ai mezzi pubblici?
Persis schiocca la lingua. Oh, posso fare di meglio!
Ho accesso a una macchina aziendale.  stato un vantaggio
inaspettato: la Triad non ha installato alcuna
protezione contro di me.
Perch non si aspettavano di certo il tuo arrivo. Finalmente
capisco che siamo riusciti a volgere a nostro
vantaggio una delle armi pi pericolose della Triad. Comincio
a sorridere. Grazie per quello che fai.
Oh, non  niente. Persis mi fa un sorriso da PR, poi
tace e il sorriso svanisce. Anzi, visto che tu stai cercando
di impedire che il mio universo venga potenzialmente
distrutto,  davvero il minimo che possa fare.
Preme i comandi dell'ascensore, annullando la sua ultima
richiesta e dirottandoci verso il garage. Siamo a
un soffio dalla fuga verso il vasto mondo della casa madre,
abbiamo una concreta possibilit di trovare la Resistenza
e chiudere questo incubo una volta per tutte.
C' solo un problema.
In che senso, vola? Persis  in piedi fuori dalla sua
macchina argentea, che fluttua a pochi centimetri dalla
sua banchina, su una specie di campo magnetico. Intorno
a noi ce ne sono a dozzine, brillano nell'area veicoli
come decorazioni natalizie su rami aguzzi.  una macchina
volante?
Non le hai viste fuori dalle finestre?
Certo! Ma non avrei mai pensato che fossero le uniche
automobili disponibili in questa dimensione.
Be', invece lo sono. La citt si  talmente sviluppata
in altezza che nessuno scende pi a livello del suolo.
Mi mordo il labbro sperando che ci sia una via d'uscita,
ma non ce ne sono. Dovrai provarci.
Io? Persis spalanca gli occhi. Perch io?
Io non ho ancora neanche la patente per le macchine
normali. Solo il foglio rosa.
Questo argomento non  convincente come credevo.
Persis dice: Neanch'io ho la patente.
Che cosa? Hai almeno quattro o cinque anni pi di
me.
Sono cresciuta a Londra e non l'ho mai lasciata prima
di trasferirmi a Manhattan! Quando avrei avuto occasione
di guidare una stramaledetta macchina?
Pap, avresti davvero dovuto prestarmi la macchina
pi spesso. Faccio un respiro profondo. Okay, proviamo
questa roba.
Se pensate che guidare in due dimensioni sia complicato,
non avete idea di quanto sia terribile farlo in tre.
Sganciarsi dal "parcheggio" magnetico  semplice, ma
tutto quello che segue  un'esperienza orribile.
Oddio. Persis si aggrappa alla sua cintura di sicurezza
come se potesse sostenerla da sola, mentre l'auto
volante sobbalza fuori dal garage e vediamo a quante
decine di metri ci troviamo sopra il livello del suolo.
Moriremo.
Grazie per l'ottimismo, Persis. Ma quando cerco di
accelerare, e la macchina ondeggia in modo ancora pi
precario, aggiungo: Tieni una mano sul tuo Firebird.
Forza, forza, puoi farcela, mi dico. Non sei arrivata fino
qui solo per farti eliminare da una stupida macchina!
Se solo il terreno non fosse cos lontano...
Prendo i comandi e spingo la macchina verso il basso.
L'inclinazione mi fa scivolare in avanti finch l'unica cosa
che mi permette di restare sul sedile  la cintura di
sicurezza, e Persis si mette a piagnucolare. Ma io continuo
lentamente, procedendo in discesa un po' per volta.
Quando smetto di considerarla una macchina in volo
e ripenso al sottomarino nell'universo dell'Oceano, guidare
in tre dimensioni diventa un po' pi facile.
Cielo,  veramente buio. Persis sbircia dal parabrezza
con trepidante curiosit. Gli edifici di metallo e
cemento incombono su entrambi i lati, come dirupi, ci
muoviamo come in una vallata. Sei sicura che capirai
quando arriviamo a terra?
Il sensore di altitudine ce lo segnaler. Indico lo
strumento che spero con tutto il cuore sia l'altimetro.
Quando raggiungiamo il suolo, il buio  quasi completo.
L'unica illuminazione, oltre ai nostri fari, viene da
qualche spazio occupato abusivamente dai pi poveri,
da cui vediamo provenire una luce di lanterne e un bagliore
di candele. Probabilmente stiamo svegliando tutti,
e questo non  il modo migliore di mantenere il segreto
sulla sede della Resistenza. Ma senza fari andrei
certamente a sbattere.
Mentre ci spostiamo lentamente a circa tre metri dal
suolo, Persis guarda a bocca aperta le baracche di fortuna,
lo strato di detriti che un tempo era un marciapiede,
o un terreno libero, le passerelle pericolanti e i ponti
di corda che quaggi collegano le abitazioni. Sembra
un campo profughi sussurra. E suppongo che lo sia.
Solo che le persone non sono scappate lontano, sono
scappate verso il basso.
Gi. A questo punto la macchina sta cercando nel
database della Triad la destinazione che abbiamo inserito,
cio l'indirizzo di casa dei miei genitori, perch fino
a un paio di settimane fa, il quartier generale della Resistenza
non era lontano da l (almeno in senso orizzontale).
Non ho bisogno di seguire il percorso: devo solo
portare avanti la macchina e assicurarmi di non colpire
le passerelle. Allora dimmi, qual  esattamente il tuo
atteggiamento?
Non capisco. Il tono di Persis diventa gelido. Inarca
un sopracciglio. Il mio "atteggiamento"?
Perch di solito sei cos leale verso Conley? Anche se
in genere  uno psicopatico di proporzioni mai viste?
Voglio dire, ho visto un'altra tua versione organizzare
la distruzione di un universo. Non lo avresti fatto di tua
volont, ma lo hai fatto per lui.
Non posso rispondere per una Persis che non ho mai
incontrato. Dopo una pausa, aggiunge: Per, se dovessi
fare un'ipotesi, sono una persona sempre molto leale
verso coloro a cui tengo. Nel mio mondo, Wyatt Conley
 un datore di lavoro davvero straordinario, molto motivante,
e anche un mentore. In una dimensione come
questa, dove contano solo i soldi e le aziende sono come
una religione per la gente, deve sembrare una specie di
profeta.
Vorrei fare una risata di scherno a questa immagine,
ma non ci riesco. In un mondo cos ambizioso e freddo
da trasformare i miei genitori in assassini, Conley sarebbe
il leader assoluto.
Questo non giustifica ci che ha fatto l'altra Persis.
Ma mi permette di vedere questa Persis per se stessa.
Procedo evitando un ponte di corda penzolante. La
sua ombra taglia i coni di luce dei fari della macchina:
l'effetto visivo sembra spezzare in due questo paesaggio
in rovina. Persis aggrotta la fronte, guardando uno degli
schermi sul cruscotto. Quello indica la nostra posizione,
vero?
Picchietta con una delle sue lunghe unghie sul segnale
verde lampeggiante secondo il quale la nostra destinazione
 proprio davanti a noi.
Scopro che il parcheggio  la parte pi facile: basta
premere il pulsante giusto e la macchina si posa sul terreno,
quasi senza scosse. Persis allunga una mano verso
la maniglia della sua portiera, ma io mi chino per
fermarla. Non farlo. Se la Resistenza  qui, ci avranno
sentite arrivare. Metti bene in vista il tuo Firebird,
okay? Tiro fuori il mio dal colletto, per metterlo in mostra
al centro del mio petto. Aspetta che vengano a
controllare, poi usciamo con le mani in alto.
Oh! Quindi siamo venute qui per arrenderci. Favoloso.
Comunque, fa quello che le ho detto con il Firebird.
Come previsto, escono dall'ombra uno per uno. Nel
buio sono sagome senza volto, ma vedo chiaramente i
contorni delle loro armi. Alzo le mani, invito Persis a
fare lo stesso con una gomitata, poi, dopo qualche lungo
secondo per dar loro tempo di vederci bene, scendo dalla
macchina.
Mentre alzo di nuovo le mani, una delle sagome si
avvicina. Il ghigno odioso di Theo  esattamente come
lo ricordo dall'ultima volta che sono stata alla casa madre.
Ha gli stessi abiti color arancio scuro e i suoi capelli
neri sono sparati in uno stile che incrocia Ludwig van
Beethoven con un fumetto giapponese. E la sua strana
arma squadrata  di nuovo puntata al mio cuore. Vuoi
farci credere che non vieni da questa dimensione dice
con la faccia scura. Dimostralo.
Come faccio a dimostrare una negazione?
Non lo so, ma ti conviene scoprirlo in fretta.
L'ultima volta che sono stata qui, tu ti sei comportato
come un vero stronzo ribatto.
Theo non batte ciglio. Questo non  particolarmente
utile.
La macchina! dice Persis. Quando ci giriamo a
guardarla, indica l'auto. Dovete aver visto come guida
male questa Marguerite. La vostra saprebbe come portare
una macchina volante, no?
Dopo un momento, Theo dice: Avresti potuto fingere...
ma non l'hai fatto. Abbassa l'arma e io riesco di
nuovo a respirare, mentre aggiunge: La nostra Marguerite
ama troppo mettersi in mostra. Preferirebbe
morire piuttosto che farsi vedere a fare una cosa cos
male.
Dov' Paul? Guardo alle spalle di Theo, verso le sagome
del gruppo di combattenti che lo hanno seguito fino
a qui. Anche se potrei riconoscere Paul dal suo profilo,
forse anche dalla sua postura, non riesco a individuarlo.
 al quartier generale? Dobbiamo parlare.
Sono qui.
Mi giro a guardarmi alle spalle. Paul  l, in piedi: la
luce di una lanterna, dietro di lui, scurisce la sua figura.
Sembra quasi un fantasma, con i suoi vestiti grigio
chiaro. Mentre si avvicina distinguo la cicatrice che ha
sulla mascella e mi chiedo ancora una volta che cosa gli
sia successo, in questa dimensione. Chi gli ha fatto
quella ferita?
Che cosa ti  venuto in mente di venire qui? Nei
suoi occhi arde una rabbia cos vivida che la riconosco
nonostante l'oscurit.  pericoloso, Marguerite.
Potrei mettermi a ridere. Gli universi intorno a noi
stanno collassando. Nessun posto  pi sicuro.
A Mosca eri al sicuro! Se ci avessi detto che cosa avevi
in mente...
Aspetta. Paul?  il mio Paul. Nonostante il mio avvertimento,
mi ha seguito fin qui. Che cosa ci fai qui?
Lui solleva quel mento testardo. Ti proteggo.
Dovevi proteggere l'universo di Mosca...
Possono occuparsene Sophia e Henry.
E Valentina?
Ha riavuto i suoi genitori.
La nostra discussione viene interrotta da Theo, che si
mette fra di noi. Un attimo. Fratellino... non sei tu?
Sono io, Theo. Solo un io diverso. Paul gli fa un sorriso
rigido, senza nessuna pretesa di gioia. Ma  un sorriso
onesto, duro, e cos tipico del mio Paul che mi conforta,
nonostante la rabbia che contiene.
Theo aggrotta la fronte e si appoggia alla macchina
volante. Non mi piace tutto questo.
Ah, tanto per chiarire... Persis alza la mano. Con
noi c' il Paul dell'universo di Berkeley, vero?
Io annuisco. Anche se il Paul della casa madre probabilmente
in questo momento ci sarebbe pi utile.
Per quanto ami Paul, il suo senso di protezione  andato
in sovraccarico nel momento peggiore. Per favore,
mi lasceresti continuare?
Paul incrocia le braccia. Non senza di me.
Non siamo soli annuncia Theo.
Persis sospira. Com' vero. Tutti abbiamo identit
alternative, quindi anche nella nostra privata individualit
non si pu pi dire che siamo soli...
No, volevo dire che in questo preciso momento non
siamo soli. Theo indica le luci intermittenti che si muovono
sopra di noi. Sono altre macchine volanti, il che
non sembra un gran problema, finch non si accendono
i lampeggianti rosa e rossi e si sente l'urlo di una sirena,
che riecheggia in questo canyon urbano.
Mi sento mancare il terreno sotto i piedi, come se fossi
su un ottovolante.  la polizia?
 la sicurezza della Triad risponde Theo, come se
fosse la stessa cosa. Il suo sorriso  pi velenoso di
quanto sia mai stata la sua faccia scura. Grazie per essere
passate a trovarci. A quanto pare li avete portati dritti da noi.
Io e Paul ci scambiamo un'occhiata affranta. E adesso? chiede lui.
Combattiamo per la nostra vita. Oppure moriamo.
Forse entrambe le cose. Theo controlla la carica dell'arma
e la punta verso l'alto. Probabilmente entrambe le cose.
...
.
...
Capitolo 27.
...
.
...
Nel buio, tutto intorno a noi, si srotolano dei cavi dall'alto.
Le guardie della Triad cominciano a scivolare
verso il terreno. Dalle cuffie dei loro microfoni si sprigionano
raggi di luce, le armi restano nascoste nella
notte - nero su nero.
Correte! grida Theo, e il resto dei suoi uomini si disperde.
Anche se alcuni sono armati, molti altri sono
stati colti di sorpresa. Nessuno di loro era pronto per
questa battaglia.
Perch tu li hai incastrati, mi dico freneticamente
mentre mi lancio verso uno degli edifici nelle vicinanze.
Il palazzo pi vicino si estende cos tanto verso l'alto
che non so immaginare dove finisca. I piani bassi, comunque,
devono essere rimasti abbandonati per almeno
un decennio. Le finestre sono rotte o ridotte a semplici
buchi neri, coperti da tessuti laceri. Una  aperta
e mi ci butto il pi in fretta possibile. Il salto  pi acrobatico
dell'atterraggio, che mi fa finire lunga distesa
sul pavimento di una stanza vuota, occupata solo da
qualche cassa rotta.
Pochi secondi dopo Paul mi segue, scivolando attraverso
la finestra, anche se per lui  pi difficile passare
perch  pi grosso di me. L'unica illuminazione viene
dai riflettori sempre pi forti, all'esterno. Mi accuccio
dietro una delle casse pi grandi e meno rovinate e faccio
segno a Paul di raggiungermi.
Mentre si inginocchia accanto a me, esamina la strana
pistola squadrata che possiede in questa dimensione.
Il meccanismo di sparo sembra abbastanza ovvio
sussurra. Non sono altrettanto sicuro di come mirare.
Tu non sparerai a nessuno! Non siamo venuti qui
per questo...
Non siamo neanche venuti qui per farci catturare.
Paul fa un respiro profondo. Sento che  molto combattuto.
 di nuovo l'effetto della frammentazione, che minaccia
di distruggere il suo autocontrollo proprio nel
momento in cui meno pu permettersi di perderlo. Ma
non  arrabbiato con me, ora mi rendo conto che, anche
prima dell'arrivo delle guardie, non era con me che ce
l'aveva.  solo l'infinita tensione di questo inseguimento,
e la paura di combattere una guerra che non possiamo
vincere.
Dovresti tornare all'universo di Mosca, oppure procedere
oltre sussurro mentre all'esterno cominciano le
urla. Il Paul di questo mondo sa come usare la pistola
e dove nascondersi. Mi aiuterebbe.
Paul mi guarda senza capire. Non posso lasciarti cos.
Puoi, e dovresti farlo.
Ma  troppo tardi. Una porta che non avevo ancora
notato si spalanca e una guardia della Triad si precipita
dentro. Ha un'arma in mano e sta mirando dritto
contro di me.
Paul si muove cos in fretta, lanciandosi sull'uomo
che mi sta attaccando, che la sua figura si confonde.
Cadono a terra insieme, ma Paul finisce sopra. Le luci
fissate all'uniforme della guardia emettono raggi che
arrivano fino al soffitto: la loro lotta sembra avvenire
in una gabbia di luce. Paul non prova nemmeno a sparare
alla guardia, invece usa la pistola come una mazza
per spaccargli la faccia.
No sussurro, mentre piccole gocce di sangue si espandono
attraverso i sottili raggi di luce. Sembra che
Paul voglia picchiare quest'uomo fino a ridurlo in poltiglia
- o a ucciderlo. Paul, no.
Ma Paul non mi sente, anzi solleva la pistola sopra la
testa, preparandosi per un colpo ancora pi selvaggio,
forse addirittura fatale.  in preda alla febbre della violenza,
ha completamente perso la ragione.
O almeno cos penso, finch Paul non si immobilizza,
con la mano che regge la pistola insanguinata ancora
sollevata sopra la testa.
Spalanco gli occhi, mentre Paul li abbassa sul suo
antagonista sconfitto. Ha il respiro affrettato e trema
per la scarica di adrenalina, ma nella luce fioca vedo il
suo viso passare da una smorfia di collera all'espressione
del Paul che conosco. Dopo un lungo momento,
abbassa la mano e butta la pistola di lato.
Ce l'ha fatta. Paul ha di nuovo recuperato il controllo.
Ce l'ha fatta! Non  come l'altra volta, quando ha risparmiato
Persis soprattutto perch pensava che potesse
comunque fare fuoco. Ha sconfitto la frammentazione,
e sa di averlo fatto. Nonostante intorno a noi si
stia scatenando l'inferno, comincio a sorridere. Forse
ora pu ricominciare a sperare, e quella speranza pu
salvarci entrambi.
Con la coda dell'occhio intravedo un movimento. La
mia mente mi fornisce una sola parola: pistola.
La seconda guardia comincia a sparare prima ancora
di entrare nella stanza. Paul alza gli occhi nella frazione
di secondo in cui viene colpito. Il suo corpo scatta all'indietro,
dal suo petto si sprigiona un alone rosso di
sangue, poi cade.
Il mio grido sembra appartenere a qualcun altro.
Questo suono orribile, agonizzante non pu uscire dalla
mia gola, dev'essere il mondo intero che si  messo a
urlare. No no no non Paul li uccider entrambi, il Paul
di questo mondo e il mio a meno che lui non riesca a
raggiungere il Firebird, oppure io...
Mi lancio in avanti, ma la guardia che sta marciando
verso Paul mi spinge indietro cos forte da farmi rotolare
sul pavimento. Guardo da sopra la spalla, con gli occhi
pieni di lacrime, e vedo Paul sdraiato sulla schiena,
con una gamba piegata sotto il corpo a un angolo innaturale.
La sua mano annaspa sul petto, alla cieca - cerca
il Firebird? Cerca la ferita? Non riesco a capire. Ma
poi la guardia spara di nuovo e il corpo di Paul sobbalza
un'ultima volta, prima di fermarsi per sempre.
 morto. Paul  morto.
Il mio primo pensiero  quello di caricare di nuovo la
guardia e fare in modo che uccida anche me. Voglio essere
morta con Paul, non sentire il mio cuore strapparsi
in mille pezzi.
La memoria mi riporta alla Russia, a un campo di
battaglia coperto di neve e di sangue, accanto a una
branda dove giaceva il Luogotenente Markov, morente.
Immagino il suo volto mentre sussurrava le sue ultime
parole: Ogni Marguerite.
Ogni Paul, penso appoggiando le mani sotto il mio
corpo e preparandomi a saltare addosso alla guardia.
Ogni mondo ci d una possibilit. Vorrei non avere
sprecato la nostra. Vorrei che avessimo potuto costruire
un mondo.
Poi le pareti crollano.
Mentre la guardia arretra per evitare i calcinacci, vedo
la macchina volante che ha appena sfondato il muro
di mattoni.  ammaccata e graffiata, un finestrino  esploso,
ma funziona ancora - e dietro il volante c'
Theo, che mi grida: Salta su!.
Esito solo per un istante, prima che il ricordo della
mia missione abbia la meglio sul mio dolore. Quando
scatto verso la macchina, Theo spalanca la portiera - e
non appena il mio sedere tocca il sedile accelera in retromarcia.
Solo aggrappandomi alla cintura di sicurezza
evito di rotolare fuori dalla portiera ancora aperta,
sul terreno che ora si sta allontanando rapidamente.
Che cosa  successo a Paul? Theo d gas mentre io
chiudo la portiera, poi si inclina con violenza, lanciandoci
in verticale in un canyon di edifici altissimi.
Io soffoco un singhiozzo.  morto.
Theo impreca sottovoce. Il tuo o il mio?
Entrambi, credo. Per quanto desideri disperatamente
credere che il mio Paul sia riuscito a usare il
Firebird e a cavarsela, non vedo come avrebbe potuto farlo.Mi asciugo le guance con un gesto brusco, sforzandomi
di trattenere le lacrime. Non merito quel sollievo.
Non sarei mai dovuta venire qui.
Theo cerca di rispondere in modo fermo, anche se gli
trema la voce. La Triad vuole distruggerci da molto
prima che tu ti facessi vedere. Sapevamo come poteva
andare a finire. Questa  la cosa pi vicina a un'assoluzione
che Theo possa darmi.
I membri della resistenza non erano gli unici che ho
messo in pericolo. Aspetta, dov' Persis?
La Persis con cui sei arrivata? Theo fa una brusca
virata e sbandiamo in un vicolo stretto e tortuoso. 
tornata nel suo universo, esattamente come doveva. La
Persis di questo mondo  tornata con le guardie, si star
lamentando del fatto che le ho rubato l'auto.
Ammacchiamola per bene, eh? Ripaghiamola per quello
che  successo a Paul.
I cinque minuti che seguono assomigliano di pi a
una specie di videogioco che alla vita reale. Se non fossi
distrutta dal dolore, sarei terrorizzata. Theo manovra
fra gli edifici ammassati della citt come in un labirinto
che ha percorso mille volte. A un certo punto mette
addirittura la macchina in posizione quasi verticale,
lanciandosi nell'aria come un razzo che entra in orbita.
Ma non riesce a seminare le guardie che ci inseguono.
Ci prenderanno, e se erano disposti a uccidere Paul
uccideranno anche Theo.
Non posso permettere che ricada altro sangue su di
me.
Non posso accettarlo. Cerco di incrociare lo sguardo
di Theo. Non posso lasciarti pagare il prezzo di tutto
questo.
Theo si limita ad accelerare. Ma dai, ormai dovresti
sapere che so portare una macchina in qualsiasi dimensione.
Ripenso al disastro dopo l'incidente mortale a Quito,
a come mi sono sentita quando ho chiuso gli occhi a
Theo. Questo non significa che tu riesca sempre a
uscirne vivo.
Lui non risponde, per rallenta. Un pochino. Ho tutto
sotto controllo, okay? Tieniti forte.
Ci infiliamo in una strada pi larga. Adesso che il sole
 sorto, c' in giro pi gente, e quindi intorno a noi
sciamano altre macchine. Theo si sposta agilmente fuori
dal flusso principale, fermandosi al di sopra di un edificio
oblungo, molto pi basso degli altri. A che distanza
siamo dal tetto? Meno di tre metri. Probabilmente
questo  quello che intende Theo per "volare
basso".
La considero un'opportunit.
Buona fortuna, Theo dico afferrando la maniglia
della portiera.
Marguerite... no...
La sua voce si allontana mentre salto gi dalla macchina.
Per una frazione di secondo non c' altro che una
forte corrente d'aria, ma poi mi ricordo di rannicchiarmi
e rotolare. Questo non mi impedisce di farmi male,
quando atterro, ma non perdo coscienza mentre continuo
a rotolare. Le mie braccia si graffiano e il dolore mi
indica dove usciranno i lividi, ma le mie ossa restano
intatte.
Rimango ferma, immobile, anche mentre le auto delle
guardie mi circondano per arrestarmi. Sono troppo
distrutta anche per piangere: mi chiedo perch non sono
morta. Perch i nostri cuori non smettono di battere
quando vengono spezzati.  come se la mia anima se
ne fosse gi andata, e il mio corpo fosse solo un peso
che dovr portare per sempre.
Magari  riuscito a cavarsela, cerco di dirmi mentre
cammino come un automa nei corridoi della Triad, con
i polsi legati e due guardie ai miei fianchi. Paul ha cercato
di toccare il suo Firebird. Potrebbe aver fatto il
salto. Forse.
Ma non riesco a convincermene.
Mi portano in una zona del quartier generale della
Triad che non avevo mai visto, probabilmente sono i laboratori.
I sottili terminali neri che ho visto altrove qui
sono enormi pannelli che ricoprono quasi completamente
le pareti: si vedono i loro calcoli affiorare brevemente
in vari colori e poi svanire, mentre continuano il
lungo lavoro per determinare quali dimensioni debbano
morire. Questo complesso ha una potenza e una sofisticazione
talmente superiori alle nostre che non posso
credere di aver anche solo pensato che potevamo avere
una possibilit. Non si sono neanche preoccupati di togliermi
il Firebird: ecco quanto  irrisoria la minaccia
che ho sempre rappresentato per loro.
Non vedo Wyatt Conley da nessuna parte, una piccola
consolazione. Ma i miei genitori mi stanno aspettando,
in piedi accanto a una lunga teca dalle pareti di vetro
nel centro esatto del laboratorio, come un altare in
questa cattedrale di morte. La loro espressione rimane
addolorata ma affettuosa, come se stessero per mettermi
in castigo.
Tesoro dice mia madre. Mi dispiace che sia stato
cos difficile.
Continuano a rifiutarsi di riconoscere la realt di ci
che stanno facendo. Avete ucciso altre mie versioni.
Avete distrutto un intero universo. Siamo andati un po'
oltre il "difficile".
Pap scrolla le spalle. Chi ha detto che sarebbe stato
facile far resuscitare una persona?
Che cosa ti fa credere di poterlo fare? Prima che comincino
con le loro spiegazioni, cerco di fare un cenno
verso il mio Firebird. Avete diviso il mio Paul in quattro
parti. Avete frammentato il suo spirito. Dopo, lui ha
dovuto combattere con tutte le sue forze per mantenere
il controllo, forse anche solo per non impazzire.
Paul ha vinto quella battaglia. Almeno ha avuto quel
momento di trionfo prima della fine.
Continuo: Che cosa credete che diventer Josie dopo
che avrete riunito i suoi mille frammenti? Se credete
che sar di nuovo vostra figlia, la stessa ragazza che avete
perduto, vi sbagliate. Sar tormentata da vite che
non ha mai vissuto, posseduta da desideri che non ha
mai provato. Incapace di amare le persone che amava
prima o di promettere che eviter di fare del male a
chiunque incroci la sua strada. La vostra Marguerite
ha chiamato Paul "mostro di Frankenstein", ma in realt
stava descrivendo Josie.  Josie quella che state
trasformando in un mostro.
Finalmente i miei sono rimasti senza parole. Ci vuole
moltissimo tempo perch pap riesca a trovare la forza
di dire: Ci siamo vicini, cos vicini....
Siete disposti a condannare Josie a una vita infernale
solo per non dover pi sopportare il lutto. Ma aspettate
un attimo! Non smetterete di essere in lutto.
Proprio come io ho dovuto piangere mio padre per mesi,
anche dopo avere scoperto che non era davvero annegato.
Ricordate di avermi fatto credere che fosse annegato?
Mi si riempiono di nuovo gli occhi di lacrime.
Non c' da stupirsi che non vi importi di trasformare
Josie in un mostro. Voi siete gi dei mostri.
Il silenzio che segue sembra durare degli anni. Mi
chiedo, confusamente, se proveranno ancora a costringermi
a lavorare per loro. Che altro possono farmi? Distruggere
la mia dimensione, probabilmente. Sarebbe
l'unico modo di eliminare il rischio che rappresento,
per sempre.
Per un momento penso alla nostra casa sulle colline
di Berkeley, con il suo soggiorno accogliente, le piante
in vaso e il tavolo arcobaleno, le pareti coperte di equazioni
e il continuo chiacchiericcio fatto di teorie scientifiche,
battute da nerd e infinito amore.  come se quella
casa rappresentasse tutto il nostro mondo, quello
che sta per andare perduto.
Guarda dice infine la mamma, con un gesto verso
la teca di vetro. Marguerite, per favore, dai solo uno
sguardo.
Che cosa dovrei guardare? La teca  vuota... oppure
no?
Spalanco la bocca, quando mi accorgo che al centro
della teca c' una sagoma traslucida, del colore della
nebbia, quasi invisibile. Qualche momento dopo, finalmente,
riconosco quello che vedo:  Josie.  sdraiata l,
con le mani sul cuore, nella posizione che deve aver avuto
quando ha attivato il Firebird per quell'ultimo, fatale
salto. L'universo, o gli universi gi distrutti dalla
Triad hanno rimbalzato fino a qui i loro frammenti, appena
sufficienti per ricreare questo di lei: una suggestione,
un'ombra, solo una traccia del corpo che stanno
cercando di resuscitare.
Quando i dipinti antichi vengono esaminati con gli
infrarossi, a volte si vedono le ombre delle figure che
l'artista aveva ricoperto, o i contorni dei personaggi che
voleva raffigurare ma che poi aveva deciso di eliminare.
Ecco che cosa  diventata Josie, solo un'ombra sfuocata
che non appartiene pi a questo mondo.
Oh dico. Non  ancora un mostro.  solo un fantasma.
Smettila, Marguerite scatta pap. Non possiamo
mollare, non quando siamo cos vicini al successo. Neanche
se... se...
Neanche se sappiamo che sarebbe la cosa giusta. 
questo che non ha detto. Mamma e pap non possono
pi mentire a se stessi, ma non possono neanche tornare
indietro. Il folle impegno che si sono presi non glielo
permette: non possono lasciare andare Josie, non quando
riescono a vederla sdraiata l, cos vicina alla resurrezione.
Devo liberarli. Devo liberare Josie. Ho un'ultima possibilit
di fermare tutto questo, se adesso faccio la mossa
giusta.
Mentre i miei genitori, paralizzati, guardano il viso
di mia sorella, ormai morta, mi porto le mani legate al
petto: ho abbastanza libert di movimento per mettere
le dita sul Firebird. Fare il salto non cambierebbe nulla,
mi farebbe guadagnare solo qualche ora, o qualche
giorno.
Ma dentro questo ciondolo  immagazzinata un'incredibile
potenza e Paul, a Mosca, ha mostrato a tutti noi
come mandarla in sovraccarico.
Chiudo gli occhi e visualizzo le sue mani, imitando i
suoi movimenti. L'ho fatto nel modo giusto? Una lieve
vibrazione sotto le dita mi dice di s.
Josie non avrebbe mai voluto una cosa del genere
dico. N la vostra versione, n la mia, n nessun'altra
Josie. L'ha detto lei.
I miei genitori si guardano, pi stupiti e desolati di
quanto avrei creduto. Alla fine la mamma dice: Non
importa quanto lavoro ci vorr, o quanto sar difficile.
Rimetteremo insieme Josie.
Il Firebird che ho in mano emette un lieve calore, come
se avessi appena concluso un viaggio interdimensionale.
In un certo senso, credo che sia cos. Non intendevo
questo. Josie non riuscir ad andare avanti,
sapendo quante persone sono morte per riportarla in
vita. Odier se stessa a ogni respiro. E non prover mai
pi le stesse cose per voi, o per l'altra me o per Conley.
Quindi le state portando via tutti quelli che ha amato.
Bella resurrezione. Non la state riportando dal regno
dei morti: le state preparando una vita infernale.
Io per posso salvare mia sorella. Posso salvare il
mio mondo. Tutti tranne Paul.
Il metallo a contatto con i miei palmi si scalda ancora,
diventa rovente...
Che cos' questo rumore? Pap, che stava cercando
di ignorarmi, si volta di scatto e mi guarda. Poi spalanca
gli occhi. Buon Dio.
Pi velocemente che posso, mi sfilo il Firebird dalla
testa e lo lancio contro il vetro. Una delle lastre si rompe,
schizzando schegge dappertutto. Il Firebird atterra
al centro della sagoma abbozzata di Josie, il corpo che
stava cominciando a tornare osservabile soltanto adesso,
e per un momento emette una luce rossa nel punto
in cui avrebbe dovuto esserci il suo cuore. Mia madre
urla e io mi chiedo quanto sar forte il botto.
Quando esplode, la deflagrazione sembra rimbombare
per tutte le dimensioni.
Quando riprendo i sensi, probabilmente sono passati
solo pochi minuti. Il pavimento  disseminato di frammenti
di vetro e metallo, e la maggior parte degli schermi
dei computer intorno a me sono diventati di un nero
opaco: per ora i loro calcoli per distruggere mondi sono
conclusi. Io sono sdraiata su uno dei tavoli e non ho pi
le mani legate.
 strano non sentire pi la presenza del Firebird. Mi
ero ormai abituata a sentire il suo peso sul petto, il metallo
contro la pelle. Distruggendo il mio Firebird, mi
sono imprigionata in questa dimensione per sempre, o
almeno finch loro non decideranno di esiliarmi in
qualche altro universo, per riportare a casa la Strega.
Lei pu tornare in questo corpo quando vuole, ma finch
rimango qui avr io il controllo della sua coscienza.
Mi rimanderanno nel mio universo per morire con tutti
gli altri? O mi manderanno in qualche luogo sconosciuto,
a caso, per trascinarmi da sola nelle mie ultime ore?
Non ho mal di testa. Non mi sento stordita e non ho
nausea. Il mio svenimento non sembra essere stato
causato da un trauma cranico. Forse una coscienza umana
collegata a un Firebird reagisce in questo modo,
quando il Firebird all'improvviso smette di esistere.
Sento le voci dei miei genitori prima ancora di vederli.In particolare, sento la voce di mia madre che dice:
Eliminare tutti i dati relativi al Progetto Euridice.
Cancellazione definitiva. A seguire distruzione immediata
e completa dei dati registrati in precedenza. Autorizzazione
Kovalenka Uno. Giro la testa in tempo
per vedere un raggio verde che le passa davanti all'occhio,
per identificare la retina, poi sul monitor del
computer compare la parola in lettere luminose: CONFERMATO.
Pap esita, poi sospira. Autorizzazione secondaria
Caine Uno. Compare di nuovo la parola CONFERMATO.
Mia madre allunga una mano verso lo schermo, poi
mi vede. Resto sbalordita, perch mi sorride.  il sorriso
pi triste che abbia mai visto. Allora stai bene.
Mmh, s. Cerco di sedermi. Mi sento bene, e nessuno
mi ferma. Nella stanza non c' una sola guardia di
sicurezza. Che cosa  successo?
 successo che hai distrutto la possibilit di far resuscitare
Josie. Pap chiude gli occhi per un momento,
ma il suo tono rimane gentile. Non per vendetta, questo
lo capiamo. Davvero. Lo dice come se si sforzasse
di convincersene. Pensavi di salvare gli altri mondi, e
anche lei. Vero?
Annuisco. L'esplosione del Firebird ha avuto effetto
anche sul corpo non osservabile in questa dimensione:
se non avesse questo potere, non potrebbe neanche riportarci
ai nostri corpi alla fine di ogni viaggio. Quando
ho distrutto la teca, ho distrutto per sempre il corpo di
Josie. Non hanno pi motivo di distruggere altri universi,
perch le schegge del suo spirito non hanno pi
un posto dove tornare. Josie pu finalmente riposare in
pace.
So di aver fatto la cosa giusta. Quello che mi stupisce
 che, a quanto sembra, i miei genitori lo capiscono. E
voi non siete arrabbiati con me?
Siamo arrabbiati, s dice la mamma bruscamente.
La perdita di Josie sar sempre l'incubo peggiore della
nostra vita. Ma quello che hai detto... su come si sarebbe
sentita...
Abbiamo pensato a noi stessi, non a lei aggiunge
pap.
Mia madre continua: Siamo pi arrabbiati con noi
stessi, per aver intrapreso questa strada, per aver coinvolto
Josie e poi la nostra Marguerite. Abbiamo cercato
di aggirare un destino che ci meritavamo ampiamente.
Non ti abbiamo forse costretto a fare ci che hai fatto?
E noi non soffriamo forse per una perdita che ci siamo
meritati?.
Non ci saremmo mai fermati da soli ammette pap.
Ma capiamo perch tu hai dovuto fermarci.
Non possono aver rinunciato cos facilmente. Non 
possibile. Avranno davvero ascoltato quello che stavo
cercando di dire, prima? Amano Josie cos tanto... ma
amano anche me. Forse, nonostante la terribile perdita
che hanno subito e il rinnovarsi del loro dolore, riusciranno
a rinunciare a Josie se potranno recuperare la
figlia che  rimasta a loro.
Quei ritratti mutilati nell'universo di Josie mi tormentano
ancora. Se le versioni della casa madre dei
miei genitori possono rinunciare alla loro impresa, io
posso cercare di farli riconciliare con la figlia sopravvissuta,
anche se significa offrire alla Strega un lieto fine
che non si merita.
Ricordo a me stessa di non usare il soprannome
Strega, qui. La vostra Marguerite  disposta a fare
qualunque cosa per fare in modo che voi la notiate, che
la preferiate. Ma voi le dicevate che tutte le altre persone
erano sostituibili, che chiunque nell'intero multiverso
poteva andare all'inferno pur di farvi riavere Josie.
Ovviamente a questo punto pensa di essere sostituibile
anche lei, crede di non essere importante per
voi. E si odia perch non vi basta. Cos, ha ucciso tutte
quelle altre Marguerite, perch per lei era come suicidarsi,
ogni volta.
No insiste mia madre. Anche lei rivoleva Josie,
tanto quanto noi. Tu non la conosci come la conosciamo
noi.
Non ho bisogno di conoscerla. Io sono lei. Perch ogni
versione di noi  un individuo unico, che merita di
essere riconosciuto per se stesso, ma qualche cosa, nel
profondo, rimane uguale. Per questo posso vedere dentro
di lei, dove voi non potete arrivare. Per questo so
che si sta distruggendo. Mi sforzo di trovare le parole
giuste. Quando torner a casa, avrete molto lavoro da
fare.
Lentamente, pap annuisce. La riporteremo indietro,
in un modo o nell'altro.
Benissimo, basta che io non debba mai pi avere a
che fare con lei.
Mia madre finalmente si volta di nuovo verso il computer.
Attivare eliminazione finale di tutti i file del
Progetto Euridice, al mio segnale.
Lo stanno facendo davvero. Stanno davvero rinunciando
alla loro ricerca di Josie.  finita.
Ma perch Paul ha dovuto morire per questo? Il senso
di ingiustizia e di perdita mi strazia di nuovo, stringendomi
alla gola. Mi dico che la sua morte ha salvato
tantissime altre vite, ma non mi interessa. Non adesso,
non ancora. In questo momento capisco perch i miei
genitori pensavano che la distruzione di interi universi
fosse un piccolo prezzo da pagare per riportare indietro
Josie. Sento che potrei fare cose terribili, fare a pezzi
tutto questo orribile mondo, se solo potessi rivedere il
mio Paul.
Non lo farei mai. Ma ora so quanto si deve soffrire
per arrivare a questo.
Mi dico che, con il Firebird, posso sempre ritrovarlo,
o almeno trovare una sua versione, ma non aiuta.
Un'altra versione non servirebbe. Io voglio quello che
ha rinunciato a tutto per salvarmi, quello che ho tenuto
stretto a Mosca, il mio Paul. E lui se ne  andato.
La mamma preme i comandi del computer. La voce
automatica recita: Inizio chiusura Progetto Euridice.
Un'ondata di sollievo mi stordisce.  finita.  davvero
finita.
Le luci della stanza si spengono. Dopo un attimo di
buio, uno degli schermi si attiva. Davanti a noi c' la
faccia di Wyatt Conley, un'immagine proiettata dieci
volte pi grande del normale.
Henry, Sophia, se state vedendo questo video,  perch
avete cercato di porre fine al Progetto Euridice.
Conley sembra ancora pi triste di loro. Quando ho
giurato di riportare indietro Josie a ogni costo, ho dovuto
prendere in considerazione ogni possibile punto
debole del nostro piano. Uno di quei punti deboli era la
possibilit che avreste perso la volont di continuare.
Quindi ho messo in atto delle contromisure per evitare
che poteste mai fermarmi.
Non pu essere vero. Ma nella luce riflessa della proiezione
di Conley, vedo come sono pallidi e tirati i miei
genitori.
Non sono arrabbiato prosegue Conley. Vi perdono.
A volte, la speranza  ancora pi difficile da sopportare
del lutto. Per il bene di Josie, uno di noi doveva essere
abbastanza forte. A quanto pare sono io.
Mia madre si china per guardare il terminale del
computer, dove i dati ora stanno scorrendo a velocit
vertiginosa. Sussurra: Buon Dio.
Conley unisce la mani davanti al viso, come in preghiera,
e si sfiora le labbra con le dita prima di continuare.
Ho preso la precauzione di localizzare alcuni
dei pi importanti vettori originari del multiverso.
Quelle informazioni sono gi programmate nel Fire-
bird, e Marguerite le pu usare in qualsiasi momento.
Si riferisce alla Strega, non a me. Il suo Firebird era
programmato per distruggere fin dall'inizio.
Il segnale le  gi stato inviato, agir immediatamente.
Naturalmente questo accrescer i danni che dovremo
causare, ma so che mi perdonerete quando riavremo
la nostra Josie. Conley sorride. Fino a quel
momento, addio.
Lo schermo diventa nero, lasciandoci di nuovo al buio,
tranne che per la luce intermittente che proviene
dai dati che scorrono sul terminale della mamma.
Maledizione. Pap sembra di nuovo in s. Avremmo
dovuto prevederlo. Lui chiaramente l'ha fatto.
Ma non pu riavere Josie! protesto.  impossibile,
senza il suo corpo.
Wyatt non lo sapeva, quando ha preparato queste
contromisure mi spiega mia madre. Deve averlo fatto
mesi fa, forse addirittura anni.
Mamma e pap restano seduti l, accasciati e sconfitti.
Sono ancora indifferenti alla sorte delle altre dimensioni,
in confronto al loro dolore. Anche se non stanno
pi cercando di distruggere quei mondi, non vogliono
neanche combattere per salvarli.
Ma io non voglio smettere di lottare, n ora n mai.
Dobbiamo salvarli. Quando i miei genitori mi
guardano, continuo: Avete un altro Firebird? Se mi dite
in quali dimensioni andare e che cosa fare, posso ancora
proteggerli. Posso ancora spiegare loro come funzionano
gli stabilizzatori e tutto il resto. Ditemi solo
che avete un Firebird!.
La mamma sembra riprendersi dal suo stordimento.
Si avvicina a un terminale vicino e preme un paio di
pulsanti. Si apre un pannello scorrevole, rivelando un
Firebird.
Un attimo. Appena capisco che cos', sussurro: Questo
 il mio. Quello che Persis mi ha portato via nell'universo
di Roma.
Il minimo che possiamo fare  restituirtelo dice pap
con un sorriso triste, distrutto.
Io annuisco e cerco di sbrigarmi a tornare all'azione.
Non c' tempo di piangere per Paul. Non posso neanche
concedermi di pensare a lui, perch non riuscirei a sopportarlo.
Devo tenere duro abbastanza a lungo da portare
a termine la missione per cui lui ha dato la vita.
Poi potr finalmente crollare.
Okay, sono pronta. Mi infilo il Firebird. Raramente
la sensazione di questa catena al collo mi  sembrata
cos piacevole. Dove devo andare per prima cosa? Potete
darmi le coordinate, vero?
Mio padre scuote la testa. Non  cos semplice, Marguerite.
La mamma fa un cenno verso il terminale che ha davanti.
I piani di Conley sono complessi e pieni di trabocchetti.
Il multiverso  infinito, e lui ha sfruttato a
fondo la sua vulnerabilit. Se avessi avuto la minima idea
che si fidava cos poco di noi... ma ormai  irrilevante.
Ti basti sapere che finch Conley vuole perseguire
questo obiettivo e nostra figlia  disposta ad aiutarlo,
non possiamo fermarlo. Bloccare un numero infinito
di possibilit  impossibile, per definizione.
Tutto qui? Allora vince lui? Mi lascio cadere su una
sedia. Sembra che l'unico modo di uscirne sia convincere
Conley a cambiare idea, ma non credo che ci riuscirei.
Dubito che qualcuno potrebbe riuscirci. A questo
punto non c' in gioco soltanto il suo amore per Josie,
vuole anche assicurarsi che nessuno possa intralciare i
suoi piani. L'orgoglio pu essere forte quanto l'amore, e
infinitamente pi crudele.
No, non  cos. Mia madre raddrizza la schiena.
C' un'altra soluzione possibile.  drastica, addirittura
radicale. Ma una volta attuata, Conley non potr
pi minacciare nessun'altra dimensione.
La mia prima reazione  di rabbia. E allora perch
non l'avete fatto subito, invece di chiudere il progetto,
mettendolo sull'avviso?
Perch la soluzione prevede di separare questa dimensione
da tutte le altre, per sempre. Pap mette
una mano su quella della mamma, un gesto inaspettatamente
tenero. Potremmo chiudere questo universo
in una sorta di tasca, una piccola bolla privata.
Quindi... non sareste pi in grado di viaggiare fuori
da questo universo. I vostri Firebird non funzionerebbero.
Capisco perch siano cos riluttanti. Ma l'assoluta
desolazione sui loro volti mi dice che questo scenario
pu diventare ancora pi oscuro.
Questa  l'ipotesi migliore dice mia madre. Nella
peggiore, la bolla scoppia e questa dimensione viene
annientata.
No.  un destino che non potrei augurare neanche
alla casa madre.  troppo. I miliardi di persone che
vivono qui...
Le loro vite andrebbero perdute. Mio padre lascia
vagare lo sguardo nel vuoto. Ma sono comunque meno
di quelle che abbiamo gi perso. E se Conley va avanti
cos, saranno solo una minima parte delle vite annientate.
Questo non significa che dobbiate sacrificare voi
stessi. Per Conley, perfino per i miei genitori, sarebbe
giusto. Per le innumerevoli persone che vivono e hanno
vissuto in questa dimensione lungo la sua storia,  indicibilmente
crudele. Forse si pu dire che vale la pena
sacrificare una vita per salvarne cento, o qualcosa del
genere, ma quando si parla di intere dimensioni, i numeri
diventano troppo grandi per poter fare questo tipo
di conti. Non si possono ridurre miliardi di vite all'incognita
di un'equazione. Volete davvero farlo?
E poi mamma e pap non sarebbero semplicemente
morti. Sarebbero annullati, distrutti fino alla fine dei
tempi...
Un attimo dico. Se il vostro universo morisse, il
mio non lo seguirebbe? Voi ci avete influenzato, modificato.
Ma non vi abbiamo creato. Quindi la vostra dimensione
non collasser. Mio padre sembra perso nelle
sue riflessioni. Per subir una distorsione. Tutte le
vostre azioni, a partire dalla nostra prima intrusione
nel vostro universo, verranno cancellate, cos come l'influenza
che abbiamo avuto su di voi. La vostra realt
cambier forma.
Non preoccuparti di eventuali confusioni aggiunge
la mamma. Non ricorderete nulla.
E Paul, che  morto qui, tornerebbe a essere vivo,
vero? Dentro di me si agita qualcosa di simile alla speranza.
Se non fosse morto in questo universo, direi sicuramente
di s. Mio padre ne parla come di una teoria
qualsiasi. Per lui questo  solo il pezzo di un rompicapo,
non una vita umana in bilico. Per come stanno le
cose, la questione  molto pi complessa.
Non lo sapete neanche voi? Quella breve speranza
si frantuma come una porcellana. Forse Paul torner
in vita, o forse invece verremo sbattuti al punto di
partenza, senza avere idea di aver mai conosciuto un Paul
Markov, o comunque senza avere idea di che cosa gli
sia successo. Non sarebbe soltanto morto, non verrebbe
nemmeno ricordato.
Tutto ci che mi rimane di Paul sono i ricordi. Non
posso lasciarli andare.
E se l'influenza che ha avuto la casa madre su di noi
verr annullata, accadr lo stesso con la nostra influenza
sulle altre dimensioni. Se non fossimo andati
nell'universo della Russia, la Granduchessa non avrebbe
mai avuto il figlio del Luogotenente Markov, anche
se lui sarebbe probabilmente morto comunque in battaglia.
Lei invece sarebbe rimasta intrappolata nella vita
che odiava e obbligata a sposare un estraneo, senza poter
dare alla luce il figlio del suo grande amore.
Il Theo dell'universo della mafia non sarebbe stato
ferito e l'universo di Londra esisterebbe ancora. Ma
mia madre, nell'universo di Josie, sarebbe ancora immersa
in una depressione quasi suicida e la mia famiglia
nell'universo in guerra non avrebbe fatto il salto
tecnologico necessario per sconfiggere i loro nemici. Le
crepe nel multiverso si estenderebbero sempre di pi,
senza nessuna possibilit di valutare gli scenari migliori
e peggiori. Nessuno potrebbe mai comprendere appieno
le ramificazioni di un atto del genere.
Alla fine, mi trovo a pensare alla Granduchessa e al
modo in cui si era passata la mano sulla pancia. Quando
le ho rubato quella notte con il Luogotenente Markov,
le ho portato via qualcosa di prezioso. Non le porter
via anche il suo bambino.
Se fosse qui, Paul direbbe esattamente la stessa cosa,
pur sapendo che gli costerebbe la vita.
Le mie azioni hanno delle conseguenze. Tutti gli altri
hanno dovuto convivere con le ripercussioni delle scelte
che hanno fatto, adesso  il mio turno.
Non fatelo. Dobbiamo pensare a qualcos'altro. Potete
cominciare tenendo sotto controllo vostra figlia.
Nessun'altra soluzione garantisce il successo. Mia
madre scrolla le spalle. E c' almeno il quaranta percento
di possibilit che sopravvivremo.
Il quaranta percento non mi sembra un granch. Vi
prego, non potete farlo. Se non pensate al vostro mondo,
pensate al mio! Riscrivereste la nostra storia.  come...
come distruggere un'altra dimensione, in un certo
senso.
Per sar finita. Gli occhi azzurri di mio padre, di
solito cos dolci, sono diventati distanti e chiari come
uno stagno gelato. Finalmente sar davvero finita.
A questo punto capisco che mamma e pap non si
stanno sacrificando coraggiosamente per il resto di noi.
A loro non importa di vivere o morire. Josie se ne  andata,
hanno perso il loro scopo. Quando pensavano di
poter fare qualcosa di buono, fermando Conley, avevano
trovato un conforto. Ma ora preferiscono morire che
continuare a sopportare il dolore.
I miei genitori vogliono soltanto riunirsi a Josie.
Pap dice piano: Dovresti andare immediatamente
a casa. E a proposito, per quanto riguarda le comunicazioni
che avete stabilito fra le dimensioni,  una trovata
molto intelligente, ce ne siamo accorti solo ieri, fai le
nostre congratulazioni agli altri....
Henry. La mamma gli d un colpetto sulla spalla,
come fa di solito quando vuole fargli capire che sta partendo
per la tangente. Anche in questo momento di
mortale disperazione, rimangono uniti.
Pap sospira. Se puoi usare quel sistema per far avere
un messaggio a nostra figlia, per favore dille di
tornare a casa.
Che cosa le succederebbe se non fosse qui quando
questo universo verr separato dagli altri? Morirebbe?
Passo lo sguardo da uno all'altra. Oppure verrebbe,
come dire, risucchiata automaticamente?
Diventerebbe... La mamma ci pensa su. Uno spirito
senza pi corpo. Forse sarebbe libera di viaggiare fra
le dimensioni, ma solo da una Marguerite all'altra. Non
potrebbe pi tornare qui. Sospetto che succederebbe la
stessa cosa se il nostro universo dovesse collassare, anche
se forse preferirebbe quello piuttosto che morire insieme
a tutti noi.
Per chiediglielo. Per favore. Se puoi. La voce di
pap si spezza. E di' a Josie che le vogliamo bene. Diglielo
subito, prima di dimenticarci completamente.
Pochi minuti fa, pensavo di riuscire finalmente a riconoscere
i miei genitori in queste persone. Ora mi terrorizzano
pi di quanto abbiano mai fatto.
Penso a tutte le altre persone, l fuori, che meritano
di essere protette. La Granduchessa e il suo bambino.
Vladimir, lo zarevich di tutte le Russie. Josie, che si 
messa a chiacchierare con me nel bel mezzo della sua
vacanza di rafting in Scozia, piena di entusiasmo. Valentina
con il suo piccolo mento volitivo. La versione
newyorkese di Persis, con la sua infinita lealt. Il Theo
dell'universo in guerra, che ha gi passato tanta parte
della sua vita a combattere per sopravvivere e che si 
innamorato cos perdutamente.
Mio padre che vive come istitutore della famiglia reale
in Russia, nascondendo il segreto che uno dei figli 
suo. Mia madre in un mondo in cui ha gi perso mio
padre e mia sorella, e dove la sola vista del Firebird le
ha dato una speranza per andare avanti.
E Paul. Quello che da ragazzo ha imparato il linguaggio
dei segni per poter comunicare con la ragazza
che gli piaceva. Quello che pur essendo stato respinto,
e poi ingannato, si  precipitato in un universo sull'orlo
del collasso per salvarmi. Il Luogotenente Markov, che
 morto, perduto per sempre, ma che verr ricordato in
un mondo dove un giorno nascer suo figlio. Il mio
Paul, che forse sar solo un ricordo ma che ha pensato,
ha provato emozioni e sentimenti, e che merita di essere esistito.
Tutti i nostri destini sono in bilico. Tutte le nostre storie.
E io non posso fare altro che scappare.
...
.
...
Capitolo 28.
...
.
...
Non appena appaio nella mia dimensione, mi rendo
conto che tutto  andato a rotoli.
Di solito tornare al proprio corpo  semplice e piacevole,
come infilarsi in un bagno caldo. Stavolta invece
sembra un tuffo di pancia nell'acqua gelata. Il dolore si
riverbera in tutto il mio corpo, mi scricchiola ogni giuntura
e inizialmente non riesco a focalizzare n gli occhi
n i pensieri.
Quando comincio a vederci, scopro che la mia mano
stringe un pezzo di carta con la scritta: TI SEI INTRODOTTA IN CASA MIA, COS IO SONO ENTRATA NELLA TUA.
La mia mano lascia cadere il foglio contro la mia volont
e allora capisco che sono davvero a casa, ma che
la Strega  arrivata prima di me.
Il grimaldello. Ha gi drogato il mio corpo con il grimaldello.
Sono in trappola.
Come se potesse sentire i miei pensieri, la Strega alza
gli occhi, guarda nello specchio sopra la cassettiera della
mia camera, e fa un sorriso di trionfo.
Fammi uscire di qui! urla Josie dal ripostiglio del
corridoio. Picchia sulla porta cos forte che sembra stia
cercando di aprirsi un varco a pugni. Restituiscimi mia
sorella!
Sulle braccia e sul tronco sento il dolore di nuovi lividi
e graffi. Josie avr lottato duramente, ed  pi forte
di me, la Strega ha avuto la meglio soltanto grazie
all'effetto sorpresa. Ma la porta del ripostiglio  spessa.
Per adesso Josie  bloccata.
La Strega si sposta dalla camera da letto al soggiorno,
senza quasi degnare di uno sguardo la porta che Josie
sta martellando con tanta disperazione. L'atmosfera
accogliente  svanita, anzi  stata distrutta. Le piante
sono rovesciate, le radici si accartocciano debolmente
intorno ai cumuli cilindrici di terra sul pavimento. Ci
sono libri sparsi dappertutto e le equazioni sono state
cancellate dalle pareti e sostituite da disegni osceni e
commenti volgari sulle relative misure dei... di Paul e Theo.
Ancora pi sconvolgente  la vista di Theo che sanguina
dall'angolo della bocca, con le mani legate dietro la schiena.
Il grimaldello non durer per sempre le grida, e dal
timbro rauco della sua voce capisco che sta urlando gi
da un po'. Ormai l'hai consumato tutto, fra poco l'effetto
finir e allora sarai fregata!
Non mi serve che duri per sempre. Qui ho finito. La
Strega solleva il suo Firebird, lasciando pendere il mio
dal collo. Si volta verso lo stesso specchio dove ha intrecciato
i miei capelli, con una luce di trionfo negli occhi.
La prossima volta che ti impossessi del mio corpo
in mia assenza, nella mia dimensione, qualcuno che ami morir.
Un sobbalzo, e poi mi accascio contro il muro pi vicino.
Il dolore nel mio corpo malconcio si accentua, ma
non mi importa. Sono di nuovo sola nella mia testa.
Theo? Ora sono io. Corro verso la sedia e sciolgo la
cintura che gli blocca le mani dietro la schiena. Dio, che cosa ti ha fatto?
In pratica mi ha conciato per le feste. Per la cronaca,
non ci sarebbe riuscita se non fossi ancora convalescente.
Theo flette le spalle e sfrega i solchi rossastri scavati
dal cuoio nella sua pelle, poi si alza in piedi. Oppure
se Josie fosse stata qui, in quel momento. Se la Strega
non l'avesse anticipata, Josie avrebbe potuto sbatterla fuori.
Abbraccio Theo in fretta. Esiste un modo per salvare la casa madre?
Lui mi squadra dalla testa ai piedi. Wow. Perch
cerchiamo di salvare la casa madre? E da che cosa poi?
Stanno cercando di sigillarsi per sempre, in modo
che la Strega non possa pi uscire dalla loro dimensione,
ma c' la possibilit che l'intero universo collassi e
se questo accade la nostra storia verr completamente
riscritta. Questo non deve succedere. E poi... se siamo
in grado di salvare una dimensione, dovremmo farlo.
Anche se si tratta della casa madre. I miei genitori e
Wyatt Conley sono solo in tre, fra miliardi di persone. Il
Theo di quel mondo merita di sopravvivere, e con lui gli
altri innumerevoli abitanti di quel mondo. Credo che
abbiano gi iniziato il processo. Possiamo fermarlo?
Theo ci riflette per un secondo, poi scuote la testa.
Se avessi un mese per lavorarci, magari potrei determinare
esattamente in che modo pensano di farlo e capire
come prevenire un collasso. Ma neanche io sono cos
geniale da poterlo fare in pochi minuti.
Che cosa succeder a tutti noi? La realt che conosco
sta per essere cancellata? Non ho modo di saperlo, non
ho nessun controllo. E quindi siamo semplicemente...
bloccati qui? In attesa di scoprire se i nostri ricordi verranno
riscritti?
Theo fa un gemito. A quanto pare.
Marguerite, sei tu? chiama Josie dal ripostiglio. Poi
picchia sulla porta. Fammi uscire! Corro a liberarla:
in questo momento mi sembra l'unico modo che mi  rimasto
di rendermi utile.
Che cosa  successo? Pap sporge la testa dalla sua
camera da letto. Capisco che sono appena tornati anche
i miei genitori.
Apro la porta del ripostiglio e vedo Josie rannicchiata
fra i giacconi invernali. Ha un occhio nero incipiente, e
un pugno pronto a partire, nel caso avessi mentito sulla
mia reale identit. Per si rilassa quando la lascio passare
in corridoio, dove si sono riuniti Theo, mamma e
pap.
Mentre spiego loro il piano per sigillare la casa madre
nella sua bolla, e la possibilit del collasso, i fisici presenti
si agitano, come fanno sempre quando i loro pensieri
cominciano a prendere velocit. Sanno che la nostra
storia potrebbe venire cancellata, senza che debba
spiegarglielo io. Per quanto sia impossibile, stanno ancora
cercando di capire come salvaguardare la Casa
Madre in tempo. Theo prende addirittura un gessetto
per buttare gi qualche equazione, ma si ferma un momento
per fare una smorfia a quello che la Strega ha
scritto sul muro. Sul serio? borbotta cancellando le
parole con l'avambraccio nudo. Andiamo, dammi un po'
di fiducia.
Mentre la matematica decolla, la mamma mi chiede:
Dov' Paul? Ha lasciato l'universo di Mosca per seguirti
alla casa madre. Vi siete incontrati?
Mi mancano le parole. Come riuscir a dire agli altri
che Paul  morto? Devo farlo, lo so bene, ma mi sembra
che pronunciare quelle parole le render vere. Come se
il mio silenzio rendesse ancora possibile il suo ritorno a
casa, sano e salvo, come se fosse stato tutto soltanto un
brutto sogno.
Buone notizie annuncia Theo, risparmiandomi di rispondere.
Josie interrompe il suo lavoro di rinvaso delle piante.
Che cosa?
Se, come credo, stiamo usando correttamente la tecnologia
di tracciamento dell'universo in guerra, la Strega
 tornata dritta a casa, cio alla casa madre. Questo
vuol dire che  sistemata, no? Sigilleranno quel mondo,
oppure lo distruggeranno, ma in ogni caso non torner
pi. Giusto?
Giusto. Non ho pi bisogno di farle avere il messaggio
dei suoi genitori. La casa madre sta per essere sigillata
per sempre. Nessuna dimensione  pi in pericolo.
Sta davvero per finire tutto. Mi si chiude la gola per
tutte le lacrime che non ho pianto, sia per il sollievo che
per il dolore, che non posso pi trattenere.
Tesoro? Pap mi si avvicina, la preoccupazione nei
suoi occhi chiari si trasforma in paura. Non ci hai detto
se hai trovato Paul. L'hai visto?
Theo fa un'espressione nauseata. Mi ha letto in faccia
la verit. No sussurra. Non, non pu essere...
Mi invade un'ondata di nausea, seguita da un senso
di stordimento. Lascio cadere le spalle, appoggiata al
muro. Punto le mani per non cadere. Mia madre lancia
un grido, pensando che stia per svenire dal dolore, e ormai
gli altri hanno capito perch sto soffrendo, perch
non posso dire che cosa  successo a Paul.
Ma un altro orrore si impossessa di me, dei miei muscoli,
della mia voce e della mia volont. Sono di nuovo
prigioniera nel mio corpo. E ci sono due Firebird al mio
collo.
La Strega  tornata.
Crede... credevate... Fa fatica a parlare. L'effetto del
grimaldello sta finendo. Non riuscir a controllarmi ancora
per molto. Che io... avrei permesso loro... di uccidermi?
Ha saputo della bolla. Ha scoperto la possibilit che
la sua dimensione venga distrutta. Ed  fuggita qui.
Marguerite? dice Josie.  l'unica che non ha perso
la testa per via di Paul, almeno non tanto da non capire
che mi sto comportando in modo strano. La Strega si
volta e copre la mia faccia con le mani.
Potresti sopravvivere! C' una possibilit! Ma le parole
non escono dalla mia bocca.
Per non importa, perch la Strega mi sente e risponde
in un sussurro rauco. Non mi piace... questa scommessa.
Nello strano crepuscolo della droga, la mia coscienza
pu comunicare con la sua. Di certo riprender presto il
controllo.
Ma non abbastanza presto, perch la Strega prende
in mano il mio Firebird e comincia a manovrare i comandi
in un modo che non ho mai visto prima. Per so
che cosa sta facendo, anche prima di vedere il lieve
scatto del pollice che ricordo dalla trappola di Persis
Harrington nell'universo di Roma.
La Strega sta innescando un collasso. Vuole distruggere
il mio universo.
No.  impossibile. Noi possiamo proteggerci. Vero? Lo
abbiamo fatto per tanti altri mondi...
Non avete... protetto voi stessi... per primi. Stupidi.
Fa un'unica risata, un suono amaro che riconosco a malapena,
anche se esce dalla mia stessa gola. Sempre...
pensare... prima a se stessi.
Ma morirai anche tu! Se svaniscono sia il mio mondo
che il tuo, ucciderai anche te stessa insieme a noi.
Va bene, se posso distruggere anche voi. Sei stata tu
a convincerli. Hai fatto il danno, adesso subiscine le
conseguenze.
Marguerite? dice mia madre fra le lacrime. Che cosa
stai...
Theo capisce e ringhia: Oh, maledizione mo. Non adesso!.
Il terreno trema. Non tantissimo, niente di straordinario
qui, ai margini della Faglia di Sant'Andrea. I miei
genitori e Josie non ci fanno quasi caso. Ma io so la verit.
 l'inizio della fine.
Vorrei insultare ancora la Strega. Vorrei dirle che ha
la vita peggiore di qualsiasi Marguerite nell'intero Multiverso,
non perch la sua dimensione fa schifo ma perch
ha scelto lei di condurre l'esistenza pi rabbiosa,
meschina e vendicativa possibile. Vorrei tormentarla
con l'orrore di quello che l'aspetta, un'eternit da parassita,
in cui non potr mai, mai reclamare il possesso esclusivo
di qualcosa o qualcuno.
Ma il mio destino  ancora peggiore. Io non sar mai
nata. Trascorrer i miei ultimi momenti sapendo che
tutti coloro che ho amato stanno per essere cancellati
insieme a me. La Strega ci ha condannati tutti.
La terra trema di nuovo, stavolta pi forte. Le sue
mani si stringono sul suo Firebird e in un attimo se ne
 andata.
Incespico all'indietro, mentre Theo mi prende per le
spalle e mi scuote. Esci da lei! Esci da lei!
Se ne  andata! Sono io! grido.  al collasso. L'universo
 al collasso. La Strega ha usato il mio Firebird e
ci ha distrutto...
Che cosa? Theo sembra sul punto di svenire. Sulle
facce dei miei genitori si fa strada la comprensione, seguita
dall'orrore.
La Strega ha fatto un altro salto dentro di me. Ha
avviato la reazione a catena. Non ho potuto fermarla.
Mi sale un singhiozzo in gola. La mia famiglia, i miei amici
e il mio mondo stanno per morire, per mano mia.
Maledizione! Pap corre al mucchio di attrezzature
in fondo al soggiorno, la mamma e Theo lo seguono a
ruota. Possiamo farcela. Quanto tempo abbiamo?
Un paio d'ore, vorrei dire.  il tempo che ci  voluto
per il crollo dell'universo di Roma. Ma forse il nostro
mondo  pi fragile, perch il terremoto  gi ricominciato,
stavolta abbastanza forte da fare sbattere i piatti
nella credenza. I pochi libri rimasti sugli scaffali cadono
a terra.
La mamma risponde alla domanda di mio padre.
Non abbastanza.
Comunque si lanciano tutti nell'impresa, afferrando
materiali e cercando di mettere insieme lo stabilizzatore
a tempo di record. Josie, con uno sguardo perso, comincia
a tirare gi altri oggetti dagli scaffali e a metterli
sul pavimento, in modo che non si rompano precipitando
gi (un'iniziativa intelligente durante un terremoto,
irrazionale in questa situazione). Non che possa
biasimarla per essere sconvolta dal terrore. Il mio corpo
ha perso completamente sensibilit.
Poi sento dei passi in corridoio, alle mie spalle. Chi
altro pu esserci in casa?
Solo una persona.
Mi volto di scatto e vedo... Paul!
Oddio,  vivo. Ce l'ha fatta, dopotutto... solo per arrivare
qui e morire insieme a noi.
Cerco di correre da lui, ma le scosse del terreno mi
fanno quasi cadere. Riesco a evitarlo soltanto buttandomi
contro il muro. Paul si sostiene puntando le mani alle
pareti del corridoio. Non appena  abbastanza stabile
da muoversi, corre in avanti. Che cosa sta succedendo?
L'universo sta collassando dice Theo. La Marguerite
cattiva ha preso la Marguerite buona per il tempo
sufficiente a innescare il processo.
Paul si volta verso di me nel momento in cui lo raggiungo.
Ha ancora il braccio bendato per la ferita che lei
gli ha fatto. Mi butto fra le sue braccia, come se la sua
forza da sola potesse bastare a sostenermi, mentre il resto
del mondo crolla. L'odore della sua pelle, il tocco delle
sue mani sulla schiena, anche il modo in cui trattiene
il respiro per un attimo quando mi stringe a s: ogni
dettaglio per me  pi prezioso che mai. E il momento
pi bello e terribile della mia vita.
Terribile, perch so che Paul mi  stato restituito solo
per poter morire con me.
I singhiozzi repressi minacciano di togliermi la voce,
ma riesco a dire: Dov'eri? Pensavo che fossi morto.
Non c'era tempo di trovare una nuova destinazione.
Sono dovuto tornare nell'universo di Mosca, poi ho dovuto
ricaricare il Firebird e... maledizione. Paul impreca
di nuovo in russo, all'amara ironia di essere tornato
a casa giusto in tempo per morire.
Anche se conosco la risposta, devo chiederlo: Non c'
via d'uscita, vero?.
Lui mi bacia la guancia, la fronte, e mi stringe ancora
pi forte. No. Niente che potremmo accettare.
Ha ragione. Qualsiasi esistenza potremmo avere dopo
questa catastrofe, sarebbe rubata ai nostri altri s, agli
altri mondi. Potrei defraudare Valentina dei suoi genitori
per sempre? Oppure obbligare la mia versione dell'universo
in guerra a rinunciare alla sua vita per permettermi
di vivere la mia? Decideremmo di assumere
un'identit alternativa per sempre, o di rubare settimane
e mesi da versioni diverse? Sfuggire a questa dimensione
senza nessuna speranza di tornare a casa ci trasformerebbe
in parassiti.
Io non voglio morire. Ma mi rifiuto di vivere, se il
prezzo  tradire quello in cui credo e colui che amo.
Almeno ho potuto vedere Paul un'ultima volta prima
della fine.
Lui si volta a guardare la frenetica attivit al tavolo
arcobaleno. Non prova neanche a unirsi a loro. A questo
punto lo capisco. Paul, possono costruire uno stabilizzatore
in tempo?
No.
Ora il terremoto vero e proprio si scatena. Cominciamo
a urlare e strillare, cadiamo tutti a terra tranne Josie,
che era gi sul pavimento. Sentendo le grida che
provengono dall'esterno, mi chiedo che cosa stia succedendo
al cielo, o se il terreno si  spaccato rivelando
un'altra visione infernale.
Paul striscia pi vicino, per raggiungermi. Questa 
la fine.
Ci daremo un bacio di addio e moriremo uno nelle
braccia dell'altra.
Invece lui afferra il mio Firebird e cos ricordo che abbiamo
ancora una possibilit.
Connettere i Firebird! grido sopra il frastuono dei
piatti che cadono e degli antifurti delle auto all'esterno.
Nell'universo di Mosca, aveva detto che poteva funzionare,
in caso di emergenza. E non c' mai stata un'emergenza
peggiore di questa. Questo ci salver, vero?
Potrebbe dice Paul, cominciando a collegare i due
dispositivi.
Potrebbe?
Direi che la probabilit di successo  del trenta-quaranta
percento.
Oddio. Fallo.
Sar doloroso. Paul non lo dice per darmi la possibilit
di tirarmi indietro. Sta gi riprogrammando il mio
Firebird e il suo, lavora a tutta velocit perch sappiamo
entrambi che non c' altra scelta.
Il nostro soffitto si deforma e scintilla, poi sembra
sciogliersi, rivelando un cielo tempestoso sopra di noi.
Josie comincia a urlare. E Paul unisce i nostri Firebird.
 come essere colpiti da un fulmine. Mi attraversa
un'ondata di dolore puro, cos lancinante da togliermi il
respiro. Non ho mai provato un dolore cos: assomiglia a
un promemoria, ma un promemoria finisce in un attimo
e questo invece continua.
Paul sussulta per lo stesso dolore, ma mi stringe fra
le braccia e mi tiene stretta come Se io potessi salvarlo.
Le lacrime mi offuscano la vista. La casa sta crollando,
o forse l'intera dimensione, di certo questa  la fine.
Ti amo. Lo stringo ancora pi forte, riconoscente
per aver avuto la possibilit di dirlo ancora una volta.
Anch'io ti amo. Mi stringe di nuovo al petto.
Se dobbiamo morire cos, allora sia.
A questo punto veniamo circondati da una luce che
brilla come il sole, e una tremenda scarica di energia mi
attraversa il corpo.  come se nel mio centro ci fosse
l'occhio di un ciclone, che vortica sempre pi stretto e
mi schiaccia verso l'interno. Il suo turbinio mi fa pi
male di tutto il resto. Mi aggrappo a Paul ancora pi disperatamente,
cercando con la sola forza di volont di
restare intera. Di restare con lui. Di restare viva.
Poi tutto... si ferma.
Il dolore svanisce. Le scosse si placano. Il soffitto 
tornato a essere un semplice soffitto. Per qualche lungo
secondo rimaniamo tutti sdraiati, non ci fidiamo dei nostri
sensi.
La speranza, la disperazione e la confusione si scontrano,
offuscandomi i pensieri. Mi stringo a Paul, che
sembra sbalordito quanto me. Ma il silenzio prosegue, e
cos l'immobilit, finch comincio a pensare che potrebbero
durare per sempre.
Ce l'abbiamo fatta sussurro. ...Vero?
L'espressione di Theo passa lentamente dall'incredulit
al sorriso. O ce l'abbiamo fatta, oppure l'aldil 
molto pi banale di come lo pubblicizzano.
Paul fa un sospiro di sollievo. Ce l'abbiamo fatta.
Josie e pap si mettono a sghignazzare di contentezza
(hanno la stessa risata folle). Anch'io dovrei ridere, o festeggiare,
o saltare su e gi come una matta. Ma sono
ancora troppo sconvolta per poter uscire dal mio stupore.
Theo scivola verso di noi, con un sorriso sulla faccia.
Fratellino, che cosa hai appena fatto? Fammi vedere
questa fighissima trovata scientifica.
Paul si mette a sedere, trascinandomi con s. Ora vedo
che la mamma si  gi rimessa in piedi e sta lavorando
alacremente con il suo Firebird.
Io cerco di raddrizzare meglio la schiena, ma sono ancora
lenta e impacciata: ho ancora in corpo il grimaldello
e i miei muscoli sono ancora contratti a causa del dolore intenso. Mamma? Che cosa c'?
La casa madre. Dobbiamo essere sicuri che non ci riproveranno.
La mamma scruta i risultati della sua ricerca.
Loro non lo faranno. Ma la Strega potrebbe. Non sono
stati annientati, vero? Perch la nostra storia non 
cambiata.
Esatto dice pap. Penso che siano riusciti a sigillarsi.
E a quanto pare, la tua controparte  sigillata insieme
a loro.
 tornata indietro. Ha sentito quello che le avevo detto
ed  tornata indietro, pur sapendo che rischiava di
morire. La Strega ha avuto un'altra occasione, che non
si meritava. Ma, in definitiva, il suo destino  nelle sue
mani. Se da ora in poi ci sar qualcosa di positivo nella
sua vita, sar perch i suoi genitori hanno trovato il
modo di comunicare con lei. Se la sua vita sar un inferno,
sar perch lei rimarr cattiva, amareggiata e
meschina. Non lo sapr mai, e francamente non me ne
importa un granch. A me basta sapere che non la rivedremo
mai pi.
Il portatile di pap  aperto sul pavimento, con la tastiera
sporca del terriccio di una felce ribaltata, ma funziona
ancora e sta segnalando una chiamata in entrata
via Skype. Paul si alza faticosamente, con quello sguardo
gelido negli occhi. Pu essere una sola persona.
Mio padre prende il computer, lo spolvera e lo appoggia
sul tavolo arcobaleno, mentre noi ci riuniamo tutto
intorno. Io, ancora tremante, mi sostengo a una sedia.
Quando pap preme Rispondi, la faccia di Wyatt Conley
compare sullo schermo. La sua espressione di autocompiacimento
 sparita, sostituita dallo spavento.
Sentite... so che non siamo esattamente in buoni rapporti,
ma se ho interpretato correttamente questi dati,
abbiamo appena...
Tutto a posto. La mamma incrocia le braccia. Il
nostro mondo  al sicuro. La Triad come la conoscevi
non esiste pi. Una delle tue controparti  morta, e l'altra
 intrappolata per sempre in un universo sigillato.
Pap interviene. A questo punto, Wyatt, sei solo. E
sei anche in minoranza, perch ormai abbiamo parecchi
altri mondi che collaborano con noi, e ciascuno  stato
messo in guardia contro di te. Quindi ti suggerirei di
abbandonare per sempre l'idea di immischiarti nei
viaggi interdimensionali.
Josie si china fra le spalle dei nostri genitori, per far
apparire il suo viso sullo schermo. E in pi, tanto per
la cronaca, non uscir mai con te.
 come se Conley non riuscisse a farsene una ragione.
 mai stato sconfitto, anche una sola volta nella sua
vita? Ha raccolto un successo dietro l'altro, accumulando
soldi e onori in tutto il mondo, ma adesso non pu fare
altro che fissarci a bocca aperta. Alla fine dice: E adesso
che cosa succede?.
Io faccio un passo avanti, per parlare allo schermo.
Spero che sia l'ultima volta che dovr guardare in faccia
Wyatt Conley. Ti consiglio di ritornare alla telefonia
mobile.  quello che ti riesce meglio.
Poi chiudo la comunicazione. Lo schermo si svuota.
Theo scuote la testa. Se potessimo mandare in prigione
quel bastardo... svergognarlo davanti al mondo...
Non possiamo dice pap tristemente, buttandosi sul
divano. Non ci sono ancora leggi per questo genere di
cose. Lo abbiamo fermato, Theo. Facciamocelo bastare.
E poi, pensa a tutto il lavoro di ricerca che ci aspetta.
Anche in mezzo alla devastazione della nostra casa,
a meno di dieci minuti da un incontro ravvicinato con la
morte, gli occhi della mamma gi si illuminano al pensiero
delle scoperte future. I collegamenti fra universi,
i dati infiniti che potremo condividere...
Fighissime trovate scientifiche. Theo riesce a fare
un sorriso.
Josie ricomincia il salvataggio delle nostre povere
piante, rinvasandole, e la mamma cerca di rimettere le
pile di documenti sparsi dappertutto nell'ordine in cui
erano prima. Pap e Theo vanno verso la porta d'ingresso,
ufficialmente per controllare i danni nel quartiere,
ma scommetto che Theo vuole anche assicurarsi che la
sua macchina sia sana e salva.
Marguerite? Il tono di Paul  dolce.
Io alzo gli occhi su di lui, di nuovo piena di meraviglia
di fronte al miracolo della sua salvezza. E ancora pi
bello  il sorriso con cui sta ricambiando il mio, pieno di gioia. E di speranza.
Mi prende per mano e mi dice: Costruiamoci un mondo.
...
.
...
Epilogo.
...
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...
Per quanto riguarda i telegiornali, quel giorno a San Francisco c' stato un terremoto: un terremoto dal tracciato un po' bizzarro, ma non particolarmente grave. A parte qualche danno trascurabile, non ci sono neanche stati feriti.
Qualcuno sui social media ha riferito di aver visto o pensato strane cose durante le scosse, e qualche teorico del complotto ha dato la colpa alle scie chimiche, ma in generale la gente attribuisce le stranezze alla paura e alla confusione. Magari alle allucinazioni causate dal panico. Nessuno si rende conto di quanto il nostro mondo sia stato vicino alla distruzione. Il terremoto  gi quasi dimenticato. La vita va avanti.
Josie mi invita a San Diego per un paio di weekend, e io ci vado. Mi insegna a surfare, o almeno ci prova. Non riesco a fare molto altro che alzarmi sulla tavola per una trentina di secondi, prima di rotolare di nuovo in acqua.
Non importa. Sono pi importanti le serate passate a camminare lungo la spiaggia in costume e maglietta da nuoto, con gli asciugamani intorno alle spalle e un cono gelato in ciascuna mano, a parlare di tutto e niente.
Siamo sempre andate d'accordo, ma non  necessariamente
la rabbia ad allontanare le persone: possono farlo benissimo anche il tempo e la mancanza di attenzione.
Quanto avremmo potuto allontanarci io e Josie, se non avessi avuto l'occasione di vedere che vita desolata avrei vissuto senza mia sorella? Se non avessimo deciso scientemente di trovare pi tempo l'una per l'altra?
Per fortuna non lo sapremo mai.
La collaborazione fra le dimensioni continua. Ora  molto pi probabile che avvenga una semplice conversazione, piuttosto che un viaggio, e i salti interdimensionali vengono sempre verificati in anticipo. Adesso io viaggio meno degli altri, perch di fatto le visite sono sempre dei convegni scientifici. Ma qualche volta ho accompagnato i miei genitori, o Paul, per vedere come andavano le cose.
Nell'universo in guerra, "i nostri" sembrano aver ribaltato le sorti del conflitto. Non siamo particolarmente entusiasti del fatto che abbiano utilizzato le nuove conoscenze per costruire armi, ma  una scelta loro, non nostra. La loro Marguerite scrive lunghe lettere d'amore a Theo (e ne riceve di altrettanto lunghe) almeno due volte alla settimana. Se il Paul di quel mondo avr mai una possibilit, Theo dovr averla fatta davvero grossa.
L'universo della mafia sta facendo molti passi avanti.
I miei genitori cercano di andarci nei weekend in cui Josie e Wyatt non ci sono. L Wyatt Conley  sempre devoto a mia sorella, quindi non c' motivo di attaccarlo.
Forse la sua versione dell'universo della mafia  quella migliore, la persona che avrebbe potuto essere anche qui, se il suo ego non si fosse messo in mezzo. Il loro Theo ha perso una gamba sotto il ginocchio, una cosa terribile. Ma sta imparando a usare la protesi, e la sua rabbia  rivolta al mafioso che gli ha sparato. La prospettiva di nuove scoperte lo coinvolge molto pi del rancore per il passato.
Per quanto riguarda la versione mafiosa di Paul, be', ha smesso di cercare quella Marguerite (il nostro Paul, ovviamente, non va mai in quella dimensione). La polizia non l'ha mai trovato.  da qualche parte, in quel mondo, e vive una vita molto infelice. Spero che trovi il modo di uscirne, prima che il veleno vada troppo a fondo e lo trasformi in un'altra versione di suo padre.
Il Triadverso  rimasto silenzioso per un po', finch le altre versioni dei miei genitori si sono messe in contatto con noi. Senza Conley fra i piedi, o altre interferenze dalla casa madre, sono riusciti a riprendere il controllo del Progetto Firebird. Quel Paul  rientrato in America dall'Ecuador, insieme all'altra me, entrambi erano molto felici di tornare a casa.
L'universo dell'oceano continua a pensare che dovremmo ripagare quel sottomarino. A quanto pare laggi sono molto litigiosi, non me ne ero accorta durante la mia prima visita. Abbiamo detto loro di rivolgersi al Triadverso, dato che tecnicamente era stata colpa di quel Theo, ma dato che lui  morto stanno ancora cercando qualcuno da accusare. Grazie al cielo non  possibile fare causa da una dimensione all'altra. Non ancora, almeno.
Nell'universo di Cambridge, i miei genitori hanno perdonato la loro versione di Paul, abbastanza da lavorare di nuovo con lui sulle nuove scoperte. A quanto pare anche l'altra me lo ha perdonato. Non sono tornati insieme, ma... fra loro va meglio. E lei  stata presa alla facolt di cinema dell'Universit della California del Sud, una notizia meravigliosa. Ha grandi progetti: quando sono andata in visita mi ha anche lasciato delle riviste di moda da guardare, complete di Post-It spiritosi su quale abito scegliere per la cerimonia degli Oscar.
Torno in quella dimensione pi spesso che nella maggior parte delle altre, anche se, lo ammetto,  soprattutto per giocare con il carlino Ringo.
Altri mondi non li rivedr mai pi. L'universo dello Spazio ha capito che non sono stata propriamente io a sabotare l'Astraeus, ma dubito che riceverei un benvenuto caloroso. L'universo di Mosca non ha la tecnologia per unirsi a noi, e neanche il desiderio di provarci. In uno Stato di polizia, spostamenti inesplicabili e perdite di memoria sono infinitamente pi pericolosi. Alla fine sono stati felici di aiutarci, ma anche felici di vederci andare via. E, naturalmente, ogni mondo in cui una Marguerite  morta mi  precluso per sempre. La Londra futuristica  perduta, e cos la possibilit di esplorare le tombe egizie.
Per ho visitato il mondo in cui pap e Josie sono morti nella rapina alla macchina, per passare pi tempo con quella versione della mamma. Lei non vuole venire qui, e incontrarli, perch dice che la riporterebbe al passato. Comunque sono riuscita a condividere alcuni dati scientifici con lei, e le piace sentire notizie sugli altri, immaginare le vite che suo marito e la sua figlia maggiore avrebbero avuto.
Un giorno potrei rivedere l'universo della Russia. La Granduchessa mi ha mandato un messaggio attraverso Theo, dicendo che apprezza la mia promessa di non ritornare, ma che ho il permesso di venire una volta, dopo settembre, se voglio vedere il bambino. In realt vuole che io possa parlare a Paul di questo bambino, che  in parte suo e in parte mio, ma appartiene completamente a sua madre. Sar un viaggio difficile e di certo stupefacente, ma ci andr. Ne varrebbe la pena anche solo per rivedere Vladimir, Katya e Peter.
Ma lo far anche se non dovessi avere l'occasione di vederli, lo devo alla Granduchessa.  il minimo che posso fare. E poi voglio vedere il bambino.
Che lavoro straordinario. L'esaminatore si aggira per la stanza dove  esposto il mio portfolio. Padroneggi un'eccezionale variet di tecniche, per una studentessa cos giovane.
Vorrei saltare su e gi, strillando come una cheerleader, ma riesco a limitarmi a un Grazie.
Anche se la Rhode Island School of Design  sempre disponibile ad ammettermi a gennaio, alla fine ho dovuto seguire il mio sogno. La Ruskin School of Fine Arts tiene valutazioni in una mezza dozzina di citt in tutto il Paese, durante le quali decine di candidati presentano il proprio lavoro. Fare buona impressione al professore sul posto non garantisce l'ammissione, perch le opere verranno esaminate pi avanti anche da altri professori dell'Universit, prima della votazione finale.
Ma fare buona impressione sul professore non pu certo nuocere, no?
Dimmi di pi su questa serie di schizzi. Fa un gesto verso i fogli che ho disposto su un tavolo.
S. Penso che abbia visto al telegiornale la storia dei miei genitori...
Gli occhi del professore mandano un lampo speranzoso.
Tutti i telegiornali sanno che abbiamo dimostrato la possibilit dei viaggi interdimensionali e che alcuni di noi li hanno gi fatti. Abbiamo avuto dei veri paparazzi fuori di casa per circa una settimana, una cosa esilarante.
I dettagli dell'alleanza per sono riservati, per ora. Abbiamo imparato quanto sia facile abusare di questa tecnologia, e finch i miei genitori non avranno sviluppato delle misure di sicurezza non possiamo divulgare troppi dettagli. In assenza di certezze, si sono diffuse un sacco di voci, e a quanto pare questo severo e distinto professore di Oxford muore dalla voglia di sapere tutto.
Be', qualcosa posso dirgli. Ho fatto diversi viaggi, e questa  una persona che mi  vicina in molti mondi diversi.
Quindi questa serie di disegni  un'esplorazione di come il suo ritratto deve cambiare per riflettere il suo destino, che  unico in ogni dimensione.
Sul tavolo ci sono una mezza dozzina di schizzi di Paul: in uno  arrabbiato, con le linee scure di un tatuaggio che spuntano dal collo della camicia. In un altro ha un costume medievale e la sua espressione  pi dolce, la sua sofferenza evidente. Al centro c' il ritratto del Luogotenente Markov. Ne vado molto fiera, perch quando lo guardo riesco a sentire di nuovo il suo amore per me. In realt, per, il sentimento di quell'immagine viene dal mio amore per lui.
Farai altri lavori basati sui tuoi viaggi? A quanto pare questo  il massimo della curiosit che il professore  disposto a concedersi.
Io annuisco. Voglio fare anche una serie di autoritratti. Anch'io, come tutti, sono diversa in ogni dimensione.
Voglio scavare a fondo in questa complessit, in questa stranezza.
So gi che il ritratto pi difficile sar quello della Strega, ed  per questo che farlo bene riveste la massima importanza. Ma ridipinger la sua immagine tutte le volte che sar necessario, fino a scoprire esattamente come mostrare ci che ci rende diverse, e ci che ci rende uguali.
Theo, intanto, far il post dottorato all'Universit di Yale, che gli ha fatto un'offerta che non poteva rifiutare.
Sta trafficando con la sua auto d'epoca, per assicurarsi che sia pronta ad attraversare l'America.
Non si  ancora ripreso del tutto dall'esposizione al grimaldello, ma ce l'ha quasi fatta. Ogni settimana il suo viso acquista un po' di colore, la sua risata si fa un po' pi sonora e le sue energie aumentano. Prima di andarsene,  deciso a mostrare a Paul altri esempi di "recupero adolescenziale", che in genere significa guardare "importanti" film d'azione su Netflix, ma va bene cos.
Theo non ha pi menzionato i suoi sentimenti per me dopo il nostro bacio d'addio nell'universo dei cloni. Sono certa che quei sentimenti stanno gi cambiando. La malinconia che vedevo in lui quando io e Paul eravamo insieme ormai  quasi del tutto svanita.  a suo agio con noi,  felice di stare insieme ma anche di lasciarci soli. Essendo Theo, ha le sue cose da fare.  anche uscito un paio di volte con una ragazza che ha conosciuto al concerto dei Lumineers.
Niente di serio mi dice quando gli chiedo di lei. Sto per trasferirmi dall'altra parte del continente.  un po' un ostacolo.
Theo non permetterebbe neanche a una bomba di separarlo dalla persona che ama.  una cosa che ho imparato su di lui, anche se lui stesso non ha ancora finito di accettarlo. Basta che tu sia felice,  la cosa pi importante.
Lui mi sorride. Ci sto arrivando.
Nessuno di noi due parla delle nostre controparti nell'universo in guerra, che si amano con passione, o di quanto il suo s alternativo si sia affezionato alla Granduchessa, anche se  incinta di un altro uomo. Quei mondi dimostrano che avremmo potuto stare insieme, che ci sono dimensioni in cui io sono il suo destino, e lui  il mio.
Ma in questo mondo, abbiamo un'amicizia cos profonda e potente che sono certa durer per tutta la vita.
Anche questo  un destino prezioso.
Per qualche motivo, il fatto che si sono sposati in tante dimensioni ha ricordato ai miei genitori che in questo mondo non si sono mai decisi a legalizzare la loro unione.
La mamma ha chiamato una sua cugina che ha una villetta nella campagna francese, e adesso pap sta controllando il calendario accademico dell'anno prossimo per scegliere la data giusta e portare tutta la famiglia in vacanza per il matrimonio.
Finalmente sospiro una sera, mentre siamo seduti tutti insieme nella veranda sul retro, a goderci dei dolcetti.
Stringo le mani in un gesto di gratitudine teatrale.
Io e Josie diventeremo legittime, non saremo pi figlie del peccato.
Sai bene che ci saremmo sposati molto tempo fa, se per voi fosse stato un problema, ma non sembrava proprio spiega la mamma. Le lucine a forma di pesci tropicali, arancioni e acquamarina, brillano nella notte.
Continuavamo ad aspettare il momento giusto, ma non c' mai abbastanza tempo per fare tutto quello che si vuole. Bisogna porsi delle priorit. Io e Henry abbiamo finalmente dato la priorit al matrimonio.
Avremmo dovuto farlo anni fa. Pap  sdraiato sulla schiena, con la testa appoggiata al ginocchio della mamma. Avete visto quanto costano gli anelli di questi tempi? Buon Dio.
La mamma gli scompiglia i capelli. Presto potremo condividere altri dettagli del nostro lavoro con l'intera comunit scientifica. Allora, altri studiosi raccoglieranno la torcia e faranno scoperte che non possiamo neanche immaginare. Non dovremo pi dedicare ogni minuto della nostra vita ai viaggi interdimensionali.
Sai a che cosa avremo tempo di dedicarci, allora?
Gli occhi di pap si illuminano.
Per favore, non parlate di sesso, penso. Per favore per favore per favore.
Ma la risposta  ancora peggiore. Raggianti, dicono in coro: Ai viaggi nel tempo.
Dicono sul serio? Penso di s. Oddio.
Mi chiedo come sar, quando arriveremo in Inghilterra
dice Paul mentre mi allaccio la cintura di sicurezza sull'aereo. Mi ha lasciato il posto accanto al finestrino.
Sei stato due volte nell'universo di Londra.
Voglio dire, quando arriveremo nella nostra Inghilterra.
Ha passato le ultime settimane diviso fra l'attesa e la preoccupazione. Le differenze dimensionali saranno molto profonde, senza contare i sottili cambiamenti del linguaggio e delle convenzioni sociali... s, sto prendendo un tono accademico perch sono nervoso.
Sentirlo diagnosticare il suo stesso nervosismo mi fa sorridere. Paul sta imparando ad adattarsi. Meglio ancora, sta imparando a essere felice. Ad essere amato.
Due giorni dopo che avevo ricevuto la mia lettera di ammissione alla Ruskin School of Fine Arts, lui ha accettato l'offerta di post dottorato a Cambridge. Oxford  molto vicina a Cambridge, il che significa che potremo vederci ogni weekend. Ma potremo ancora fare le nostre esperienze universitarie, avremo occasione di esplorare e di crescere.
Soprattutto avremo l'occasione di creare il nostro destino comune, insieme.
Il Firebird  stato costruito un'equazione alla volta. I miei dipinti sono il risultato di innumerevoli piccole pennellate, ciascuna con una diversa miscela di colori, ciascuna con un unico scopo preciso. Ogni giorno, in ogni momento, tutti noi creiamo qualcosa - che sia scienza o arte, una relazione o un destino - costruendola con ogni scelta, attimo per attimo. Le nostre decisioni influenzano i mondi di altre persone, oltre che il nostro.
Siamo tutti al centro del nostro universo, e ciascuno di noi  nell'orbita di qualcun altro.  un paradosso, ma a volte nei paradossi nasce la verit.
Mio padre direbbe che i Beatles ci hanno gi detto tutto questo diversi decenni fa. Una volta hanno cantato che, alla fine, l'amore che riceviamo  uguale all'amore che creiamo. No, non avremo mai il controllo totale del nostro destino, siamo tutti esposti agli incidenti, alla crudelt e alle sfortune casuali della vita. Ma io cerco di concentrarmi su quanto di tutto questo dipende da noi. Siamo noi a decidere quali emozioni usare per realizzare le nostre costruzioni, con quali sentimenti dare forma al nostro universo.
Cos, io e Paul stiamo costruendo un mondo, fianco a fianco, giorno per giorno. Non abbiamo idea di che cosa ci riserver il futuro, sappiamo solo che lo stiamo creando insieme.
E lo renderemo bellissimo.
I motori dell'aereo ronzano pi forte, mentre rulliamo sulla pista. Lancio un'occhiata indietro, verso l'aeroporto, dove immagino che mamma e pap si stiano ancora asciugando le lacrime. Paul mi stringe la mano cos forte che mi chiedo se abbia una fobia. Non hai paura di volare, vero?
No. Conosco bene sia le statistiche sulla sicurezza che le leggi dell'aerodinamica. All'inizio penso che Paul  sia rientrato in modalit Spock, ma poi mi fa un sorriso cos luminoso che  come entrare in un raggio di sole.
Volevo solo stringerti.
Io rispondo alla stretta con la stessa forza. Non ti lascer andare.
L'aereo accelera, inchiodandoci ai nostri sedili cos forte che ci mettiamo a ridere. Ci lanciamo in avanti, sempre pi veloci, e ci solleviamo dal terreno puntando verso il cielo.
...
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...
FINE.